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Posts Tagged ‘libri prima guerra mondiale’

 

I nostri prossimi APPUNTAMENTI. Beniamino Baleotti e la sua sfoglia,  I racconti di Sfinge, Paolo Casadio, Francesca Magni con la sua storia di dislessia, Paolo Malaguti,Guido Marangoni e i cromosomi sbagliati.

 

OZZANO EMILIA,

Biblioteca Comunale, Domenica 11 marzo, ore 18,00

Biblioteca Comunale di Ozzano Emilia, incontro con Beniamino Baleotti, alias Il re della sfoglia, in occasione della Festa della Biblioteca.

 

CASTEL SAN PIETRO

Libreria Atlantide, Mercoledì 14 Marzo, ore 18,15. Riproponiamo l’evento cancellato per maltempo.

Presentazione de I racconti di sfinge, di Eugenia Codronchi.

In compagnia dell’editrice Luciana Tufani, con Lisa Laffi (autrice de Cento passi di donne) e le letture di Giulia Ciarpaglini. Con il patrocinio del Comune di Castel S.Pietro.

 

Eugenia Codronchi, figlia del senatore Giovanni Codronchi Argeli e di Giulia Pozzi, con lo pseudonimo Sfinge pubblicò una ventina di libri, romanzi, novelle, testi teatrali, saggi, articoli su riviste. Visse gli ultimi anni della sua vita a Castel San Pietro Terme, nella villa Coccapane, dove morì nel 1934. Scrive l’editrice Tufani nella prefazione al libro «Eugenia, come altre [scrittrici ndr] parla di maternità, divorzio e separazione, adulterio affrontati con sguardo lucido e con ironia pungente ma anche con l’affettuosa partecipazione che solo una conoscenza diretta consente»

 

CASTEL SAN PIETRO

Libreria Atlantide, Mercoledì 21 marzo, ore 20.45.

Ciclo di incontri NOVECENTO E DINTORNI.

Presentazione de IL BAMBINO DEL TRENO, con l’autore Paolo Casadio

intervistato da Paolo Bassi

Una famiglia e un cane, una minuscola stazione lungo la linea ferroviaria Faenza-Firenze, un piccolo microcosmo negli anni compresi tra il 1935 e quelli della guerra, quando quel quieto universo apparentemente distante dalla quotidianità del conflitto verrà sconvolto dall’arrivo di un treno diverso dai soliti. Con il Patrocinio del Comune di Castel San Pietro.

 

MEDICINA –

Sala Auditorium – Medicina, Domenica 25 marzo, ore 18 –

Presentazione del libro di Francesca Magni Il bambino che disegnava parole, Giunti

Un viaggio verso l’isola della DISLESSIA e una mappa per scoprirne i tesori.

Introduce l’assessore all’Istruzione Dilva Fava. Le letture sono affidate a Stefano Grignani.

 

CASTEL SAN PIETRO

Libreria Atlantide, Venerdì 13 aprile 2018, ore 18,15

 Ciclo di incontri NOVECENTO E DINTORNI

Presentazione de PRIMA DELL’ALBA, con Paolo Malaguti,

intervistato da Corrado Peli, autore e giornalista

Romanzo dai toni noir dedicato all’artigliere Alessandro Ruffini fucilato il 3 novembre 1917 per un sigaro in bocca, storia vibrante che si sviluppa a ritroso dagli anni Trenta ai giorni della disfatta di Caporetto. Con il Patrocinio del Comune di Castel San Pietro.

MEDICINA –

prossimamente

Guido Marangoni presenta Anna che sorride alla pioggia – storia di calzini spaiati e cromosomi sbagliati – incontro a cura de Associazione Germoglio di Medicina.

 

Libreria Atlantide sarà presente a Medicina e Ozzano con bookshop tematici. Gli incontri del ciclo Novecento e dintorni sono invece organizzati direttamente da Atlantide, ed avverranno nella sede della libreria.

per info: libreria Atlantide

via Mazzini 93,40024 Castel San Pietro Bo

tel 051 6951180

info@atlantidelibri.it

 

Plus, segnaliamo gli appuntamenti con “Bim in Comics”

Rassegna a cura di Nicola D’Agostino, organizzati dagli amici di Vari.China.

Martedì 6 marzo, alle ore 20:30, la Biblioteca comunale di Imola (BO) in via Emilia 80 – 88 ospita il primo incontro fumettistico di “BIM in Comics”, con protagonista il fumettista, artista ed attivista ravennate Gianluca Costantini.

La sua pubblicazione più recente è il volume “Fedele alla linea”

(BeccoGiallo, 2017), che raccoglie numerosi racconti e reportage, realizzati tra il 2005 e il 2017, su vicende di bruciante attualità,

fenomeni culturali e questioni storiche.

Successivi incontri dedicati al fumetto: martedì 13, 20 e 27 marzo, con Giuseppe Palumbo, Flavia Biondi, Davide Reviati.

 

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vengono i brividi (accentuati dal fatto che fuori segna -6°) al pensiero della storia di questo libro, ordinatoci da un cliente.
Subito dopo la fine della Prima Guerra, Michelin pubblicò diverse guide dedicate ai luoghi delle battaglie, con le terrificanti immagini dei luoghi devastati, e di come erano prima. Il  volume conteneva inoltre un foglio di carta scritto a macchina: la persona che lo scrisse ricevette il libro da Mr Hoyle nel 1950, il padre venne ucciso nel novembre 1917. Probabilmente questa guida del 1919 accompagnò la moglie di Edward Hoyle nella dolorosa ricerca del cimitero di guerra in cui era sepolto. Un lungo viaggio l’ha fatta arrivare qui.

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EVENTO ANNULLATO. I RACCONTI DI SFINGE.
Il maltempo perdurante nelle zone circostanti e le previsioni metereologiche particolarmente avverse previste, da più parti, per la giornata di giovedì 1 marzo, ci vedono a malincuore costretti a rinviare a data da destinarsi (confidiamo a breve) la presentazione del libro di Eugenia Codronchi, Racconti di Sfinge, in programma negli spazi di Libreria Atlantide alle ore 18.15 alla presenza di Luciana Tufani, Lisa Laffi e Giulia Ciarpaglini, temendo possano diventare difficoltosi e pericolosi gli spostamenti.
In attesa che il meteo migliori, ricordiamo l’appuntamento già programmato: mercoledì 21 marzo alle ore 20,45 con Paolo Casadio e il suo Il bambino del treno, intervistato da Paolo Bassi.
Per ulteriori informazioni contattare Libreria Atlantide al numero di telefono 0516951180 o a mezzo email a info@atlantidelibri.it
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Il Novecento, un torno di tempo nevralgico per la storia di Italia e non solo. Un breve viaggio in questi decenni attraverso vite e storie diverse tra loro, capaci di restituire un quadro variegato di quel momento.

Ottimi libri, consigliati apertamente da Atlantide! Entrata libera.

Con il patrocnio del Comune di Castel San Pietro

 

                Libreria Atlantide,

Giovedi 1 Marzo, ore 18,15.

Presentazione de I RACCONTI DI SFINGE, di Eugenia Codronchi.

In compagnia dell’editrice Luciana Tufani, con Lisa Laffi (autrice de Cento passi di donne – Figure femminili attraverso la storia di Imola e del suo circondario ), con le letture di Giulia Ciarpaglini, autrice e direttrice della biblioteca del Centro Documentazione Donna.

Eugenia Codronchi, figlia del senatore Giovanni Codronchi Argeli e di Giulia Pozzi, con lo pseudonimo Sfinge pubblicò una ventina di libri, romanzi, novelle, testi teatrali, saggi, articoli su riviste. Visse gli ultimi anni della sua vita a Castel San Pietro Terme, nella villa Coccapane, dove morì nel 1934. Scrive l’editrice Tufani nella prefazione al libro «Eugenia, come altre [scrittrici ndr] parla di maternità, divorzio e separazione, adulterio affrontati con sguardo lucido e con ironia pungente ma anche con l’affettuosa partecipazione che solo una conoscenza diretta consente».

Libreria Atlantide,

Mercoledì 21 marzo 2018, ore 20,45

Presentazione de Il bambino del treno (Piemme),con l’autore Paolo Casadio, intervistato da Paolo Bassi.

Una famiglia e un cane, una minuscola stazione lungo la linea ferroviaria Faenza-Firenze, un microcosmo osservato negli anni compresi tra il 1935 e quelli della guerra, quando quel quieto universo apparentemente distante dalla quotidianità del conflitto verrà sconvolto dall’arrivo di un treno diverso dai soliti.

Libreria Atlantide, venerdì 13 aprile 2018, ore 18,15

Presentazione de Prima dell’alba (Neri Pozza), con l’autore, Paolo Malaguti. Ne parlerà con Corrado Peli.

Romanzo dai toni noir dedicato all’artigliere Alessandro Ruffini, fucilato il 3 novembre 1917 per un sigaro in bocca, storia vibrante che si sviluppa a ritroso dagli anni Trenta ai giorni della disfatta di Caporetto.

Con il Patrocinio del Comune di Castel San Pietro

Logo COMUNE

per info: libreria Atlantide

via Mazzini 93,40024 Castel San Pietro Bo

tel 051 6951180

info@atlantidelibri.it  

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Massimo Bubola, un nome che dice molto a chi ama le canzoni di Fabrizio De Andrè. Con questa vibrante prova narrativa, frutto di anni di lavoro negli archivi e sui luoghi della Grande Guerra, dona voce a undici soldati italiani caduti e non identificati, calandoci nelle loro vite ed emozioni:

Ballata senza nome

Bubola Massimo, Frassinelli

È il 28 ottobre 1921. Siamo nella basilica di Aquileia. Gli occhi di tutti sono rivolti alle undici bare al centro della navata, e alla donna che le fronteggia: Maria Bergamas. Maria deve scegliere, tra gli undici feretri, quello che verrà tumulato a Roma, nel monumento al Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati italiani caduti durante la Grande Guerra. Maria passa davanti a ogni bara, e ognuna le racconta una storia. Sono vicende di giovani uomini, strappati alle loro famiglie, ai loro amori, ai loro lavori, finiti a morire in una guerra durissima e feroce: contadini e cittadini, borghesi e proletari, braccianti e maestri elementari, fornai, minatori, falegnami, muratori, veterinari e seminaristi che parlano in latino con il nemico ferito sul campo di battaglia. Attraverso le voci di questi soldati senza nome non solo riviviamo i momenti cruciali della Grande Guerra, non solo ci caliamo, in una vera trance empatica, nelle vite dei protagonisti, ma riscopriamo un’Italia che oggi si può dire definitivamente scomparsa. Massimo Bubola, in questa «ballata», fonde le sue eccezionali doti di musicista con una sensibilità linguistica davvero rara: fa rinascere parole dimenticate, le armonizza e le «mette in musica», e dà alla luce un’opera destinata a rimanere nel tempo, sia per il suo valore storico e culturale, sia per la sua qualità lirico-letteraria. A cento anni dalla battaglia di Caporetto, uno dei più importanti scrittori di canzoni italiani dà voce ai soldati caduti nella Grande Guerra. Un’opera di ampio respiro letterario, storico e culturale, che racconta un momento cruciale della nostra storia, e nello stesso tempo, grazie alla prosa musicale e raffinata di Bubola, ci restituisce le voci, i sentimenti e le passioni di un’Italia oggi scomparsa.

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drammatico memoir sulla Prima Guerra Mondiale: ritorna in libreria, finalmente, ADDIO A TUTTO QUESTO, di ROBERT GRAVES, il grande indagatore dei miti e del mondo antico. Che visse le terribili esperienze della Somme e di Ypres.
 
 
 
Traduzione di Annalisa Carena
Con una Nota di Ottavio Fatica
 
Meno di cento chilometri in linea d’aria separavano le colline del Kent dalle Fiandre, e i corni della caccia alla volpe avevano un suono sinistro, contro il rombo dei bombardamenti a tappeto intorno a Ypres, o sulla Somme. Durante un attacco dell’artiglieria tedesca, il 20 luglio 1916, Robert Graves fu ferito così gravemente da comparire, in un primo momento, sulla lista dei caduti – con onore, beninteso – che il «Times» pubblicava ogni giorno. In realtà Graves tornò su un treno ospedale alla stazione di Wimbledon, e qualche tempo dopo si riprese dalle ferite, per quanto atroci: ma la notte sentiva esplodere granate intorno al letto, scambiava i passanti per amici perduti al fronte, e se sentiva partire una macchina, o sbattere una porta, si gettava a terra. E così, a poco a poco, quei cento chilometri scarsi fra il tè del pomeriggio e i cadaveri lasciati a decomporsi nella terra di nessuno diventarono, per Graves come per gli altri scampati al massacro, un abisso capace di inghiottire per sempre, in un orrore senza nome, il mondo di ieri. Che nel 1929, prima di lasciare un’Inghilterra in cui non avrebbe potuto più vivere, Graves ricostruì per un’ultima volta in questo libro – il più nitido, struggente e indimenticabile atto di commiato che le trincee d’Europa abbiano costretto un poeta a scrivere.
Portrait of English poet Robert Graves.

Portrait of English poet Robert Graves. (Photo credit: Wikipedia)

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In un mondo divelto dalle fondamenta, un uomo cerca il suo destino, contro tutto e tutti. Non parliamo del presente, ma della terribile seconda decade del secolo scorso, raccontata in Acciaio contro acciaio da Israel J. Singer. Ormai lo sapete, tutta la famiglia era composta da gente decisamente capace nel raccontare la vita!
 
 
Acciaio contro acciaio, Adelphi
Traduzione di Anna Linda Callow
Biblioteca Adelphi
2016, pp. 240
 
Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai – russi, ebrei e polacchi – si sfiancano assonnati e indolenziti, perennemente sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l’inesorabile violenza della Storia. Una violenza che Singer ha vissuto sulla propria pelle e nella quale – mentre seguiamo Binyamin dal vertiginoso caos di Varsavia a una comune agricola in Polesia e infine a Pietroburgo, cuore della Rivoluzione – ci sprofonda, letteralmente, con la prodigiosa maestria che i molti lettori della Famiglia Karnowski hanno imparato a conoscere.
Portrait of Israel Joshua Singer

Portrait of Israel Joshua Singer (Photo credit: Wikipedia)

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La Francia uscita dalla Prima Guerra Mondiale, gli echi delle gesta di Landru, un affermato autore capace come pochi di dipingere le epoche storiche, di rendere in maniera limpida le sue pagine: Guillaume Prevost riesce a coinvolgere appieno (anche se con un po’ di lentezza iniziale) il lettore con queste due inchieste dell’Ispettore Simon. Finalmente in edizione economica.

 

Guillaume Prevost, Il ballo dello squartatore, Leone Editore

 

Giugno 1919. A Versailles i trattati di pace vanno a rilento e la Germania è pronta a rovesciare il tavolo. François-Claudius Simon, giovane ispettore della omicidi, è invece alle prese con un serial killer che sfregia le sue vittime e lascia sui loro corpi oscuri messaggi in codice. Un dubbio inizia ad attanagliare lentamente l’ispettore Simon: dietro la mano dell’assassino si nasconde una strategia politica per mettere in ginocchio il primo ministro Clemençeau?

Guillaume Prevost, Il valzer degli sfregiati, Leone Editore
Il giovane ispettore Simon, appena approdato alla sezione omicidi, si ritroverà immediatamente coinvolto in una serie di delitti legati da un unico filo comune: la Prima guerra mondiale. Un serial killer si aggira per la capitale francese sfregiando barbaramente i volti delle sue vittime, tutte reduci del conflitto appena terminato. Perché lo fa? Quale segreto si nasconde dietro questi omicidi? L’indagine porterà Simon e il capo ispettore Robineau a scoperte sconcertanti, mentre Parigi s’infiamma delle proteste socialiste e il Trattato che si sta redigendo a Versailles preannuncia un cupo futuro incombente sull’Europa.

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