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Posts Tagged ‘libri niuovi’

Acciaio di Silvia Avallone, il primo esordio che presentiamo, è un interessante romanzo di formazione ambientato sulla costa toscana, a Piombino.

Piombino – dice Silvia Avallone- mi è sempre rimasta nel cuore e mi ha sempre affascinato il mondo delle acciaierie che è uno spaccato determinante di questo territorio. La vita di periferia con tutte le sue problematiche.

Acciaio, Silvia Avallone, Rizzoli
Anna e Francesca, “tredici anni quasi quattordici”, vivono nei casermoni di cemento costruiti negli anni Settanta dalla Lucchini S.p.a., la grande acciaieria che ancora oggi dà pane e disperazione a tutta Piombino. Anna e Francesca, la mora e la bionda, sono bellissime e irriverenti, e soprattutto sono inseparabili. Ma quando Anna scopre l’amore e il sesso con Mattia, qualcosa si rompe tra le due, che verranno risucchiate nelle loro storie private, sole davanti a genitori buoni a nulla o assenti o violenti, e si riabbracceranno solo quando la vita le sottoporrà alle prove più crudeli. Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, Silvia Avallone racconta una periferia che non sembra avere rappresentazione pubblica, un’Italia alla ricerca di un’identità e di un futuro che paiono orizzonti lontanissimi, irraggiungibili come l’isola d’Elba, bellissima e a poche miglia di mare: un paradiso a portata di mano che resta però inaccessibile.
il booktrailer:
http://www.youtube.com/user/pepenymivideo#p/u/5/W5Ac-XitHyo
SILVIA AVALLONE – “ACCIAIO” – Rizzoli

Il secondo esordio della settimana è quello di Alessandro D’Avenia,giovane professore proposto addirittura da Mondadori: il suo è un libro carico di freschezza, la sua è una voce letteraria capace di entrare in sintonia con il mondo dei giovani

Bianca come il latte rossa come il sangue”, Alessandro D’Avenia, Mondadori

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

In video
http://www.youtube.com/watch?v=_DnDo7mH19Q&feature=youtube_gdata

Alessandro D’Avenia a lezione al liceo introduce il romanzo di formazione di Dostoevskij “Le notti bianche”. Discute con i ragazzi sui temi trattati rileggendoli in chiave moderna con la grande capacità di analisi e la sensibilità emotiva che lo contraddistingue.

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