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Per Granta, è uno dei 22 migliori scrittori della nuova generazione (a noi era piaciuto molto anche L’odore afrodisiaco del cloro). La giuria del Orange Award ha ritenuto opportuno inserirla tra le finaliste (premio tutto dedicato alle autrici di ogni angolo di mondo), per questo suo libro pubblicato tredici anni fa, con cui esordiva come romanziera. Un libro che ricorda lo stile di Angela Carter, per le sue concessioni al gusto del fantastico e della fiaba, mixato con la realtà quotidiana. Stile che si avvale anche di un tocco di ironia,va detto. Un libro poetico, una voce forte e originale che parla di madri e figlie, di tradizioni di famiglia e amore.

Judy Budnitz, L’altro colore dell’inverno, Alet

“Sono nata in tempi violenti”, racconta Ilana, e dev’essere proprio vero se la notte in cui nacque al posto della levatrice bussarono alla porta i briganti. Nel suo villaggio “così piccolo che non ha nome”, dove tutto è sepolto nella neve e i colori sono una specie di miracolo, Ilana cresce piccola e leggera come una bestia selvatica. Potrebbe scappare veloce nella neve quando un giovane brigante dagli occhi di ghiaccio le rivolge la parola nel folto della foresta bianca, e invece sarà proprio lui a cambiare per sempre il suo destino, donandole un gioiello talmente prezioso da sembrare fatato: un minuscolo uovo “coperto di pietre che brillavano come fuoco e ghiaccio”, al cui interno si scorge un paesaggio meraviglioso, fatto di castelli e giardini. La promessa rappresentata dal misterioso oggetto e la crudele fine del ragazzo la spingono a intraprendere un viaggio avventuroso fatto di incontri sorprendenti, in un sottile equilibrio tra realtà e fiaba che solo una scrittrice come la Budnitz sa condurre.

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Daniel Alarcón

Image by Kanaka Menehune via Flickr

Sono poco più di cento pagine, ma condensano ottimamente l’esperienza di Lupo, cantore al servizio di un potente narcotrafficante. Non c’è una sola parola inutile, un solo personaggio di troppo nella corte che affianca il Re. Un libro dal tono lirico, che riesce perfettamente ad adattarsi alla cruda materia trattata.

La ballata del re di denari
    Herrera Yuri, La nuova Frontiera
Polvere e sole. Silenzi. Pochi spiccioli guadagnati per la strada offrendo rime in cambio di pietà. Perché Lupo ha un talento: sa come trasformare in musica ciò che vede. Un giorno incontra un Re, entra a far parte della sua corte e acquista un ruolo: diventa l’Artista. Canta corridos per il suo Signore e con la Bimba scopre l’amore che fino ad allora aveva conosciuto solo per sentito dire. Ma a poco a poco i suoi occhi si abituano allo sfarzo del Palazzo e iniziano a intravedere gli orrori e la corruzione che si celano dietro ai potenti facendo nascere in lui un profondo desiderio di libertà e indipendenza. Utilizzando lo stile caratteristico e affascinante della favola, Yuri Herrera mette a nudo i meccanismi che ordinano il mondo dei narcotrafficanti e ci regala una tragedia shakespeariana ambientata in Messico.

Yuri Herrera è nato ad Actopan, in Messico, nel 1970. Ha studiato Scienze Politiche in Messico e Letteratura negli Stati Uniti. Con il suo primo romanzo La ballata del re di denari ha vinto, nel 2003, il Premio Binacional de Novela “Border of words”, e nel 2009 in Spagna il premio “Otras voces, otros ambitos”, confermandosi come uno degli scrittori messicani più promettenti. Di prossima pubblicazione in Italia il suo secondo romanzo Segnali che precederanno la fine del mondo

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La storia riguarda molto le vicende del secondo novecento dell’America Latina, ma la sottile tristezza di cui è permeato il libro e il senso di frustrazione e inevitabilità per la guerra e la violenza che insanguinano il paese immaginario protagonista del testo, lo accostano anche idealmente ai toni orwelliani. L’esperienza vissuta in Perù dall’autore si è così distillata in un emozionante testo, con pagine davvero toccanti!

Daniel Alarcon, Radio città perduta, Einaudi

Norma è la voce più amata del paese: conduce Radio città perduta, un programma notturno in cui legge i nomi delle persone scomparse durante i dieci anni di guerra civile e repressioni governative che hanno diviso amici, amanti e famiglie. Anche quella di Norma: suo marito è uno dei desaparecidos e l’ha lasciata sola con lo smarrimento di chi non ha altro che la speranza, anche la più immotivata, per non cedere alla rassegnazione.
Victor ha undici anni ed è uno degli orfani creati dal conflitto: ha abbandonato la giungla e il suo villaggio per partecipare alla trasmissione di Norma.
Norma e Victor sembrano legati solo dal caso.
Ma forse non è così: forse a unire ciò che la dittatura dell’oblio ha diviso sarà la necessità della memoria. E una voce alla radio, nella notte

Daniel Alarcón è nato a Lima, in Perù, nel 1977, ma vive negli Stati Uniti. é stato inserito nei«21 migliori giovani scrittori americani» dalla rivista «Granta» e tra i «20 migliori under 40» dal «New Yorker». Radio città perduta, il suo primo romanzo, è stato pubblicato da Einaudi nel 2011.

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Selezionato da Granta come uno dei migliori autori emergenti, Tony Earley racconta ne Il giovane Jim un luminoso ritratto di un ragazzino di dieci anni, colto negli anni della sua formazione agli inizi degli anni Trenta, nel bel mezzo della grande depressione.

Il giovane vive con innocenza la sua infanzia in una fattoria insieme alla madre vedove e a tre zii, una infanzia come poteva essere quella di tanti bambini dell’epoca. Gli accadono cose, comuni a quell’epoca come la malattia che colpisce un amico, la poliomelite, o l’arrivo dell’elettricità in paese, e altre di cui a volte non si rende conto, o non capisce, e che sono forse più chiare al lettore che ne scorre le pagine; la prosa semplice e poetica dell’autore ci restituisce l’incanto di questo suo divenire grande, giorno dopo giorno. Un libro adatto anche per i lettori adolescenti

Tony Earley, Il giovane Jim, Fanucci
È il 1934. Come in tutto il Paese, anche Aliceville è stretta nella morsa della crisi economica. Ma Jim e sua madre, e i tre zii che si dividono il ruolo di padre del ragazzo da quando la donna è rimasta vedova, dieci anni prima, non sono tipi da rassegnarsi alla sofferenza. In una prosa a tratti lirica, Earley conduce il suo protagonista nel difficile cammino che è la crescita personale e la presa di coscienza della propria identità, in un susseguirsi di aneddoti, come il racconto della tragica storia che ha dato il nome ad Aliceville, avventure, come un viaggio con uno zio che si trasforma in una lezione sulla transitorietà dell’esistenza umana, una gara sull’albero della cuccagna in un luna park che fa vedere a Jim in una nuova luce la sofferenza del suo migliore amico malato di poliomielite, e l’arrivo della corrente elettrica in città proprio il giorno della vigilia di Natale

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