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figure of Prague's golem

figure of Prague’s golem (Photo credit: Wikipedia)

 

 

Helene Wecker ha mescolato generi diversi e anche elementi del folklore ebraico e arabo  in questa intrigante fantasia storica, intrisa anche degli elementi della mitologia. Cosa succede quando un golem, una donna polacca di argilla, involontariamente lasciata libera dal padrone alla fine del XIX secolo a New York, unisce le forze con un genio-jinn, una creatura fatta di fuoco, accidentalmente liberato da un artigiano siriano a Manhattan?

Una trama non semplice da tenere sotto controllo, ma il libro di certo non delude con questo colorito intreccio di culture e genti. I due esseri, in una città proiettata verso la modernità, ma ancora intrisa degli umori dell’Ottocento, affronteranno insieme quella che si rivelerà essere una minaccia per l’intera comunità.

 

Helene Wecker,

Il genio e il golem,

trad Fefè G.

Neri Pozza

 

È un giorno del 1899 quando Otto Rotfield si inoltra nel folto del bosco di Konin, un paesino a sud di Danzica, e varca la soglia della catapecchia di Yehudah Schaalman. Rabbino dall’oscura fama – a Konin si sussurra che sia stato posseduto da un dybbuq, uno spirito maligno che gli avrebbe conferito poteri soprannaturali -, Schaalman è solito ricevere nel cuore della notte la visita di ragazze di campagna alla ricerca di filtri d’amore o di donne sterili che, grazie alle sue arti cabalistiche, restano incinte poco tempo dopo.

Figlio di un fabbricante di mobili, trentenne così inetto e arrogante che in meno di cinque anni ha mandato in rovina l’azienda di famiglia, Rotfield non è a caccia di incantesimi o magiche pozioni. Vuole da Schaalman molto di più: un golem che passi per umano, un golem- femmina che gli faccia da moglie docile e ubbidiente e lo accompagni verso la nuova terra promessa: l’America.

Disposto, in cambio di denaro, a offrire ogni sorta di servigi, Schaalman si cimenta nel compito e crea dall’argilla una splendida golem, pronta a seguire e proteggere il suo padrone e, insieme, a scatenare la sua potente forza distruttiva.

Rotfield si imbarca con la sua creatura sul Baltika, il piroscafo addetto alla rotta Danzica- New York, ma, subito dopo averle dato vita con la formula trascrittagli dal rabbino, per un malore a lungo trascurato muore. Sola, la golem sbarca a New York e si aggira, stordita e totalmente alla deriva, per le strade rumorose della metropoli della fine del XIX secolo.

Non lontano da lei, nella zona di Lower Manhattan chiamata Little Syria, Butros Arbeely, uno stagnino cattolico maronita, è alacremente al lavoro nella sua officina in cui fabbrica o rappezza tazze e piatti, pentole e padelle, ditali e candelabri.

È alle prese con un vecchio fiasco di rame malconcio appartenuto da tempo immemorabile a una famiglia siriana, quando viene attraversato da una scossa potentissima e spinto via lontano dal suo tavolo di lavoro. Il tempo di riprendersi e riaprire gli occhi che scorge davanti a sé un uomo nudo, dai tratti del volto di una perfezione inquietante, i capelli scurissimi e un bracciale di metallo al polso destro: un genio, da lui accidentalmente liberato, uno di quei genii potenti e intelligenti, la cui forma reale, inconsistente come un soffio d’aria e invisibile all’occhio umano, può radunare i venti del deserto e cavalcarli, e assumere le sembianze di qualsiasi essere vivente…

Romanzo che, attraverso lo sguardo di due affascinanti figure della mitologia araba ed ebraica, illumina la New York di inizio Novecento, città di immigrati e di grandi trasformazioni sociali, di culture che si mescolano e grandi solitudini, di millenarie conoscenze e avveniristiche innovazioni, Il genio è il golem è uno dei romanzi più attesi dell’ultima stagione letteraria americana.

 

1899. Due strane creature si aggirano sulle strade della New York pronta a gettarsi tra le braccia del nuovo secolo. Hanno le sembianze di un giovane uomo e di un’attraente giovane donna. Ma sono un genio e un golem, due creature di un’antica magia catapultate nel mondo moderno.

 

«Storia, magia e religione si incontrano nei caseggiati della vecchia New York».

New York Times

 

«Dalle primissime pagine fino alla conclusione travolgente, Il genio e il golem è un romanzo sorprendente che trascina il lettore in un mondo alternativo».

Tom Reiss

 

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ebreo-polacco di Varsavia, vive in Francia: questo è il percorso umano di Marek Halter, capace di affascinare il lettore con questo intrigante thriller storico in cui dona nuovamente vita al mito del Golem. Sullo sfondo di una città fantastica (Praga nel 1600), Marek Halter fa percorrere al suo io narrante un affascinante viaggio tra le pieghe del potere e della violenza

 

Praga 3

Praga 3 (Photo credit: wicho)

Marek Halter, Il cabalista di Praga, Newton Compton

Praga 1600. La violenza sta per devastare la città. Solo un segreto millenario potrà salvarla.Praga, 1600. I cristiani minacciano il ghetto della città, ne assediano le porte, tentano di entrare per metterlo a ferro e fuoco.Gli ebrei sembrano impotenti di fronte al terribile eccidio che rischia di consumarsi. Persino l’imperatore Rodolfo II, che fino a poco tempo prima li aveva protetti, finge di non vedere quale massacro sta per abbattersi su di loro.Solo l’intervento del MaHaRaL Judah Loew, il Gran Rabbino di Praga, sarà in grado di salvare la comunità ebraica. Grazie alla sua conoscenza della Cabala e al suo sapere esoterico, Judah riuscirà a creare dal fango un essere soprannaturale, dotato di una forza spaventosa e che risponde ciecamente al suo volere: il Golem.A narrare la straordinaria storia del gigante d’argilla sarà David Gans, l’allievo prediletto del MaHaRaL. Sarà lui, diviso tra lo studio dei testi sacri e la passione per le scoperte scientifiche di Copernico e Galileo, tra la purezza della fede e la pulsione verso l’amore proibito per Eva, la nipote del MaHaRaL, a condurci in un passato così lontano nel tempo, ma dal fascino antico e misterioso.Tra storia e leggenda, scienza e magia, un grande romanzo tradotto in Spagna, Portogallo, Polonia, Romania e Repubblica Ceca.Diventerà presto un film.Marek Halternato in Polonia nel 1936, a cinque anni lascia con la famiglia il ghetto di Varsavia per andare a vivere in Russia. Nel 1950 arriva in Francia. Artista poliedrico, oltre ad aver firmato una ventina di libri di successo dedicati all’epopea del popolo ebraico, è anche pittore e regista cinematografico. È tra i fondatori del movimento SOS Racisme, che si batte per promuovere la pace in Medioriente. Intellettuale di fama internazionale, Halter collabora regolarmente con alcune delle più prestigiose testate giornalistiche del mondo, incluse le più importanti in Italia. Tra i suoi libri ricordiamo: Perché sono ebreo, Intrigo a Gerusalemme e La regina di Saba.

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