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Posts Tagged ‘libri cinema’

sul grande schermo, Lettere da Berlino, dal romanzo Ognuno muore solo di Hans Fallada, uno dei romanzi – capolavoro tra quelli che hanno per sfondo la barbarie naziste, un commovente romanzo dedicato alla storia vera che ha avuto per protagonisti una coppia di tedeschi piccolo borghesi di mezza età. Un libro pieno di disperazione, ma anche di spirito di resistenza. Il film è diretto da Vincent Perez, con Emma Thompson e Daniel Bruehl.

 

La scheda del libro

Hans Fallada,

Ognuno muore solo, Sellerio

 

Traduzione di Clara Coïsson

Postfazione di Geoff Wilkes

Lingua originale: tedesco

Titolo originale: Jeder stirbt für sich allein

«Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo» (Primo Levi). Ognuno muore solo (uscito nel 1947) è basato su una storia vera, rielaborazione letteraria dell’inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz’età. Hans Fallada, massimo autore del neorealismo weimariano, ormai alcolizzato, dipendente da farmaci, ripetutamente incarcerato e rinchiuso in istituti psichiatrici, ricevette l’incartamento da autorità della ricostruzione e scrisse l’opera nel tardo 1946, in ventiquattro giorni, appena prima di morire. Eppure, questo ritratto raggelante, della Germania sotto la doppia angoscia del nazismo e della guerra, è rimasto dimenticato a lungo e vive solo oggi una nuova stagione anche grazie alla trionfale scoperta e pubblicazione in America. Ciò, malgrado possegga, oltre il valore letterario e storico, tutte le qualità che assicurano un’esperienza di lettura toccante. La tensione livida, paragonata al primo Le Carré. L’azione corale di un gran numero di personaggi mai stereotipati, benché più istintivamente gran parte di loro ispirerebbe o repulsione disgustata o eroico entusiasmo. La trasfigurazione, nel racconto oggettivo privo di ogni espressionismo, dell’esperienza ambientale di chi, forse unico tra gli scrittori antinazisti già affermati, non emigrò mai, continuando a respirare il potere totale hitleriano. Una spietata caccia all’uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. E probabilmente le ragioni dell’oblio e della riscoperta stanno appunto nel fatto che è un romanzo sulla resistenza. Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione. Contrastante, quindi, con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Führer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L’autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi odia e opprime e chi è sepolto nella sua paura.

 

Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Ditzen (1893-1947). Di Fallada questa casa editrice ha pubblicato E adesso, pover’uomo? (2008), Ognuno muore solo (2010) e Nel mio paese straniero (2012).

 

 

 

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Vi dice niente il nome THOMAS GUNZIG? Se avete visto  lo splendido Dio esiste e vive a Bruxelles, guardate chi ha scritto i testi, insieme al regista….
Poi, cominciando il libro Campionario per una vita migliore (Hop Edizioni), il primo racconto è dedicato ad un assassino, che aveva già ucciso:
Mosche
Formiche
Farfalle
Due criceti (di sua cugina)
un pappagallino (sempre di sua cugina)..
e allora capiamo che nel film c’è davvero tanto di suo!
 
Campionario per una vita migliore (Hop Edizioni),

Un campionario di situazioni e personaggi strambi, un’umanità variegata alla ricerca di una vita migliore. Ognuno cerca la felicità, ognuno lo fa con i propri mezzi, non sempre corretti.

Scheda tecnica

  • Titolo: Campionario per una vita migliore
  • Autore: Thomas Gunzig
  • traduzione di Laura Tonani
Thomas Gunzig, una delle firme più interessanti del panorama belga attuale, in questa potente raccolta di racconti, descrive con humour nero e grandi capacità evocative l’irreversibile processo di trasformazione del modo di vivere e pensare dell’uomo di fronte a una società impazzita e deformante. La realtà supera la fantasia? La risposta sembra essere: sì. 

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CASTENASO – BO -Festa di ripertura del Cinema Italia – ospite il grande regista GIUSEPPE TORNATORE che presenterà il libro “Il collezionista di baci”

Sabato 27 Settembre 2014

Immagine regista Giuseppe Tornatore

 

PROGRAMMA
  • alle ore 17.00
    il Cinema Italia, rinnovato nel look, apre le sue porte.
  • alle ore 18.30
    Presentazione del Libro “IL COLLEZIONISTA DI BACI” di Giuseppe Tornatore
    il regista presenta il suo libro intervistato da Giorgio Tonelli, Assessore alla Cultura.
    Le copie in vendita possono essere autografate dall’autore.
    A seguire buffet offerto dalla storica Pasticceria Dino.
  • alle ore 21.00
    DALLA PELLICOLA AL DIGITALE”
    Tributo alla storia del Cinema Italiano e del Cinema Italia di Castenaso
    Con la partecipazione del sindaco Stefano Sermenghi.
    Giuseppe Tornatore dialoga con il prof. Giacomo Manzoli, docente di cinema al Dams di Bologna.
    A seguire proiezione del film “Nuovo Cinema Paradiso”, ultima proiezione in pellicola.
    Il film verrà replicato domenica 28 settembre 2014 alle ore 18,00.

– Ingresso gratuito –

  • Cinema Italia
    Via Nasica, 38 – Castenaso
    tel.  051.787201

 LIBRERIA ATLANTIDE curerà il bookshop tematico

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Sul grande schermo. Libri.

 

“A me interessa raccontare la storia di un uomo in conflitto col proprio tempo, con il conformismo di un’epoca. [Mario Martone]

Il giovane favoloso, di Mario MARTONE, con Elio Germano nel ruolo di Giacomo Leopardi, per seguirne la tormentata esistenza tra Recanati e Napoli

 

 

 

 

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L’urlo e il furore

 

Un film di James Franco. Con James Franco, Joey King, Dave Franco, Seth Rogen, dal libro di William Faulkner

 

Il 1929, passato alla storia come l’anno del crollo di Wall Street che segnò l’inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per la letteratura americana. Escono infatti “Addio alle armi” di Hemingway e “L’urlo e il furore” di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimi tra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e i fanatismi di quel Sud di cui pativa l’interminabile decadenza, incominciata con la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa il teatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato e presente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, che scandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.

 

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Il film di Christophe Honoré si ispira a Ovidio e al suo “Le Metamorfosi”, ambientandolo però ai giorni nostri: la giovane Europa marinerà la giornata scolastica per salire a bordo di un camion con un ragazzo seducente, di nome Giove.

 

 

 

 

Birdman, di Alejandro González Iñárritu e interpretato da Michael Keaton, Zach Galifianakis, Emma Stone e Edward Norton. Dal libro di Raymond Carver Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Minimum Fax

 

 

 

LA SCHEDA

Con questi diciassette racconti, pubblicati negli Stati Uniti nel 1981, Carver che fu subito riconosciuto come maestro della “short story”, mise di fronte a scrittori, critici e lettori un nuovo universo narrativo. Scrisse “The Nation” all’uscita del libro, “Duecento anni fa Wordsworth e Coleridge diedero inizio ad una rivoluzione quando proclamarono di voler scrivere con la “lingua veramente usata dagli uomini”. Ma nessuno dei due ci riuscì fino in fondo. In questi racconti Raymond Carver ci è riuscito. In maniera impressionante.”

 

Al cinema, Figli di Dio, dal romanzo di Cormac McCarthy, con la regia di James Franco

 

 

 

Cormac McCarthy, Figli di Dio, Einaudi

Trad di R.Montanari

Gli abitanti della contea di Sevier, Tennessee, sono abituati alla violenza della natura, alle tempeste di ghiaccio e alle alluvioni, agli animali da preda che popolano la montagna. Ma quando dal folto dei boschi emerge una creatura mostruosa, vestita di sgargianti abiti femminili, dal volto dipinto, sanno che è arrivato il momento di agire.

 

Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti «poveri bianchi» che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori dal tempo dove la Storia è scandita dai linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l’incesto sono la regola, dove la miseria e l’abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un’aula di tribunale o di una stanza d’ospedale.

Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo.

Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l’immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.

 

 

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in finale al Booker Prize, premio Pulitzer 2014 come opera narrativa, e prossimamente anche un film, diretto da Brett Ratner per Warner Bros, grazie ai produttori  Brad Simpson e Nina Jacobson. Il cardellino di Donna Tartt (Rizzoli) sembra proprio essere il libro dell’anno. Ricordiamoci il suo messaggio, la bellezza sola può salvare il mondo.

La scheda
Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New-York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall’acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l’innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo.
traduzione di     Zilahi De’ Gyurgyokai M

 

Il cardellino, di Donna Tartt. Rizzoli 2014. A...

Il cardellino, di Donna Tartt. Rizzoli 2014. Art director: Francesca Leoneschi / theWordofDOT; graphic designer: @Keith Hayes. Verso della p. dell’occhiello, frontespizio, (part.), 1 (Photo credit: federico novaro)

 

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PROSSIMAMENTE AL CINEMA.

Liberamente ispirato
al libro La cena di Herman Koch, uscirà il 5 settembre I NOSTRI RAGAZZI, il film del regista Ivano De Matteo, con Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers e Jacopo Olmo Antinori

Il film sarà presentato alle Giornate degli Autori della 71ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia . La nostra recensione al libro la trovate qui: https://buoneletture.wordpress.com/2010/03/04/il-libro-del-cuore-della-settimana-herman-kochla-cenaneri-pozza/

Un film provocatorio, sulla famiglia e sull’essere genitori oggi
Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita, uno avvocato di grido, l’altro pediatra impegnato e le loro rispettive mogli perennemente ostili l’una all’altra s’incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso, per rispettare una tradizione. Parlano di nulla: alici alla colatura con ricotta e caponatina di verdure, l’ultimo film francese uscito in sala, l’aroma fruttato di un vino bianco, il politico corrotto di turno. Fino a quando una sera delle videocamere di sicurezza riprendono una bravata dei rispettivi figli e l’equilibrio delle due famiglie va in frantumi. Come affronteranno due uomini, due famiglie tanto diverse, un evento tragico che li coinvolge così da vicino?
Un film provocatorio, liberamente ispirato al libro “La cena” di Herman Koch, che entra violentemente nella realtà borghese della famiglia scardinandone le fondamenta.

 

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Da La straordinaria invenzione di Hugo Cabret (di cui, grazie alla preziosa collaborazione di una amica\traduttrice disponiamo di una copia con dedica ad Atlantide), in arrivo ad inizio febbraio la versione cinematografica di Martin Scorsese:

http://www.hugomovie.com/#home

    La straordinaria invenzione di Hugo Cabret
Selznick Brian, Mondadori
La luna, le luci di una città, una stazione affollata, due occhi spaventati. Le immagini a carboncino scorrono come in un cinema di carta fino a inquadrare il volto di Hugo Cabret, l’orfano che vive nella stazione di Parigi. Nel suo nascondiglio segreto, Hugo coltiva il sogno di diventare un grande illusionista e di portare a termine una missione: riparare l’automa prodigioso che il padre gli ha lasciato prima di morire. Ma, sorpreso a rubare nella bottega di un giocattolaio, Hugo si imbatterà in Isabelle, una ragazza che lo aiuterà a risolvere un affascinante mistero in cui identità segrete verranno svelate e un grande, dimenticato maestro del cinema tornerà in vita. Tra romanzo, cinema e graphic novel, un libro in cui le parole illustrano le immagini.

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Basato sull’omonimo romanzo di grande successo di Jonathan Safran Foer, Molto Forte, Incredibilmente Vicino racconta la storia del viaggio di un ragazzo da una perdita devastante alla scoperta di se stesso, sullo sfondo gli eventi tragici dell’11 Settembre.

http://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&ved=0CDAQtwIwAg&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Ddw0HHlsd1d0&ei=Jl39TtufOcqP4gTtopmSCA&usg=AFQjCNFq6nLZrehaiXxUwoFw9kr30xLBgA

Molto forte, incredibilmente vicino
Autore    Foer Jonathan S.

A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”. È l’11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l’incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.

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Dobbiamo parlare di Kevin:
Regia: Lynne Ramsay
Cast: Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller

http://www.imdb.com/video/imdb/vi566533657/

Dobbiamo parlare di Kevin
   Shriver Lionel, Piemme
A 16 anni, Kevin ha preso l’arco con cui si esercitava da tempo e ha ucciso sistematicamente, nella palestra della scuola che frequentava, sette compagni, un inserviente e l’insegnante di algebra. Uccidere, nella sua logica distorta, era il mezzo per uscire dalla massa indistinta e diventare protagonista. E ora lo è, nel carcere minorile in cui è rinchiuso, temuto e rispettato dagli altri giovani reclusi. A raccontarcelo è la madre, Eva Katchadourian, newyorkese di successo, in una serie di lettere al marito assente. Attraverso le sue parole si snoda la storia della famiglia e dei suoi componenti: Eva, con il suo rapporto ambivalente nei confronti della maternità, il marito Frank, sempre pronto a giustificare il figlio in totale contrasto con lei, e lo stesso Kevin, un piccolo genio del male da quando ha aperto gli occhi sul mondo. Lettera dopo lettera, è un susseguirsi di fatti e di episodi che scavano nella vita familiare e ci restituiscono un quadro lacerante, sofferto, filtrato dalla lucida intelligenza e dalla profonda umanità di Eva, che non smette di chiedersi se non sia anche sua, e del rapporto di malcelata ostilità con il figlio, la colpa di quanto è

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Tratto dal romanzo di Tatiana De Rosnay un intenso racconto sul rastrellamento del Vél d’Hiv nella Parigi del 1942 e sulle conseguenze del raggiungimento della verità.

Regista: Gilles Paquet-Brenner
Attori principali: Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Frédéric Pierrot,

http://www.youtube.com/watch?v=XPy9vnVEnug

La chiave di Sara, Rosnay Tatiana de, Mondadori
È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza.

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Con la regia di Steven Spielberg, con Tom Hiddleston e Benedict Cumberbatch, approda sul grande schermo il romanzo di Michael Morpurgo:

http://www.warhorsemovie.com/

Michael Morpurgo, War Horse, Rizzoli
urante la Prima guerra mondiale oltre un milione di cavalli inglesi partirono per il fronte.
Poco più di sessantamila fecero ritorno in patria. Jo ey era uno di loro.
Albert e Joey sono cresciuti insieme; poi la guerra li separa. Albert, ancora troppo giovane per fare il soldato, è cos tretto a lasciar partire il suo Joey, venduto alla cavalleria inglese. Giunto in Francia, Joey combatte al fianco degli inglesi, e poi, caduto nelle mani del nemico, si trova a servire i soldati tedeschi, sempre con grande coraggio e generosità. Ma la determinazione che nasce dall’amore non ha confini, e non appena Albert ha l’età per arruolarsi parte a sua volta per il fronte, deciso a ritrovare il suo amato cavallo e a riportarlo a casa.

 

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E, finalmente, LO HOBBIT!

http://www.youtube.com/watch?v=JTSoD4BBCJc

Peter Jackson, “The Hobbit”

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