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Posts Tagged ‘libri shakespeare’

Lui è un ex detenuto, e la scintilla per una nuova vita è venuta proprio dal caro William Shakespeare. Una esperienza intensa ne LA TEMPESTA DI SASA’, di Striano Salvatore, Chiarelettere edizioni:

 


Nella vita possiamo perderci, e molto spesso ci perdiamo. Ma non è mai per sempre.

“Mai arrendersi perché nella vita tutto è possibile, e Salvatore Striano ne è la prova vivente.” – La Repubblica

Salvatore Striano a quattordici anni aveva la guerra in testa, la cocaina nel sangue e due pistole infilate nei calzoni. Era uno dei leader delle Teste matte, una banda di ragazzini terribili che si sono fatti camorristi per difendersi dalla camorra. Vita di strada, anni di sangue. Poi il carcere, non ancora trentenne. Un destino segnato, il suo. Invece è proprio dal punto più basso e disperato che la vita stravolge. Grazie a un amore che resiste nonostante tutto. Grazie alla scoperta magica dei libri e della letteratura, di Shakespeare che inizia a scorrergli nelle vene come una droga che non uccide ma salva. Proprio lui che a scuola non ci è mai andato. Questo romanzo racconta la sua rinascita, dall’inferno del carcere spagnolo di Valdemoro (Madrid), passando per Rebibbia e diventando, oggi, uno dei più sorprendenti e stimati attori italiani. Una storia che parla di noi, della paura di cadere e, se cadiamo, di non farcela a rialzarci, di tradimento, perdono, vendetta, dell’irresistibile desiderio di libertà, dei sentimenti lieti e tristi che ci accompagnano quando viviamo davvero e del deserto che invece ci governa quando ci lasciamo vivere pensando che sia già tutto deciso, chissà da chi e chissà dove. La Tempesta di Sasà è un libro sul potere delle parole e della letteratura, sull’amore per i libri che può cambiare la vita. Sasà ne è la prova vivente. La sua personale e travolgente tempesta, la testimonianza più vera e più bella.

 

English: Cobbe portrait, claimed to be a portr...

English: Cobbe portrait, claimed to be a portrait of William Shakespeare done while he was alive Lëtzebuergesch: Uelegporträt vum William Shakespeare am Alter vu 46 Joer, gemoolt 1610 zu Liefzäite vum Dichter, haut am Besëtz vum Konschtrestaurator Alec Cobbe. (Photo credit: Wikipedia)

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Nadia Fusini,
Vivere nella tempesta, Mondadori
 
«Da anni vivo nella Tempesta di Shakespeare, la leggo, la rileggo. Passano gli anni e io sono qui, immersa in quel che significano la tempesta e il mare e il naufragio e la salvezza in Shakespeare. E nel tempo osservo che il fatto stesso di esistere ci espone alla tempesta. C’è un che di “tempestoso” nella vita di tutti».
 

 

 
Un libro può essere come una conchiglia che accosti all’orecchio e vi senti riecheggiare pensieri ed emozioni. Può essere un amico del cuore che ti accompagna e sostiene nell’atto quotidiano del vivere. La Tempesta di Shakespeare, con i suoi racconti di isole, mari e naufragi, con Caliban la bestia che spaventa e Miranda la fanciulla bella e innocente, è per Nadia Fusini una conchiglia piena di voci e suoni, un testo parlante che può aiutare chi lo sappia ascoltare a prendere coscienza delle grandi e piccole tempeste della vita quotidiana e a riconoscere, della vita, il dono e la meraviglia.
 
Quando prendi una conchiglia, una di quelle grandi, arcaiche, fatte a spirale, e l’accosti all’orecchio, sai che puoi udire un fruscío, un rumore. Sai che puoi sentire il vento e il suono della vita. Come fosse una conchiglia, dopo averlo assaporato con gli occhi, puoi accostare all’orecchio anche un libro e sentirvi riecheggiare i suoni, i pensieri, le emozioni, la voce dei sentimenti. Con gli occhi leggi, con le orecchie ascolti e ti ritrovi in un mondo di visioni interiori. Con gli occhi leggi e con le orecchie cogli le inaudite corrispondenze fra te e il testo, fra il testo e la vita e capisci che c’è sempre dell’altro da vedere e udire. C’è qualcosa di misterioso, affascinante, spirituale, che va oltre la pagina. Questo accade al lettore che legge non solo per distrarsi, ma anche, e soprattutto, per “centrarsi”. Questo accade agli autori che leggono per, a loro volta, creare. La Tempesta di Shakespeare è la conchiglia di questo libro di tempeste, in cui si narra di navi, isole, viaggi e naufragi, e mari e oceani, dell’incontro con lo sconosciuto, il selvaggio, il diverso. Nella Tempesta di Shakespeare c’è la Mirabilis Miranda, la Bella che ci attrae; e c’è la Bestia Caliban che ci fa paura. Assistendo alla commedia, o leggendola e rileggendola, viviamo il rischio del naufragio e siamo premiati col dono della salvezza, patiamo la colpa e riconosciamo il debito, e con esso la logica della punizione e la gratuità del perdono. L’isola è infatti il luogo del salvataggio ma è anche il luogo dove si rimette in scena il delirio del potere, dove vivere si presenta insieme come una rinascita – e una ripetizione – e dove tutto volge verso la commedia. La commedia della vita umana. E se in questo suo ultimo dramma Shakespeare sceglie di volgere la trama verso uno scioglimento comico è appunto perché sceglie la vita e con essa non tanto il terrore, ma la pietà, la meraviglia della pietà. Questo nuovo libro di Nadia Fusini è una lettura emozionante e una libera riscrittura della Tempesta e insieme un invito a riflettere su quel che significa l’atto di vivere; e cioè, essere coscienti e vigili di fronte alle piccole e grandi tempeste della vita quotidiana. Per poi della vita riconoscere il dono, la meraviglia.

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Nesbo e la sua versione di Macbeth, Margaret Atwood, Anne Tyler e altri propongono le COVER VERSION di Shakespeare:
 
William Shakespeare

William Shakespeare (Photo credit: Wikipedia)

Margaret Atwood, Gillian Flynn e Howard Jacobson, poi Anne Tyler e Jeanette Winterson, a

seguire Tracy Chevalier proporrà il suo Otello, e Nesbo si cimenterà con
Macbeth. Grandi autori si cimenteranno con “cover” contemporanee delle opere
di William Shakespeare. In libreria trovate già la versione di Racconto
d’inverno alla maniera di Jeanette Winterson, proposta nella versione italiana da Rizzoli:
 
Jeanette Winterson, Lo spazio del tempo, Rizzoli
Luogo dell’azione: Nuova Boemia, sud degli Stati Uniti. In una notte di
pioggia battente e superluna, un pianista nero di nome Shep è testimone
dell’assassinio di un anziano messicano; pochi minuti dopo, abbandonata
nella ruota per bambini di un ospedale, trova una neonata bianca e, accanto
a lei, una ventiquattrore. L’uomo solleva la bambina, “leggera come una
stella”, e decide di tenerla con sé. Luogo dell’azione: oltreoceano, Londra.
Leo Kaiser è un disinvolto uomo d’affari che con i soldi ci sa fare, molto
meno con i sentimenti. Se, come crede, la sua amata moglie lo tradisce con
il suo migliore amico, cosa diavolo dovrebbe farsene della bambina che lei
ha appena dato alla luce? Diciassette anni dopo, questa bambina di nome
Perdita chiederà conto del proprio passato, “ci vuole così poco tempo per
cambiare una vita e ci vuole tutta una vita per comprendere il cambiamento”.
La cover version di Jeanette Winterson del Racconto d’inverno di William
Shakespeare è una brillante prova d’autore…
 
Ecco cosa dice Jo Nesbo del suo Macbeth:
‘Macbeth is a story that is close to my heart because it tackles topics I’ve
been dealing with since I started writing. A main character who has the
moral code and the corrupted mind, the personal strength and the emotional
weakness, the ambition and the doubts to go either way. A thriller about the
struggle for power, set both in a gloomy, stormy crime noir-like setting and
in a dark, paranoid human mind. No, it does not feel too far from home. And,
yes, it is a great story. And, no, I will not attempt to do justice to
William Shakespeare nor the story. I will simply take what I find of use and
write my own story. And, yes, I will have the nerve to call it Macbeth.’
 
qui, i dettagli dei libri in via di pubblicazione

 

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