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Posts Tagged ‘Il gigante sepolto’

 

seguito della prima parte. Che trovate qui:

https://buoneletture.wordpress.com/2015/08/27/qualche-libro-in-uscita-da-azar-nafisi-a-jo-nesbo-da-michele-serra-a-niccolo-ammaniti-parte-prima/

(poi ci sono le altre schede che saltuariamente usiamo pubblicare su questa pagina! Seguiteci)

Kazuo Ishiguro, Il gigante sepolto, Einaudi

«Un’intensa indagine sulla memoria e sulla colpa, ma anche un racconto di straordinarie atmosfere, una storia di travolgente leggibilità da divorare tutta d’un fiato. Un romanzo doloroso e bellissimo sul dovere del ricordo e il bisogno dell’oblio». Alex Preston, The Guardian

 

Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l’origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti – il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re – e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l’aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig. Giungono infine in vista della meta, e qui li attende la prova più grande: saggiare la purezza del proprio cuore.

 

 

Paola Mastrocola, La passione ribelle, Laterza

 

Credevamo nell’immortalità. Una volta i grandi ci mettevano la vita per completare una sola opera, che magari vedeva la luce solo dopo la loro morte. C’erano progetti lunghi, che superavano il nostro limitatissimo tempo. Credevamo nell’immortalità, e questo ci toglieva la fretta, la smania di arrivare. Eravamo felici di non arrivare. Scrivevamo canzonieri lunghi una vita, dedicandoli a donne che erano morte da un pezzo. Scrivevamo trattati, che radunavano in sé, e ordinavano, tutto lo scibile su un dato argomento. Scrivevamo, anche, a mano: scrivere a mano è lento, e quella lentezza favorisce i pensieri, li accompagna, li plasma meglio. Li rende più profondi, meno buttati li, estemporanei. Vedevamo le cancellature che è un po’ come rivedere le foto dei vecchi amici e fidanzati. È dare tempo all’immagine di noi, capire che siamo esseri stratificati, farciti di momenti diversi, e che la vita è un mutamento continuo, e volgersi a vedere le prime forme ci rassicura sulle future.

 

 

Stephen King, Chi perde paga, Sperling

Un altro colpo da maestro di Stephen King , il secondo romanzo della trilogia iniziata con Mr. Mercedes, nel quale l’autore tocca un tema a lui caro, quello del potere della letteratura sulla vita di ogni giorno, nel bene e nel male.

 

SVEGLIATI GENIO! Il genio è John Rothstein, scrittore osannato dalla critica e amato dal pubblico – reso immortale dal suo personaggio feticcio Jimmy Gold – che però non pubblica più da vent’anni. L’uomo che lo apostrofa è Morris Bellamy, il suo fan più accanito, piombato a casa sua nel cuore della notte, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo adorato Jimmy. Bellamy è venuto a rapinarlo, ma soprattutto a vendicarsi. E così, una volta estorta la combinazione della cassaforte al vecchio autore, si libera di lui facendogli saltare l’illustre cervello. Non sa ancora che oltre ai soldi (tantissimi soldi), John Rothstein nascondeva un tesoro ben più prezioso: decine di taccuini con gli appunti per un nuovo romanzo. E non sa che passeranno trent’anni prima che possa recuperarli. A quel punto, però, dovrà fare i conti con Bill Hodges, il detective in pensione eroe melanconico di Mr. Mercedes , e i suoi inseparabili aiutanti Holly Gibney e Jerome Robinson. Come in Misery non deve morire , King mette in scena l’ossessione di un lettore per il suo scrittore, un’ossessione spinta fino al limite della follia e raccontata con ritmo serratissimo.

 

 

Matilde Asensi, Il ritorno di Catone, Rizzoli

 

 

“Il ritorno dell’ultimo Catone” verrà lanciato da Planeta a fine settembre con un’importante campagna pubblicitaria.

 

Tornano le avventure di Ottavia Salina, Farag Boswell e Kaspar, membri della setta degli Staurofílakes, chiamati a proteggere la Vera Croce a ogni costo. Ottavia e Farag sono incaricati da una facoltosa coppia canadese di rintracciare i nove ossari che contengono i resti dei fratelli e delle sorelle di Gesù. Ottavia, ex-suora, è restia ad accettare l’incarico, a differenza di Farag e di Kaspar, l’ultimo Catone, che si presenta a Toronto annunciando di aver rinunciato al titolo e di essere favorevole all’impresa. Se l’indagine avesse esito positivo, verrebbe scardinato uno dei dogmi portanti della religione cattolica: l’Immacolata Concezione.

 

Dacia Maraini, La bambina e il sognatore, Rizzoli

 

“Per la prima volta ho preso come protagonista di un mio romanzo una figura maschile e questa novità mi mette un poco di agitazione.” – Dacia Maraini

 

Nani Sapienza fa il maestro e i suoi alunni lo adorano, soprattutto per la sua incredibile capacità di raccontare storie. Purtroppo lo stesso non vale per i colleghi e il preside della scuola, che lo accusano di non rispettare regole e programmi. Lui però ha sempre saputo resistere, anche alla perdita di una figlia morta di leucemia e all’abbandono da parte della moglie, che l’ha lasciato in una casa piena di oggetti della piccola. Quando in città scompare una bambina dell’età di sua figlia in lui nasce un’inquietudine tremenda, non smette di cercarla e sognarla, sente che può essere salvata. E allora farà di tutto, da solo e con i suoi alunni, pur di ritrovare la pace e sentirsi padre ancora una volta.

 

 

 

Cees Nooteboom,

Tumbas, Iperborea

 

Viaggiatore impenitente, Cees Nooteboom ha esplorato il mondo visitando le tombe di grandi scrittori e pensatori: quella di Neruda in Chile, di Stevenson a Samoa, di Kawabata in Giappone, di Keats e Shelley a Roma nel cimitero degli stranieri; o ancora le tombe di Joyce, Canetti e Thomas Mann a Zurigo, Balzac, Nerval e Proust a Père Lachaise; Brecht e Hegel a Berlino, e molti altri. Tumbas è un prezioso libro di viaggio che fonde esperienza, erudizione e amore per la letteratura, una raccolta di straordinarie riflessioni sull’immortalità e la poesia.

 

«Qual è stata la prima tomba che ho descritto quando ancora non pensavo a questo libro? Avevo già superato i quaranta, avevo letto Proust in ritardo, e anche là, al cimitero di Père Lachaise, quella sensazione di essere quasi in famiglia, di sapere troppe cose. Era il 1977 ed ero colmo di Albertine e di Charlus, della duchessa de Guermantes e di Norpois. Era una giornata di novembre, il giorno dei morti, un freddo invernale. I vivi facevano visita ai morti, io facevo visita ai miei e annotavo quel che vedevo e quel che pensavo. Al primo posto c’era Balzac: quattro mazzi di crisantemi e due ceri accesi. Proust doveva accontentarsi di due mazzetti di astri color ruggine semplicemente posati.Balzac e Nerval riposano sullo stesso vialetto, un po’ di sbieco l’uno rispetto all’altro. Per trovare Proust – come per trovare Edith Piaf – il visitatore deve lasciare la strada principale del cimitero: senza una mappa di questo regno dei morti non sarebbe possibile trovare la sua tomba. Quando mi ci sono trovato davanti non sapevo cosa dovessi pensare: Proust non è più da nessuna parte, e dunque nemmeno qui. Eppure, grazie alla concreta nera forma marmorea della tomba, si crea per un attimo l’illusione di trovarsi in sua presenza, di trovarsi vicini a lui, e nel frattempo il pensiero corre a due campanili in Normandia che hanno svolto un ruolo talmente importante nella vita di quel bambino che sarebbe poi diventato l’uomo qui sepolto da indurlo a scriverne in un modo che oggi mi costringe a riflettere su di lui e sul suo tempo perduto. Perché? Perché quel tempo l’ha ritrovato non solo per se stesso, ma per chiunque lo legga. Non posso sfuggire alla sensazione che la nera, lucida tomba dinanzi a me sia piena fino all’orlo di tempo compresso, così che ancora adesso il lettore è avvolto in una nebulosa di supposizioni su chi fossero Charlus e Albertine: ombre che altrimenti sarebbero svanite per sempre, come tutti i loro contemporanei mai descritti da nessuno.»

 

Mia Couto, L’altro lato del mondo, Sellerio

Mwanito Vitalicio ha undici anni e dall’età di tre vive all’interno di un parco safari abbandonato, le uniche persone che conosce sono il padre, il fratello, lo zio e un ex militare al tempo stesso amico e servitore. Gli è stato detto che sono gli unici sopravvissuti, che non ci sono legami col mondo, che sono in attesa di un cenno da parte di Dio e che in questo luogo non è ammesso né piangere né pregare. Dopo la morte della moglie il padre ha deciso di recidere ogni legame e ha scelto di esiliarsi in quel posto remoto e inaccessibile convincendo i familiari che il mondo che li circonda è scomparso. Jesusalém è un paradiso alla rovescia, dove l’uomo si è costruito un suo microcosmo per riuscire a dimenticare la realtà che gli ha portato solo dolori, dominata dal caos e dalla violenza. Non c’è via di fuga per nessuno di loro, solo il fratello maggiore ha dei vaghi ricordi del passato e del mondo esterno, al quale vorrebbe tornare. Per questo mantiene un legame con ciò che si sono lasciati alle spalle e ne fa partecipe il fratello minore insegnandogli in segreto a leggere e a scrivere. Il bambino subisce e aderisce al delirio di annientamento del padre e ne diventa complice, ma trova una segreta via di fuga nella scrittura. E lui il grande riconciliatore, l’accordatore di silenzi, il narratore di questa storia. Fin quando un giorno, a Jesusalém, appare una donna, bianca, portoghese, giunta in Africa alla ricerca del marito. Con lei arriva una ventata di vita..

 

Neil Gaiman, illustrazioni di C.Riddell, La regina del bosco, Mondadori

Una giovane regina decide di andare a risvegliare una principessa dall’incantesimo del sonno, seguendo i nani nelle gallerie scavate nelle montagne del regno. Ma la principessa non è ciò che sembra. Una rilettura dark d’autore delle due fiabe popolari. Età di lettura: da 11 anni.

e anche DILUVIO DI FUOCO di Amitav Ghosh  per Neri Pozza, di cui non disponiamo ancora della scheda. Il terzo libro della sua trilogia dedicata alla storia dell’India. Ecco qualche brano letto dall’autore.

 

 

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