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Posts Tagged ‘libri 2015’

 

 

Revival, Stephen King, Sperling

Dal 17 marzo

Più di cinquant’anni fa, in una placida cittadina del New England, un’ombra si allunga sui giochi di un bambino di sei anni. Quando il piccolo Jamie alza lo sguardo, sopra di lui si staglia la fi gura rassicurante del nuovo reverendo, appena arrivato per dare linfa alla vita spirituale della congregazione. Intelligente, giovane e simpatico, Charles Jacobs conquista la fi ducia dei suoi parrocchiani e l’amicizia incondizionata del bambino: per lui il pastore è un eroe, soprattutto dopo che gli ha «salvato» il fratello con una delle sue strepitose invenzioni elettriche. Ma l’idillio dura solo tre anni: la tragedia si abbatte come un fulmine su Jacobs, tutto il suo mondo è ridotto in cenere e a lui rimane solo l’urlo disperato contro il Dio che lo ha tradito. E il bando dal piccolo Eden che credeva di avere trovato. Trent’anni dopo, quando Jamie avrà attraversato l’America in compagnia dell’inseparabile chitarra che l’ha reso famoso, e dei demoni artifi ciali che ha incontrato lungo il cammino, l’ombra di Charles Jacobs lo avvolgerà ancora: questa volta per suggellare un patto terribile e defi nitivo. Revival è il racconto di due vite, quella che King ha vissuto e quella che avrebbe potuto vivere, attraverso due personaggi formidabili per potenza e fragilità, due uomini ai quali accade di incontrare il demonio e di affondare nel suo cuore di tenebra.

 

Come 22/11/’63 e l’ormai classico Stand by me, Revival è anche uno splendido affresco dell’America degli anni Sessanta, che King racconta con la struggente nostalgia di chi riconosce nel passare del tempo la perdita dell’innocenza.

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una grande autrice italiana racconta gli anni della sua giovinezza, quelli tra la fine degli anni Sessanta e il ’77:

Clara Sereni,
Via Ripetta 155,
GIUNTI
Essere giovani tra il ’68 e il ’77. Musica, incontri, speranze, politica, amore e ciclostile. L’autobiografia di una generazione in un decennio che ha cambiato il mondo e l’Italia.

Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che è una sorta di triangolo d’oro fra piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Tutto chiaro? No, perché il 155 si trova nel piccolo tratto dopo l’Ara Pacis che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare.
Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il ’68 e il ’77, cominciati all’insegna dell’utopia libertaria – compresa l’idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi – e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, dei manager rampanti

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Già, un nuovo capitolo per MILLENNIUM TRILOGY di Stieg Larsson, a dieci dall’inizio dell’avventura editoriale de Uomini che odiano le donne (75 milioni di copie in 50 nazioni). Ovviamente sarà un altro autore a proseguire la storia, David Lagercrantz, conosciuto per l’intensa biografia di Ibrahimovic. In agosto, in contemporanea con trentacinque Paesi, conosceremo che strada prenderà la vita di LISBETH SALANDER, protagonista della serie.

 

“Quello che volevo fare nel libro era utilizzare la vasta mitologia che Stieg Larsson ha lasciato, il mondo che ha creato“ – “Lisbeth Salander non è come un comune supereroe. Non solo è grandiosa per i suoi talenti, ma anche per il suo contesto e la sua storia,” afferma l’autore, che ha cercato di proseguire il filo narrativo di Larsson, tra intrighi politici e questioni sociali della società nordica.

Non sono state seguite le bozze di Larsson, trovate dopo la sua morte,ma si è voluto dare vita a qualcosa di nuovo

 

Appuntamento al 27 di agosto, per CIO’ CHE NON CI UCCIDE, Marsilio edizioni. Acquistate il libro in una libreria indipendente!

 

List of atheists (surnames L to M)

List of atheists (surnames L to M) (Photo credit: Wikipedia)

 

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James Ellroy – Perfidia, Einaudi

 

Il romanzo è un prequel della tetralogia di Ellroy su Los Angeles, quello iniziato con la Dalia nera. “Un grande romanzo americano”, si sono sperticati in lodi molti giornali negli Stati Uniti.

Sfreghiamoci le mani, e cominciamo a pregustare cose buone… sentite qua come si presenta Kay Lake, ragazza bohemiènne fra i protagonisti del romanzo: “Leggevo Marx, credevo a un terzo di quello che c’era scritto e frequentavo un sacco di serate impegnate e di sinistra. Indossavo il mio essere di sinistra come fosse un accessorio di moda” (la traduzione è nostra).

Per la traduzione in italiano – quella ufficiale – dobbiamo aspettarci senz’altro buone cose, e stringere i denti ancora per qualche tempo. Ma poco, state tranquilli.

 

 

Colin Dexter – La fanciulla è morta, Sellerio

 

Gli appassionati dell’ispettore Morse possono mandarsi segnali in codice: a breve potranno godere di un’altra avventura del loro beniamino, edita con la consueta cura da Sellerio.

Cosa dobbiamo aspettarci? Un raffinato giallo “di personaggi” condotto con la usuale maestria.

“Confinato in un letto d’ospedale con una brutta ulcera, tempo in abbondanza e poco da fare, Morse si lascia travolgere dal piacere della lettura. E tra le pagine di un volumetto lasciatogli in eredità da un altro paziente scopre un enigma degno delle sue capacità investigative, un mistero venuto dal passato che lo appassiona anche più degli amati cruciverba…”

 

 

 

Amélie Nothomb – Petronilla, Voland

 

“Au premier regard je la trouvai si jeune que je la pris pour un garçon de quinze ans…”. Ovvero, e per tradurre piuttosto liberamente, “Al primo sguardo la trovai così giovane che la presi per un ragazzo di quindici anni”…

Poche parole, ed è già Nothomb! Nella prossima uscita della scrittrice francese più stravagante e amata, tutti gli ingredienti di un romanzo di cui è stato scritto: “Con questo diavolo di Petronilla, Amélie Nothomb offre ai suoi lettori un personaggio affascinante… una cuvée delle più frizzanti, leggera in bocca ma piccante al punto giusto, di quelle che amiamo trangugiare a grandi sorsate. Fino all’ebbrezza?”. Petronilla è la storia dell’amicizia fra due donne.

 

 

Alan Bennett – Gente, Adelphi

 

Due anziane, eccentriche signore, la loro cadente dimora di campagna, e il problema di metterla a reddito. Come? Una soluzione: far intervenire l’onnipresente National Trust, non fosse che il loro emissario si è rivelato un po’ troppo entusiasta di alcuni vecchi pitali, e del loro possibile utilizzo da parte di alcune, antiche, celebrità. Molto meglio andare sul sicuro, cioè accettare l’offerta di un produttore, che in cambio di parecchio denaro chiede soltanto di rimanere in un angolo, mentre la sua troupe sistema il set del film che si accinge a girare: un porno, naturalmente. L’ultimo Bennett come il lettore sta imparando a conoscerlo: più esplicito, più feroce e più comico di quanto non sia mai stato.

 

 

Irène – Pierre Lemaitre, Einaudi

 

“C’è stato un omicidio a Courbevoie…” Messaggio laconico per una scena del crimine a dir poco spaventosa. Quando il commissario Camille Verhoeven giunge sul luogo del delitto, trova due, non uno, cadaveri di donne fatte a pezzi e decapitate in un elegante loft e capisce subito che in casi come questi le spiegazioni razionali non servono a nulla. E ha ragione perchè questo è solo l’inizio e uno dopo l’altro si susseguono dei delitti orribili, gratuiti e soprattutto illogici.

La stampa e persino il giudice e il prefetto si scatenano contro il “metodo Verhoeven” specie perchè l’indisciplinato poliziotto formula un’ipotesi cui nessuno vuole credere e viene lasciato solo di fronte a un assassino che sembra avere capito tutto di lui, nei più piccoli dettagli segreti della sua vita, e ha già previsto ogni sua mossa. Per questo Camille non potrà sfuggire all’orrendo spettacolo che quest’assassino ha preparato con tanta cura solo per lui.

 

Français : Amélie Nothomb à la 30e Foire du li...

Français : Amélie Nothomb à la 30e Foire du livre de Brive-la-Gaillarde (Photo credit: Wikipedia)

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preoccupati per il nuovo Presidente? Noi vi distraiamo con un Re, pazzo, per giunta.

Dario Fo, C’è un re pazzo in Danimarca, Chiarelettere
Una storia d’amore, un intrigo di potere affascinante e coinvolgente che Dario Fo ricostruisce in forma di romanzo attraverso i diari segreti dei suoi protagonisti.

Una storia d’amore e di follia. Un sogno rivoluzionario che diventa realtà. Ecco il nuovo romanzo storico di Dario Fo ambientato nella Danimarca del Settecento, protagonisti il giovane re pazzo, Cristiano VII, la sposa quindicenne, Carolina Matilde di Gran Bretagna, il suo amante, il medico Johann Friedrich Struensee, e il figlio del re, Federico. Una storia poco conosciuta. Dario Fo ha recuperato documenti inediti e alcuni diari segreti grazie ai quali ha potuto ricostruire il puzzle di una vicenda drammatica che intreccia meravigliosamente ideali politici, passione amorosa e lotta per il potere. Ma tutti gli ingredienti di questo romanzo sono eccezionali. A volte la storia può cambiare strada a causa di eventi imprevedibili come la follia. In questo caso la follia di un re unita alla carica utopica di un medico, illuminista e rivoluzionario, e alla complicità della giovane principessa. Tutti e tre insieme, in un triangolo d’amore disperato, avviano riforme rivoluzionarie inimmaginabili allora come l’abolizione della tortura, la libertà di stampa, l’abbattimento dei privilegi di casta, la promozione della cultura e dell’istruzione. Un colpo di stato orchestrato dalla regina madre e dalla corte porterà il medico alla forca e la principessa all’esilio, privata dei figli. Ma il sogno della rivoluzione, sebbene soffocato, non muore: sarà il giovane federico a portare avanti i principi liberali assumendo il potere. Così la Danimarca potrà rendere concreti gli ideali illuministi e diventare uno Stato moderno. Una pagina di storia memorabile, una favola vera.

Italiano: In occasione della rassegna Autori s...

Italiano: In occasione della rassegna Autori sotto le stelle che si tiene a Cesena, Dario Fo ha presentato il suo ultimo libro L’apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe!. (Photo credit: Wikipedia)

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COSì, DOPO  AVER PARLATO DE CHIEDERO’ PERDONO AI SOGNI di Sorj Chalandon ,  il romanzo capace di raccontare la parabola di un attivista dell’Ira, ecco piccola bibliografia  di testi: da Stavrogin a Ahmad Mulloy,  una carrellata di personaggi del romanzo chiamati “terroristi “, dai libri di Conrad a Yasmina Khadra

 

 

 

 

L’agente segreto, Joseph Conrad, varie edizioni

Nel 1894 l’osservatorio di Greenwich fu bersaglio di un fallito attentato anarchico. Da quell’episodio di cronaca Conrad trasse lo spunto per questo romanzo, pubblicato nel 1907, quasi un antesignano di tutte le spy stories del Novecento. Sembra un uomo tranquillo, il signor Verloc, che da anni gestisce un negozio nella capitale britannica. Ma in realtà è l’agente segreto di un non meglio precisato stato dell’Europa dell’Est, incaricato di sorvegliare gli anarchici. Quando il suo ambasciatore gli chiede di organizzare un’azione violenta per alimentare nell’opinione pubblica sentimenti di ostilità verso i rivoluzionari, tutto quello che Verloc riesce a fare è uccidere per errore il cognato. È l’inizio di una catena di vendette che sfoceranno in assurdi delitti. Tra i primi libri a trattare temi come spionaggio o terrorismo, “L’agente segreto” ha la forma di un giallo, ma si rivela soprattutto un fine esercizio di indagine psicologica e sociologica, un momento altissimo nella storia del romanzo moderno che riesce a contaminare il più popolare dei generi con le profonde intuizioni morali e l’ardito sperimentalismo linguistico di un grande artista

 

Semi magici, Naipaul, Adelphi

È una tarda estate berlinese, verso la metà degli anni Settanta. Approdato a un’inerte maturità, Willie Chandran viene scosso dai proclami idealistici della sorella Sarojini e, gettandosi alle spalle l’educazione londinese e un ventennale, indolente soggiorno in Africa, decide di tornare nell’India nativa per abbracciare la causa di un gruppo di guerriglieri separatisti. Da quel momento non gli verranno risparmiate esperienze e disillusioni di ogni tipo: nelle remote foreste di tek del Dhulipur, base dei ribelli-terroristi, si imbatterà in una comunità di cattivi maestri imbevuti di maoismo-leninismo e di ottusi psicopatici, per i quali uccidere un “agricoltore agiato” è un meccanico esercizio di tiro al bersaglio; nelle prigioni statali ritroverà gli stessi contadini “dai luminosi occhi neri” già traditi dai ribelli, e condividerà con i detenuti camerate di cemento senza mobili, dove lo spazio a disposizione di ciascuno non va oltre una stuoia; e, una volta rientrato a Londra (tra i rassicuranti mattoni rossi della “città giocattolo” di Cricklewood), la civiltà occidentale gli si rivelerà sfibrata dalle nevrosi, riassunte nella parabola di Roger, l’amico avvocato che lo ha fatto scarcerare e che vive una profonda crisi sentimentale e finanziaria.

 

Il terrorista, John Updike, Guanda

Ahmad Mulloy è un ragazzo diciottenne che vive a New Perspect, nel New Jersey. Sua madre è americana di origine irlandese e suo padre, sparito ormai da molti anni, era invece egiziano. Ahmad cresce praticamente da solo, in una società di cui riconosce ogni giorno di più i limiti e la superficialità. È un ragazzo serio e intelligente, ma si trova sempre più isolato nel mondo in cui deve crescere, incapace di entrare in contatto con i suoi coetanei, ragazzi e ragazze alienati, preda di false immagini di felicità, privi di qualsiasi valore guida. E nemmeno i professori riescono a convincerlo: Ahmad si sente respinto e comincia a giudicare, impietoso, un mondo di cui avverte il declino inesorabile. Ecco perché si avvicina, con la sua serietà e la sua fiducia, al Corano e all’imam della sua cittadina, lasciandosi convincere a lasciare gli studi per diventare un autista di camion. Ed è su un grande camion che il giovane Ahmad, lentamente plagiato dal religioso cui si è affidato, concepisce il progetto che deve porre fine ai suoi giorni: far saltare in aria il Lincoln Tunnel di New York.

 

Terra vergine, Ivan Turgenev, Varie edizioni

Questo romanzo è l’ultimo di Turgenev ed è il romanzo sui giovani populisti russi dell'”andata al popolo”. Con quest’opera lo scrittore intendeva terminare la sua carriera letteraria e sperava di eliminare le incomprensioni sorte fra lui, la critica e il pubblico fin dai tempi di “Padri e figli”, incomprensioni che si erano poi accentuate con “Fumo”. Qualche anno dopo la pubblicazione di questo romanzo, il quale arrivò al successo gradatamente, Turgenev scriverà che i suoi romanzi avevan voluto essere la presentazione di “fisionomie in veloce mutamento di uomini russi dello strato colto”. E “Terra vergine” fu proprio l’ultimo e più ampio affresco di questi giovani.

 

 

I demoni, Fedor Dostoevsky, varie edizioni

Petr Verchovenskij, guidato ideologicamente dal demoniaco Stavrogin, è a capo di un’organizzazione nichilista e lega i suoi seguaci con una serie di delitti. L’ultima vittima è Satov, un ex-seguace convertitosi alla fede ortodossa. Per coprire il delitto Petr obbliga Kirillov a scrivere una lettera di autodenuncia, prima di suicidarsi. Seguono altri delitti, apparentemente immotivati, e solo il suicidio di Stavrogin che si impicca nella soffitta del suo appartamento, sembra porre fine all’azione di questi “demoni”.

 

La figlia di Burger, Nadine Gordimer, Feltrinelli

Ambientata nel clima di feroce lotta politica del Sudafrica degli anni settanta, la storia, ispirata alla vicenda di un famoso avvocato afrikaner costretto alla clandestinità per il suo impegno contro l’apartheid, segue la lenta maturazione politica ed esistenziale di una donna, Rosa Burger. La morte del padre Lionel – da sempre in lotta per la libertà dei neri – la trasforma definitivamente nella ‘figlia di Burger’. Attraverso la presa di coscienza di questa nuova identità, Rosa sarà costretta non solo a fare i conti con la sua vita privata, ma anche a modificare il rapporto con il suo paese.

Messo al bando poco dopo la pubblicazione e riabilitato in seguito con la vittoria di un prestigioso premio letterario sudafricano, “La figlia di Burger” resta forse uno dei più famosi libri della grande scrittrice.

 

L’affaire Moro, Leonardo Sciascia, Adelphi

IL libro di Sciascia è stato scritto “a caldo” nel 1978. Mentre, in una gara di codardia, i politici italiani, nonché i giornalisti, si affannavano a dichiarare che le lettere di Moro dalla prigionia erano opera di un pazzo o comunque prive di valore perché risultanti da una costrizione, Sciascia si azzardò a “leggerle”. Riuscì in tal modo a ricostruire una intelaiatura di pensieri, di correlazioni, di fatti che sono, fino a oggi, ciò che più ci ha permesso di avvicinarci a capire, un episodio orribile della nostra storia. Presentando il libro nella edizione del 1983, Sciascia scriveva: “questo libro potrebbe anche esser letto come opera letteraria”. Ma l’autore (membro della Commissione parlamentare d’inchiesta) lo ha vissuto come “opera di verità”.

 

La brava terrorista, Doris Lessing, Feltrinelli

Alice Mellings, una giovane di origine borghese impegnata da anni in una militanza al di fuori dei partiti politici tradizionali, è l’animatrice di una comunità di occupanti abusivi che si sono insediati in una casa abbandonata di Londra. Alice è un’organizzatrice straordinaria: sistema la casa restituendola a uno stato decente di abitabilità, interviene per mediare i conflitti che si accendono tra gli occupanti; insomma diventa un elemento indispensabile alla vita collettiva. Tutto bene finché nel gruppo nasce l’esigenza di azioni più radicali e la necessità di un impegno più definito all’interno di organizzazioni terroristiche. È la fine di una faticosa armonia: il velleitarismo si fa dramma, mentre Alice, “la brava”, si avvia verso un futuro dominato dall’ombra incombente dell’eversione. Perché questa donna generosa aderisce alla lotta armata? Doris Lessing ci racconta la storia di Alice e dei suoi compagni cercando di dare una risposta a interrogativi tuttora brucianti, di aprire uno spazio alla riflessione, alla comprensione e, forse, alla catarsi.

 

 

L‘attentatrice, Yasmina Khadra, Mondadori

In un ristorante affollato di Tel-Aviv una donna che si finge incinta fa esplodere la bomba che teneva nascosta sotto il suo vestito. Per tutta la giornata il Dottor Amin, israeliano di origini arabe, opera a ritmo da catena di montaggio le innumerevoli vittime di questo ennesimo attentato. Amin si è sempre rifiutato di prendere posizione sul conflitto che oppone il suo popolo d’origine e quello d’adozione. Nel cuore della notte viene richiamato d’urgenza in ospedale dal suo amico poliziotto Naveed che gli annuncia che la moglie è morta e per giunta era lei la donna kamikaze. A questo punto Amin comincia la sua particolare investigazione sulla donna misteriosa che ha vissuto per anni insieme a lui.

 

 

  Pietroburgo, Andrej Belyi, Adelphi
Pietroburgo, 1905. La città è sconvolta dalla tempesta sociale, si moltiplicano i comizi, gli scioperi, gli attentati. Il giovane Nikolaj Apollonovic, che si è incautamente legato a un gruppo rivoluzionario, entra in contatto con Dudkin, nevrotico terrorista nietzscheano, il quale gli affida una minuscola bomba. E il provocatore Lippancenko, doppiogiochista al servizio della polizia zarista e al contempo dei rivoluzionari, gli rivela qual è il suo compito: dovrà far saltare in aria il senatore Apollon Apollonovic, abietto campione dell’assurdità burocratica. Suo padre. È intorno a questo rovente nucleo narrativo che si snodano le vicende surreali e grottesche di “Pietroburgo”, unanimemente considerato il capolavoro romanzesco del simbolismo russo. Dove la vera protagonista è tuttavia la “Palmira del Nord”: una Pietroburgo maestosa e geometrica solo all’apparenza, edificata su un labile terreno palustre i cui miasmi sgretolano le possenti architetture, le cui brume sfaldano e decompongono ogni comparsa che striscia lungo i vicoli fiocamente illuminati, tra bettole ammuffite e palazzi scrostati. I sommovimenti di inizio secolo, preludio di future tragedie, l’ululato del vento che si incanala lungo le gole del libro, il demoniaco colore giallo dei comizi gremiti di una folla in trance: ogni cosa è in preda a una malefica possessione, che Belyj filtra attraverso la lanterna magica delle immagini

 

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Sergio Ramazzotti è il reporter italiano che ha visto con i propri occhi gli effetti dell’epidemia di Ebola. Questo libro, appena uscito in libreria, è il resoconto di quei giorni:

Sergio Ramazzotti, Ground Zero Ebola, Piemme

«Sono appena sbarcato da un Paese, la Liberia, di quattro milioni di assassini. Quasi un milione è concentrato nella capitale, Monrovia. Assassini sono tutti: giovani, meno giovani, donne, bambini. Spero di essere perdonato per queste parole: non ne trovo di più adeguate. Loro non hanno colpa. La colpa è della paranoia che in me, dopo tre settimane in quella città, ha preso il sopravvento sulla ragione. È così che ti riduce la psicosi da Ebola: vedi chiunque come un potenziale killer. E sono certo che molti considerassero me allo stesso modo. I nuovi princìpi che regolano i rapporti sociali sono semplici: se tocchi la persona sbagliata, muori. Tocchi la persona che ha toccato la persona sbagliata, muori. Sali sul taxi sbagliato, muori. Per distrazione ti stropicci un occhio o ti accendi una sigaretta con la mano che ha toccato la cosa o la persona sbagliate, muori. Tre settimane dopo, quando alle cinque e venti del mattino è atterrato il volo SN1247 all’aeroporto di Bruxelles, non è successo niente di speciale. L’aeroplano ha parcheggiato dove doveva e gli oltre cento passeggeri, fra i quali c’ero anch’io, si sono riversati nell’aeroporto attraverso il molo. Come accade per qualsiasi altro volo, su quelle persone non sono stati fatti controlli di nessun genere, tranne quello del bagaglio a mano ai varchi di sicurezza. Il che non avrebbe nulla di sconcertante, se non fosse che il 1247 è il volo diretto Monrovia-Bruxelles, che la maggior parte di quei passeggeri erano liberiani in fuga dal loro Paese devastato dall’epidemia di Ebola. E che il volo, per la cronaca, è lo stesso sul quale, solo 11 giorni prima, aveva viaggiato Thomas Eric Duncan, il cittadino liberiano che poi ha proseguito per il Texas, dove è stato ricoverato in gravi condizioni in un ospedale di Dallas, dove è morto…».

http://www.parallelozero.com/photographers/sergio-ramazzotti-2

 

 

 

 

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