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Posts Tagged ‘Kuala Lumpur’

Lubok Sayong, paese immaginario molto lontano dal cosmopolitismo di Kuala Lumpur, ma non meno ricco di colore e vita! Un romanzo brioso e a tratti divertente, animato da persone, animali dai tratti surreali (pesci dai sentimenti umani, altri capaci di ingollarsi un turista americano), i retaggi di una antica leggenda, tre ben assortiti protagonisti (una vecchia lunatica, un direttore di supermercato assillato da dubbi esistenziali, una povera orfana) e un ampio parterre di comprimari. I loro destini si intrecceranno come spesso accade, creando un degno mosaico!

 

 

 

 

Shih-Li Kow,

La somma delle nostre follie, Metropoli d’Asia 

 

«Un libro pungente e molto efficace, che trasforma critica sociale e politica in immagini e battute divertenti e che stempera con l’ironia situazioni potenzialmente drammatiche» The Malay Mail

 

«Leggere questo romanzo è come star seduti comodamente in una stanza ad ascoltare gustosissimi pettegolezzi» The Sun Daily

 

A Lubok Sayong, cittadina immaginaria della penisola del Perak, in Malesia, situata in un avvallamento tra fiume e montagna e soggetta a frequenti inondazioni, s’intrecciano le vicende di Auyong, un ex direttore di supermercato che si trasferisce da Kuala Lumpur per dirigere una fabbrica di litchi in scatola, e di Mami Beevi, un’anziana lunatica e stravagante che, in seguito a una grave alluvione, si stabilisce nella grande casa di famiglia e la trasforma in struttura turistica. Alle loro storie si affiancano quelle di altri personaggi della cittadina: Ismet, l’artigiano vasaio; Sevaraja, il vicecommissario di polizia; Miss Boonsidik, simpaticissimo transessuale. Ma soprattutto, a un certo punto entra nelle loro vite Mary Anne, una ragazzina sopravvissuta all’incidente costato la vita alla sorellastra di Beevi e al marito, i quali la stavano portando a casa dopo averla inspiegabilmente adottata alla Casa per Fanciulle St. Mary, un orfanotrofio diretto da una religiosa truccata e vestita in modo appariscente, Suor Tan. Da quel momento le voci di Auyong e di Mary Anne si alternano nel narrare le loro storie e quelle di Lubok Sayong tra leggende ancestrali, fatti di cronaca, turisti in cerca di emozioni e ONG inutili e fastidiose, pesci assassini ed eventi paranormali. Con un scrittura fresca e coinvolgente, l’autrice ci regala uno sguardo giovane su Kuala Lumpur, centro economico, sociale e finanziario di tutta la Malesia e confluenza di tantissime culture.

 

«Dopo quella vicenda, la situazione era confusa. Beevi mi riportò che le persone si riferivano a ciò che era successo dicendo “il giorno in cui Auyong ha perso il controllo”. Lo ritenevo ingiusto; potevano definirlo il giorno in cui i ladyboy avevano reagito. Non ne ero orgoglioso. Ero estremamente imbarazzato, non perché ero entrato nella scuola come una furia, ma perché mi consideravano una persona che perdeva il controllo. Avevo sempre pensato che perdere il controllo fosse una prerogativa culturale dei malesi. Io non ne avevo motivo e non avrei dovuto avere il fegato di prendere una lunga arma, rivendicare una perdita di autocontrollo e correre in giro come un pazzo furioso. Quando un americano faceva una strage, era mentalmente disturbato e c’era sempre una storia dietro la nascita del mostro. Il killer era demente, aveva subito abusi, era stato ostracizzato oppure traumatizzato dalla guerra o da qualcosa del genere. Qui, se qualcuno prendeva in mano un machete, o una spada da samurai come in un caso di cui avevo letto di recente, venivano chiamati in causa spiriti e cortocircuiti religiosi. Un anziano professionista come me, istruito e civilizzato, per giunta cinese, non aveva simili ragioni».

 

Traduzione di Monica Martignoni

 

Shih-Li Kow

Shih-Li Kow è nata a Kuala Lumpur nel 1968. È considerata uno dei nuovi talenti della letteratura malese. La sua raccolta di racconti Ripples and Other Stories (2008) è stata candidata a prestigiosi premi: il Commonwealth Writers’ Prize (nella categoria “Opera prima”) e il Frank O’ Connor Short Story Award. Attualmente vive a Kuala Lumpur. La somma delle nostre follie è il suo romanzo d’esordio.

 

Old Market Square (Medan Pasar) in central Kua...

Old Market Square (Medan Pasar) in central Kuala Lumpur, Malaysia. (Photo credit: Wikipedia)

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Old Market Square (Medan Pasar) in central Kua...

Old Market Square (Medan Pasar) in central Kuala Lumpur, Malaysia. (Photo credit: Wikipedia)

 

 

Tan Twan Eng torna in Malesia per il suo secondo romanzo dopo il suo debutto acclamato dalla critica La donna venuta dalla pioggia, finalista del Man Booker Prize, pubblicato in Italia da Newton.

Il giardino delle nebbie notturne ha battuto Hilary Mantel al Walter Scott Prize for Historical Fiction, cosa non da poco, e ci sembra che si meriti tutti gli elogi.

Il ricordo e il tentativo di dimenticare episodi terribili accaduti duranti l’occupazione giapponese nella Seconda Guerra Mondiale a distanza di molti anni si unisce alla celebrazione di un paesaggio che incombe (magnifiche ed evocative le sue descrizioni), che emerge e si nasconde.

Una grande capacità di conciliare lo sguardo storico generale con i sentimenti dei protagonisti, la parte descrittiva dei luoghi e i movimenti dell’animo: ecco perchè lo consigliamo!

 

 

 Tan Twan Eng
Il giardino delle nebbie notturne, Elliot edizioni

Traduzione Manuela Francescon

Romanzo vincitore del Man Asian Literary Prize 2012 e finalista al Man Booker Prize 2012

Dopo aver terminato gli studi in legge a Cambridge e aver dedicato molti anni nel perseguire i criminali di guerra giapponesi, Yun Ling Teoh, a sua volta sopravvissuta a un brutale campo di concentramento, cerca rifugio tra le piantagioni nel nord della Malesia, dove ha trascorso la sua infanzia. Lì scopre l’esistenza di un giardino giapponese, Yugiri, il cui proprietario e creatore è l’enigmatico Aritomo, un tempo giardiniere dell’Imperatore del Giapponese e ora in esilio. Nonostante il suo odio per i giapponesi, Yun Ling tenta di assumere Aritomo perché realizzi un giardino a Kuala Lumpur, in memoria della sorella morta nel campo. Aritomo rifiuta, ma accetta Yun Ling come apprendista “fino all’arrivo dei monsoni”, momento in cui lei sarà in grado di disegnare un giardino da sola. Con il passare dei mesi, Yun Ling stabilisce inconsapevolmente un profondo legame con il suo “sensei” e la sua arte mentre, fuori dal giardino, giungono gli echi della guerriglia. Ma il Giardino è anche un luogo pieno di misteri, e ognuno di loro custodisce un segreto…

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