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Posts Tagged ‘libri migliori del 2008’

I migliori dell’anno.

Anche la rivista Salon ha scelto i migliori libri del 2008. Anche in questa lista figura 2666 di Roberto Bolano (dove avranno messo questa benedetta tilde nella tastiera?)

http://www.salon.com/books/awards/2008/12/08/2008/index1.html

2666 by Roberto Bolaño

Segue sul sito

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I migliori libri del 2008 secondo scrittori e critici inglesi. Monica Ali, A.S.Byatt, Jonathan Coe, Dave Eggers, e molti altri raccontano le loro letture preferite dell’anno:

http://www.guardian.co.uk/books/2008/nov/29/best-books-year-2008-review


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i migliori romanzi degli ultimi mesi , 2008

IL BOSCO DELLE STORIE PERDUTE, EILEEN FAVORITE, ELLIOT EDIZIONI
Elliot edizioni propone un’altra bella scoperta letteraria . . . Nella quiete di un B&B speciale, dove si riposano le eroine dei romanzi, scopriremo un romanzo fatato sul potere della narrazione, sull’amore per i libri, sui misteri che nascondono, su come possono salvare la vita
BORIS PAHOR, NECROPOLI, FAZI EDITORE
Dopo una dozzina di traduzioni nel mondo, finalmente pubblicato in italiano il capolavoro di uno scrittore italiano di origine slovena. Non c’è modo di evitare lo sguardo coraggioso e diretto di Boris Pahor sui mali del ‘900. Il suo nome è stato giustamente accostato a quello di Primo Levi, Imre Kértesz e Robert Antelme!
MILIJENKO JERGOVIC, INSALLAH MADONA, INSALLAH, SCHEIWILLER
Uno dei migliori libri degli ultimi dodici mesi: racconti che compongono un unico disegno narrativo, ispirato alle ballate dei cantori di Dalmazia e Bosnia che venivano declamate di villaggio in villaggio. La potenza narrativa di questo autore è davvero formidabile, uno stile riconducibile a quello dello scrittore Ivo Andric e che ricorda la cinematografia di Kusturica.
NURUDDIN FARAH, NODI, FRASSINELLI
Nuruddin Farah racconta la Somalia in rovina, devastata dai potenti signori della guerra. Il tutto visto dall’occhio lucido di una donna coraggiosa, tornata per vincere il dolore di un terribile lutto. L’autore è già stato candidato al Nobel, e vale davvero la pena fare la sua conoscenza!
BRIAN SELZNICK, LA STRAORDINARIA INVENZIONE DI HUGO CABRET, MONDADORI
Non è un libro come gli altri, infatti non è solo questo. E’ molto di più. Un po’ romanzo, un po’ graphic, un po’ storyboard, questo “libro” è unico nel suo genere, infatti “sono le parole che illustrano le splendide immagini a carboncino”. Una delizia per occhi e cuore, immancabile
AHARON APPLEFELD, STORIA DI UNA VITA, GUANDA
Dopo Badenheim 1939 pubblicato a fine 2007 (fra le migliori cose edite nell’anno) , Guanda punta nuovamente (Bravi!) su Aharon Appelfeld, facendoci conoscere uno dei suoi libri più belli e toccanti,un racconto autobiografico indispensabile per tornare a parlare di Olocausto.
MURIEL BARBERY. L’ELEGANZA DEL RICCIO, EDIZIONI EO
Una portinaia coltissima intenta a farsi beffe dei boriosi abitanti di un palazzo signorile, un libro colmo d’ironia e leggerezza. L’eleganza del riccio è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.
STEFAN ZWEIG, BRUCIANTE SEGRETO, ADELPHI
Un piccolo e indimenticabile libro come Adelphi sa offrirci. Una novella in cui è contenuta in maniera concentrata l’arte narrativa di Stefan Zweig, capace di catturare l’attenzione del lettore in un crescendo di emozioni.
SADIE JONES, IL BAMBINO DEL FIUME, MONDADORI
Candidato a diversi importanti premi inglesi (come L’ORANGE PRIZE),questo romanzo d’esordio di una giovane londinese colpisce per la prosa tersa e precisa, per il vivido ritratto degli anni 50.
LUNA DA LUPI, JULIO LLAMAZARES, PASSIGLI
Da parte di un romanziere e poeta, una epopea di sconfitti e rassegnati nel periodo immediatamente seguente alla fine della Guerra Civile di Spagna, quattro amici uniti nella lotta al franchismo che resisteranno a lungo braccati nei monti della Cordigliera Cantabrica, senza speranza, ma neppure senza pentimenti.
L’ULTIMO FRATELLO, NATACHA APPANAH, RIZZOLI
Un romanzo vibrante, sullo sfondo di una natura potente, quella dell’isola di Mauritius, patria dell’autrice Nathacha Appanah ci regala un’avventura che si staglia indimenticabile sullo sfondo cupo della più grande tragedia del Novecento. E il ritratto di un’ineffabile amicizia: la prova che anche nella barbarie, gli uomini possono trovarsi e riconoscersi.
KAFKA SULLA SPIAGGIA, HARUMI MURAKAMI, EINAUDI
Un vecchio che capisce la lingua dei gatti e un quindicenne con la maturità di un adulto. Il primo fugge da un delitto sconvolgente, il secondo da una sconvolgente profezia. . . Kafka sulla spiaggia è un libro affascinante e misterioso, da leggere e rileggere per scoprire nuovi dettagli e forse qualche risposta, una storia di destini e coincidenze . .
LA FORTEZZA, MESA SELIMOVIC, BESA EDITORE
Scritto nel 1970, La fortezza è un potente affresco della città di Sarajevo nel diciottesimo secolo al tempo delle guerre turco-russe, quando ormai l’impero ottomano iniziava la sua decadenza. Una storia vibrante da un importante autore del’ 900.
UNA NUOVA TERRA, JUMPHA LAHIRI, GUANDA
Scenari diversi per raccontare otto storie di esilio e di perdita, di amore deluso o negato, di maternità e conflitti famigliari.Una conoscenza profonda dei conflitti del cuore, un occhio acuto per i dettagli, la capacità di evocare con straordinaria precisione la vita quotidiana dei personaggi. .
CARSON MC. CULLERS, IL CUORE E’ UN CACCIATORE SOLITARIO, EINAUDI
Einaudi riprende la pubblicazione delle opere di Carson McCullers, importante autrice del Novecento americano, decisamente dimenticata da editori e librai. Sono i piccoli centri degli States i luoghi d’ambientazione dei suoi romanzi, popolati da una fitta schiera di derelitti, di ultimi della classe, impegnati a conquistare la loro piccola porzione di felicità, il loro quieto angolo di mondo contro le asprezze della società. .
LA QUARTA MOGLIE, ALISSA YORK, GIUNTI
Chi ama i libri del primo Cormac McCarthy può accostarsi con sicurezza a questo testo di una promettente autrice canadese. Ispirandosi ad un fatto realmente accaduto, il massacro di MOUNTAIN MEADOWS (Utah) nel 1857, in cui mormoni e indiani sterminarono un convoglio di uomini donne e bambini diretti ad Ovest, Alissa York con stile lirico, vibrante e sensuale ricostruisce con sapienza la vita di una famiglia mormone dell’epoca, un nucleo diviso dai segreti e unito dalla fede.
LA FAMIGLIA AUBREY, REBECCA WEST, MATTIOLI 1885
Le travagliate vicissitudini di una famiglia diartisti, un flusso narrativo sempre coinvolgente e pieno di vita, a tratteggiare i caratteri di un’Europa alle soglie del Novecento. Una grande riscoperta!
CANI E LUPI, IRENE NEMIROVSKY, ADELPHI
vera e propria testimone del NOVECENTO, l’opera di Irene Nemirovsky esule russa morta ad Auschwitz nel 1942 dopo i decenni passati in Francia, la consacra come una delle autrici più significative del periodo tra le due guerre. Cani e lupi è di certo paradigmatico della sua produzione letteraria, con il tema doloroso dell’esilio, la fatalità del destino, l’abile descrizione dei personaggi e dell’ambiente sociale in cui vivono, il peso della

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Dopo Badenheim 1939 pubblicato a fine 2007 (fra le migliori cose edite nell’anno) , Guanda punta nuovamente (Bravi!) su Aharon Appelfeld, facendoci conoscere uno dei suoi libri più belli e toccanti,un racconto autobiografico indispensabile per tornare a parlare di Olocausto. Parliamo di Storia di una vita, la sua autobiografia già in catalogo per La Giuntina.
Con la sua prosa elegante, immediata ed asciutta, conosceremo le vicende che hanno sconvolto la vita di un ragazzino di sette anni, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la sua fuga nei boschi per sfuggire ad una sorte scritta per il suo popolo, e a tutto quello che prova e vede fino alla fine della Guerra. Senza nessuna voglia di attaccare i persecutori, questo libro è la testimonianza di quanto è accaduto, semplicemente.
Le sue domande quando era prigioniero nei boschi dell’Europa dell’Est erano” “Cosa c’è di sbagliato in me? Perché mi vogliono uccidere? Ho forse un volto, un corpo, dei pensieri diversi? ” Domande troppo grandi per un bambino!

STORIA DI UNA VITA,di Ahron Appelfeld, Guanda

Tutto il male è affondato nella memoria, vi si è depositato. E insieme al male anche la solitudine, il senso di isolamento linguistico e di sradicamento culturale, la crudeltà indescrivibile degli aguzzini. Ecco perché Aharon Appelfeld, ebreo deportato da bambino e sfuggito per miracolo all’inferno del lager, si è rifiutato per tanto tempo di ricordare e di parlare. Ed ecco perché, quando finalmente ricorda, la memoria di quel bambino, divenuto ormai un affermato scrittore, non sa svolgere un filo ordinato di eventi e di sensazioni, ma piuttosto ricostruisce un mosaico di voci, di lingue e di incontri.
Appelfeld ci parla del suo piccolo villaggio nei Carpazi, del sapore delle fragole, della dolcezza della madre; e soltanto poi racconta della propria infanzia spezzata, dell’incredibile fuga solitaria dopo essere rimasto orfano, del suo sopravvivere per tre lunghi anni, come un piccolo animale braccato, nei boschi dell’Ucraina. È una storia incredibile, che emerge in nitidi e sofferti segmenti, fino all’approdo nella Terra promessa, Israele, e alle difficoltà che anche lì attendono un giovane solo e spaesato come lui, incapace di vivere appieno la religione e ancora legato a una lingua, il tedesco, che per lui è quella della madre, mentre per il suo nuovo paese è il terribile idioma dei persecutori.

IL LIBRO
Tutto il male è affondato nella memoria, vi si è depositato. E insieme al male anche la solitudine, il senso di isolamento linguistico e di sradicamento culturale, la crudeltà indescrivibile degli aguzzini. Ecco perché Aharon Appelfeld, ebreo deportato da bambino e sfuggito per miracolo all’inferno del lager, si è rifiutato per tanto tempo di ricordare e di parlare. Ed ecco perché, quando finalmente ricorda, la memoria di quel bambino, divenuto ormai un affermato scrittore, non sa svolgere un filo ordinato di eventi e di sensazioni, ma piuttosto ricostruisce un mosaico di voci, di lingue e di incontri.
Appelfeld ci parla del suo piccolo villaggio nei Carpazi, del sapore delle fragole, della dolcezza della madre; e soltanto poi racconta della propria infanzia spezzata, dell’incredibile fuga solitaria dopo essere rimasto orfano, del suo sopravvivere per tre lunghi anni, come un piccolo animale braccato, nei boschi dell’Ucraina. È una storia incredibile, che emerge in nitidi e sofferti segmenti, fino all’approdo nella Terra promessa, Israele, e alle difficoltà che anche lì attendono un giovane solo e spaesato come lui, incapace di vivere appieno la religione e ancora legato a una lingua, il tedesco, che per lui è quella della madre, mentre per il suo nuovo paese è il terribile idioma dei persecutori.

I GIUDIZI
“Intenso e provocatorio. Un libro su cui meditare, che va assaporato, vissuto. . . Brucia nella coscienza del lettore.”
The Guardian
“Una storia straordinaria.”
The Independent on Sunday
“Ci sono immagini indimenticabili . . . strazianti, dolorose, crudeli. Un’opera di grande potenza.”
Sunday Telegraph

UN BRANO
“Questo libro non è un bilancio, ma un tentativo, forse disperato, di ricollegare le parti diverse della mia vita alla radice da cui sono germogliate. Il lettore non cerchi in queste pagine l’ordinata e precisa storia di una vita. Ci sono i luoghi di una vita, raccolti nella memoria, vivi e palpitanti. Molto si è perso e molto è stato consumato dall’oblio. Ciò che è rimasto a tratti sembra un nulla e, malgrado ciò, quando ho accostato le parti ho sentito che non solo gli anni le uniscono, ma anche un senso.”

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