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Posts Tagged ‘libri nuovi’

Un romanzo vivido per inoltrarci nelle colorite vie dell’India contemporanea, con cinque personaggi alle prese con la volontà di riscatto, dal desiderio di vivere una vita migliore. Coinvolgente e magmatico, sorprendente in ogni pagina per lo sguardo “ad altezza d’uomo” che offre su quel meraviglioso Paese, sui suoi abitanti!
NEEL MUKHERJEE, REDENZIONE, NERI POZZA
 
 
Costruito intrecciando magistralmente vite segnate dalla crudeltà e dalla violenza, Redenzione è uno straordinario romanzo corale che pone al suo centro la volontà di riscatto di cinque personaggi accomunati, in India, da un unico desiderio: vivere una vita migliore. Un desiderio che si misura con una potenza tuttora imperante nell’India moderna: la povertà, vissuta come una vera e propria punizione divina («I morsi della fame sono un grande castigo. Dio ci ha dato lo stomaco per punirci» dice la madre di una delle protagoniste del libro) e, ad un tempo, come la forza che sradica, che muove a un’esistenza diversa, che può essere caratterizzata tanto dall’umiliazione e dalla vergogna quanto dal riscatto e dalla redenzione. Ecco allora la donna, che dalla campagna ha raggiunto la grande metropoli per lavorare fino allo stremo e garantire gli studi al giovane nipote in Germania; ecco il contadino diventato in città un mazdoor, un muratore esposto alla miseria e ai pericoli del suo nuovo stato; l’uomo che crede i arricchirsi insegnando a danzare al suo orso, e diventando nei fatti un qalandar, un maldestro sfruttatore di animali; la ragazza che abbandona il villaggio per rifugiarsi nella giungla e trasformarsi in una naxalita, una ribelle maoista; il padre che ritorna in India per smarrirsi definitivamente nell’improvvisa, incomprensibile oscurità del suo aese natìo.
Romanzo dickensiano che si inoltra nella zona d’ombra dell’India moderna, quella delle «vite altre» cui la modernizzazione ha concesso nient’altro che nuova onta e oltraggio, Redenzione è una magnifica conferma del talento di Neel Mukherjee, uno dei protagonisti principali della nuova scena letteraria internazionale, uno scrittore cosmopolita capace di «un’opera dall’alto valore letterario» che è,insieme, «un tributo compassionevole a tutti coloro che, dimenticati, cercano di trionfare sulla sottomissione» (Publishers Weekly).
Curatore: A. Nadotti, N. Gobetti

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“Per le mie letture scelgo una LIBRERIA INDIPENDENTE. Perchè mi piace affidarmi a librai competenti che sappiano consigliarmi il libro giusto.” Parole tratte dal nostro segnalibro, e a chi AMA i saggi capaci di farci comprendere meglio la SOCIETA’ in cui viviamo, suggeriamo il nuovo libro di Yuval Harari:
 
 
21 lezioni per il XXI secolo
Yuval Noah Harari
Traduttore: M. Piani
Editore: Bompiani
 
Se questo libro riuscirà a far sì che anche solo una manciata di persone si unisca al dibattito sul futuro della nostra specie, allora avrà fatto il suo dovere.
 
In un mondo invaso da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. “21 lezioni per il XXI secolo” si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea. Perché la democrazia liberale è in crisi? Dio è tornato? Si prospetta una nuova guerra mondiale? Che cosa significa l’ascesa di Donald Trump? Che cosa si può fare per contrastare l’epidemia di notizie false? Quale civiltà domina il mondo: l’Occidente, la Cina o l’islam? L’Europa deve tenere le porte aperte ai migranti? I nazionalismi possono risolvere i problemi legati all’ineguaglianza e ai cambiamenti climatici? Che fare per arginare il terrorismo? Che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli? Miliardi di persone possono a stento permettersi il lusso di approfondire simili questioni, perché pressate da ben altre urgenze: andare al lavoro, prendersi cura dei figli o dei genitori anziani. Purtroppo la storia non fa sconti. Se il futuro dell’umanità viene deciso in vostra assenza, perché siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri bambini, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. Certo è molto ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia sia giusta? Un libro non dà alle persone cibo o vestiti, però può offrire un po’ di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze a livello globale. Se questo libro riuscirà a far sì che anche solo una manciata di persone si unisca al dibattito sul futuro della nostra specie, allora avrà fatto il suo dovere.

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PER CHI AMA i SAGGI STORICI: In questo periodo le librerie traboccano di ogni sorta di tesori di carta, con il loro profumo inconfondibile, così tanti che è davvero impossibile selezionarne qualcuno per parlarne, dovrete proprio venire a trovarci!
Ad Atlantide i librai sono pronti con tanti suggerimenti per soddisfare qualsiasi richiesta. Un consiglio per chi ama i SAGGI STORICI.
(p.s.: seguite sulla nostra pagina tutti i nostri consigli di lettura, https://www.facebook.com/libreria.atlantide )
Simon Sebag Montefiore, Gerusalemme, Mondadori
traduzione di Maria Eugenia Morin
 
Gerusalemme è la città universale, la capitale di due popoli, il santuario di tre religioni. È stato il gioiello ambito dagli imperi, il luogo indicato dalle profezie per il giorno del Giudizio e il campo di battaglia dello scontro di civiltà della nostra epoca. Da re Davide a Barack Obama, dalla nascita del giudaismo all’annuncio di Cristo fino al sorgere dell’islam, dal sionismo al conflitto israelo-palestinese, Gerusalemme ripercorre l’epopea di tremila anni di fede, massacri, fanatismo e pacifica convivenza.
 
Quale mistero e quali eventi hanno fatto di questa cittadina sperduta su un altopiano dei monti della Giudea, stretta tra il Mediterraneo e il Mar Morto, la Città Santa per i fedeli del Libro, il «centro del mondo» e la chiave per la pace in Medio Oriente? Grazie a una narrazione avvincente e a uno stile che coniuga le necessità descrittive dello specialista con il gusto per l’excursus e l’aneddoto, Simon Sebag Montefiore svela i mille volti di una città in perenne mutamento e le sue diverse incarnazioni, restituendoci ogni epoca e ogni personaggio nella loro vivida lucentezza.
 
La biografia di Gerusalemme viene raccontata attraverso guerre, intrecci amorosi, rivelazioni di uomini e donne che hanno costruito e distrutto questa città. Con un ritmo incessante si succedono sulla scena protagonisti illustri: da Salomone, Saladino e Solimano il Magnifico alla regina Cleopatra, da Adriano a Churchill; da Abramo a Gesù e Maometto; dal mondo antico di Nabucodonosor e Giuda Maccabeo, Erode e Nerone, ai tempi moderni del Kaiser Guglielmo, di Disraeli, Mark Twain e Lawrence d’Arabia, fino ai giorni nostri con Peres, Rabin, Clinton e Arafat.
 
Attingendo a nuove fonti d’archivio e alle conoscenze più recenti, oltre che ai documenti di famiglia e a un’intera vita di studi e ricerca, Montefiore getta luce su questioni essenziali per comprendere la città: la santità, il misticismo, il ruolo giocato dall’identità e dall’aspirazione all’egemonia che ne hanno caratterizzato la storia e ne marchiano a fuoco il presente. In questa affascinante cronistoria l’autore rievoca ambienti, sentimenti e passioni di Gerusalemme, trasmettendo al lettore gli strumenti – i fatti – per interpretarne le tragedie, di ieri e oggi, ma anche il giusto disincanto per non smarrirsi nelle sue inestricabili contraddizioni. Alla scoperta di come Gerusalemme è diventata la sola città al mondo che vive da sempre in due dimensioni, quella celeste e quella terrena.

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RECENSIONE.
Vero, iniziando i primi racconti de Dalla parte del bene si respira il medesimo clima avvertibile ne La morte dei caprioli belli, di una autore ceco, il mitico Ota Pavel. Leggerezza e ironia mentre la grande storia consuma le sue tragedie, narrate con gli occhi candidi dell’infanzia. Mai l’invasione della Cecoslovacchia è stata narrata con i toni de La barricata silenziosa, con l’ingenuo tentativo degli abitanti di un paesino di contrastare l’avanzata dei carri armati sovietici bloccando le strade. Un oste dal cuore d’oro renderà meno amara la sconfitta, forse..
 
 
Dalla parte del bene, Martin Fahrner, Keller
TRADUZIONE DAL CECO LAURA ANGELONIT
 
 
In un piccolo paese al confine con la Polonia, posto su un valico tra due montagne, l’esistenza può scorrere pacificamente, segnata soltanto dall’agognato passaggio da un triciclo a una Pionýr o a un’Eska, una bicicletta disponibile in tanti colori e con le marce. Poi quando le gambe si allungano a dismisura e si è molto fortunati, si può pure ricevere una Favorit, per tutta la vita.
Eppure per il figlio del capitano della squadra di calcio di Kostelec questo rituale non è scontato e il triciclo può finire, ad esempio, in cima alla barricata allestita per fermare i carri armati pronti a invadere la Cecoslovacchia nel 1968.
Comincia così un racconto magico in cui ci guida la voce di un bambino che prima narra le gesta di un padre, fuoriclasse del pallone, e poi quelle di un protagonista che fa i conti con il crescere e il diventare adulto proprio nel periodo più tragico della recente storia cecoslovacca: dall’invasione sovietica che mette fine alla Primavera di Praga nel 1968 fino alle manifestazioni studentesche e alla caduta del regime comunista nel 1989.
Nel mezzo, vent’anni con una famiglia particolarissima, un padre che conosce i fasti e il declino della propria stella, gli amici, le scelte, lo sport, il tutto alla ricerca di una bussola capace di indicare la strada giusta, che sempre torna a coincidere con quella di un’intera generazione.
Leggero e ironico, Martin Fahrner si inserisce nella migliore tradizione della letteratura ceca che affronta i grandi temi del vivere e della storia con una levità rara.
Per chi ha amato La morte dei caprioli belli di Ota Pavel e l’ironia della letteratura ceca, Dalla poarte del bene di Martin Fahrner è una lettura fortemente consigliata

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un cognome che dovrebbe essere una garanzia, di draghi parlando. Con la prefazione di Licia Troisi, ecco
Storia dei draghi. Dai Nibelunghi a game of Thrones,
Martin Arnold,
Odoya
 
I draghi sono un fenomeno globale. Troviamo tracce di questi mostri alati a diverse latitudini e in varie epoche: animali mitologici che hanno turbato l’umanità per migliaia di anni. Dalle bestie sputafuoco del mito e delle leggende nordeuropee al Grande Drago Rosso del libro dell’Apocalisse, dal ruolo soprannaturale nell’antica Cina a quello delle donne-drago che hanno rappresentato una minaccia all’autorità maschile. Ma c’è una cosa che tutti i draghi hanno in comune: la paura suscitata dal loro formidabile potere e, di conseguenza, il nostro bisogno di sopprimerlo, di placarlo o, in qualche modo, di assumerlo come “nostro”.

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Lo sappiamo, può venire l’ansia entrando in libreria in questo periodo. A ridosso del Natale i banchi sono strapieni di scintillanti novità, ma come fare a trovare il proprio Graal in mezzo a tanta offerta? Beh, per prima cosa, affidarsi al libraio può essere un buon aiuto. Secondo, nomi come Steinbeck e Capa sono una garanzia. A settant’anni dalla prima edizione in America, torna in libreria in tutta la sua bellezza questo reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. Steinbeck e Capa riescono nel loro intento di ”dare un volto al nemico” troppo spesso disumanizzato nella retorica politica.
 
 
Diario russo,
John Steinbeck, con le fotografie di Robert Capa, Bompiani
 
Nel 1946 Winston Churchill annunciò che una ”cortina di ferro” era calata sull’Europa orientale. Già l’anno seguente poteva dirsi iniziata la Guerra fredda, che sarebbe durata più di quarant’anni. In quel clima lo scrittore John Steinbeck e l’amico fotografo Robert Capa decisero di partire insieme per un viaggio alla scoperta di quel nemico che era stato l’alleato più forte nella seconda guerra mondiale: l’Unione Sovietica. Ne emerse un resoconto onesto e privo di ideologia sulla vita quotidiana di un popolo che non poteva essere più lontano dall’American way of life. Le pagine del diario e le fotografie che raccontano la vita a Mosca, Kiev, Stalingrado e nella Georgia sono il distillato di un viaggio straordinario e un documento storico unico di un’epoca, salutato dal New York Times come ”un libro magnifico”.
 
A settant’anni dalla prima edizione in America, torna in libreria in tutta la sua bellezza questo reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. Steinbeck e Capa riescono nel loro intento di ”dare un volto al nemico” troppo spesso disumanizzato nella retorica politica. Una notevole lezione di umanità ed empatia che ci ricorda ancor oggi l’importanza di conoscere concretamente luoghi e persone per superare pregiudizi e ignoranza.
 
tradotto da Giorgio Monticelli

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dal premiatissimo Lavie Tidhar, che si è aggiudicato il British Science Fiction Award e il World Fantasy Award,ecco Central Station. Copertina ispiratissima, trama intrigante, autore paragonato a Dick e Vonnegut. Serve altro? Ha curato anche una antologia, Ebrei contro zombie..

 

 

 

https://www.acheronbooks.com/index.php?id_manufacturer=24&controller=manufacturer

 

A Tel Aviv, un quartiere popolato da un milione di persone è sorto intorno alla base spaziale Central Station. Umani, robot e i misteriosi Altri sono tutti interconnessi in una pervasiva coscienza digitale chiamata “la Conversazione”, e le molteplici culture si scontrano e si confondono fra reale e digitale. La vita può sembrare a buon mercato, ma le informazioni lo sono ancora di più.

Quando Boris Chong torna a Central Station, la ritrova in uno stato di caos. Le strade sono invase dalla droga religiosa chiamata Crucifixation. La sua ex compagna sta allevando un bambino dotato di poteri che lo rendono simile a un nuovo Messia. Suo padre è afflitto da un virus mentale multigenerazionale. Sua cugina è innamorata di un cyborg Robotnik. E una Vampira di Dati vagabonda lo ha seguito fin da Marte…

Lavie Tidhar è uno dei più importanti scrittori mondiali di narrativa fantastica della nuova generazione. Vincitore del British Science Fiction Award e del World Fantasy Award, è nato in Israele. È cresciuto in un kibbutz e ha vissuto in giro per il mondo, incluso le Vanuatu, il Laos e il Sudafrica. Il Guardian lo ha paragonato a Philip Dick e Locus a Kurt Vonnegut. I suoi romanzi più recenti, The Violent Century e A man lies dreaming, hanno ricevuto molte recensioni; il britannico Independent li ha definiti “capolavori”. Attualmente vive a Londra.

Per Acheron Books ha già pubblicato “Antechamber”, un racconto inedito mondiale in italiano e inglese, e l’antologia da lui curata (insieme a Rebecca Levene) “Ebrei contro Zombi”

 

tradotto da Davide Mana

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