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Posts Tagged ‘libri racconti’

Guadalupe Nettel, un nome che profuma già di buona letteratura, come del resto ci si potrebbe aspettare dall’editore. Cinque racconti in cui la vita degli animali che ci circondano scorre in parallelo con quella dei loro umani di riferimento, storie ordinarie forse, ma narrate con grande talento , cogliendo con precisione i momenti di frattura dai quali non sarà più possibile tornare alla vita di un tempo, sia la fine di un amore, o una decisione destinata ad essere irrevocabile. Con qualche tratto di somiglianza per temi e stile con Yasmina Reza, Guadalupe Nettel si guadagna un bel posto nello scaffale dei libri consigliati!

 

https://www.lanuovafrontiera.it/libri/liberamente/bestiario-sentimentale/

 

Guadalupe Nettel, Bestiario sentimentale, La nuova frontiera

Tradotto da Federica Niola

 

Il vincolo tra animali ed esseri umani può essere complesso tanto quanto quello che ci lega ad altre persone. Alcuni intrattengono con i loro animali domestici un rapporto di espansività contenuta. Li nutrono, se è necessario li portano a passeggio, ma di rado ci parlano se non per reprimerli o “educarli”. C’è chi, al contrario, trasforma una tartaruga nel suo più intimo confidente. Ogni sera si china sull’acquario e le racconta le esperienze che ha vissuto al lavoro, il confronto rinviato con il capo, i dubbi e le speranze amorose.

 

Nei cinque racconti di Bestiario sentimentale la vita degli animali, governata dagli istinti e dalle leggi implacabili della natura, si fa specchio delle relazioni tra esseri umani.

Così, osservando la silenziosa esistenza dei pesci combattenti, una donna si trova a fare i conti con la crudeltà che nasce in un rapporto di coppia agli sgoccioli. Una casa nei quartieri bene di Città del Messico invasa dagli scarafaggi, diventa teatro di una guerra tra specie in cui si rispecchiano i conflitti familiari. Una gatta e la sua cucciolata offrono l’occasione per riflettere sulla maternità, quando è desiderata e quando no lo è. Un fungo e una vipera svelano rispettivamente il misterioso legame che unisce due amanti e il dolore di una passione impossibile.

Attraverso le storie dei loro animali, Guadalupe Nettel, racconta in maniera magistrale la vita di uomini e donne fragili, consumati da amori non corrisposti, colti nei momenti più importanti e delicati della vita in cui decisioni irrevocabili possono cambiare il corso di un’esistenza: mancarsi per un soffio, ritrovarsi o perdersi per sempre.

 

Guadalupe Nettel crea meravigliosi parallelismi tra le avversità e le follie dei suoi personaggi umani e degli animali con cui vivono, siano essi domestici o semplici parassiti. – New York Times

 

 

Guadalupe Nettel è nata a Città del Messico nel 1973. Nella sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali il premio franco-messicano Antonin Artaud (2008), il premio tedesco Anna Seghers (2009) e il Premio de narrativa breve Ribera del Duero (2013) per la raccolta di racconti Bestiario sentimentale.

In Italia ha già pubblicato con Einaudi due romanzi: Il corpo in cui sono nata e Quando finisce l’inverno.

 

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sì, è molto originale Mariana Enriquez, un vero e proprio nuovo talento. Riesce a far entrare il lettore in una dimensione strana e perturbante, dai contorni neri, a tratti macrabri ma pur sempre plausibile e connesso con la realtà del suo Paese, l’Argentina di fine anni ’80, inizio anni ’90. Con le ombre generate da crisi economiche ricorrenti, dittature e le conseguenze devastanti sulla società, sui protagonisti di questa sfavillante raccolta di racconti.

Bravissima!
Mariana Enriquez, Le cose che abbiamo perso nel fuoco, Marsilio
tradotto da Cremonesi F.
Piccoli capolavori di realismo macabro che mescolano amore e sofferenza, superstizione e apatia, compassione e rimpianto, le storie di Mariana Enriquez prendono forma in una Buenos Aires nerissima e crudele, vengono direttamente dalle cronache dei suoi ghetti e dei quartieri equivoci. Sono storie che emozionano e feriscono, conducendo ¡I lettore in uno scenario all’apparenza familiare che si rivela popolato da creature inquietanti. Vicini che osservano a distanza, gente che sparisce, bambini assassini, donne che s’immolano per protesta. Quello di Mariana Enriquez è un mondo dove la realtà accoglie le componenti più bizzarre e indecifrabili della natura umana, e dove il mistero e la violenza convivono con la poesia. Sullo sfondo di un’Argentina oscura e infestata dai fantasmi, con la sua brillante mescolanza di horror, suspense e ironia, “Le cose che abbiamo perso nel fuoco” ha fatto di Mariana Enriquez la risposta contemporanea a Edgar Allan Poe e Julio Cortázar, la voce più interessante della nuova letteratura sudamericana. Una voce intensa e diretta, che racconta di personaggi brutali e talvolta buffi, trascinando il lettore in una spirale fascinosa e disturbante cui è difficile resistere.

 

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lo humour irriverente di SAKI in una splendida raccolta, di imminente uscita per IL SAGGIATORE. Ma, caro TUTTOLIBRI de LA STAMPA (inserto di sabato 25 febbraio), chi vi ha detto che in Italia è inedito? Vi siete persi Lo zio ha adottato un licantropo (Salani), L’insopportabile Bassington Einaudi), La reticenza di Lady Anne (Mondadori), solo per citarne qualcuno… In compenso, l’editore lo ha collocato in una fascia di prezzo decisamente alta.. (45 eurini)

 

Saki, Racconti, Il saggiatore

Beffardo, crudele e macabro, Saki restituisce un feroce ritratto del suo tempo, risvegliando un immaginario orrifico e oscuro, infestato di mostri e creature leggendarie. Tratteggia con penna avvelenata una vasta galleria di tipi umani – corredata da una lunga serie di riti, fobie, inibizioni e ipocrisie – e mette in scena non solo comportamenti e abitudini che assumono caratteri di universalità, ma anche l’insolito, il bizzarro e il grottesco.

 

Saki

Saki (Photo credit: Wikipedia)

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“Quel che è certo è che non so come costruisco i miei racconti, perché ciascuno di essi ha una vita eccentrica e tutta sua. Ma so che vivono in lotta con la coscienza per evitare gli stranieri da lei raccomandati.”

si resta sempre un poco sospesi nel leggere i libri (pochi, purtroppo), di Felisberto Hernandez. Le storie che offre al lettore scivolano tra la banalità della realtà, varcano un sottile, a volte inconsistente confine, ed eccoci trascinanti in un mondo diverso da quello a cui siamo abituati. Per poi tornare indietro, e lasciarci dubbiosi di fronte a quanto abbiamo percepito, smarriti. In questo affascinante libro le bambole costruite dal protagonista diventeranno ben presto molto diverse da quel che ci potrebbe aspettare nel racconto lungo Le ortensie…

Le ortensie,
Hernández Felisberto, La nuova frontiera
Traduzione Francesca Lazzarato

Celebrato da Calvino, García Márquez, Cortázar e Onetti, Felisberto Hernández è uno scrittore irregolare che sfugge a ogni classificazione. In questa nuova raccolta è pubblicato, dopo tanti anni, “Le Ortensie” (1949) il suo testo più lungo e più celebre. Il protagonista, un uomo elegante che vive in una grande casa nera, nutre un’eccentrica passione per le bambole che ogni notte fa sistemare in una sorta di tableau vivant. Un giorno, temendo la morte della moglie, fa costruire una bambola a sua immagine e somiglianza, Ortensia. A poco a poco il rapporto innocente e la percezione che il protagonista ha di Ortensia si evolvono fino a giungere alle estreme conseguenze: la bambola si umanizza mentre l’uomo si fa bambola. Gli altri racconti che compongono la raccolta sono: “La casa allagata”, “Pip”, “Il coccodrillo”, “Lucrezia”, “La casa nuova”, “L’avvelenata” e “Ursula”.

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