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Posts Tagged ‘I loro occhi guardavano Dio’

Un’ingiustizia commessa in qualche luogo è una ingiustizia commessa ovunque.

Martin Luther King

 

Qualche libro sulla questione razziale americana:

 

 

Colson Whitehead La Ferrovia Sotterranea Sur
Colson Whitehead John Henry Festival Sur
Toni Cade Bambara Gorilla amore mio Sur
Colson Whitehead I ragazzi della Nickel Mondadori
Nana Kwame Adjei-Brenyah Black Friday Sur
Alice Walker Il colore viola Sur
Fran Ross Oreo Sur
Toni Morrison Amatissima Frassinelli
Harper Lee Il buio oltre la siepe Feltrinelli
Ta Neishi Coates Tra me e il cielo Einaudi
Margaret Wilkerson Sexton La libertà possibile Fazi
James Baldwin La prossima volta il fuoco Fandango
Kiese Laymon Il giusto peso Black Coffee
Jesmyn Ward Salvare le ossa Enneenne
Ann Petry La strada Mondadori
Lewis Shiner Black & White Giulio Perrone
Zora Neal Hurston I loro occhi guardavano Dio Cargo
PER ADOLESCENTI:
Angie Thomas The hate u give Giunti
Sharon Draper Divisa in due Feltrinelli

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Halle Berry ha interpretato il ruolo della protagonista de I LORO OCCHI GUARDAVANO DIO, riduzione telelevisiva dal libro di Zora Neale Hurston(già libro del cuore qui ad atlantide), ecco il link per vederne qualche scena, e la nostra recensione al libro:

http://www.youtube.com/watch?v=evgj1hvnqSs&feature=related

Con gli occhi rivolti al cielo (Their Eyes Were Watching God 1937), è l’opera più famosa di Zora Neale Hurston, scrittrice afroamericana dell’Harlem Renaissance. Venne scritto nel 1936, mentre l’autrice si trovava ad Haiti per uno studio antropologico, mentre la vicenda è ambientata in Florida. Zora Neale Hurston è una vera e propria icona del mondo afroamericano, la prima vera grande autrice di colore statunitense, tanto che paradossalmente questo successo può aver nuociuto alla sua bravura come scrittrice, quasi oscurata da tanta fama, come nota intelligentemente Zadie Smith nella bella introduzione che accompagna questa nuova edizione del libro (l’ultima fu quella di Bompiani negli anni Novanta). I loro occhi guardavano Dio, la storia narrata da Janie, la sua vita, i suoi amori e la ricerca di se stessa, è il romanzo che la rese celebre, in cui riuscì a rendere in maniera esemplare sulla pagina l’incanto della tradizione orale afroamericana, andando oltre gli stereotipi e con il coraggio di rivendicare l’orgoglio delle radici africane.

Zora Neale Hurston, I loro occhi guardavano Dio, Cargo

Janie Stark, donna di colore di quarant’anni, rievoca la storia della sua tormentata vita. Sposata a un uomo molto più grande di lei Janie fugge per finire tra le braccia di Joe, furbo e ambizioso, che ben presto diventa un potente commerciante. Condannata a subire i soprusi di Joe, rivelatosi arrogante e violento, Janie decide di fuggire di nuovo quando incontra Tea Cake, per ricominciare una nuova vita. Ma la sorte si accanisce contro di lei, e sarà proprio Janie, quando un cane rabbioso morde Tea Cake, a dover mettere fine alle sofferenze del ragazzo con un colpo di fucile. Solo dopo aver subito un processo infamante, Janie ritorna al suo paese natale, dove vivrà nel ricordo di una felicità perduta

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Con gli occhi rivolti al cielo (Their Eyes Were Watching God 1937), è l’opera più famosa di Zora Neale Hurston, scrittrice afroamericana dell’Harlem Renaissance. Venne scritto nel 1936, mentre l’autrice si trovava ad Haiti per uno studio antropologico, mentre la vicenda è ambientata in Florida. Zora Neale Hurston è una vera e propria icona del mondo afroamericano, la prima vera grande autrice di colore statunitense, tanto che paradossalmente questo successo può aver nuociuto alla sua bravura come scrittrice, quasi oscurata da tanta fama, come nota intelligentemente Zadie Smith nella bella introduzione che accompagna questa nuova edizione del libro (l’ultima fu quella di Bompiani negli anni Novanta). I loro occhi guardavano Dio, la storia narrata da Janie, la sua vita, i suoi amori e la ricerca di se stessa, è il romanzo che la rese celebre, in cui riuscì a rendere in maniera esemplare sulla pagina l’incanto della tradizione orale afroamericana, andando oltre gli stereotipi e con il coraggio di rivendicare l’orgoglio delle radici africane.

Zora Neale Hurston, I loro occhi guardavano Dio, Cargo

Janie Stark, donna di colore di quarant’anni, rievoca la storia della sua tormentata vita. Sposata a un uomo molto più grande di lei Janie fugge per finire tra le braccia di Joe, furbo e ambizioso, che ben presto diventa un potente commerciante. Condannata a subire i soprusi di Joe, rivelatosi arrogante e violento, Janie decide di fuggire di nuovo quando incontra Tea Cake, per ricominciare una nuova vita. Ma la sorte si accanisce contro di lei, e sarà proprio Janie, quando un cane rabbioso morde Tea Cake, a dover mettere fine alle sofferenze del ragazzo con un colpo di fucile. Solo dopo aver subito un processo infamante, Janie ritorna al suo paese natale, dove vivrà nel ricordo di una felicità perduta


Zora Neale Hurston
(Notasulga, 7 gennaio 1891 – Fort Pierce, 28 gennaio 1860) è stata una scrittrice studiosa del folklore statunitense.

La Huston fece parte del movimento dell’Harlem Renaissance, scrisse quattro romanzi e pubblicò più di cinquanta racconti, sceneggiature teatrali e saggi. È conosciuta soprattutto per il suo romanzo del 1937 Con gli occhi rivolti al cielo. Nel 2002 lo studioso Molefi Kete Asante l’ha inclusa nella lista dei 100 più grandi afroamericani.

L’infanzia e gli studi

Zora Neale Hurston era la sesta degli otto figli di John e Lucy Ann Hurston (nata Potts). Suo padre era un reverendo battista, agricoltore affittuario e carpentiere, mentre sua madre era un’insegnante. Benché la Hurston dicesse di essere nata a Eatonville, in Florida, nel 1901, in realtà nacque nel 1891 a Notasulga, in Alabama, dove crebbe suo padre; la sua famiglia si trasferì a Eatonville, una delle prime città degli Stati Uniti abitata solamente da afroamericani, quando lei aveva tre anni. Più tardi suo padre divenne sindaco della città, la quale venne glorificata nelle storie della Hurston come un posto in cui i neri americani potevano vivere come volevano, indipendenti dalla società bianca. La Hurston passò il resto dell’infanzia a Eatonville, e descrisse quegli anni nel suo saggio del 1928 How It Feels to Be Colored Me.

Nel 1904 sua madre morì e suo padre si risposò quasi subito. Il padre e la matrigna la mandarono a studiare a Jacksonville, in Florida. Qualche tempo più tardi fece alcuni lavori umili per poi essere assunta come cameriera della voce solista della compagnia teatrale itinerante Gilbert & Sullivan. Nel 1917 si iscrisse alla Morgan Academy, la scuola superiore che faceva parte della Morgan State University, a Baltimora, nel Maryland. Fu in questo periodo che la ventiseienne Hurston, probabilmente per avere i requisiti necessari a conseguire la qualifica, dichiarò di essere nata nel 1901, togliendosi così dieci anni. Si diplomò nel 1918.

Lo stesso anno iniziò gli studi universitari alla Howard University, dove fu una delle prime iniziate della confraternita femminile Zeta Phi Beta e fu co-fondatrice del giornale dell’università, il The Hilltop. Nel 1924 lasciò l’università e l’anno successivo le venme offerta una borsa di studio per il Barnard College, dove sarebbe stata l’unica studente nera. La Hurston si laureò in antropologia nel 1927. Mentre era al Barnard College, condusse ricerche etnologiche con il noto antropologo della Columbia University Franz Boas. Lavorò anche con Ruth Benedict e con la compagna di studi Margaret Mead.[9] Dopo essersi laureata la Hurston passò due anni come studente laureato in antropologia alla Columbia University.
Anni ’20

Quando la Hurston arrivò a New York, nel 1925, l’Harlem Renaissance era al suo picco e presto[11] divenne una delle scrittrici più importanti. Poco dopo essere entrata al Barnard College, il racconto Spunk venne scelto per The New Negro,[18] una antologia di narrativa, poesia e saggi considerata una pietra miliare per l’arte e letteratura africana e afroamericana. Nel 1926 un gruppo di giovani scrittori neri tra cui la stessa Hurston, Langston Hughes e Wallace Thruman, si definì come i Niggerati, e fondò una rivista letteraria chiamata Fire!!, la quale aveva come protagonisti giovani artisti e scrittori dell’Harlem Renaissance.

Anni ’30

Dalla metà degli anni trenta la Hurston pubblicò alcuni racconti e Mules and Men (1935), che venne salutato con favore dalla critica e fu un’innovazine della letteratura antropologica relativa al folclore afroamericano. Nel 1930 collaborò con Langston Hughes a Mule Bone: A Comedy of Negro Life in Three Acts, una commedia che non venne mai terminata e venne data alle stampe nel 1991.

Nel 1937 la Hurston venne premiata con la prestigiosa Guggenheim Fellowship per aver condotto ricerche etnografiche in Giamaica e ad Haiti. Tell Me Horse, pubblicato nel 1938, documenta le rue ricerche sui rituali africani in Giamaica e sul vudù haitiano. La Hurston tradusse le sue ricerche antropologiche nel teatro e il suo varietà The Great Day venne premiato al John Golden Theatre di New York nel 1932.

Negli anni trenta pubblicò i primi tre romanzi: Jonah’s Gourd Vine (1934), Con gli occhi rivolti al cielo (1937), scritto durante il soggiorno ad Haiti e considerato il suo capolavoro, e Mose, l’uomo della montagna (1939).

Anni ’40 e ’50

Negli anni quaranta le opere della Hurston vennero pubblicate in periodici come The American Mercury e The Saturday Evening Post. Il suo ultimo romanzo pubblicato, Seaph on the Suwantee, importante soprattutto perché focalizzato su personaggi bianchi, venne pubblicato nel 1948.

Nel 1954 il Pittsbourgh Courier le assegnò il compito di seguire il processo per l’omicidio di Ruby McCollum, la moglie di un malvivente locale, uccisa dal suo amante, un medico bianco. Contribuì anche a Woman in the Suwanee County Jail, un libro di Willam Bradford Huie, sostenitore dei diritti civili.

Dopo gli studi

Finiti gli studi compì molti viaggi nei Caraibi e in America del Sud per immergersi nelle culture locali e condurre ricerche antropologiche. Nel 1927 sposò Herbert Sheen, un musicista jazz già suo compagno di classe all’Howard College dal quale si separò nel 1931. Nel 1939, mentre stava lavorando per la Works Project Administration, un’agenzia governativa, sposò Albetrt Price, un ventitreenne anch’esso impiegato alla WPA, ma il matrimonio finì pochi mesi dopo.Anni più tardi, in aggiunta alla sua carriera letteraria, lavorò alla North Carolina Central University, allora conosciuta come North Carolina College for Negroes.

Nel 1948 la Hurston venne accusata di molestie ad un bambino di dieci anni. Benché il caso venne chiuso e lei fosse stata scagionata perché si trovava in Honduras nel momento del presunto crimine, e il bambino fosse stato dichiarato disturbato mentalmente, la sua vita personale venne seriamente turbata dallo scandalo.

La Hurston passo gli ultimi dieci anni della sua vita come scrittrice freelance per riviste e giornali. Lavorò in una biblioteca di Cape Canaveral, in Florida, e come supplente e cameriera a Fort Pierce.

Durante un periodo di difficoltà finanziarie e di salute precaria la Hurston venne costretta al ricovero nel St. Lucie County Welfare Home, dove ebbe un infarto e morì di cardiopatia causata dall’ipertensione. Venne seppellita in una tomba senza nome nel cimitero Garden of Heavenly a Fort Pierce.[16] Nel 1973 la scrittrice afroamericana Alice Walker e la studiosa letteraria Charlotte Hunt trovarono una tomba senza nome nell’area del cimitero in cui era stata seppellita la Hurston e decisero di scrivervi il suo nome.

Accedendo alla pagina dedicata all’autrice, potrete ascoltare Zora Neale Hurston leggere brani del libro: http://www.zoranealehurston.com/

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