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Posts Tagged ‘letture consigliate’

un altro libro che vale la pena segnalare: Elmet. Il nome fa riferimento all’ultimo regno celtico indipendente, ai giorni nostri è un angolo perduto e selvaggio dello Yorkshire. In una terra di nessuno vivono Daniel e Cathy, fratello e sorella, insieme al padre che li mantiene vivendo di espedienti. Hanno costruito insieme la loro casa, e spesso la caccia e la raccolta dei prodotti del bosco donano loro serenità. Fino all’entrata in scena di un ricco proprietario terriero, che minaccia l’equilibrio raggiunto. Dotata di ottimo stile, contrapponendo passi lirici ad una realtà fatta di patate bollite, di capacità nel dare vita ad un ambiente umano e fisico, Fiona Mozley con quello che la critica inglese ha definito “contemporary rural noir” incanta il lettore con un ritratto di famiglia che si stringe davanti alla minaccia esterna.
Fiona Mozley
Elmet, Fazi Editore
Traduzione di Silvia Castoldi
Elmet, l’ultimo regno celtico indipendente in Inghilterra, terra di nessuno e santuario di fuorilegge, rifugio ma allo stesso tempo trappola, è il lembo sperduto dello Yorkshire che oggi fa da sfondo a questa storia. Vi abitano Daniel e Cathy, fratello e sorella adolescenti. Sono stati abbandonati dalla madre, che sembra essere sparita nel nulla, e vivono, senza regole e senza contatti col mondo esterno, col padre John, un pugile di strada burbero e solitario, nella casa in mezzo ai boschi che lui ha costruito con le sue mani, dormendo all’addiaccio nei primi giorni, sostenendosi di caccia e raccolta. Un vero e proprio nido, in cui i tre trovano la serenità. Finché non compare il signor Price, ricco proprietario terriero senza scrupoli, padrone di gran parte degli alloggi e dei terreni locali e sfruttatore dei suoi lavoratori, che reclama il terreno dove John ha costruito la sua casa, affermando di possederlo legalmente. E con le stesse mani con cui ha ricreato una serenità perduta, John sarà pronto a difenderla…
Ritratto brutale e commovente di una famiglia atipica che vive ai margini della società, Elmet fa riflettere su quanto possa essere difficile trovare il proprio posto nel mondo e sull’impossibilità di rintracciare un senso di giustizia per coloro che non sanno scendere a compromessi.
Con la sua scrittura lirica, che ci fa respirare le atmosfere di luoghi splendidi in contrapposizione alla povertà più disperata, in pochi mesi il romanzo ha conquistato tutti: è stato finalista al Man Booker Prize – cosa davvero rara per un esordiente –, è stato definito il libro dell’anno dalle testate più autorevoli, ha venduto più di 70.000 copie ed è già in corso di traduzione in 14 paesi.
«Una scrittrice talentuosa. Idillio pastorale, denuncia politica, saga familiare e storia dell’orrore: una favola tradizionale che diventa un film gangster: un mix fra Hansel e Gretel e Il padrino».
«The Sunday Times»
«Con i suoi paesaggi incolti, la violenza, le emozioni forti, Elmet sembra Cime tempestose scritto con una voce completamente nuova. Questo esordio è l’inizio di qualcosa di grande».
«Stylist»
«Un romanzo che cavalca i secoli, al tempo stesso moderno e rivolto al passato».
«Literary Review»
«Una prestazione meravigliosa».
«The Times Literary Supplement»

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“- Me ne vado.
Mio padre non mi ha risposto perché in quel momento cominciava il suo sceneggiato preferito. Mia madre mi ha detto di finire le lenticchie e di non parlare con la bocca piena. Meglio cosí, in fondo: se mi avessero ordinato di restare mi sarei perso d’animo.”
 
 
Una vallata isolata in Alta Provenza, una famiglia silenziosa (anche per non interrompere l’incanto del televisore), un distributore di benzina, un ragazzino con “la testa che non cresceva” soprannominato Shell, forse destinato ad una scuola speciale: la sua fuga nei boschi, nell’altipiano gli riserverà una sorpresa, un incontro con una ragazza più grande, capace forse di fermare i venti, che gli intima di chiamarla “regina”. Un romanzo che si è aggiudicato in Francia il Prix du Premier Roman 2017, del Prix Femina des Lyceens, narrato con la voce candida del protagonista, intriso di poesia, intriso del profumo dei boschi e del potere dell’immaginazione. Adatto anche per i giovani lettori (dai 14 anni)
 
Jean Baptiste Andrea, Mia regina, Einaudi
Tradotto da Simona Mambrini
 
Un ragazzo speciale che sceglie la sua «regina». E in un’estate si consegna a lei. Per amore, per gioco, per desiderio di assoluto. Un romanzo iniziatico tenero e folgorante.
 
Provenza. Estate del 1965. A Shell piace servire i clienti nella malandata stazione di servizio dei suoi, anche se i viaggiatori che si fermano sono pochi. Da quando ha smesso di andare a scuola non ha molto altro da fare e bambini nei dintorni non ce ne sono. Ma un giorno, dopo che ha quasi appiccato il fuoco alla pompa di benzina, i suoi genitori discutono di metterlo in un istituto per ragazzini come lui. E a Shell non resta che scappare. Sull’altopiano che sovrasta la sua valle non trova la guerra che vedeva nella tivú bombata di famiglia, solo silenzio e odori del sottobosco. E una ragazza, bellissima e capricciosa come un soffio di vento, che gli appare davanti. Assieme a lei, tutto diventa possibile. Mia regina è un’ode alla libertà, all’immaginazione, alla diversità. Un miracolo di grazia spiazzante e originale.

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Il romanzo più atteso di Yasmina Khadra dai tempi de L’attentato. Una immersione nella mente di un giovane terrorista, oggi, in Europa. Attimo dopo attimo ci farà avvicinare ai momenti fatali in cui Khalil da un quartiere tristemente noto in Belgio arriverà a Parigi, per dare la sua vita per la causa, rendendoci partecipi del suo percorso interiore.
 
Yasmina Khadra,
Khalil, Sellerio
Traduzione dal francese di Marina Di Leo
Titolo originale: Khalil
 
 
Servire Dio e vendicarsi. Questo è nel cervello di un ragazzo che si prepara a commettere un attentato, e che ha deciso di donare la propria vita per una causa più alta. In fondo chi sono i criminali, quelli che si fanno esplodere o coloro che le loro azioni, le loro parole inopportune, hanno reso possibile, e magari necessaria, la carneficina?
Khalil e Rayan sono di origini marocchine, cresciuti insieme in Belgio. Rayan si è integrato senza problemi mentre Khalil è preda di un furore disordinato, e litiga costantemente con la sua famiglia. Frequentando la moschea incontra dei nuovi amici, e il suo pensiero, la sua determinazione, iniziano a cambiare. Un sentimento ispirato e tragico lo spinge all’azione, e lo prepara a commettere l’impensabile. Fin quando a Parigi, su un vagone gremito della metropolitana all’uscita dello stadio di Saint-Denis, Khalil recita un’ultima preghiera e preme il detonatore della sua cintura esplosiva.
Chi è Khalil? Quali passioni lo muovono, quali visioni lo portano verso il suo destino? Avvincente come un thriller, perché tutto inscritto nel segno dell’attesa, l’attesa dell’azione, della deflagrazione, della rinascita, della giustizia, il romanzo di Yasmina Khadra scruta nella mente di un terrorista seguendone ogni percorso e sfumatura, dall’indottrinamento carico di odio alla presa di coscienza, costringendo magistralmente chi legge a sospendere ogni giudizio morale, a riconsiderare ogni parere e convinzione. È tra le poche opere letterarie contemporanee ad offrire una riflessione approfondita sul concetto di multiculturalismo, di islamofobia, che sappia raccontare la ghettizzazione, l’intolleranza religiosa, il fascino per la violenza. Khadra nel corso degli anni non ha mai smesso di denunciare il terrorismo islamico e le menzogne del fanatismo religioso, con prese di posizione costanti e decise. Con questo romanzo, grazie al suo talento e a una lingua di sublime capacità descrittiva, attraverso Khalil, Rayan e gli altri personaggi, apre una porta sul mondo dell’integrazione e del suo rifiuto, sulle difficoltà che si incontrano per mantenere viva e vitale la propria cultura, per plasmare la propria identità.

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“Credo fermamente, come te, che la nostra rivoluzione trionferà.
Sai cosa vorrei adesso?
Vorrei baciarti come ieri.”
un signor narratore, Ala al-Aswani, impegnato con passione nella ricerca della democrazia nel suo Paese, l’Egitto, nel rappresentare nei suoi potenti romanzi l’animo della società egiziana. Il suo nuovo libro, incentrato sulle vicende di piazza Tahrir, quasi una vita fa…
 
Sono corso verso il Nilo,
 
di ‘Ala al-Aswani , Feltrinelli
 
Traduttore: Elisabetta Bartulli ,
Cristina Dozio
 
 
Cairo, 25 gennaio 2011. Venticinquemila manifestanti in rivolta contro Mubarak occupano piazza Tahrir. Mentre sbocciano storie d’amore e si infiamma la passione politica, un giovane attivista viene assassinato dai militari. Un delitto perpetrato alla luce del sole, eppure avvolto dal mistero. Dania, studentessa di Medicina nonché figlia del capo dei servizi segreti egiziani ‘Alwani, vede morire in piazza il suo ragazzo, Khaled. Lì ci sono anche Asma’ e Mazen. Lei è un’insegnante di inglese che si rifiuta di indossare il velo e di contribuire a un sistema scolastico corrotto. Lui è il figlio di un attivista degli anni settanta e lavora come ingegnere in un cementificio. Anche il più riluttante Ashraf, il cui appartamento si affaccia sulla piazza, si lascia coinvolgere nelle proteste. Di famiglia copta, nei giorni della rivoluzione si ritrova solo con la domestica Ikram: la moglie si è rifugiata lontano dal centro città a casa della famiglia paterna. I personaggi messi in scena da ‘Ala al-Aswani si ritrovano a un bivio e sono chiamati a compiere scelte delicate. Ma come Saturno la rivoluzione divora i suoi figli, soprattutto in una repubblica che è repubblica solo per finta.
 
Ala al-Aswani è nato al Cairo nel 1957. Di professione dentista, è stato uno dei membri fondatori del movimento egiziano per la democrazia Kifaya e ha partecipato attivamente alla Rivoluzione egiziana nel 2011. La sua prima opera, Palazzo Yacoubian, (Feltrinelli 2006), ha suscitato grande scalpore per i temi affrontati e, da allora, è il romanzo più venduto nel mondo arabo; dal libro è stato tratto un film presentato al Festival di Roma nel 2006. Feltrinelli ha pubblicato anche Chicago (2008), Se non fossi egiziano (2009), La rivoluzione egiziana (2011), Cairo Automobile Club (2014) e Tutto come se (2018).

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Dall’autore de Tutte le mattine del mondo, Pascal Quignard. La protagonista di Villa Amalia – è una donna che si de-satellizza. Abbandona tutte le cerchie – coniugale, familiare, professionale, nazionale – in cui era intrappolata: «sfronda» sistematicamente tutto ciò che le sembra diventato ingombrante, dalle relazioni umane alle sillabe «inutili» del suo nome alle fioriture delle partiture musicali. «Lei non interpretava. Reimprovvisava ciò che aveva letto, o ciò che ne aveva voluto ritenere, disornando, disarmonizzando, mendicando ansiosamente il tema perduto, ricercando l’essenza del tema, in un’armonia minima.». La metafora musicale rispecchia contemporaneamente lo stile narrativo dell’autore e il soggetto del romanzo, che si sviluppa come una composizione musicale, con i suoi temi ricorrenti – le case in riva al mare e l’acqua, in Bretagna, o nell’Yonne o nell’isola di Ischia – e con tutta la gamma degli andamenti, dall’adagio al furioso. –
Da questo libro Benoit Jacquot ha tratto il film omonimo, con la divina Isabelle Huppert.

 

Il trailer del film
 

Analogon edizione, Traduzione di Valentina Valente

LA SCHEDA DEL LIBRO, DAL SITO DELL’EDITORE

L’amore si nutre d’immagini e soprattutto di «una conversazione instancabile indirizzata a un solo e unico essere al quale tutto ciò che si vive è dedicato.» «Questo essere può essere vivo o morto», aggiunge Quignard. Ma che succede se questo essere manca, all’improvviso? Villa Amalia ruota attorno a questo vuoto, a quest’assenza, e ne individua tutti gli effetti sulla protagonista, la musicista Ann Hidden (che in inglese vuol dire «nascosta») magnificamente cesellata, come al bulino, in tutto il suo mistero e la sua complessità, e soprattutto nella sua incompletezza.

Il romanzo si apre con una scena notturna. La quarantasettenne Ann, nascosta da un cespuglio dietro al cancello di una casa alla periferia di Parigi, vede Thomas, il suo compagno, baciare un’altra donna. In quel momento, un uomo le si avvicina. È Georges Roehlinger, un amico d’infanzia che aveva perso di vista. Da quell’istante, e nello stesso modo in cui la scena è narrata, la convenzione si spezza. Ann decide di rompere. Radicalmente. Non è soltanto una rottura amorosa; questa non è che un elemento accessorio, come la casa e i conti bancari che bisogna chiudere, i documenti e le fotografie che devono bruciare, i mobili e i pianoforti che devono sparire. In poche settimane, segretamente, senza dire nulla a nessuno, lei fa il vuoto, vende tutto, mente a tutti, parte. La fuga, non folle o confusa o disperata, ma perfettamente volontaria e ragionata, fredda, senza «commenti» né «giudizi», fuori da un presente che non ha più alcun significato, occupa la prima parte del libro.

Nella seconda, Ann si confronta con l’ipotesi e il rischio di una «ri-esistenza». Con un’apertura in apparenza totale al mondo e alla gente, cerca «un luogo al di fuori dell’enorme città umana mondiale» e pensa di averlo trovato nell’isola di Ischia, in una casa lunga e stretta, con un patio a picco sul mare: Villa Amalia. Ma non è un’altra vita che l’attende. È sempre la stessa assenza, lo stesso vuoto, sotto forme diverse, con altri desideri e altre pene. Ann, dolorosamente lucida, sa che quest’assenza nasce e si allarga dentro lei stessa: «provo tra le braccia degli uomini che mi attraggono una voluttà sempre più inconsistente.» Neppure le braccia di una donna, o la tenerezza di Georges, lui stesso omosessuale, riusciranno a colmare il vuoto con il quale deve vivere. E tuttavia, non è un fallimento. È una metamorfosi.

Ann Hidden è una donna che si de-satellizza. Abbandona tutte le cerchie – coniugale, familiare, professionale, nazionale – in cui era intrappolata: «sfronda» sistematicamente tutto ciò che le sembra diventato ingombrante, dalle relazioni umane alle sillabe «inutili» del suo nome alle fioriture delle partiture musicali. «Lei non interpretava. Reimprovvisava ciò che aveva letto, o ciò che ne aveva voluto ritenere, disornando, disarmonizzando, mendicando ansiosamente il tema perduto, ricercando l’essenza del tema, in un’armonia minima.». La metafora musicale rispecchia contemporaneamente lo stile narrativo dell’autore e il soggetto del romanzo, che si sviluppa come una composizione musicale, con i suoi temi ricorrenti – le case in riva al mare e l’acqua, in Bretagna, o nell’Yonne o nell’isola di Ischia – e con tutta la gamma degli andamenti, dall’adagio al furioso.

Da Villa Amalia nel 2009 Benoît Jacquot ha tratto un film, interpretato da Isabelle Huppert.

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LA NOSTRA SELEZIONE DI GIALLI E THRILLER

 

JANE HARPER, LA FORZA DELLA NATURA, BOMPIANI

Cinque persone in una landa inospitale del continente australiano, gente di città, tutti colleghi di lavoro: il loro è un trekking destinato a cementare la forza del gruppo, ma una di loro non tornerà a casa… Di cosa siamo capaci quando tutto e tutti sono contro di noi? Un nuovo caso per Aaron Falck, già protagonista de Chi è senza peccato.

MIRKO ZILAHY, COSI’ CRUDELE E’ LA FINE, LONGANESI

“Zilahy fa brillare Roma di una luce nera, bellissima.» – Donato Carrisi Un nuovo episodio con il Commissario Mancini, un altro thriller ad alta tensione narrativa!

MARION PAU, LA RAGAZZA CHE NON SAPEVA, NERI POZZA

Una famiglia e i suoi segreti, brillantemente raccontati in questo noir psicologico in cui è il rapporto tra una madre e la figlia ad essere il fulcro della trama.. Un giallo vincitore in Olanda di diversi premi!

BELINDA BAUER, IL LADRO DI BAMBINI TRISTI, MARSILIO

Terza opera narrativa ambientata nel villaggio di Shipcott nell’Exmoor, ancora la brughiera inglese protagonista di questa trilogia. Una sorta di gotico rurale,  in cui troveremo ancora alcuni protagonisti degli altri due libri, compreso Steven Lamb, divenuto ormai diciassettenne. Vi piaceranno molto le descrizioni degli abitanti del paese, le loro debolezze ed i loro caratteri, posti di fronte ai fatti narrati con arguzia, un tocco di ironia, e siamo certi che lentamente non riuscirete ad abbandonarme le pagine.

KARN BRYNARD, TERRA DI SANGUE, EDIZIONI E.O

L’astro nascente della letteratura noir sudafricana in un vibrante thriller in cui si rispecchiano tutte le contraddizioni del suo Paese

RUTH WARE, IL GIOCO BUGIARDO, CORBACCIO

Dopo il successo de La donna della cabina 10, ecco il nuovo ottimo giallo psicologico, tutto incentrato su una amicizia speciale tra quattro amiche, tra cui si annida però un risentimento..

ELIZABETH GEORGE, PUNIZIONE, LONGANESI

Il grande ritorno della “regina incontrastata del mistery”, «Straordinario. Elizabeth George affronta tematiche sociali delicatissime con sensibilità inarrivabile. Una resa magistrale dei personaggi e dell’ambiente, un thriller sapientemente costruito.» – Publishers Weekly

STEFANO TURA, A REGOLA D’ARTE, PIEMME

Stefano Tura, il giornalista  doc trapiantato in Inghilterra, regala ai suoi lettori un nuovo libro con il detective McBride, supportato da un bolognesissimo Alvaro Gerace, con una indagine che si dipana tra le piogge e le nebbie….

PASQUALE RUJU, STAGIONE DI CENERE, E.O

Franco Zanna, fotoreporter a caccia di scoop  in una Costa Smeralda animata come ogni estate, con gli yacht, le attricette, gli arricchiti, i locali notturni. E quegli incendi, che scuotono l’estate, che forse sono il frutto di interessi milionari. E una morte sospetta, su cui meditare..

JACK RITCHIE, IL GRANDE GIORNO, MARCOS Y MARCOS

“Dal maestro del noir più amato da Alfred Hitchcock, quattordici storie dal meccanismo perfetto e senza una parola di troppo”

CRISTINA CASSAR SCALIA, SABBIA NERA, EINAUDI

Dalla Sicilia, terra di Montalbano, ecco il vice questore Giovanna Guarrasi:Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile.

ILARIA TUTI, FIORI SOPRA L’INFERNO, LONGANESI

La nuova promessa del noir italiano, in via di traduzione in diverse nazioni. Un thriller palpitante, tra boschi e pareti rocciose, ottime descrizioni dei luoghi,e una grande protagonista,dalle mille sfaccettature..

SARA BLAEDEL, LA FORESTA ASSASSINA, FAZI

Doveva essere la grande notte per Sune, quindicenne cresciuto in una comunità capace di strani riti neopagani. Sulle tracce della sua scomparsa, per fare breccia in un mondo chiuso ed ostile, troveremo Louise Rick (Le bambine dimenticate)

C.J.TUDOR, L’UOMO DI GESSO, RIZZOLI

Un thriller ispirato alla miglior tradizione anglosassone, in cui solo alla fine i numerosi tasselli si comporranno!

YRSA SIGRDARDOTTIR, IL CACCIATORE DI ORFANI, MONDADORI

Acclamata come la maggior scrittrice islandese di thriller, Yrsa Sigurðardóttir inaugura una serie straordinaria con al centro una coppia di investigatori imbattibile: un poliziotto e una psicologa, un tempo amanti e ora ai ferri corti, costretti a portare a termine la loro indagine più difficile!

BRIAN PANOWICH, COME LEONI, ENNEENNE

Un western dai toni noir, ancora nelle terre di Bull Mountain. La pace che regna dopo l’uccisione del fratello da parte dello Sceriffo Clayton Burroughs è apparente, nuovi gruppi di fuorilegge cercano di farsi strada.

CLAIRE MASSUD,RAGAZZA CHE BRUCIA,BOLLATI BORINGHIERI

Altra brillante prova di questa autrice, una appassionante storia di amicizia al femminile, di formazione e crescita, che si trasforma pagina dopo pagina in un ottimo thriller psicologico

GABRIEL TALLENT, MIO ASSOLUTO AMORE, RIZZOLI

Definito da King un capolavoro:  una storia che, per quanto terribile possa apparire(l’amore ossessivo di un padre per la propria figlia, spinto alle estreme conseguenze) riesce ad essere narrata senza oltrepassare certi limiti, a restare in equilibrio.

CORRADO PELI, I BAMBINI DELLE CASE LUNGHE, TIME CRIME

Un noir che si nutre dei silenzi e delle nebbie del paesaggio della bassa, luoghi capaci di nascondere a lungo dolorosi segreti all’interno delle piccole comunità che li abitano, destinati fatalmente a riemergere, prima o poi.

 

BARBARA BARALDI, OSSERVATORE OSCURO, GIUNTI

“Molti enigmi in questo nuovo, appassionante thriller: come si può tracciare il profilo psicologico di un soggetto che sfugge a ogni regola comportamentale? E chi è la misteriosa bambina che si presenta alla stazione di polizia ma che, ignorata dai funzionari, scompare nel nulla? Il grande ritorno di Aurora Scalviati, la giovane profiler profiler della polizia di Sparvara

E, naturalmente, l’inossidabile ANDREA CAMILLERI, con il nuovo MONTALBANO..

 

 

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Arbasino lo considera il secondo libro più bello del mondo, dopo Don Chisciotte. .”La fascinazione per la betise, per la stronzaggine umana, da nessun autore è mai sentita con un’ingordigia così entusiastica e parossistica”. Perchè i due stupidotti protagonisti di Bouvard e Pécuchet diventano tragicamente attuali, con la loro sicumera di poter governare qualsiasi argomento nonostante la propria inesperienza, armati di credenze e frasi fatte. I risultati ottenuti potrete scoprirli leggendo il testo..
Romanzo tanto spassoso quanto crudele nei confronti dell’umanità: Flaubert si preparò all’opera leggendo migliaia di testi, e non vide mai il frutto della sua fatica. Incompiuto, venne pubblicato pochi mesi dopo la morte dell’autore.
 
 
 
 
 
Gustave Flaubert,
Bouvard e Pécuchet, Quodlibet
Con un testo di Ermanno Cavazzoni
 
«Bisognerebbe piuttosto mandarli in manicomio.»
 
Bouvard e Pécuchet, romanzo mirabile, famoso e di divertente lettura, di Gustave Flaubert, l’ultimo che ha scritto e che non ha terminato, anche se ha annotato come avrebbe dovuto concludersi; pubblicato nel 1881, un anno dopo la morte. I due copisti, il gioviale Bouvard e il segaligno Pécuchet, lasciato il modesto lavoro d’ufficio a Parigi, si insediano in campagna, dove per occupare il tempo si avventurano, da principianti inesperti ed eroicomici, in tutti i campi del sapere umano, con risultati ogni volta disastrosi e spassosi: agronomia, giardinaggio, arte delle conserve (ma tutto va a male e i barattoli scoppiano), chimica, medicina, geologia, teatro, politica, spiritismo, religione, pedagogia… in uno scivolamento di scienza in scienza, di mania in mania, sempre dissolto dalla loro ridicola incapacità. Eroi del fallimento perenne, prototipi della nostra umanità tutta scienza, progresso e stupidità. E finiranno come? a fare l’unica cosa che sanno fare, i copisti. Libro profondamente dissacratorio e satirico.

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