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Protasio Calebaza, un nuovo protagonista per Giorgio Todde, magistrale creatore della figura di Efisio Marini, imbalsamatore detective…
Cagliari, Sardegna, Italia

Cagliari, Sardegna, Italia (Photo credit: Wikipedia)

MORIRE PER UNA NOTTE, IL MAESTRALE editore

 
 
Non è possibile restare lontani dalla Storia. Neanche per Protasio Calebaza, nascosto in una città persa nel Mediterraneo, neppure per le sue quattro sorelle, che vivono tutte insieme ma solitarie. Nessuno in tutta la città riesce a sfuggire alla verità che una mattina del 1793 appare nel golfo di Cagliari, quando una flotta della Francia rivoluzionaria tenta d’invadere la Sardegna. La Storia esplode in faccia a Calebaza, alla piccola nobiltà della città alta, a una plebe che assomiglia mortalmente ai suoi capi. Inizia l’attesa paurosa dei cannoneggiamenti e l’attesa speranzosa dell’arrivo delle milizie da tutta l’Isola, ma non è sospesa la vita dentro la città murata, dove un giudice tiene stretto un idolo sanguinario di giustizia, un prete oppone ai cannoni un simulacro di religione, un nobile cerca di conservare il suo mondo che invece va in frantumi, i “novatori” tentano di saltare in groppa agli avvenimenti che vogliono disarcionarli. Quando cala la notte, fra gli occupanti delle navi minacciose alla fonda e personaggi importanti della città in terraferma corrono rapporti segreti di cospirazione. Nell’oscurità, un chiarore guida le azioni di Galatea Ruju e del rivoluzionario Joseph Nièpce, uno di quelli che portano il “nuovo” dal mare. Nella luce sovrumana del golfo – una luce che non finisce mai, neppure quando appare il buio – Joseph e Galatea moriranno anche se solo per una notte, formando in quell’unica possibilità una coppia eterna che durerà oltre la sua fine naturale.
 
ISBN: 978-88-6429-163-5
 
 
Giorgio Todde vive e lavora a Cagliari. Esordisce nella narrativa con Lo stato delle anime (Il Maestrale 2001), il primo romanzo della serie che ha per protagonista l’imbalsamatore-detective Efisio Marini, poi proseguita con Paura e carne; L’occhiata letale; E quale amor non cambia; L’estremo delle cose (Il Maestrale/Frassinelli 2003; 2004; 2005; 2007). A questa serie, Todde affianca la scrittura di romanzi improntati a un noir metafisico ed esistenziale, pubblicati dal Maestrale: La matta bestialità (2002), Al caffè del silenzio (2007), Ero quel che sei (2010), e da Rizzoli in collaborazione con Il Maestrale: Lettera ultima (2013). Scrive anche su temi ambientali e urbanistici: Il Noce (Il Maestrale 2010). Molti dei suoi romanzi sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Olanda, Brasile, Russia

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“il patrimonio immateriale della Sardegna sopravvive nel modo più intimo all’interno delle case, delle famiglie e delle comunità circoscritte. Per comprendere come certe tradizioni siano ancora vive basti pensare che ancora oggi in ogni paese c’è una persona, nella maggioranza dei casi, una donna, che pratica il rito per togliere il malocchio. L’unica differenza è che in quest’epoca di modernità e di tecnologia, di certe cose si parla con pudore.” Queste parole sono forse il miglior commento al lavoro di Vanessa Roggeri, questo Fiore di fulmine in cui ancora una volta l’Isola è protagonista, con le sue potenti storie ancestrali e la forza delle sue donne.

Roggeri Vanessa
Fiore di fulmine, Garzanti
È quasi sera, quando all’improvviso il cielo si fa livido mentre enormi nuvole nere galoppano a colorare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai visto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta la bimba è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C’è un nome per quelle come lei, bidemortos, coloro che parlano con i morti, e tutti ne hanno paura. È diventata una reietta, una maledetta. Nel piccolo paese sardo non c’è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un convento, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno torni a prenderla. Finché un giorno, una donna vestita di nero, elegante e altera, si staglia sulla soglia del convento. È Donna Trinez, una ricca viscontessa. Lei conosce la storia di Nora e sa cosa significa perdere una parte della propria anima. Per questo ha deciso di aiutarla contro tutte le superstizioni. Perché uno sguardo buono e una carezza possono far rifiorire anche un cuore ferito…
Questa è la storia di una scelta difficile che va oltre le decisioni del cuore.
È la storia del coraggio di una bambina e della forza di una donna.
È la storia di una condanna e della capacità di rinascere alla vita.
Dopo Il cuore selvatico del ginepro, strepitoso successo del passaparola per settimane nella classifica dei bestseller, Vanessa Roggeri ci regala un romanzo che ci trascina nella parte più segreta della nostra anima. Quella piena di passione, tormento e voglia di vivere. Ad ogni costo

Vanessa Roggeri è nata e cresciuta a Cagliari, dove si è laureata in Relazioni Internazionali. Ama definirsi una sarda nuragica, innamorata della sua isola così aspra e coriacea, ma anche fiera e indomita. La sua passione per la scrittura è nata fin da quando la nonna le raccontava favole e leggende sarde intrecciate alle proprie memorie d’infanzia. Queste storie di una Sardegna antica, magica e misteriosa l’hanno segnata profondamente facendole nascere il gusto per la narrazione e il desiderio di mantenere vivo il sottile filo che ci collega a un passato ormai perduto.

 

coat of arms of Sardinia Region.

coat of arms of Sardinia Region. (Photo credit: Wikipedia)

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