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Posts Tagged ‘Hotel Calcutta’

Romanzi, le nostre selezioni
FIORI NEL FANGO, HILLARY JORDAN, NERI POZZA
Un potente romanzo d’esordio, una voce davvero interessante a raccontare una storia che restituisce l’asprezza della vita in una fattoria del Delta del Mississipi negli anni 40, tra i pregiudizi e il razzismo, la passione e la tragedia.
PIOGGIA GIALLA, JULIO LLAMAZARES, PASSIGLI
Grande letteratura, il monologo di Andrés de Casas Sosas, ultimo abitante di Ainielle, paese disabitato sui Pirenei. Attraverso i suoi ricordi, rivive la storia della sua terra, delle persone che la abitavano, morte o partite, dimenticandolo.
IL CASO DEI MANGHI ESPLOSIVI, MOHAMMED HANIF, BOMPIANI
Ride di molte cose Mohammed Hanif, degli americani e dei musulmani, e fa divertire anche il lettore con questo romanzo (vincitore del Commonwealth Writer Prize for First Book) che ci riporta al 1988, quando l’aereo del Generale Zia , dittatore del Pakistan, finì tragicamente il suo volo dopo appena quattrominuti dal decollo.
UNA STANZA TUTTA PER GLI ALTRI, ALICIA GIMENEZ BARTLETT, SELLERIO
Attraverso gli occhi della domestica che servì in casa dell’enigmatica Virginia Woolf, un racconto sul gruppo di Bloomsbury,l tutto ben orchestrato dalla mano abile di Alicia Gimenez Bartlett.
FRANCOBOLLO D’ADDIO, HELONEIDA STUDART ,MARCOS Y MARCOS
Per chi ama la narrativa sudamericana, il ritratto forte di due sorelle riavvicinate dal frutto della vendetta, sullo sfondo di un Brasile non tenero con le donne . . .
ANIMAL, INDRA SINHA, NERI POZZA
Finalista al Booker Prize, ANIMAL narra la vita di un ragazzino reso deforme dal disastro ambientale dovuto alla Union Carbide, nell’India degli anni 80. Un romanzo potentissimo, a volte un vero pugno nello stomaco, a volte divertente.
I DONI DELLA VITA, IRENE NEMIROVSKY, ADELPHI
Un altro capolavoro da parte di autrice riscoperta in tutto il mondo: con un taglio decisamente moderno, l’autrice racconta le gioie e i dolori nati dal matrimonio tra Pierre e Agnes, coppia che osa sfidare i mediocri valori borghesi espressi dalla società francese di inizio novecento, fino ai terribili giorni di fine anni Trenta.
L’IMPOSTORE, DAMON GALGUT,,GUANDA
Da un autore accostato al primo Coetzee, una narrazione incalzante da cui traspare la contrapposizione tra passato e presente, tra uomo e natura, tra quanto è etico e quello che non lo è, in un contesto drammatico come il moderno Sudafrica.
RESPIRO, TIM WINTON, NERI POZZA
Due ragazzi, un piccolo paese dell’Australia: di fronte a loro la sfida dell’emozione assoluta, quella che può cambiare la vita. Un romanzo intenso,bellissimo!
SUTTREE, CORMAC MCCARTHY, EINAUDI
Un grande romanzo americano, da un grande autore. Finalmente tradotto, spesso paragonato a quelli di Joyce, Steinbeck e Faulkner Un’odissea della precarietà e della miseria, la discesa agli inferi, e la «rinascita», di un alcolizzato solitario che vive sulle rive del Tennessee.
IL DONO, TONI MORRISON, FRASSINELLI
Dal primo premio Nobel afro-americano, una vibrante vicenda sul dolore dell’innocenza perduta, sullo sfondo dell’America della fine del Seicento.
VIA DELLE CAMELIE, MERCE’ RODOREDA, LA NUOVA FRONTIERA
Dall’autrice de LA PIAZZA DEL DIAMANTE un’altra imperdibile voce femminile nella Barcellona degli anni 40
LE NOTTI AL SANTA CATERINA, SARAH DUNANT, NERI POZZA
SARAH Dunant rende onore alla tradizione dei romanzi storici made in Neri Pozza (La ragazza dall’orecchino di perla,per es.) : una autrice dal talento innegabile, capace di ricreare atmosfere complesse e dare vita a personaggi memorabili
CENSURA, SHARIAR MANDANIPOUR, RIZZOLI
Una storia d’amore in un Paese terribile, il racconto autobiografico dello scrittore che, cancella da solo le frasi destinate a finire sotto le forbici del …censore, spiegando a tutti noi cosa significa vivere, amare ed essere un artista nell’Iran di oggi..
GLI INFORMATORI, JUAN GABRIEL VASQUEZ, PONTE ALLE GRAZIE
“Juan Gabriel Vásquez è una delle voci più originali della narrativa sudamericana. Gli informatori, una potente storia sulle ombre dell’immediato secondo dopoguerra, è la dimostrazione della sua fantasia, dell’eleganza e della sagacia della sua prosa.” Dice Vargas Llosa, e gli diamo ragione!
IN VIAGGIO CONTROMANO, MICHAEL ZADOORIAN ,MARCOS Y MARCOS
Resterete affascinati dall’ultimo viaggio di due attempati coniugi, con il loro camper sulla mitica Route 66! Una storia piena di tenerezza ed amore! (e dopo questo, provate anche il suo primo libro, Second Hand, pure Marcos )
CITTA’ DI PIETRA, ISMAIL KADARE’, TEA
Lo sguardo ingenuo e pronto all’incanto di un bambino si posa su un piccolo angolo di Albania, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, tra eserciti che passano, e millennarie tradizioni pronte a disgregarsi. Splendido
HOTEL CALCUTTA, SANKAR, NERI POZZA
un libro che trabocca di vita, succede di tutto nel glorosio hotel indiano! Sankar ha scritto il libro quaranta anni fa, ma il testo è decisamente freschissimo e godibile!
OLIVE KITTERIDGE, ELIZABETH STROUT, FAZI
Premio Pulitzer 2009 per la narrativa,tredici voci compongono un mirabile ritratto di Olive, e del suo microcosmo

SIGNORIA, JAUME CABRE’, LA NUOVA FRONTIERA
In una Barcellona insolitamente tetra, fine ‘700, l’omicidio di una cantante francese scuote il sistema di potere:un ottimo libro che è al tempo stesso romanzo storico,d’appendice, d’indagine e di formazione!

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Hotel Calcutta ci arriva  da qualche decennio fa, ma non ha certo perso verve! Vista la frenetica attività degli editori nel proporre nuovi talenti dal subcontinente indiano, è un vero e proprio piacere scoprire anche opere del passato mai proposte al pubblico italiano (anche in lingua inglese il testo è stato tradotto da poco, nel 2007). Hotel Calcutta ha tutte le caratteristiche dei buoni romanzi: la capacità di condurre il lettore in un altro luogo, in un altro tempo, di renderlo partecipe delle avventure del protagonista e di affezionarsi ad esso, di essere brulicante di vita!

Hotel Calcutta
, Sankar, Neri Pozza

Anni Cinquanta: Calcutta si chiama ancora Calcutta e vive gli ultimi splendori del suo recente passato coloniale. Nella «striscia d’oro», la zona della città che gli inglesi chiamano Esplanade e gli indiani Chowringhee, il centro della vita mondana e dei grandi alberghi, si aggira Shankar, un ex babu, un giovane impiegato di un avvocato inglese dell’alta corte, anzi, per essere precisi, «dell’ultimo avvocato inglese dell’alta corte di Calcutta». L’illustre esponente del foro imperiale britannico è morto e il ragazzo si è ritrovato di colpo nel deserto di povertà e penuria da cui viene, e che credeva di essersi lasciato definitivamente alle spalle. Per allontanare lo spettro della fame, vaga per la città cercando di vendere cestini per la cartastraccia fabbricati da un giovanotto di Madras, che oltre ai cestini non possiede altro che due paia di calzoni e una sudicia cravatta. Per i dannati della terra come Shankar, basta il minimo temporale a distruggere l’oasi. Ma per fortuna non è sempre così. In un giorno in cui sonnecchia al parco di Chowringhee, si imbatte in uomo dalla pelle color mogano, lucida come le scarpe che hanno ricevuto il trattamento dai lustrascarpe di DharmataJa. E il detective Byron, il grande investigatore: per lui qualunque caso, per quanto complicato o misterioso, è immediatamente «chiaro come la luce del giorno, trasparente come l’acqua». Byron gli trova un lavoro nell’albergo più antico e prestigioso dell’Esplanade: lo Shahjahan Hotel.

Dopo un “quasi classico”, ecco invece un palpitante ritratto della nuova India, sempre da Neri Pozza
Radhika Jha
Il dono della dea
Neri Pozza

Laxmi ha occhi grandi e scuri, naso corto e sottile, labbra piene come le vele di una barca al vento. Quando si china il suo corpo si incurva dolcemente e si arrotonda nei punti giusti, mentre i capelli deliziosamente neri e folti si muovono come una nidiata di serpenti.
Laxmi è anche una ragazza ostinata, molto ostinata. Suo padre aveva un sogno: far fruttare i miseri quattro ettari di terra ereditati come se fossero dieci utilizzando le nuove tecniche agricole. Per realizzarlo è precipitato nella rovina più nera per mano dell’usuraio di Khargaon, il villaggio nel cuore dell’India rurale dove la famiglia di Laxmi vive da generazioni. Una rovina dall’esito tragicamente scontato: il suicidio.
Dalla sua morte, Laxmi ha coltivato un solo scopo nella sua vita: dimostrare che il sogno di suo padre non era una chimera. Per questo ha frequentato le scuole secondarie, poi il college a Mandleshwar, quindi un politecnico dove ha studiato agraria. Per questo, a venticinque anni, è diventata una creatura aliena a Khargaon,  una giovane donna istruita da guardare con sgomento e orrore.
Alla mamma di Laxmi non è restato altro che spedire un sensale nel villaggio di Nandgaon, nel cuore della foresta.
Veloce come una freccia avvelenata, il matrimonio combinato ha condotto Laxmi nella casa di Ramu. Un misero edificio con un tetto di paglia, con un uscio di legno scheggiato e consunto, senza finestre, una tenda rattoppata all’entrata. In un mondo fatto di roccia e acqua, immerso in un silenzio duro e spietato, dove non si sente neppure il colpo di tosse di un bimbo o il latrato di un cane, Laxmi trascorre il tempo accovacciata nella veranda a contare i chicchi di riso in un vassoio di vimini, come una povera donna che non ha molti compiti domestici, non ha barattoli di conserva da mettere al sole, polli da nutrire, bimbi da accudire, panni da lavare e utensili da riordinare.
Ramu, suo marito, dopo essersi legato un cencio attorno al collo, ogni pomeriggio porta le capre al pascolo nei campi che circondano la foresta.
In un giorno di cielo cupo e di vento, torna con una strana creatura con un orecchio lacero, privo di un pezzo di pelle: una vacca… «un dono della dea» per loro due che non hanno niente…
Romanzo corale, con un’incredibile varietà di personaggi – Darbari il barbiere troppo intelligente per il suo umile rango, Jaiwant Rane, il maestro di scuola con mani e piedi troppo grossi per il suo corpo minuscolo e macilento, Saraswati Rane, il sacerdote brahmano con l’alito pesante nonostante la dieta vegetariana, Gopal Mundkur, il capovillaggio che ogni giorno canta il più antico dei mantra in onore dell’Uno, Manoj Mishra e Pratima, i magnifici alter ego di Laxmi e Ramu – Il dono della dea è una grande opera sul cruciale e delicato passaggio alla modernità di un antico e glorioso paese.

Dall’autrice dell’Odore del mondo, «un magnifico romanzo su ciò che sta trasformando il cuore e il corpo dell’India».
The Independent

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