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Posts Tagged ‘libri premiati’

Calendario dell’avvento dei bei libri, uno al giorno,scelto dai librai di Atlantide. Oggi segnaliamo uno splendido libro per young adults (e non), dedicato al mondo delle ragazze, ambientato in un mondo dove le ragazze vivono in un rifugio isolato, luogo lontano dalle violenze del mondo, che sovente le colpiscono. Sarà davvero sicuro?
 
«In questo memorabile e feroce romanzo di fantasia si possono trovare collegamenti con la realtà delle donne e delle ragazze della società moderna. La storia di due ragazze adolescenti contiene molte componenti mitiche e rituali convincenti. La conoscenza e l’apprendimento danno al personaggio principale il potere di cambiare il mondo».
Giuria del Premio Finlandia Junior 2014
 
Maria Turtschaninoff
 
Inserito nella lista di The (YA) books of 2016. The Telegraph
 
Premio Finlandia Junior Prize 2014, Premio Swedish YLE Literature e Premio della Society of Swedish Literature.
 
traduzione dallo svedese di Alessandro Storti
 
L’isola del Monastero Rosso è occupata da sole donne, in fuga da regimi oppressivi e maschilisti, e da famiglie violente, per dedicarsi all’istruzione e venerare una divinità femminile, l’Archimadre. Fra loro c’è la tredicenne Maresi, con la sua inestinguibile sete di conoscenze. Lì trova rifugio anche la giovane Jai, in fuga da un padre violento. Ma il padre in questione assolda un gruppo di mercenari e viene a devastare l’isola per vendicare l’affronto (la fuga della figlia è un disonore per la famiglia). Le donne vengono salvate dall’intervento soprannaturale della Megera, ma è ormai evidente che il Monastero non è un rifugio sicuro, e che non deve servire a isolarsi dal mondo, così Maresi decide di uscire dal comodo mondo dei libri e tornare in patria, per mettere a frutto le conoscenze acquisite e combattere l’oscurantismo e la povertà.
 
 
 
Maria Turtschaninoff è nata nel 1977 in Finlandia e vive nella regione di maggioranza di lingua svedese; ha scritto fiabe dall’età di cinque anni. Lei è l’autore di molti libri su mondi magici. Ha ricevuto il The Swedish YLE Literature Prize and e ha vinto due volte il Society of Swedish Literature Prize. Lei è stata anche nominata per il Premio letterario Astrid Lindgren. Maresi è il primo libro della trilogia Cronache del Monastero Rosso. Maresi è pubblicato in nove lingue e ha vinto il Finlandia Junior Prize.
 
maresi

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I migliori romanzi degli ultimi mesi . DICEMBRE 2016

 

ELIZABETH JANE HOWARD, la saga dei CAZALET, FAZI

IN tre libri splendido ritratto di famiglia inglese, tra gli anni Trenta e l’arrivo della tempesta…

LOUISE ERDRICH,LAROSE, FELTRINELLI

Ambientato in una riserva indiana, segnalato anche dal New York Times come uno dei migliori libri del 2016: un terribile incidente metterà in moto una vibrante vicenda su giustizia e perdono: autrice da seguire!

HAN KANG, LA VEGETARIANA, ADELPHI

Vincitore del Man International Booker Prize 2016, giusto davanti alla nostra Elena Ferrante. Giudicato da Times e da altre testate come uno dei migliori libri dell’anno, (CONFERMIAMO!) è un romanzo assolutamente coinvolgente ed ipnotico,a tratti angosciante e poetico, decisamente molto orientale (l’autrice è coreana), uno sguardo spietato su famiglia, società, desiderio..IL NOSTRO PREFERITO!

MARIE NDIAYE,LADIVINE, GIUNTI

Dall’autrice francese de TRE DONNE FORTI, Prix Goncourt 2009, un romanzo forte su tre generazioni di donne, prigioniere delle proprie radici.

SONYA HARTNETT, RAGAZZI D’ORO, BOMPIANI

Due famiglie, in un tranquillo sobborgo australiano di qualche decennio fa, ragazzi in crescita, genitori che celano qualche segreto, la perdita dell’innocenza narrata con deliziose immagini, conducendo il lettore nel buio che può emergere da una estate downunder.”Hartnett tesse la sua trama con incredibile maestria, facendo crescere la tensione a piccole dosi con frasi misurate e metafore potenti” Booklist.

DAVID FAUQUEMBERG, MANUEL EL NEGRO, KELLER

“Perché leggerlo? Perché il flamenco non è una danza, un canto, un’arte, una tradizione, una cultura, una disciplina, una lingua. No. Il flamenco è un sogno, è un romanzo. Non c’era niente da inventare, solo da raccontare. Era tempo che qualcuno se ne occupasse, al di là dei Pirenei. Ed è stato fatto, e anche bene. Perché tutto il fuoco del flamenco vive in questo romanzo” LE POINT

KADER ABDOLLAH, UN PAPPAGALLO VOLO SULL’IJSSEL

Un grande narratore olandese, profugo dall’Iran, dona voce ad un romanzo corale sull’immigrazione ambientato lungo l’arco di alcuni decenni,dagli anni Ottanta ai giorni nostri.

RODRIGO HASBUN, ANDARSENE, SUR

ATTENZIONE, ecco un nuovo autore pieno di talento! Capace di fondere realtà storica e le vicende personali di una famiglia di fuoriusciti tedeschi in America latina,(padre assai compromesso con il nazismo)

JULIAN BARNES, IL RUMORE DEL TEMPO, EINAUDI

Mosca, anni Trenta.Un editoriale della Pravda, facilmente riconducibile al leader maximo, fa precipitare la carriere artistica e umana di Dimitri Sostakovic: ascesa e caduta perfettamente raccontata da Julian Barnes!

JONATHAN SAFRAN FOER, ECCCOMI, GUANDA

Dopo dieci anni, finalmente il nuovo splendido romanzo di Jonathan Safran Foer

NEEL MUKERJEE, LA VITA DEGLI ALTRI, NERI POZZA

i Buddenbrook in salsa indiana, Tolstoj indiano: sono stati fatti molti paragoni illustri per questo coinvolgente romanzo dedicato al declino di una agiata famiglia apparentemente felice, finalista al Man Booker Prize …SIMONA VINCI, LA PRIMA VERITA’, EINAUDI -Premio Campiello

Tra i dimenticati di un ospedale psichiatrico sull’isola di Leros Simona Vinci “tesse il filo d’oro di una storia che arriva dal passato” per giungere fino a noi, un romanzo emozionante .

SORJ CHALANDON, LA QUARTA PARETE, KELLER

Un libro potente, impressionante, come il precedente dell’autore. Anche in questo caso il protagonista propone la sua coinolgente vicenda, grazie anche alla scrittura affilata dell’autore, ritmata. Grandi emozioni, grandi momenti scorrono ,da quelli vissuti in Grecia dal grande amico del protagonista, il regista teatrale Sam, vittima del regime dei colonnelli, alle lotte del Maggio francese, fino alle stragi del Libano di inizio anni Ottanta. Cercando un senso all’esistenza, che vada oltre l’onda emozionale del momento,. Prix Goncourt des Lyceens, e altri ancora. Meritati.

KENT HARUF, CREPUSCOLO, NN EDITORE

Torniamo nella immaginaria cittadina delle grandi pianure, Holt, già vista negli altri libri di questa affascinante trilogia.Uno splendido ritratto di comunità!

EDNA O’BRIEN, OGGETTO D’AMORE, EINAUDI

“I racconti più belli e dolenti che siano mai stati scritti” secondo Alice Munro..
HARRY PARKER, ANATOMIA DI UN SOLDATO, SUR
un soldato britannico impiegato in Afghanistan, un ragazzo che milita tra i ribelli, un amico d’infanzia, deciso a continuare la sua vita pacifica nel villaggio:  la loro storia si intreccia, e sarà raccontata in 45 capitoli dagli oggetti testimoni di quanto accadrà.. Originale e toccante!
LUCIA BERLIN, LA DONNA CHE SCRIVEVA RACCONTI, BOLLATI BORINGHIERI

Lucia Berlin è sempre stata apprezzata da una piccola cerchia di letterati, poi all’improvviso lo scorso anno la sua meritata fama si è aperta al mondo, grazie alle traduzioni in diverse nazioni. L’autrice eccelle nel dipingere con una forma narrativa tipicamente americana, il racconto, la società americana che ha frequentato, dando voce a donne qualunque ritratte in altrettanto luoghi privi di particolare fascino letterario, lavanderie a gettone, stanze d’ospedale

 

English: Jonathan Safran Foer at Barnes & Nobl...

English: Jonathan Safran Foer at Barnes & Noble Union Square to discuss his book Eating Animals. (Photo credit: Wikipedia)

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bel colpo per Fazi Editore, il romanzo appena pubblicato, Lo schiavista, di Paul Beatty si è aggiudicato il Man Booker Prize, il più importante dei premi letterari continentali:
 
 
Traduzione di Silvia Castoldi
 
«So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente. Non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte. Non sono mai entrato al cinema a scrocco, non ho mai mancato di ridare indietro il resto in eccesso a un cassiere di supermercato».
Questo l’inizio della storia di Bonbon. Nato a Dickens – ghetto alla periferia di Los Angeles – il nostro protagonista è rassegnato al destino infame di un nero della lower-middle-class. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha trascorso l’infanzia prestandosi come soggetto per una serie di improbabili esperimenti sulla razza: studi pionieristici di portata epocale, che certamente, prima o poi, avrebbero risolto i problemi economici della famiglia. Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, l’unico suo lascito è il conto del funerale low cost. E le umiliazioni per Bonbon non sono finite: la gentrificazione dilaga, e Dickens, fonte di grande imbarazzo per la California, viene letteralmente cancellata dalle carte geografiche. È troppo: dopo aver arruolato il più famoso residente della città – Hominy Jenkins, celebre protagonista della serie Simpatiche canaglie ormai caduto in disgrazia –, Bonbon dà inizio all’ennesimo esperimento lanciandosi nella più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nel ghetto. Idea grazie alla quale finisce davanti alla Corte Suprema.
Una satira pungente sulla razza, la vita urbana e la giustizia sociale. Un’esplosione di comicità, provocazione e prosa brillante da uno degli scrittori più audaci d’America, che con questo romanzo si è aggiudicato il National Book Critics Circle Award 2016 ed è stato incluso nella rosa dei finalisti del Man Booker Prize 2016.
 
«La più lacerante satira americana degli ultimi anni».
«The Guardian»
 
«Fra i più importanti e difficili romanzi americani del ventunesimo secolo. Un racconto feroce che i lettori non dimenticheranno mai».
«Los Angeles Times»
 
«Satira alla Swift di prima qualità. Pungente, sbalorditivo, da capogiro».
«The Wall Street Journal»
 
«Il romanzo americano più caustico e più cazzuto che io abbia letto da almeno dieci anni».
«The New York Times»

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ne abbiamo scritto di recente ultimamente, Antoine Volodine è uno degli autori più originali in circolazione, e sembra che l’editoria italiana se ne stia accorgendo. Così, a pochi mesi dalla pubblicazione de Angeli Minori per l’Orma editore, ecco il suo libro vincitore del Prix Medicis 2014, Terminus Radioso, 66thand2nd. Slurp!
 

L’autore sarà ospite al Festivaletteratura di Mantova 2016

Tradotto da Anna D’Elia

 
Steppa sconfinata. Bianco nitore d’inverno. E d’estate le erbe, mutanti, che ondeggiano accarezzate dal vento. Un mondo contaminato, reso invivibile dalle esplosioni di reattori nucleari impazziti, orgoglio di una Seconda Unione Sovietica sull’orlo dell’abisso. Unica eccezione a questo vuoto dominato dalla natura è Terminus radioso, un kolchoz dove la vita continua a scorrere intorno a una pila atomica sprofondata nel terreno. Laggiù Nonna Udgul, a cui le radiazioni hanno regalato una sorta di immortalità, gestisce le operazioni di smaltimento dei rifiuti radioattivi, e Soloviei, il presidente, guida con i suoi poteri sovrannaturali i pochi superstiti in un’atmosfera di sogno che ha i contorni dell’incubo. E poi passano i secoli, i superstiti si disperdono, il viaggio del treno che correva lungo i binari alla ricerca di un campo di lavoro si è concluso chissà quanti anni prima. Finché un giorno migliaia di corvi si alzano in volo. E poi tutto continua, ancora, nella realtà parallela del Bardo, dentro una trappola di Soloviei, in una fine infinita, ma che importa. In questo universo – singolare, visionario, violento – tempo e spazio sono dimensioni liquide dove vivi, morti e simil tali vagano in un immenso, eterno futuro. Un universo allucinato, percorso dall’umorismo del disastro. L’universo di Antoine Volodine.
Nato in Francia nel 1950, Antoine Volodine è uno scrittore che sfugge a ogni classificazione. Fondatore del «post-esotismo», corrente letteraria che mescola realtà onirica e politica, ha scritto oltre quaranta libri con diversi pseudonimi. Con Terminus radioso, che gli è valso il prix Médicis nel 2014, Volodine firma un romanzo fosco e ironico che intona un inno all’umorismo del disastro, alla fuga dal reale, alle tecniche di resistenza di fronte al buio, alla notte, alla catastrofe. La resistenza che segue alla tabula rasa delle umane cose dopo l’implosione totale, il crollo definitivo, la «guerra nera», da cui siamo tutti minacciati.
Tra le sue opere tradotte in Italia, Scrittori (Edizioni Clichy, 2013) e Angeli minori (L’orma editore, 2016). Di prossima pubblicazione 66thand2nd Le post-exotisme en dix leçons, leçon onze, Nos animaux préférés e Songes de Mevlido.
 

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vi stuzzichiamo l’acquolina in bocca con questo libro, che si è meritato il prestigioso Man Booker Prize International. Prossimamente, per Adelphi:

Han Kang,
La vegetariana

Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra

Le metamorfosi di Yeong-hye, moglie rispettosa e figlia ubbidiente.

«È sensuale, provocante e violento, carico di immagini potenti, colori sbalorditivi e domande disturbanti» («The Guardian»).

La vegetariana, scelto in una rosa di 155 romanzi tradotti in inglese e provenienti dai più vari paesi, ha vinto il Man Booker International Prize 2016.

«Un libro possente, originale, indimenticabile … Una sbalorditiva miscela di orrore e bellezza» (dalle motivazioni della giuria).

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye – e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia dapprima accoglie con costernazione, e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un percorso di trascendenza distruttiva, che dalle convenzioni sociali si allarga al desiderio, e abbraccia infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, ma non pretende di dare risposte: si limita ad accompagnare il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario – proprio come avviene nei sogni più pericolosi

 

han kang vegetariana man booker prize

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sorridete, un nuovo libro di Alicia Gimenez Bartlett! in libreria giovedì!
 
 
 
Alicia Giménez-Bartlett,
Uomini nudi, Sellerio
 
La commedia umana di Alicia Giménez-Bartlett, il racconto della moderna lotta di classe, della guerra dei sessi, sotterrato e nascosto cuore pulsante di ogni società. Il romanzo vincitore del Premio Planeta 2015.
«Un’indagine psicologica profonda e lacerante nei malesseri dell’animo umano» (El Mundo).
Traduzione dallo spagnolo di Maria Nicola
Titolo originale: Hombres desnudos
 
Irene è una quarantenne, proprietaria di un’impresa ereditata dal padre che dirige con impegno e soddisfazione. Improvvisamente la sciata dal marito, l’unica sua reazione è quella di licenziarlo dall’azienda di fa miglia, consapevole che il loro legame era stato sin dall’inizio non d’amore ma di convenienza. Lei per adeguarsi alle convenzioni di fronte all’élite sociale che frequenta, lui per avere un lavoro.
Javier è un professore di letteratura con poche ore di lezione in una scuola di suore. Licenziato per i tagli dovuti alla crisi, perde il piccolo stipendio che gli permetteva di vivere una vita normale, con l’aiuto della compagna Sandra che lavora a tempo pieno. Per Javier la disoccupazione comporta un cambiamento perentorio: dopo l’iniziale ricerca di un nuovo impiego, l’uomo sembra cadere in depressione, mettendo in difficoltà il suo rapporto sentimentale.
Accanto a Irene e Javier ci sono Iván, nome da Zar, sensibilità da bassifondi e humour brutale, e Genoveva, cinquantenne principessa della diversione, «donna senza legami». A poco a poco le vite dei personaggi, la moglie abbandonata e il professore destituito, la single anticonformista e il duro di periferia, entrano in contatto e in progressiva, irresistibile collisione. A far da tramite c’è il mondo degli strip-tease al maschile, messa in scena appariscente e provocante per un pubblico di sole donne, e la possibilità di un lavoro, di una strana professione, mai considerata prima. I destini dei quattro si intrecciano e nascono relazioni sorprendenti, tra affetto e necessità, convenienza e dominio, denaro e sesso. Rapporti crudeli, paradossali, tragici e struggenti.
I protagonisti di questa storia, come le persone reali, sono attraversati e mossi dalla violenza e dalle contraddizioni dello spirito del tempo. Alicia Giménez-Bartlett, nel ritmo magistrale dei dialoghi e dei monologhi, racconta senza eguali la crisi economica contemporanea, l’avvento di comportamenti radicalmente nuovi, e rappresenta una classe emergente di donne che sembra aver superato i pregiudizi sull’identità femminile, la necessità del matrimonio e dei figli. Tratteggia uomini e donne al tempo stesso consapevoli e smarriti, sognatori e indifferenti, vincenti e sconfitti: i suoi uomini nudi.
 
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno di troverà (2011, 2014), Exit (2012) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

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Le acque del delta del Paranà, il suggestivo mondo che vi ruota attorno, tre adolescenti, nuovi sentimenti che nascono, le amicizie e i primi amori, la scoperta e la decifrazione del mondo. Poi, anni dopo, per l’Argentina e per i protagonista sarà il tempo della fine dell’innocenza, quando il Paese cadrà nel baratro drammatico della dittatura, e i loro destini si incroceranno nuovamente. Un sorprendente romanzo per lettori di tutte le età, ragazzi dai 13\14 anni in su, ma anche per tutti gli altri amanti della buona letteratura:

Ines Garland, Carta forbice sasso, Feltrinelli

 

 

 

Alma ha quindici anni, vive a Buenos Aires e passa tutte le vacanze in un luogo meraviglioso: un’isola del delta del Paraná. Lì ha conosciuto Carmen e suo fratello Marito, che vivono con la nonna una vita semplice e selvaggia. Anche se molto diversi tra loro, Alma, Carmen e Marito condividono tutto: giochi, confidenze, turbamenti; con Carmen è amicizia profonda, con Marito è amore. I ragazzi crescono insieme ma, a un certo punto, le vite dei tre prendono strade diverse per poi ricongiungersi drammaticamente negli anni della dittatura. La paura e i desaparecidos, in una Buenos Aires attraversata dal terrore, prendono il posto del magico mondo dell’isola.

Ovunque portino le strade di Alma, Carmen e Marito, l’importante è testimoniare e trasmettere le esperienze vissute.

 

Sullo sfondo della dittatura argentina, un romanzo di crescita, impegno e amore. Vincitore del Deutscher Jugendliteraturpreis, il più importante premio tedesco di letteratura per ragazzi.
Tradotto da Luisa Cortese

 

Inés Garland è una conosciuta scrittrice Argentina, finalista al concorso Planeta. Carta Forbice Sasso (Feltrinelli, 2015) è stato pubblicato in molti paesi.

 

 

 

 

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Poco conosciuto in Itaia, Pablo Feinmann meriterebbe di certo più attenzione considerato quello che ha fatto vedere!

Continua con L’ombra di Heidegger la sua idea di narrativa che parte dalle storie intime e private (in questo caso la lunga lettera di un padre al figlio) per poi arrivare molto in alto, sempre in grado di presentare ambientazioni e storie molto diverse tra loro.

Un romanzo filosofico denso e avvincente che svela la colpa terribile del pensiero filosofico della nazione tedesca, colpevole di aver contribuito e posto le radici per portare al potere quanto di peggio abbia visto il Secolo scorso, incarnato nella parabola di Heidegger e di coloro che lo hanno seguito.

Come è stato possibile che le più alte vette della filosofia abbiano portato a costruire le basi teoriche del nazismo? Cosa può aver portato la mente sopraffine del grande filosofo ad iscriversi al partito nazista, a diventarne fiero sostenitore?

L’abisso che porterà alla rovina la Germania e i suoi abitanti viene qui descritto con passaggi precisi e ben chiari, attraverso la parabola di un allievo del pensatore tedesco.

L’ ombra di Heidegger,
Beat Edizioni, Feinmann José P.

 

 

È il 1948 e Dieter Muller, allievo del maggiore filosofo del Novecento, il pensatore tedesco Martin Heidegger, prima di compiere il gesto estremo di togliersi la vita, scrive una lunga lettera al figlio. La lettera illumina il clima della cultura tedesca degli anni Trenta, la percezione di trovarsi dinanzi a una svolta cruciale della storia umana in cui si sfidavano nel duello finale, in una vera e propria apocalisse dell’accadere storico, l’universalismo giudaico-cristiano della tecnica, rappresentato dal dominio anglo-americano, e le forze della tradizione europea. Sono gli anni in cui il nazionalsocialismo trionfa, e Martin Heidegger si trasforma nel profeta di una intera generazione chiamando la gioventù tedesca alla lotta per la grandezza perduta della Germania sotto la guida del Fuhrer. Dieter Muller racconta al figlio la sua fede incrollabile in quegli ideali, e il fervore con cui lui e altri giovani intellettuali tedeschi del tempo condussero quella battaglia. Finché, rifugiatosi in Argentina dopo la guerra, la foto di un ebreo condotto alla camera a gas dalle SS, lo pone dinanzi alla terribile verità del genocidio e della soluzione finale. Una verità insopportabile per Dieter Muller, che non esita a porre fine alla propria vita. Dall’istante in cui entra in possesso della lettera del padre, un solo pensiero ossessiona il giovane Muller: rintracciare il responsabile della fine del padre, Martin Heidegger.

Trad Sessa F.

qui, l’autore spiega perchè Martin Heidegger è il filosofo più importante del Novecento:

 

 

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Sorprendente autore, Juan Josè Saer, consigliatissimo a chi ama Cortazar, Bolano. Il nostro libro del cuore della settimana si sviluppa come un romanzo in stile Robinson Crusoe, con il protagonista ormai anziano che rende noto l’avventura che gli cambiò la vita, molti decenni prima.
Negli anni della conquista delle Indie, un giovane viene catturato dagli indigeni, dopo il massacro di parte dell’equipaggio della nave. A distanza di tempo, ancora non si capacita del fatto di essere stato risparmiato, di aver potuto vivere con loro per lungo tempo, per poi essere rispedito con una canoa alla sua gente.
Come se lui dovesse essere testimone di qualcosa nei confronti del resto del mondo.. Perchè ”

tutto deve esserci sempre. Se per caso, anche una sola cosa dovesse mancare, tutto si sgretolerebbe.”

Una gran capacità di orchestrare le proprie storie per questo straordinario scrittore argentino, meritevolmente proposto ai lettori italiani da La nuova frontiera.

 

 

 

L’arcano, Juan Josè Saer, La nuova frontiera

Da qualche parte al di là dell’Oceano, negli anni della conquista e della ricerca delle Indie, un mozzo di quindici anni viene catturato da una tribù di indios. Scoprirà subito che sono cannibali ma, a differenza di quanto avvenuto ai suoi compagni, non è destinato alla graticola: gli indios si aspettano altro da lui. Anno dopo anno la sua cattività si prolunga, monotona e tranquilla, mentre davanti ai suoi occhi si dispiegano gli usi, i costumi e la visione del mondo di quegli indios. Lui riferisce tutto fedelmente al lettore, minuzioso nei particolari, anche i più inquietanti, anche i meno comprensibili. Poi un giorno, all’improvviso, gli indios lo mettono su una canoa carica di regali e lo abbandonano alla corrente; più tardi una nave spagnola lo raccoglie. Tutto il resto della sua lunga vita sarà marcato da quegli anni, la sua avventura diventerà leggenda e lui stesso ne trarrà un canovaccio di successo.
Trad. Laura Pranzetti

Juan José Saer, nato in Argentina nel 1937, è stato il principale scrittore della generazione dopo Borges. Nel 1968 si trasferì a Parigi e fu professore di letteratura all’Università di Rennes. La sua vasta opera narrativa comprende dodici romanzi, cinque libri di racconti, uno di poesia e vari saggi. Nel 1987 vinse il Premio Nadal, a cui si aggiunsero altri prestigiosi riconoscimenti come il premio France Culture, e il premio Unione Latina di Letterature Romanze. Morì a Parigi nel 2005.

Argentine novelist Juan José Saer.

Argentine novelist Juan José Saer. (Photo credit: Wikipedia)

 

 

 

 

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eccoli, i Premi Andersen 2015

eccoli, i vincitori del Premio Andersen, i migliori libri per ragazzi:
Miglior libro 0/6 anni Sesyle Joslin – illustrazioni di Leonard Weisgard – traduzione di Carla Ghisalberti, Piccolo elefante cresce, Orecchio Acerbo 
Miglior libro 6/9 anni Jennifer Elvgren – illustrazioni di Fabio Santomauro, La città che sussurrò, La Giuntina 
Miglior libro 9/12 anni Maria Parr – illustrazioni di Bo Gaustad – traduzione di Alice Tonzig, Cuori di waffel, Beisler editore 
Miglior libro oltre i 12 anni Holly Goldberg Sloan – traduzione di Loredana Baldinucci, Il mondo fino a 7, Mondadori 
Miglior libro oltre i 15 anni Davide Rondoni, Se tu fossi qui, Edizioni San Paolo 
Miglior libro di divulgazione Dominic Walliman – illustrazioni di Ben Newman, Professor Astro Gatto e le frontiere dello spazio, Bao Publishing 
Miglior libro fatto ad arte Fulvia Degl’Innocenti – illustrazioni di Antonio Ferrara, Io sono così, Settenove 
Miglior albo illustrato Jorge Lujan – illustrazioni di Piet Grobler, Oh, i colori!, Lapis 
Miglior libro mai premiato Shel Silverstein, L’albero, Salani 
Miglior libro a fumetti Pia Valentinis, Ferriera, Coconino 
Premio speciale della giuria: Chiara Carminati, Fuori fuoco, Bompiani
Premio speciale della giuria: Guido Sgardoli, Il giorno degli eroi, Rizzoli
Premio speciale della giuria: Sebastiano Ruiz Mignone – illustrazioni di David Pintor, La piccola grande guerra, Lapis.

cerimonia di premiazione sabato 23 maggio al Museo Luzzati di Genova!

 

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