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Posts Tagged ‘librai indipendenti’

Essere librai vuoi dire avere l’irresistibile impulso nel cercare di condividere con i lettori le pagine che ci hanno fatto sussultare. In questo periodo le librerie traboccano ovunque di pile di libri: questi sono titoli scelti con cura dai librai di Liberamente Libri di Ravenna, Libreria Trame di Bologna, Libreria Cartoleria Dante di Ravenna, Libreria Atlantide di Castel San Pietro. Oggi vi proponiamo la selezione di consigli di Libreria Trame, di Bologna:
 
 
Grazia Verasani “Lettera a Dina” (Giunti)
Grazia Verasani racconta a ritroso un’amicizia adolescenziale, crudele e intima, con gli occhi di una donna adulta e libera, in crisi sentimentale.
Una canzone sentita per caso squarcia la routine quotidiana di un nuovo amore già sfilacciato, e lancia la protagonista in un vortice di pensieri, e di rimpianti.
La parabola della breve vita di Dina, mutevole e sfuggente, avida di affetto e respingente, è quella di molte ragazze e ragazzi delle periferie bolognesi e non solo.
Un romanzo secco e veloce, sincero.
 
Edoardo Albinati “La scuola cattolica” (Rizzoli)
Vincitore del premio Strega, un romanzo enciclopedico e magmatico sul 1975, sull’adolescenza, sulla violenza maschile e il fascismo, sull’ossessione del corpo.
Quasi milletrecento pagine scritte e rielaborate nell’arco di 10 anni.
Un progetto folle. Un libro disturbante e ricco.
 
Laird Hunt “Neverhome” (La nave di Teseo)
Si fa chiamare Ash, è una giovane donna, e parte per la guerra civile coi colori dell’Unione al posto del marito agricoltore. Cavalca e spara. Ha come unico scopo quello di tornare a casa viva, e la guerra vista dei suoi occhi curiosi e consapevoli è realistica e violenta.
Travestita da uomo Ash sopporta battaglie, ferite, e prigione, e li racconta al lettore con un ritmo serrato che non lascia respiro.
 
 
 
 
 
 
 
Chi siamo
 
La società cooperativa Trame è stata costituita nel giugno 2005 allo scopo di avviare e gestire librerie e di ideare e/o collaborare ad eventi culturali.
 
Tre socie provenienti da ambiti lavorativi e culturali diversi e complementari: Nicoletta Maldini (Laurea in Lettere, 15 anni di esperienza presso varie librerie), Orsola Mattioli (Semiologa dell’Arte, collaborazione col Museo Medievale di Bologna, redattrice editoriale), Anna Vezzoli (Laurea in Filosofia, diploma post laurea a Cambridge, esperienza professionale nel campo delle Pubbliche Relazioni e della comunicazione in genere), tutte forti lettrici disposte ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
 
Alla base del progetto l’idea del potenziale valore di una libreria di servizio, non specializzata, accogliente, che proponga una selezione accurata di novità a rotazione veloce, garantendo la professionalità necessaria per condurre ricerche bibliografiche in un ampio database, con un lavoro specifico sui libri fuori catalogo condotto utilizzando la rete nazionale delle librerie antiquarie.
 
La libreria Trame è aperta al pubblico dal dicembre 2005 e oltre all’attività commerciale, organizza in libreria presentazioni di libri, mostre di grafica, fumetto, fotografia e arte, ospita un gruppo di lettura “Letture sul sofà” e propone percorsi di scrittura creativa in collaborazione con autori e autrici. Propone concerti acustici e DJ set, in occasione di eventi particolari.
Ha collaborato e collabora costantemente con enti e associazioni presenti sul territorio (AIAS, Associazione PerWilma, TPO Teatro Polivalente Occupato, Teatro San Martino, Mercato Diverso, Future Film Festival, Comunicamente, Città dei Bambini dell’Antoniano, Biografilm Festival, Dans La Rue e Crash, biblioteche pubbliche) con bookshop e supporti bibliografici.
Inoltre collabora con altri gruppi di lettura cittadini, e con il percorso “Scrivi con lo scrittore” ospite itinerante di associazioni culturali e biblioteche.
 
Propone il progetto “La libreria incontra la scuola”, già sperimentato da decine di librerie indipendenti sul territorio nazionale, che permette di collaborare con molti insegnanti delle scuole primarie e secondarie.
Gli studenti, in particolare quelli universitari, vengono affiancati con ricerche bibliografiche personalizzate, per tesi di laurea e percorsi di dottorato.
 
Un punto di forza è la consulenza per regali aziendali, e un servizio puntuale e personalizzato per regali individuali, anche su richiesta via telefono, mail o social network.
 
Aggiornato al 14-7-2015
 
trame-logo

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Immimente, un portale per le librerie indipendenti di Francia:1001LIBRAIRES. Sull’onda del successo del sito creato dai librai indie Usa, http://www.indiebound.org/ , seguito dal lancio dell’analogo http://indiebound.co.uk/ dei colleghi Uk, anche i cugini d’Oltralpe si organizzano. Magari, tra una ventina d’anni, quei quindici venti librai italiani indipendenti rimasti faranno qualcosa di analogo…

Ecco qualche notizia in più sul sito francese:

http://pl2i.org/

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riceviamo e pubblichiamo dal collega Romano Gobbi

Liberi Librai
Costituenda Associazione librai indipendenti e piccoli editori

Informativa Numero 4

Cari Colleghi nell’inviarvi la presente informativa che spero possa generare qualche vostro suggerimento, ritorno a pressarvi per la divulgazione e partecipazione all’eventuale incontro che si intende programmare entro luglio (ammesso di arrivare a un numero di adesione di almeno 120/150 librerie – a tutt’oggi siamo in 105 -)
La recente visita al salone di Torino, ha confermato la tendenza dell’evoluzione dalla carta stampata verso l’e-book di nuova generazione. Le previsioni sono piuttosto nere, recente è la notizia di una notissima casa editrice che sospendendo il 50% delle pubblicazioni di natura giuridica prevede la distribuzione su internet entro 2 anni (dico 2 anni) di alcune sue pubblicazioni (togliendole di fatto alle librerie).
Questo deve far riflettere su come dovremo comportarci in un prossimo futuro, nonostante l’incoraggiamento di Umberto Eco “non sperate di liberarvi del libro” ed il commento un pò sarcastico ma sicuramente pertinente della “libreria di santa” che commenta: in quanto a “liberarsi delle librerie sono sicuramente a buon punto!!”. Fortunatamente in Italia dovremo pedalare ancora : i nostri politici non ci hanno ancora dato la legge sul libro e il libro sta scomparendo (forse hanno voluto risparmiare soltanto un passaggio della filiera); o siamo noi che non vogliamo questa legge!.
Propendo più per questa seconda opinione e comunque non ci arrenderemo facilmente.
In un incontro informale con alcuni colleghi, parlando di sopravvivenza abbiamo optato o ci stiamo indirizzando a sviluppare la stampa digitale che oltre a essere un sistema che contrasta spazio alla grande editoria e alla grande distribuzione permette anche di recuperare parte delle vendite ma soprattutto tenendo la libreria “editrice” al centro dell’interesse: Pensiamoci!
Per questo serve qualche incontro. In campo scolastico quest’anno è previsto un ben più marcato calo di vendite com già avviene nel campo universitario. In molte scuole medie e superiori la vendita dell’usato è favorita dai docenti stimolando lo scambio fra le classi. Noi però non ci muoviamo di un centimetro. Siamo così ricchi di permetterci una pensione “costretta” senza prevedere nemmeno una possibile nostra evoluzione? Possibile che nessuno ci pensi? O probabilmente sono il solito “ottimista in negativo”.
Lo scambio di idee è fondamentale.
Il numero degli aderenti è fondamentale.
Fondamentale è il credere che una legislazione sia indispensabile.
Fondamentale è che si debba fare qualcosa che non è mai stata fatta in questi anni.
Fondamentale è che dobbiamo provarci (nessuno lo farà mai per noi)
Certezza è che l’evoluzione del libro è in atto: ma forse sono pessimista!

Il solito libraio Romano Gobbi

p.s. sempre a disposizione anche telefonicamente (0523/338474)

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Riceviamo dal collega libraio ROMANO GOBBI

Liberi Librai
Costituenda associazione librai indipendenti e piccoli editori

Colleghi,

questa è l’email numero 3 che invio per sollecitare, nell’interesse della categoria, un riscontro ben più massiccio al costituendo gruppo librai indipendenti e l’adoprarsi da parte di tutti a incrementare questa adesione con un passaparola, telefonate o altri sistemi più convincenti, perchè, credetemi, se non arriveremo a un numero importante, non riusciremo a combinare nulla. Da fine marzo a oggi, abbiamo ricevuto soltanto 82 adesioni; cosa significa? Che molti di noi non hanno interesse o non vedono la necessità di costituirsi in gruppo, oppure che le condizioni in cui operano sono più che ottimali!! Per quanto mi riguarda,  dalle notizie che ho avuto, mi pare proprio di no; la maggior parte delle risposte confermano che la situazione dei librai italiani è molto critica, che le catene librarie o le grandi librerie privilegiate,  hanno la stessa scontistica 50% e oltre, sugli acquisti, quindi in grado di reggere meglio a scapito dei librai minori  che, benchè indispensabili nel presidio e servizio del territorio, riescono a ottenere condizioni dimezzate. Mi permetto di sottolineare che la grande distribuzione o le grandi librerie di catena, non possono essere dalla nostra parte, il “mors tua vita mea” è sinonimo di sopravvivenza anche per loro. Forse molti di noi non hanno ben valutato la china su cui siamo affacciati, e l’unica soluzione per procastinare la nostra “dipartita” è una legge che ci permetta di sopravvivere: una legge di tipo ” francese” o meglio ancora ” tedesca” , che equilibrando gli sconti in modo equo possa addirittura ridurre o meglio dimezzare i prezzi dei libri contrastando o ritardando il diffondersi di questi e-book nel campo editoriale almeno fino a una prossima generazione.

La diffusione pertanto di questi messaggi, dovrà essere fatta da tutti noi – se ci crediamo –   e dobbiamo adoprarci per coinvolgere coloro che operano in questo campo.

Se non avremo il numero, non avremo forza e nessuno si interesserà di noi; a Massimo Citi e a Guido Carota che sono stati gli antesignani per questa alzata di scudi in modo molto più tecnico di quanto non facciamo attualmente e che si son detti delusi dal risultato, chiedo un ripensamento, perseverare “necesse est” a tutti voi che leggerete e necessariamente diffonderete questa e-mail dico non arrendiamoci; per quanto mi riguarda, prima di procedere a un primo incontro, mi sono prefisso un’adesione di almeno 100/150 librai in questa prima fase, per arrivare prima di operare, a un risultato di 500 adesioni, diversamente avremo tutti perso tempo, io per primo; colleghi librai, la barca su cui navighiamo è piena di buchi e quindi o sgottiamo tutti insieme o andremo a fondo.

Per la diffusione di questo messaggio, come per i precedenti, riterrei indispensabile l’appoggio anche dei rappresentanti con cui avrete contatto – magari dando una fotocopia di tutte le e-mail: anche loro sono su questa barca e, lo ammettano o no, questa è una barca che fa acqua e ne fa molta.

Recentemente in una trasmissione televisiva, un ministro , ha presentato l’introduzione di un computer portatile nella scuola primaria “a scuola senza libri”  su un campionario di alcune decine di classi. Sparirà completamente l’uso di testi scolastici? di conseguenza peggiorerà l’abitudine alla lettura? Il dossier francese di Bruno Platino sul libro informatizzato di cui l’unico freno fortunatamente e per ora è il diritto alla proprietà intellettuale, messa in dubbio con la distribuzione in rete, compirà l’opera della “sterilizzazione libraria”. Credo  che se arriveremo a organizzare una riunione dovremmo verificare le  possibilità della tenuta o meno della libreria, dibattendo sull’argomento e valutando i suggerimenti di tutti; credete, lo scambio di idee è fondamentale .

Librai, Cartolibrai, Rappresentanti……… svegliamoci!!!!  Nessuno penserà a noi se non noi stessi!!!!

Saluti dal libraio Romano Gobbi

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Liberi Librai
Costituenda associazione librai indipendenti

Caro collega,
dopo l’invio della prima e-mail, finora ho ricevuto adesioni di 41 librerie: mi sembra un po’ pochino su circa 400 invii effettuati, per cui mi domando se altri librai non abbiano interesse alla costituzione di un gruppo per la difesa (sopravvivenza) delle proprie regole e interessi.
Un motto latino recita “unus nullus”, se non saremo un gruppo numeroso non potremo far valere le nostre ragioni: è la “legge della democrazia”.
L’associazione edicolanti è un esempio di coesione che dovremmo tenere ben presente e lasciatemi dire, se non altro per sbollire la rabbia che ho in corpo: è mai possibile che un libro con prezzo di vendita Euro 20,00, costi 1 euro di stampa? e questo voglio pensare non per l’esosità dell’editore ma per l’esosità dei distributori di libri (non librai).
Nella grande distribuzione l’editore non entra coi suoi prodotti se non concede uno sconto dal 50% al 60%: cosa puo’ fare l’editore per mantenere un margine di utile? aumenta il prezzo del libro per concedere questi aggi e poter far concorrenza (sleale) ai librai e con possibilità, quindi, di applicare agli acquirenti sconti che vanno dal 30 al 35% su tutte le novità: cosa ne pensano le associazioni dei consumatori?
Questo sconto del 30% – 35% è lo stesso praticato dagli editori solo ad alcune librerie, non a tutte, da cui bisogna detrarre le spese di porto per le foniture e di porto per le rese. Come puo’ un libraio competere in un mercato così sregolato?
Alcuni colleghi mi hanno comunicato che in certi supermercati si acquistano dizionari con sconti oltre il 40% basta acquistare la tessera di socio. Vi sembra una concorrenza leale questa? quanto potremo resistere? Se acquistate da certi gruppi rateali (altro canale di vendita dell’editore) riuscirete ad acquistare almeno al 50%. Vorrei fare una provocazione, ma non tanto, ai grandi editori: perche’ non riducete lo sconto concedendo ai librai e ai distributori di libri (supermercati) un aggio del 15% 20%? Si ridurrebbe il prezzo dei libri almeno del 35% o 40%, in tempo di crisi potrebbe essere una promozione culturale; non sarebbero contente anche le associazioni dei consumatori?
Forse no, perche’ non potrebbero dimostrare la loro forza.
Oggi la grande distribuzione ha eliminato anche il rappresentante dell’editore per aggiungere tale costo al proprio sconto.
In una recente verifica fiscale, il verificatore mi dice: le vostre associazioni hanno concordato con il governo che i margini su ogni vendita sono del 17%. Ho precisato e fatto verificare che le mie fatture di acquisto scolastiche riportano lo sconto medio del 19% e vendo gli stessi libri sempre con fattura con lo sconto del 15% (utile lordo 4%). La risposta: faccia ricorso; bene, sapete quanto costa un ricorso da un professionista? In questi problemi, dovrebbe intervenire l’associazione. Ma forse queste problematiche ed altre, di cui non voglio tediarvi, non vi saranno mai capitate. Le vendite dirette tramite quotidiani: esce il giornale locale con un libro allegato, mi reco dall’editore per poterlo acquistare, risposta: possiamo darlo fra 15 giorni, questa è la legge, si, la legge del più forte! La legge sul libro, arenata in buona parte subito dopo la pubblicazione, e completamente eliminata ora; tanto i librai non protestano, e chi sono i librai? Ai librai ci si rivolge solo se non si trova un determinato libro al supermercato, se c’e’ un libro da cambiare, qualche “rogna” da risolvere e se c’e’ un libro scolastico da acquistare durante l’anno, perchè la grande distribuzione li fornisce esclusivamente prima dell’inizio della scuola (forse solo in questo caso serviamo a qualche cosa).
Ma le nostre vetrine non possono servire in caso di elezioni? non troveremo un difensore a rappresentare le nostre ragioni tra i vari onorevoli che ci tuteli? librai pensiamoci! L’unione fa la forza, ripeto “Unus nullus”!.
E per chiudere ritengo che non vi puo’ essere nulla di piu’ dannoso dell’apatia; una categoria che poco si interessa e si occupa di cio’ che riguarda il proprio lavoro a poco a poco è trascinata dagli abusi o dall’insipienza di chi regge e governa, a subirne i dolorosi effetti; Pertanto un incontro, quantomeno per scambiare opinioni è indispensabile farlo, altrimenti la chiusura delle librerie, come paventata dal “Dossier Patino” al governo francese, incomberà molto presto su di noi; vedi il KINDLE II , vedi i CYBOOK Gen. 3, prossimamente in vendita nelle grandi catene.
P.S. Ora cercherò brevemente di rispondere in modo conciso a coloro che dando la propria adesione, hanno posto alcune domande.
A) Obiettivo principe di questo gruppo: ottenere la legge sul libro come in quasi tutti gli stati europei
Questa possibilità può esserci data esclusivamente dalla forza numerica e convinta che riusciremo a costituire e dalle rappresentanze che potremo ottenere a livello governativo.
B) Per piccoli editori intendo genericamente coloro che stampano in digitale (in genere librerie) o quantomeno in piccole tirature che non possono supportare un costo di distribuzione
C) Qualcuno dice di essere sfiduciato: ribadisco un dovere ribellarsi alla sfiducia, alle lobby, alle leggi ingiuste, e se siamo piccoli dovremmo cercare di crescere unendoci e che ognuno dia quanto puo’ al gruppo, altrimenti è meglio cambiare lavoro e abbandonare questa idea
D) Per quanto riguarda la costituenda associazione, sarà opportuno verificare in quanti saremo interessati e in quanti potremo adoperarci per essa
E) Quanto all’aiuto che ciascuno di noi  puo’ dare in questa fase, ritengo necessario:
1) appoggiarsi ai rappresentanti per diffondere questa iniziativa (siamo sulla stessa barca e anche loro saranno tra i primi ad essere eliminati)
2) cominciare a dare suggerimenti tramite email o telefonici in modo di poter coordinare un primo incontro che si vorrebbe programmare in qualche domenica di giugno o luglio, se arriveremo almeno ad una adesione di 100 – 150 librerie
3) per quanto mi riguarda sarò a disposizione ai numeri telefonici (0523/338474 – 0523/384061) quando riterrete opportuno
Vi ringrazio per la pazienza con cui accoglierete e vorrete leggere la presente.

Vi Saluta
il solito libraio Romano Gobbi

DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO FRA I TUOI COLLEGHI, SE VUOI CONTINUARE AD ESSERE E A FARE IL LIBRAIO!!
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Liberi  Librai
Costituenda associazione librai indipendenti e piccoli editori

Caro Collega

Siamo un gruppo di piccoli librai ed editori che sentono la
necessità di costituirsi in gruppo al fine di riunire tutti gli operatori
del settore non appartenenti a catene o qualsivoglia associazione di
vendita.

A differenza di altri stati europei in cui vige una legge sul libro
che permette una leale concorrenza tra grandi e piccoli operatori favorendo
la professionalità piuttosto che il potere d’acquisto (vedi Francia, Spagna,
Portogallo, Grecia, ecc…) in Italia tutto ciò non avviene e oserei dire,
che i lbrai indipendenti sono destinati all’estinzione (tentiamo di
evitarlo). Se sei interessato all’argomento e vorrai dare il tuo apporto al
primo incontro che si sta preparando, inviaci la tua e-mail, oltre ai dati
della tua libreria e sarai informato per tempo su tale appuntamento.

Ti ringrazio per un favorevole assenso, ed al piacere di conoscerti,
ti saluto.

Un libraio Romano Gobbi (Tel. 0523/384061 – Fax 0523/306531 – Email:
professionale@libreriaromagnosi.com

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Caro collega,
dopo l’invio della prima e-mail di fine marzo finora ho ricevuto adesioni di 41 librerie: mi sembra un po’ pochino su circa 400 invii effettuati, per cui mi domando se altri librai non abbiano interesse alla costituzione di un gruppo per la difesa (sopravvivenza) delle proprie regole e interessi.
Un motto latino recita “unus nullus”, se non saremo un gruppo numeroso non potremo far valere le nostre ragioni: è la “legge della democrazia”.
L’associazione edicolanti è un esempio di coesione che dovremmo tenere ben presente e lasciatemi dire, se non altro per sbollire la rabbia che ho in corpo: è mai possibile che un libro con prezzo di vendita Euro 20,00, costi 1 euro di stampa? e questo voglio pensare non per l’esosità dell’editore ma per l’esosità dei distributori di libri (non librai).
Nella grande distribuzione l’editore non entra coi suoi prodotti se non concede uno sconto dal 50% al 60%: cosa puo’ fare l’editore per mantenere un margine di utile? aumenta il prezzo del libro per concedere questi aggi e poter far concorrenza (sleale) ai librai e con possibilità, quindi, di applicare agli acquirenti sconti che vanno dal 30 al 35% su tutte le novità: cosa ne pensano le associazioni dei consumatori?
Questo sconto del 30% – 35% è lo stesso praticato dagli editori solo ad alcune librerie, non a tutte, da cui bisogna detrarre le spese di porto per le foniture e di porto per le rese. Come puo’ un libraio competere in un mercato così sregolato?
Alcuni colleghi mi hanno comunicato che in certi supermercati si acquistano dizionari con sconti oltre il 40% basta acquistare la tessera di socio. Vi sembra una concorrenza leale questa? quanto potremo resistere? Se acquistate da certi gruppi rateali (altro canale di vendita dell’editore) riuscirete ad acquistare almeno al 50%. Vorrei fare una provocazione, ma non tanto, ai grandi editori: perche’ non riducete lo sconto concedendo ai librai e ai distributori di libri (supermercati) un aggio del 15% 20%? Si ridurrebbe il prezzo dei libri almeno del 35% o 40%, in tempo di crisi potrebbe essere una promozione culturale; non sarebbero contente anche le associazioni dei consumatori?
Forse no, perche’ non potrebbero dimostrare la loro forza.
Oggi la grande distribuzione ha eliminato anche il rappresentante dell’editore per aggiungere tale costo al proprio sconto.
In una recente verifica fiscale, il verificatore mi dice: le vostre associazioni hanno concordato con il governo che i margini su ogni vendita sono del 17%. Ho precisato e fatto verificare che le mie fatture di acquisto scolastiche riportano lo sconto medio del 19% e vendo gli stessi libri sempre con fattura con lo sconto del 15% (utile lordo 4%). La risposta: faccia ricorso; bene, sapete quanto costa un ricorso da un professionista? In questi problemi, dovrebbe intervenire l’associazione. Ma forse queste problematiche ed altre, di cui non voglio tediarvi, non vi saranno mai capitate. Le vendite dirette tramite quotidiani: esce il giornale locale con un libro allegato, mi reco dall’editore per poterlo acquistare, risposta: possiamo darlo fra 15 giorni, questa è la legge, si, la legge del più forte! La legge sul libro, arenata in buona parte subito dopo la pubblicazione, e completamente eliminata ora; tanto i librai non protestano, e chi sono i librai? Ai librai ci si rivolge solo se non si trova un determinato libro al supermercato, se c’e’ un libro da cambiare, qualche “rogna” da risolvere e se c’e’ un libro scolastico da acquistare durante l’anno, perchè la grande distribuzione li fornisce esclusivamente prima dell’inizio della scuola (forse solo in questo caso serviamo a qualche cosa).
Ma le nostre vetrine non possono servire in caso di elezioni? non troveremo un difensore a rappresentare le nostre ragioni tra i vari onorevoli che ci tuteli? librai pensiamoci! L’unione fa la forza, ripeto “Unus nullus”!.
E per chiudere ritengo che non vi puo’ essere nulla di piu’ dannoso dell’apatia; una categoria che poco si interessa e si occupa di cio’ che riguarda il proprio lavoro a poco a poco è trascinata dagli abusi o dall’insipienza di chi regge e governa, a subirne i dolorosi effetti; Pertanto un incontro, quantomeno per scambiare opinioni è indispensabile farlo, altrimenti la chiusura delle librerie, come paventata dal “Dossier Patino” al governo francese, incomberà molto presto su di noi; vedi il KINDLE II , vedi i CYBOOK Gen. 3, prossimamente in vendita nelle grandi catene.
P.S. Ora cercherò brevemente di rispondere in modo conciso a coloro che dando la propria adesione, hanno posto alcune domande.
A) Obiettivo principe di questo gruppo: ottenere la legge sul libro come in quasi tutti gli stati europei
Questa possibilità può esserci data esclusivamente dalla forza numerica e convinta che riusciremo a costituire e dalle rappresentanze che potremo ottenere a livello governativo.
B) Per piccoli editori intendo genericamente coloro che stampano in digitale (in genere librerie) o quantomeno in piccole tirature che non possono supportare un costo di distribuzione
C) Qualcuno dice di essere sfiduciato: ribadisco un dovere ribellarsi alla sfiducia, alle lobby, alle leggi ingiuste, e se siamo piccoli dovremmo cercare di crescere unendoci e che ognuno dia quanto puo’ al gruppo, altrimenti è meglio cambiare lavoro e abbandonare questa idea
D) Per quanto riguarda la costituenda associazione, sarà opportuno verificare in quanti saremo interessati e in quanti potremo adoperarci per essa
E) Quanto all’aiuto che ciascuno di noi  puo’ dare in questa fase, ritengo necessario:
1) appoggiarsi ai rappresentanti per diffondere questa iniziativa (siamo sulla stessa barca e anche loro saranno tra i primi ad essere eliminati)
2) cominciare a dare suggerimenti tramite email o telefonici in modo di poter coordinare un primo incontro che si vorrebbe programmare in qualche domenica di giugno o luglio, se arriveremo almeno ad una adesione di 100 – 150 librerie
3) per quanto mi riguarda sarò a disposizione ai numeri telefonici (0523/338474 – 0523/384061) quando riterrete opportuno
Vi ringrazio per la pazienza con cui accoglierete e vorrete leggere la presente.

Vi Saluta
il solito libraio Romano Gobbi

DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO FRA I TUOI COLLEGHI, SE VUOI CONTINUARE AD ESSERE E A FARE IL LIBRAIO!!

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“Caro Collega

Siamo un gruppo di piccoli librai ed editori che sentono la
necessità di costituirsi in gruppo al fine di riunire tutti gli operatori
del settore non appartenenti a catene o qualsivoglia associazione di
vendita.

A differenza di altri stati europei in cui vige una legge sul libro
che permette una leale concorrenza tra grandi e piccoli operatori favorendo
la professionalità piuttosto che il potere d’acquisto (vedi Francia, Spagna,
Portogallo, Grecia, ecc…) in Italia tutto ciò non avviene e oserei dire,
che i lbrai indipendenti sono destinati all’estinzione (tentiamo di
evitarlo). Se sei interessato all’argomento e vorrai dare il tuo apporto al
primo incontro che si sta preparando, inviaci la tua e-mail, oltre ai dati
della tua libreria e sarai informato per tempo su tale appuntamento.

Ti ringrazio per un favorevole assenso, ed al piacere di conoscerti,
ti saluto.

Un libraio Romano Gobbi (Tel. 0523/384061 – Fax 0523/306531 – Email:
professionale@libreriaromagnosi.com”

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