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Posts Tagged ‘i libri che ci sono piaciuti’

Reneè Hamon era una viaggiatrice eccentrica e instancabile, amica di Colette. Nel 1937 si imbarcò a Marsiglia, direzione Mari del sud , Thaiti, Tuamotu, le Isole Marchesi: una esperienza memorabile che diede spunto a questo bel reportage.

È proprio Colette che la incita alla pubblicazione di un libro, dopo averne apprezzato le qualità come collaboratrice di riviste femminili.
“Descrivi solo quello che hai visto. Osserva a lungo cio’ che ti piace, piu’ a lungo ancora cio’ che ti addolora. Cerca di essere fedele alla tua prima impressione… Non prendere appunti. Non scrivere il tuo reportage quando sei lontana, ritornando ti sembrerebbe irriconoscibile. Non si scrive un romanzo d’amore mentre si fa l’amore.” Troviamo infatti nel breve scritto introduttivio di Colette che accompagna il testo.

È una viaggiatrice arguta, originale nel rendere al lettore le emozioni che prova e le scene a cui assiste, attenta nel cogliere le dinamiche sociali che stanno cambiando le isole che visita (Americani turisti con le cinepresi, cinesi commercianti senza scrupoli). Le sue pagine risplendo di un evidente fascino, calando noi poveri lettori ormai avvezzi a tutto, nella dimensione del meraviglioso, dello stupefacente.

“Verso le isole luminose. Tahiti, Tuamotu, Marchesi”
di Renée Hamon con uno scritto di Colette (Voland, 2008)

“Non si scrive un romanzo d’amore mentre si fa l’amore . . .” Seguendo questo consiglio dell’amica Colette, il “piccolo corsaro” Renée Hamon ci racconta una delle sue innumerevoli avventure. Tornata dai Mari del Sud descrive la meraviglia delle piantagioni di cocco, delle barriere coralline, del popolo maori e della mitica Tahiti di Gauguin, dove molti occidentali cercano un ritorno alla natura. Ma denuncia anche le malattie, la povertà e i soprusi importati in quelle terre dall’Occidente.
Un vero reportage senza lirismi fatto all’inizio del ‘900 da una viaggiatrice eccentrica e instancabile.

Annalisa Comes ha curato la traduzione del libro. Il suo sito è http://www.annalisacomes.com.
Claude Delafosse è il curatore del Museo di Vitré (Francia) dedicato a Renée Hamon.

Nata nel 1897 a Vitré, è una delle poche giornaliste-reporter della propria epoca. Definita affettuosamente “piccolo corsaro” da Colette, la Hamon gira il mondo, solca i mari del Pacifico imbarcandosi nel 1936 su La Pérouse. I suoi reportage vengono pubblicati in quegli anni su riviste prestigiose come “Eve”, “Vu” e “L’intransigent”. Muore nel 1943 a Vannes.

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Nadeem Aslam ci aveva colpiti con MAPPE PER AMANTI SMARRITI, un gran bel libro sui disastri che il fanatismo può recare all’umanità, con cui si era aggiudicato diversi premi. Ci appassiona anche con LA VEGLIA INUTILE, dove sono i venticinque anni delle guerre che stanno insanguinando l’Afghanistan ad essere protagonisti e a turbare le vite dei diversi protagonisti che compaiono: un medico inglese settantenne, una donna russa in cerca del fratello scomparso, un giovane talebano e altri .
Dimenticate l’Afghanistan e il mondo arabo proposto da certi editori dopo il successo de IL CACCIATORE DI AQUILONI, testi a volte ripetitivi.
Con LA VEGLIA VIGILE siamo di fronte a un testo ambizioso e riuscito, lirico e duro al tempo stesso, senza estetismi e pietismi, capace di offrire al lettore uno spaccato dei costi che le guerre arrecano alle persone: “la guerra fredda era fredda solo per gli abitanti dei paesi ricchi”, già, altrove la situazione era ben diversa!

Nadeem Aslam. La veglia inutile, Feltrinelli

Lara, una giovane russa, è in Afghanistan alla ricerca di notizie sul fratello, un veterano dell’invasione sovietica. Chi potrà fare luce sulla sua scomparsa? Attraverso i sentimenti, le passioni, le emozioni, Aslam ci introduce nel cuore del Medio Oriente di oggi.
Il libro
Lara, una giovane russa, è in Afghanistan alla ricerca di notizie sul fratello, un veterano dell’invasione sovietica. Chi potrà fare luce sulla sua scomparsa? Forse Marcus Caldwell, un inglese che vive all’ombra delle montagne di Tora Bora. Forse David, formalmente una spia di Washington, che si trova nel Paese dai tempi dell’invasione sovietica. Forse James, soldato delle forze speciali statunitensi. O forse Casa, il giovane talebano, sarà lui a custodire il segreto?
Cinque vite molto diverse si ritrovano al punto di intersezione di decenni d’invasioni, occupazioni e violenze. In una prosa memorabile, Aslam racconta i complessi legami – d’amore e disperazione, dolore e salvezza, follia e chiarezza – che legano questi individui. Le storie, il romanzo degli ultimi terribili venticinque anni della tragedia afghana, si rivelano agli occhi di Lara – e a quelli dei lettori – in tutta la loro brutalità.

Riproponiamo anche quanto avevamo scritto due anni fa, in occasione dell’uscita della versione pocket de  MAPPE PER AMANTI SMARRITI:

“è appena uscito in formato tascabile uno dei libri più premiati nel mondo degli ultimi anni (Kiriyama Pacific Rim Book Prize, Encore Awards, finalista alla corrente edizione dell’IMPAC DUBLIN LITERARY AWARD. . .). NADEEM ASLAM, autore di MAPPE PER AMANTI SMARRITI, vive in Inghilterra da ormai 25 anni, ed è proprio colà che si snoda questa vibrante vicenda che mette a nudo le debolezze e le difficoltà che affiorano quando culture diverse vengono a contatto. Musulmani, Sikh, occidente, religioni e musica, cibo, perfino le stagioni (che possono diventare cinque, se ci aggiungiamo quella dei monsoni), quante cose possono dividere! E’ un romanzo che colpisce immediatamente, dalla prima pagina, venato di poesia, capace di ritrarre in modo impietoso i disastri che il fanatismo religioso può provocare. Memorabile la pagina sull’atteggiamento dei bianchi verso gli immigrati: si passa dal periodo in cui l’atteggiamento era:”Non voglio vederli nè lavorare al loro fianco” a:”Non m’importa di lavorare al loro fianco se proprio devo,, purchè non debba anche rivolgere loro la parola”. Il passo successivo: “Non m’importa parlare con loro se proprio devo farlo sul luogo di lavoro, purchè non mi tocchi parlare con loro anche fuori dalle ore lavorative” e si termina con “Non m’importa se socializzano negli stessi posti dove vado io, se proprio devono, però non voglio trovarmeli nella casa accanto” arrivando in questo modo agli anni Settanta, dagli Anni Cinquanta del primo “ragionamento”.


Mappe per amanti smarriti
Nadeem Aslam
FELTRINELLI
Traduzione: Delfina Vezzoli
Collana: Universale Economica

In breve
Una vicenda di amori impossibili che ci introduce nella vita segreta di una comunità di immigrati pachistani in una città europea. Storie di persone che vivono vicinissime a noi e che non potrebbero esserci più distanti e ignote. Il tentativo coraggioso di descrivere dall’interno il conflitto che nasce dalla precarietà dei sentimenti e dall’urto delle culture.
Il libro
Siamo in un’innominata città inglese, uguale a molte altre in Europa, ai cui margini vive una comunità pachistana. Il romanzo si apre con la scomparsa di due amanti, Chanda e Jugnu e ben presto la polizia decide di arrestare i due fratelli di Chanda, indignati dalla loro relazione adulterina. La trama si svolge attorno a questa indagine e apre un mondo al tempo stesso vicinissimo a noi e assolutamente ignoto e inimmaginabile. Kaukab, cognata di Jugnu, vive da più di quarant’anni in Inghilterra, non parla la lingua e cerca di avere a che fare il meno possibile con i bianchi. Donna semplice e ignorante, di stretta fede musulmana (si potrebbe anche dire fanatica), è il personaggio più estraneo a noi, al quale però, nel corso del romanzo, sarà quasi impossibile non affezionarsi. Profondamente infelice, lacerata tra le regole morali delle proprie origini e la realtà che la circonda, Kaukab rispecchia i profondi conflitti che agitano l’intera comunità. La sua rigidità ha allontanato, uno dopo l’altro, i figli che quasi non vogliono avere più contatti con lei perché vedono nel suo fanatismo le cause della sparizione dello zio Jugnu e della sua compagna. Shama, il marito di Kaukab, è invece una specie di libero pensatore, convinto che le due culture debbano e possano integrarsi. Suo malgrado, s’innamora perdutamente di Soraya, una bellissima giovane divorziata appena giunta dal Pakistan. Ma è un amore tragico, che lo renderà per sempre infelice. Ed è sul filo delle infelicità di Shama e Kaukab che corre questo straordinario romanzo, infuso di una fortissima sensualità, arricchito da immagini e metafore che trasformano la quotidianità occidentale in qualcosa di magico e inusuale e che, con amore e struggimento, mette a nudo i disastri che il fanatismo religioso può provocare.”

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migliori gialli del 2008
JAMES LEE BURKE, PRIMA CHE L’URAGANO ARRIVI, MERIDIANO ZERO
Il detective Robicheaux è di certo una delle grandi figure della crime fiction contemporanea, con il suo sottofondo noir (ex mogli, vecchi amici, lavori perduti, bottiglie vuote) e il fascino della “OLD Louisiana” che va spesso a scontrarsi con i nuovi aspetti di una modernità non sempre piacevole.

ROBERT WILSON, IL SILENZIO DELLE VITTIME, LONGANESI
Robert Wilson è un maestro del thriller psicologico, e si conferma all’altezza delle sue cose migliori con questo testo”voltapagina” che svela, a poco a poco, i torbidi retroscena di una comunità di statunitensi trapiantati nel caldo clima di Siviglia.

DAN SIMMONS, L’INVERNO DELLA PAURA, GARGOYLE
Quarantunanni dopo L’ESTATE DELLA PAURA, Dale Stewart torna a ELM HAVEN. E l’autore riesce di nuovo a stupirci, con una nuova esplorazione di quelle oscurità che a volte possono inghiottirci, con le dettagliate esplorazioni del microcosmo in cui si muove il protagonista, e di quanto può celarsi attorno a lui

LOS ANGELES NOIR, ALET EDIZIONI
Una nuova collana, le guide NOIR, a raccontare il cuore nero delle città. Grandi autori per una buona raccolta di storie!

MICHAEL SIMON, DIRTY SALLY, SARTORIO EDITORE
primo caso per DAN RELES, un noir feroce per chi ama le storie alla ELLROY

IAN RANKIN, DIETRO QUEL DELITTO, LONGANESI
ancora un ritorno, quello dell’ispettore John Rebus, con il giusto contorno dipersonaggi e trame. E sullo sfondo, la Scozia con i suoi profumi, il verde della campagna, e il nero dei bassifondi di EDIMBURGO.

ROBERT CRAIS, L’ANGELO CUSTODE, MONDADORI
Un grande ritmo per il nuovo thriller di Robert Crais. John Pike, il collaboratore dal passato misterioso di Elvis Cole, il detective protagonista dei gialli del nostro, diventa in questa avventura il personaggio principale, come sempre sullo sfondo di una Los Angeles descritta in modo ammirevole. . .

ROBERT MCCAMMON, LA VIA OSCURA, GARGOYLE
un Horror coi fiocchi, di quelli da non leggere da soli in casa, di notte. Pubblicato nell’83, come una buona bottiglia di rosso non teme l’invecchiamento.

ALAN FURST, IL CORRISPONDENTE DALL’ESTERO, NERI POZZA
Una spy story che ridesta atmosfere di capolavori del cinema come Casablanca, Il corrispondente dall’estero ci restituisce le paure e le speranze, le trame e gli ideali, le miserie e gli eroismi dell’Europa degli anni 30.

STIG LARSSON, UOMINI CHE ODIANO LE DONNE, MARSILIO e LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO, il suo seguito
La storia piena d’odio, avarizia e vendetta della famiglia Vanger . la serie Noir rivelazione degli ultimi dodici mesi

CHELSEA CAIN, LA RAGAZZA DEI CORPI, SONZOGNO
Una originalissima storia di una ossessione e di un serial killer, stile Hannibal

A CURA DI GIAN FRANCO ORSI, HISTORY AND MISTERY, PIEMME
24 storie di delitto e paura, 24 autori italiani da Giulio Leoni a Alan Altieri, da Marco Vichi a Danila Comastri Montanari!

RICHARD MONTANARI, L’ATTORE, NORD EDIZIONI
Una nuova vibrante indagine per Jessica Balzano e Kevin Byrne.
Anche in questo caso è una vivace Philadelphia ad essere colta con precisione, descritta con passione e vigore nei suoi quartieri, alti e bassi.

MARTIN CRUZ SMITH, IL FANTASMA DI STALIN, MONDADORI
Per Arkady Renko siamo alla sesta avventura, e non ci siamo ancora stancati di lui, anzi. Se alla fine della precedente avventura avevamo intravisto qualche bagliore di speranza nel suo cupo mondo, lo troviamo ora alle prese con vecchi e nuovi problemi. Personali, e del Paese in cui vive: Renko è di nuovo a Mosca, e qualcuno sta cercando di sfruttare strane apparizioni . . .

ANNE MARIE SCHENKEL, LA FATTORIA DEL DIAVOLO, GIUNTI
In sole 140 pagine Andrea Maria Schenkel getta una luce inquietante sulla quotidianità di una famiglia di agricoltori tedeschi degli anni 50. Una vera e propria famigliuola da incubo, in cui il capofamiglia, un uomo rozzo e violento, schiaccia sotto un pugno di ferro le altre esistenze, fino al tragico epilogo.

PETROS MARKARIS, I LABIRINTI DI ATENE, BOMPIANI
Una ottima antologia di racconti , ambientati fra i bassifondi della capitale Ateniese, e ad indagare il Commissario Kostas Charitos

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