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Caino, di Josè Saramago
saramago

Il nuovo romanzo di Josè Saramago, che torna a pubblicare per il suo primo editore italiano, Feltrinelli, un testo polemico contro la Bibbia ( «Mi risulta difficile comprendere come il popolo ebraico abbia scelto per testo sacro l’ Antico Testamento. È un tale miscuglio di assurdità che non può essere stato inventato da un uomo solo. Ci vollero generazioni e generazioni per produrre questa mostruosità» ha dichiarato):

Caino, Josè Saramago, Feltrinelli
Caino è protagonista e voce narrante. È lui che racconta della blasfema convivenza fra Eva e il cherubino Azaele, l’assassinio del fratello Abele e il suo successivo dialogo filosofico con dio, la maledizione, il marchio e l’incontro con l’insaziabile Lilith nella città di Nod. E attraverso i suoi occhi che assistiamo al sacrificio di Isacco, alla costruzione della Torre di Babele, alla distruzione di Sodoma. E lui che dialoga con Mosé in attesa sul monte Sinai e che vede nascere l’identità israelita, fino a un ultimo duro confronto con dio. Se nel Vangelo secondo Gesù Cristo José Saramago ci ha regalato la sua visione del Nuovo Testamento, con Caino irrompe l’Antico, e ancora una volta Saramago, dichiaratamente non credente, rivendica il diritto a dire la sua in materia di religione. E lo fa, anche questa volta, a voce ben alta, con quella sua inconfondibile ironia capace di trasformare in sublime letteratura la storia di un Caino che accetta, si, il proprio castigo per l’uccisione di Abele e il destino di errante, ma, insieme, insorge contro un dio crudele e sanguinario che considera corresponsabile. E a questo dio che Saramago, per voce di Caino, chiede spiegazioni, per affermare ancora una volta che “la storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, perché lui non capisce noi, e noi non capiamo lui”. Ed è essenzialmente l’uomo, nella cui mente solo esiste il dio, a essere il protagonista di queste pagine.

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Alicia Giménez-Bartlett
Il silenzio dei chiostri
Sellerio
in libreria ad aprile
“Il giallo è capace di raccontare la realtà e la società come una volta facevano i romanzi epici”.
ALICIA GIMÉNEZ-BARTLETT

È Marina, la figlia di otto anni del suo nuovo marito, a lanciare Petra sulle tracce di un assassino.
Al convento del Cuore Immacolato, dove la piccola va a catechismo, è stato ucciso frate Cristóbal, monaco cistercense dedito a ricerche di storia sacra. Dalla cappella è scomparso il corpo incorrotto del beato Asercio, meta di pellegrinaggi e visite turistiche. Petra e Garzón si ritrovano ben lontani dai soliti bassifondi. Madre
Guillermina, suora basca tutta d’un pezzo, fumatrice incallita, è ben decisa a dirigere le indagini dal suo ufficio surriscaldato al centro di un labirinto di silenziosi corridoi per preservare la pace delle consorelle. Suore e monaci si danno a formulare ipotesi. Un testimone viene trovato morto in un’officina abbandonata. Il commissario Coronas richiede la consulenza di uno psichiatra famoso. Il mondo mediatico ha gli occhi incollati su una vicenda che si fa sempre più morbosa via via che pezzi della salma del beato cominciano a comparire in giro per la città.

Come sempre ribelle, Petra non vuole saperne di identikit psicologici o di vecchie storie legate al culto delle reliquie o alla Settimana Tragica di Barcellona, ma questa volta il filo da seguire è veramente troppo sottile e lo stress rischia di far fallire anche il suo terzo matrimonio.

In quello che forse è il romanzo più ambizioso della serie, Alicia Giménez-Bartlett salta con disinvoltura fra il divertente ritratto delle nuove famiglie allargate e un acido compendio degli aspetti più oscuri della Spagna profonda.

“La Giménez-Bartlett ha un’antenna pazzesca, racconta sempre le cose peggiori che abbiamo intorno” (DARIA BIGNARDI).

“I gialli di Alicia Giménez-Bartlett raccontano la Spagna di oggi meglio di un’inchiesta sociologica” (CONCITA DE GREGORIO).

Alicia Giménez-Bartlett, nota al grande pubblico grazie al personaggio della investigatrice Petra Delicado, protagonista dei romanzi Giorno da cani, Messaggeri dell’oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso, Un bastimento carico di riso, Il caso del lituano, Nido vuoto (tutti pubblicati nella collana La memoria). Con questa casa editrice ha inoltre pubblicato, nella collana Il contesto i romanzi: Una stanza tutta per gli altri (Premio Ostia Mare 2004), Vita sentimentale di un camionista, Segreta Penelope e Giorni d’amore e inganno. Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 ha vinto il Premio Raymond Chandler organizzato dal “Courmayeur Noir in Festival”.
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Il viaggio dell’elegante, di Josè Saramago, in libreria a fine marzo per Einaudi

A 25 anni dalla pubblicazione di Memoriale del convento, José Saramago scrive un nuovo ampio affresco corale e storico, intorno a una carovana di varia umanità che sfila da Lisbona a Vienna dietro a un enorme elefante.

Un giorno, dal mare e dall’Oriente, ritornano a Lisbona le navi cariche di spezie appartenti al re del Portogallo e dell’Algarve. Una di esse, però, questa volta trasporta qualcosa di speciale, un gigantesco elefante indiano. Il sovrano ne rimane ammirato, ma decide di inviarlo in regale omaggio a suo cugino Massimiliano I, imperatore d’Austria e futuro imperatore del Messico (morì nel 1867 fucilato dai repubblicani messicani tre anni dopo l’incarico). La carovana reale viaggerà per mesi e mesi lungo le tormentate strade del vecchio continente da Lisbona a Vienna. È complicata, multicolore, multietnica e assai litigiosa. E volteggia intorno a quella specie di biologico monolito, l’unico a emanare una comprensione e una saggezza veramente umane.

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