Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘libri nuovi consigliati’

L’autore di questo romanzo conosce bene il Myanmar (ma potete anche chiamarla Birmania), forte di una lunga esperienza come giornalista, riuscendo nell’intento di scrivere un’opera che descrive un luogo contraddittorio ed affascinante. Un Paese dagli scenari maestosi e dall’armonia degli abitanti, ma anche un Paese dominato da una dittatura meno simpatica, attraversato da occidentali dediti al bene ma anche fruitori di quella piaga che risponde al nome di prostutizione infantile.

In Birmania, Ono-Dit-Biot Christophe, Cairo Editore

Destinazione Birmania: sembra questa l’ultima chance di successo per César, insoddisfatto redattore di un giornale francese. Una disastrosa vacanza e la conclusione di quella che sembrava una rassicurante storia sentimentale mettono in moto un’inaspettata voglia di rivalsa, sotto forma di un biglietto aereo per Rangoon e di un obiettivo ambizioso: realizzare l’intervista al maggior trafficante di droga di tutti i tempi. Nessun aggancio, nessuna pista, solo un visto turistico e, sul sedile accanto in aereo, un militare in uniforme e occhiali neri, biglietto da visita di un paese devastato dalla dittatura e dal terrore. La Birmania accoglie César con il suo doppio volto: quello dell’esplosione di una bomba nel centro della capitale e quello delle sensuali donne che si offrono a ogni angolo delle strade e dei locali. Un doppio volto che sembrano avere anche tutti quegli occidentali che della Birmania hanno fatto la loro seconda patria, idealisti che lottano per i diritti della popolazione e allo stesso tempo non resistono al canto delle sirene fasciate nei loro colorati longyi. Ma la fortuna sembra proprio aver girato, per César, nel momento in cui incontra Julie, bionda e tenace medico dal fascino a volte malinconico e dall’appassionata determinazione. Julie accompagna César al centro non solo del suo cuore ma anche del paese, mettendolo sulle tracce di una figura mitica della ribellione birmana: Wei-wei, la donna-tigre che guida l’opposizione dalla giungla asiatica.

Read Full Post »

La sua carriera di scrittore è cominciata da poco, ma John Wray ha già attirato l’attenzione di molti critici(compresa una segnalazione da parte di Granta come uno dei migliori autori di novelle). Occasionalmente comico, molte volte vicino al tragico e al doloroso,Lowboy è un affascinante romanzo con un soggetto tuttaltro che facile da raccontare. Al centro di questa storia che ci parla di schizofrenia troviamo la fuga di Will, un sedicenne lunatico di New York in pieno vagabondare dall’ospedale dove aveva sospeso le cure alla Metropolitana (luogo che ama come pochi), convinto che il mondo stia per finire nelle prossime ore. E che solo lui possa impedire la catastrofe. Nella storia si inserisce presto un detective molto particolare (Lateef, appassionato di anagrammi ed acrostici ) affiancato da Violet, madre di Will (e pure con non pochi problemi).


Lowboy,
Wray John, Feltrinelli

William Hoek, quattordici anni, è appena fuggito da un istituto d’igiene mentale. Di soprannome fa Lowboy perché è lunatico, imbronciato, giù di corda e perché gli piacciono i treni della sotterranea. Non per nulla, quando lo vediamo per la prima volta è nella metro di New York, su uno dei suoi treni prediletti. All’imperturbabile sikh di età avanzata che gli siede accanto confida il suo segreto: lo sanno, loro, che il mondo finirà tra dieci ore, divorato dal fuoco? E che l’unica maniera per impedire che ciò avvenga è che lui, Lowboy, perda la verginità? Sulle sue tracce il detective Ali Lateef, al secolo Rufus Lamarck White, noto in tutto il dipartimento per la sua passione per acrostici e anagrammi. Il romanzo cammina con agilità e ironia su una corda sottilissima, tesa tra i nostri incubi più paurosi – il riscaldamento globale, le malattie mentali, l’anonimato imposto dalle grandi città – e crea un personaggio forte e credibile, moderno e disincantato.

Read Full Post »

Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul, tre nomi per la stessa città, di cui Corat Mehmet illustra in questa bella raccolta di racconti episodi essenziali della sua esistenza, vista attraverso le gesta di grandi protagonisti. Una scrittura coinvolgente per un modo originale di accostarsi alla storia della capitale turca.

I diari segreti di Costantinopoli, Corat Mehmet, Besa

E’ opinione diffusa che pochi luoghi sulla terra possano reggere il confronto con le bellezze naturali e con le storie emozionanti di Istanbul. Nata con il nome di Bisanzio, dal nome del suo fondatore, diventata Costantinopoli, in onore del grande imperatore che ne cambiò la storia, divenuta Istanbul, era, in passato, il solo centro a essere chiamato, giustamente, “la città”. La storia della città si lega strettamente con le storie dei suoi protagonisti e della gente che l’ha abitata, che vengono qui presentate senza distorsioni di tempo o di spazio e, in alcuni casi, in forma “compressa”: a volte, al punto giusto e con la luce appropriata, un frammento di una fotografia bidimensionale riesce ad accendere più facilmente la memoria.

Read Full Post »

« Newer Posts