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Hans Jonas (1903-1993)è stato uno dei pensatori più noti del secolo scorso,reso famoso dalla pubblicazione de Il concetto di Dio dopo Auschwitz, pure pubblicato da Il melangolo. In questo suo grandioso libro di memorie (non propriamente unitario: è il frutto di lunghe interviste e conversarzioni registrate) ritroviamo il crepuscolo della repubblica di Weimar, e tutto quello che ne seguì: avvenimenti storici visti dalla lente di un grande pensatore.

Hans Jonas
Memorie
il Melangolo,

In questa affascinante autobiografia, frutto di lunghe interviste e conversazioni registrate a Monaco di Baviera nel 1989 e integrate con scritti dell’autore, i grandi eventi storici e politici vissuti da Hans Jonas in prima persona ci vengono restituiti con l’immediatezza e l’autenticità di chi giorno per giorno li trascrive in appunti di diario. Con vivacità e passione Jonas racconta la vita degli ebrei negli anni della Repubblica di Weimar e dell’emigrazione in Palestina, la vita militare in una brigata ebraica dell’esercito britannico, i viaggi attraverso la Germania distrutta e gli anni trascorsi in Canada e negli Stati Uniti.
Leggendo queste pagine è così possibile ricostruire la figura di un filosofo che con la sua riflessione ha posto l’accento sulla responsabilità per la vita, sostenendo con forza che la sopravvivenza dell’uomo sarà sempre più legata alla sua capacità di salvaguardare la natura e il pianeta Terra.


Un profilo di Hans Jonas, dal sito Wikipedia
Allievo di Martin Heidegger e Rudolf Bultmann nel corso degli anni Venti, laureatosi a Marburgo, si dedicò allo studio dello gnosticismo.
Jonas sarà costretto, come molti altri intellettuali a lui contemporanei, a emigrare dapprima in Inghilterra dopo l’avvento del nazismo e poi a trasferirsi in Palestina. Partecipò come volontario alla seconda guerra mondiale, militando nell’esercito inglese. Contribuì alla liberazione dell’Italia e nell’ultima fase della guerra si spostò in Germania.
Tornato in Palestina, partecipò alla guerra di indipendenza israeliana del 1948, quindi iniziò la sua carriera di docente alla “Hebrew University” di Gerusalemme, prima di trasferirsi a New York dove visse tutto il resto della sua vita.

Continuò negli Stati Uniti la professione di insegnante, in varie università.

Pensiero

In Jonas si ritrovano sia la bioetica ambientale sia la bioetica clinica, poiché la sua riflessione matura si è concentrata sul tema della responsabilità per la vita, del genere umano e dell’ecosistema. Questa responsabilità è tanto più urgente quanto più l’uomo, con l’uso della tecnologia su scala mondiale, ha ormai messo in serio pericolo non solo la salute dell’ambiente e dell’uomo ma addirittura la loro stessa esistenza. Più precisamente, per quanto riguarda l’uomo, le manipolazioni genetiche ne minacciano l’essenza, mentre l’atomica e i disastri ambientali l’esistenza. Il problema di Jonas è questo: come evitare le degenerazioni della tecnoscienza senza rinunciare ai suoi innegabili vantaggi? Jonas è stato accusato di essere un pessimista, un profeta di sventure. Da questo appello alla prudenza, tradizionale virtù etica, si potrebbe ricavare un principio ben espresso da un frammento di Eraclito: “la dismisura bisogna spegnere più che l’incendio” (Fr. 43 D.K.).

La sua opera più conosciuta, Il principio responsabilità (1979), è dedicata ai delicati problemi etici e sociali sollevati dall’avvento della tecnologia. Jonas sostiene che la sopravvivenza dell’umanità dipende dalla capacità di prendersi cura della natura e del futuro del pianeta Terra.

Sulle orme di Immanuel Kant si spinge fino a formulare un nuovo imperativo morale:

“Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni future”.
Continua sul sito:http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Jonas

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