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Posts Tagged ‘libri di storia nuovi’

Per volontà del cielo. 1837-1897. Nascita di un impero
Morris Jan, Il saggiatore

Si estende su tutti i continenti l’Impero britannico nel 1897. Le Indie, il Sudafrica, il Kenia, il Sudan, la Rhodesia, il Canada, i Caraibi, e poi ancora tutta l’Oceania, persino la gelida Terra di Graham nella penisola antartica. La regina Vittoria può festeggiare il giubileo di diamante del suo regno vantando il più vasto e potente dominio coloniale di tutti i tempi. Ne è trascorso di tempo da quel 20 giugno 1837, quando la diciannovenne Vittoria venne incoronata. Allora la ricchezza della Gran Bretagna era già incalcolabile, la sua flotta e la sua supremazia commerciale, alimentata dalla Compagnia delle Indie orientali, non avevano rivali. Su queste solide fondamenta la regina e Benjamin Disraeli costruirono il loro immenso potere. “Per volontà del cielo” ripercorre l’ascesa della potenza britannica, la storia di sessant’anni di ambizioni e progressi tecnologici, di guerre feroci e di oppressione coloniale. Rivivono in queste pagine funzionari inglesi, le loro mogli, esploratori, botanici, cacciatori di pellicce, strangolatori thug e gli ultimi tasmaniani. Viene ricostruita la conquista di una supremazia politica ed economica, con le sue manifestazioni di prepotere e crudeltà, e persino con il suo affascinante esotismo.


Storia del Medio Oriente. Dall’antichità ai nostri giorni ,
Corm Georges, Jaca Book

L’autore ci propone una visione sintetica e viva della storia del Medio Oriente fin dalla più lontana antichità, cioè ben prima della comparsa dell’islam. Ci ricorda utilmente ciò che chiama la “geologia delle culture”, quei diversi strati antropologici su cui l’islam ha costruito una delle grandi civiltà della storia dell’umanità. Il Medio Oriente ci appare quindi in tutta la diversità dei suoi patrimoni culturali, con le rotture e le continuità fra Imperi e civiltà che ne hanno segnato la storia. Per meglio raffigurare la complessità di questa regione del mondo aperta su tre continenti, l’autore presenta gli “zoccoli geografici” su cui sono edificati questi imperi: lo zoccolo anatolico, lo zoccolo iranico e mesopotamico, la zoccolo egiziano. Grazie a questo tipo di approccio risulta infine possibile uscire dall’amalgama di popoli con lingue diverse ma in permanente interazione, Iranici, Turchi e Arabi, che oggi vengono confusi nella “nebulosa islamica”. Infine, le disgraziate dinamiche dei rapporti fra Occidente e Medio Oriente, nonché la decadenza di questa regione da due secoli a questa parte, vengono chiaramente e obiettivamente esplicitate tenendo conto dei fattori sociali ed economici così spesso trascurati nella letteratura sull’islam e sul mondo musulmano.

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