Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Il guscio della tartaruga’

Comporre le vite di scrittori , poeti , filosofi con le citazioni tratte dalle loro opere è costata molta fatica (e speriamo anche molte soddisfazioni) all’autrice di questo delizioso libretto, Silvia Ronchey. Non è semplice cercare di condensare in poche righe l’essenza di Baudelaire o Catullo, distillarne il succo attraverso le parole seminate nelle loro opere: Silvia Ronchey è riuscita pienamente nell’intento!

Silvia Ronchey, Il guscio della tartaruga, Nottetempo

Apuleio, coi “capelli lunghi, spioventi sulla fronte”; Catullo “così giovane, così provinciale, così studioso”; Flaubert, con la sua vestaglia scarlatta, le sue reliquie, il suo divano alla turca su cui fuma meditando la pipa; Ildegarda di Bingen, che a quarantadue anni e sette mesi vede una luce di fuoco proveniente dal cielo, che pervade il suo petto come una fiamma. E poi Agostino, Balzac, Freud, Pitagora, Teresa d’Avila, Voltaire, Zenone. Silvia Ronchey narra le vite di sessantacinque uomini e donne illustri come se li avesse conosciuti intimamente. Che cos’hanno in comune queste vite? Un segreto, rivelato in fondo al libro. Così che ognuna potrà leggersi come un racconto, un sapiente profilo o una sfida al lettore. Sono vere vite? Sono più che vere: come il guscio di una tartaruga non aderisce al corpo, ma lo ricopre e lo illustra, così i ritratti rivestono le esistenze senza combaciare veramente, ma le proteggono e le illuminano di scaglie di saggezza, restituendo loro una marmorea freschezza.

Silvia Ronchey è una lettrice infaticabile. E forse anche per questo il suo ultimo libro ha un modello principale, la Biblioteca di Fozio. Interferiscono ovviamente anche altri modelli collaterali, tra cui, in tacita ma ben visibile contrapposizione sin dal titolo, le Vite immaginarie di Marcel Schwob.
Luciano Canfora
Il guscio della tartaruga è il segreto di queste vite: è più largo del corpo della tartaruga, lo ricopre, lo adorna, lo protegge, lo nasconde, lo trasporta, lo tramanda. Il guscio è coperto a sua volta da un mosaico di scaglie, che insieme formano la corazza, lo scudo della altrimenti povera esistenza della tartaruga.”
Ginevra Bompiani

“L’anima di Teresa uscì da sé, per rientrare in sé come fa la tartaruga”
da “Teresa D’Avila”, pag. 197

Read Full Post »


Comporre le vite di scrittori , poeti , filosofi con le citazioni tratte dalle loro opere è costata molta fatica (e speriamo anche molte soddisfazioni) all’autrice di questo delizioso libretto, Silvia Ronchey. Non è semplice cercare di condensare in poche righe l’essenza di Baudelaire o Catullo, distillarne il succo attraverso le parole seminate nelle loro opere: Silvia Ronchey è riuscita pienamente nell’intento!

Silvia Ronchey, Il guscio della tartaruga, Nottetempo

Apuleio, coi “capelli lunghi, spioventi sulla fronte”; Catullo “così giovane, così provinciale, così studioso”; Flaubert, con la sua vestaglia scarlatta, le sue reliquie, il suo divano alla turca su cui fuma meditando la pipa; Ildegarda di Bingen, che a quarantadue anni e sette mesi vede una luce di fuoco proveniente dal cielo, che pervade il suo petto come una fiamma. E poi Agostino, Balzac, Freud, Pitagora, Teresa d’Avila, Voltaire, Zenone. Silvia Ronchey narra le vite di sessantacinque uomini e donne illustri come se li avesse conosciuti intimamente. Che cos’hanno in comune queste vite? Un segreto, rivelato in fondo al libro. Così che ognuna potrà leggersi come un racconto, un sapiente profilo o una sfida al lettore. Sono vere vite? Sono più che vere: come il guscio di una tartaruga non aderisce al corpo, ma lo ricopre e lo illustra, così i ritratti rivestono le esistenze senza combaciare veramente, ma le proteggono e le illuminano di scaglie di saggezza, restituendo loro una marmorea freschezza.

Silvia Ronchey è una lettrice infaticabile. E forse anche per questo il suo ultimo libro ha un modello principale, la Biblioteca di Fozio. Interferiscono ovviamente anche altri modelli collaterali, tra cui, in tacita ma ben visibile contrapposizione sin dal titolo, le Vite immaginarie di Marcel Schwob.
Luciano Canfora
Il guscio della tartaruga è il segreto di queste vite: è più largo del corpo della tartaruga, lo ricopre, lo adorna, lo protegge, lo nasconde, lo trasporta, lo tramanda. Il guscio è coperto a sua volta da un mosaico di scaglie, che insieme formano la corazza, lo scudo della altrimenti povera esistenza della tartaruga.”
Ginevra Bompiani

“L’anima di Teresa uscì da sé, per rientrare in sé come fa la tartaruga”
da “Teresa D’Avila”, pag. 197

Read Full Post »