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Posts Tagged ‘libri rock’

nuovi libri. Ecco una sfavillante STORIA DEL ROCK IN DIECI CANZONI.
 
Greil Marcus, Storia del Rock in dieci canzoni, Il saggiatore
 
 
il rock ’n’ roll è abbandono senza freni – lo ha detto Neil Young –, un abbandono che è nel volto schivo, negli assoli aspri e nel canto strozzato di Buddy Holly o negli occhi velati di Ian Curtis, mentre precipita con la voce e il corpo nella voragine di note di Transmission. Nei cori di Paul McCartney e John Lennon, che si inseguono nella cover di Money (That’s What I Want) di Barrett Strong, e nell’inguaribile perdita cantata da Amy Winehouse in To Know Him Is to Love Him.
La Storia del rock in dieci canzoni è la ricerca rabdomantica dell’essenza del rock attraverso brani che profetizzano verità ed eludono ogni restrizione, viaggiano nel tempo e sempre vi sfuggono. Non è un’ordinata cronologia che, a partire dalle origini del genere, da Elvis a Chuck Berry, passa per Bob Dylan, Jimi Hendrix, i Clash, per arrivare ai Radiohead. Le vere protagoniste, qui, sono le canzoni.
Greil Marcus ci conduce in una personalissima ricognizione del genere, da Crying, Waiting, Hoping di Buddy Holly – che nella versione dei Beatles perde la sua gioia spensierata sfumando nel ritmo funebre del finale – a All I Could Do Was Cry, cantata da Etta James e interpretata molti anni dopo da Beyoncé, in un gioco inestricabile di realtà e finzione: questa Storia del rock è un romanzo corale narrato da dieci brani indimenticabili, da riscoprire o ascoltare per la prima volta. Un intreccio di affinità, un’indagine su come un brano può attraversare generazioni di musicisti appartenendo solo a se stesso, e continuando ad attingere all’energia più sfrenata, al desiderio, al tormento; al sogno di una terra dorata.
 
Greil Marcus (1945) è uno scrittore e giornalista americano, considerato tra i più influenti critici musicali contemporanei. Tra i suoi libri pubblicati in Italia ricordiamo Mistery Train (Editori Riuniti, 2001), Like a Rolling Stone (Donzelli, 2005), Bob Dylan (Odoya, 2011) e The Doors (Odoya, 2012)
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Rockfiles – 500 storie che hanno fatto storia, Ezio Guaitamacchi, Arcana
Cosa sarebbe successo se Elvis avesse continuato a fare il camionista? E se i Beatles fossero rimasti ad Amburgo? E se Dylan non avesse infilato il jack nella sua chitarra, Hendrix avesse abbandonato l’esercito americano e Morrison non si fosse lasciato convincere da Manzarek a fare il cantante? Probabilmente, il rock non sarebbe esistito. E le vite di tutti noi sarebbero state diverse. Invece, a sessant’anni di distanza dal giorno in cui “un bel ragazzo con le basette” registrò a Memphis una canzone per la sua mamma, il rock’n’roll è considerato una delle più importanti forme artistiche del Novecento, nonché un’invenzione di assoluta rilevanza socio-culturale. Sono tanti i momenti che hanno segnato la storia di questa musica e scandito un’evoluzione stilistica e concettuale che l’ha portata a essere, al tempo stesso, fenomeno di aggregazione giovanile, espressione di movimenti controculturali, voce di nuove tendenze, moda commerciale. Si tratta di fatti, episodi, aneddoti ormai assurti allo status di leggenda ma dei quali spesso non si conosce la reale portata se non addirittura i veri retroscena. 500 di queste storie sono state estratte dai grandi “archivi del rock”, selezionate in virtù della loro forza narrativa e dell’alone di fascino che ancora oggi le circonda. Molte hanno davvero fatto epoca, altre sono semplicemente eventi curiosi, eccentrici, originali, a volte anche oltraggiosi o scandalistici, perfetti però per far capire qual è stato l’impatto del rock.

Classic rock posters. 60 anni di manifesti, locandine e arte grafica: 1952-2012,
    Loren Dennis; Farren Mick, Giunti
Una storia illustrata della grafica rock attraverso manifesti e locandine, dal primo rock and roll ai giorni nostri. Nessun genere è escluso: con ricchezza di particolari e molte rare immagini sono rappresentati poster dell’età psichedelica, degli anni 60, del Prog, del metal, del punk e della new wave, fino alla techno e al rock alternativo del nostro tempo. Sono quasi 500 illustrazioni, tutte accompagnate da didascalie che le spiegano e le inseriscono nel contesto; con ampie introduzioni per ogni capitolo (otto complessivamente) in cui si raccontano le varie epoche della musica rock e pop, e gli intrecci tra canzoni e arte grafica.

    Jimi Hendrix. Mio fratello,
Hendrix Leon; Mitchell Adam, Skira
Sono passati più di quarant’anni dalla sua morte, ma Jimi Hendrix (che la rivista “Rolling Stone” ha recentemente nominato il miglior chitarrista di tutti i tempi) continua a ispirare i suoi fan. Molto è stato scritto sulla vita e la musica di Hendrix ma questa biografia, scritta dal fratello minore Leon, ci regala un ritratto intimo e inedito del ragazzo visionario destinato a diventare un’icona del rock. L’autore ci riporta agli anni che precedettero il suo straordinario successo internazionale, a partire dalla difficile infanzia a Seattle e dalla precoce attrazione di Jimi per la musica: dai suoi primi esperimenti con il suono, quando pizzicava le corde legate alle colonne del letto, all’acquisto della prima chitarra da un vicino. Leon rievoca le prime esibizioni nei locali e svela le radici autobiografiche della maggior parte delle canzoni più celebri del fratello. Seguono i giorni inebrianti del sesso e della droga che accompagnarono il successo straordinario di Hendrix, durante i quali Leon avvertiva l’inquietante sensazione che il management di Jimi tendesse a isolarlo dal resto della sua famiglia. Infine, Leon descrive il tremendo dolore provato quando, rinchiuso nel Monroe Reformatory dello stato di Washinghton, seppe della morte improvvisa del fratello.

    La musica è un tutto. Etica ed estetica
   Barenboim Daniel, Feltrinelli

Daniel Barenboim torna a riflettere sulla musica. Sulla musica che si fa, che si legge, sulla musica che si interpreta, sulla musica che si ascolta. Sulla musica che interconnette, che stringe relazioni e le riempie di senso. Daniel Barenboim ha a cuore una visione della musica in cui etica ed estetica dialoghino continuamente e a livelli diversi. Se l’essenza della musica è il contrappunto, ecco che l’idea di un tutto non scomponibile nei suoi elementi domina, come un’ossessione, l’opera e il lavoro del grande Maestro. Eseguire bene un pezzo implica una scelta, è di per sé una sequenza di scelte. Non è diverso – dice Barenboim – da ciò che deve fare un politico. La scelta giusta. E il giusto qui produce bellezza. Ma produce bellezza se si impone quel formidabile equilibrio che da una parte guarda alla partitura e al compositore, dall’altra al nesso profondo fra gli esecutori, e dall’altra ancora al pubblico, ai luoghi dell’ascolto, a chi governa le sale, a chi governa tout court. Diviso in tre sezioni (Occasioni, Conversazioni e un Epilogo), questo libro entra con severità e leggerezza di spirito nei temi che sono centrali per la cultura musicale contemporanea, non senza toccare la complessità di compositori che hanno segnato la carriera del Maestro, Mozart e Wagner; in chiusura, un’originale riflessione su Giuseppe Verdi

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