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Posts Tagged ‘la vittima’

Per chi vuole tornare alle atmosfere fumose de Il porto delle nebbie, per chi desidera tornare ai giorni di Francia dei flic e dei malavitosi , suggeriamo il nome di Handrè Helena, che un piccolo editore sardo, Aisarà e Fanucci stanno iniziano a riproporre, dopo decenni di silenzio. Un autore disincantato, senza troppe speranze sul futuro dell’umanità, capace come pochi di cogliere le sfumature e le ossessioni del sottobosco umano del secondo Dopoguerra.

Gli sbirri hanno sempre ragione, Aisarà
Théophraste Renard, per gli amici Bob, è appena uscito di galera dopo aver scontato una pena per furto con scasso. Stanco di vivere come un delinquente cerca un lavoro e sogna una vita tranquilla ma reinserirsi nella società per lui è quasi impossibile. Prima alloggia in un bordello clandestino, fa girare la testa a una prostituta, diventa gigolò di una cinquantenne insaziabile, poi finalmente riesce a trovare un lavoro onesto, ma all’improvviso le cose si complicano. Forse perché quel divieto di soggiorno che si porta appresso è per lui come una seconda condanna, o forse perché lo Stato non è altro che un’organizzazione repressiva, gli sbirri degli aguzzini, e un pregiudicato, in quanto “capace del fatto”, è per tutti colpevole.

Andrè Helena, La vittima, Fanucci
Da più di dieci anni, quattro uomini s’incontrano ogni giorno alle 18 in punto nello stesso bar, il bistrot di Monsieur Pierre, attorno alla stessa tavola. Giocano a carte fino a tardi. Una sera però Monsieur Bernard non è puntuale. Di questo compagno di gioco, gli altri sanno solo che ha una bottega di oggetti antichi e che si occupa di gioielli. Contemporaneamente, in quel bar che sa di sporco e malasorte, arriva la notizia che un tale Mare Lardier, detto il Tatuato, uno scassinatore di gioiellerie, è stato ritrovato con due pallottole in corpo. Scatta l’indagine della polizia. L’inchiesta del commissario Boisard e dell’ispettore Grégoire ci conduce così nei luoghi putridi di una Parigi fatta di pioggia e nebbia, tinta di un unico colore: il grigio. Parigi è grigia come le sue strade bagnate, grigia come il destino di tutti questi uomini schiacciati dalla povertà, grigia come la disperazione.

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