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Posts Tagged ‘libri ucraina’

 
Una originale voce dall’Ucraina, per raccontarci il doloroso destino di un Paese nel secolo scorso. Il volume compare nella prestigiosa collana Confini, capace di proporre al lettore opere incentrate sulle grandi crisi del Novecento. Marija Matios pone al centro del suo bel libro due personaggi fragili, Darusja, che scivola nel mutismo per opporsi al mondo, Darusja la dolce, la scema, la pazza, colpita sovente da terribili emicranie, che placa immergendosi nelle acque dei corsi d’acqua che trova nelle vicinanze. Il corso della narrazione svelerà il suo atteggiamento verso il mondo, che muterà con l’arrivo di Cvykov, girovago capace di incantare con il suo strumento musicale (una sorta di scacciapensieri) più che con le rare parole. La vita rurale della Bucovina, regione nella quale l’autrice è nata, scorre con i suoi piccoli accadimenti quotidiani, tra le invidie e i pettogolezzi, e sembra quasi di rivedere lo scorrere del tempo negli shtetl di Isaac Singer: fatti che poi a volte vengono travolti dal passaggio della Storia, come è accaduto ai genitori di Darusja, e motivo del trauma che ha portato al suo silenzio.
 
 
 
Darusja la dolce, Marija Matios, Keller
Nel villaggio di questa regione europea travolta dalla storia, chiamata Bucovina, in cui le bandiere e le lingue cambiano più veloci del vento, vive Darusja. Tutti si prendono gioco di lei, del suo mutismo, delle emicranie che si scatenano alla vista delle caramelle e la costringono a immergersi nel fiume ghiacciato o a seppellirsi fino alle natiche nella terra fresca. Ma Darusja non è stupida. Per quanto non parli mai con nessuno, i suoi pensieri corrono senza sosta ed è solo al cimitero, sulla tomba del padre, che Darusja la dolce può liberare la propria voce. La felicità bussa un giorno alla sua porta e ha il viso di Ivan, un eccentrico suonatore di drimba che riesce a dare sollievo alla sua testa e forma alle sue parole. Ma il passato è un invitato scomodo alla tavola di Darusja e non ammette ospiti inattesi…
Traduzione di Fici. S.
Bucovina Romania Ukraine

Bucovina Romania Ukraine (Photo credit: Wikipedia)

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Libro del giorno, Veglie alla fattoria di Didanka, Gogol, (Einaudi)

Nikolai Gogol

Nikolai Gogol (Photo credit: Wikipedia)

per calarsi nelle atmosfere d’Ucraina, tra esseri umani e diavoli.  Un fantastico classico!

“Conoscete la notte ucraina? Ah, voi non conoscete la note ucraina! Miratela: in mezzo al cielo occhieggia la luna. La sconfinata volta celeste si slarga, si dilate, a divenire ancora piu’ immense.Arde e respire.La terra tutta e’ avvolta d’argente luce; e l’aere meraviglioso,fresco e pesante insieme, e colmo di languor,muove un oceano di profumi. Notte divina! Notte incantevole!…”

Il mondo delle Veglie a prima vista è scomposto in due sottomondi: quello degli esseri umani e quello degli esseri diabolici. Ma subito ti accorgi che questa suddivisione è astratta e illusoria e che nelle Veglie i due mondi si rimescolano di continuo come le carte di uno stesso mazzo. Non c’è un confine tra demonologia ed antropologia, e nell’Ucraina fantastica e carnevalesca di Gogol i diavoli e le streghe sono abitanti naturali quanto i cosacchi e i proprietari. E’ vero, streghe e diavoli hanno uno spazio che è inaccessibile agli uomini: il cielo, che è solcato dai loro voli e dalle loro tregende e che sembra terribilmente disertato da Dio. Ma tra gli abitanti della terra e quegli esseri anfibi terra-cielo che sono le creature infernali si stabilisce una collaborazione malefica, ma anche benefica a volte, e sul groppone del maligno può capitare che voli anche il fabbro Vakula nella Notte prima di Natale. I demoni sono una sorta di forza di natura e bravo è chi riesce a sottomettersela, questa forza, costringendola a lavorare per i propri umani fini, come appunto riesce a fare Vakula, mentre mal ne incoglie a chi, come a Petr nella Sera della vigilia di San Giovanni Battista, se ne fa dominare, perdendo l’anima. Il mondo in cui i diavoli sono di casa, il mondo delle Veglie, è un mondo insieme gaio e terribile, in equilibrio tra farsa e tragedia.

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