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Posts Tagged ‘libro del cuore’

Deutsch: Lesung am 14.04.2011 in München, Buch...

Deutsch: Lesung am 14.04.2011 in München, Buchhandlung Lehmkuhl (Photo credit: Wikipedia)



“Il passato è una creatura acquosa, ingannevole e disonesta”, Questa affermazione dell’autore ci fornisce una password importante per afferrare il senso del suo lavoro.

Mallarino è un uomo di 65 anni, è un celebre disegnatore satirico all’apice della gloria, ma sente vicino la vecchiaia e la perdita della memoria; vive isolato fuori dalla comunità che lo celebra e lo teme, lo adora e lo detesta. Ma la sua vita, quella della nazione in cui vive, ha forse qualche buco nero che nasconde qualcosa…

È a pagina 36 che troviamo il Vasquez che conosciamo: il protagonista riceve una lettera anonima, firmata da sedicenti PATRIOTI, ben informati sui movimenti della sua famiglia, e arrabbiati per una delle caustiche vignette disegnate. Da qui, la vicenda comincia davvero a sorprendere il lettore!

Vasquez è un signor autore, di gran stile e classe, che ci sa fare con la prosa e con la costruzione dei suoi romanzi: al centro della sua ricerca ritorna sempre il tema della storia, storia di Paesi e vicende dei singoli: qual’è la vera natura degli accadimenti? Chi ha diritto a scrivere la storia? i nostri ricordi modificano il passato?

JUAN GABRIEL VASQUEZ, LE REPUTAZIONI, FELTRINELLI
Trad E.Liverani 
“Che strana la memoria: ci consente di ricordare ciò che non abbiamo vissuto.”
Javier Mallarino, disegnatore satirico che per quarant’anni ha fustigato la classe politica colombiana, si appresta a ricevere l’omaggio alla carriera tributatogli proprio dal governo. È la celebrazione del suo potere assoluto, del privilegio di orientare il corso della storia filtrando le versioni ufficiali, di smascherare semplicemente attraverso la deformazione dei tratti somatici la vera natura e le reali intenzioni dei politici. Ma quando un ricordo del passato, troppo sbiadito per offrire certezza, si insinua nel tempo del racconto, Javier Mallarino si ritrova a fare i conti con una memoria fallace e fragile, tanto quanto lo è la costruzione della reputazione, con una storia da ricostruire, con l’inquietudine che anche il passato possa continuamente cambiare. Come la storia, che non è solo quella raccontata dal potere, ma anche quella che la letteratura sa far rivivere, insieme alle amare riflessioni sull’insolubile conflitto tra vita privata e immagine pubblica. 

LA SCHEDA DE STORIA SEGRETA DEL COSTAGUANA 

Nella Londra di inizio Novecento approda José Altamirano, in fuga dalla sua patria, una Colombia tragicamente segnata dagli eventi, e tormentato da un orribile segreto. Sebbene abbia già alle spalle una vita avventurosa e itinerante, il caso sembra avergli riservato un’altra grande sorpresa: l’incontro con il famoso romanziere Joseph Conrad. In vena di confidenze personali il primo, in cerca di idee per un nuovo romanzo l’altro, i due transfughi danno vita a un proficuo scambio che durerà il tempo di una notte ma che lascerà al protagonista la sensazione allucinante di aver perduto per sempre la propria vita.
In equilibrio tra storia e avventura, finzione e realtà, tragedia e farsa, crudeltà e tenerezza, Vásquez ci narra l’epopea di un paese e la rivoluzione che porta all’indipendenza Panama e il suo Canale. Un intreccio di storia del singolo individuo e di Grande Storia, quella che può rovesciare i destini di interi popoli e cambiare le coordinate di un continente e il cuore di un uomo.
I GIUDIZI 
“Quarant’anni dopo Gabriel Garcìa Màrquez, è nata una nuova generazione di scrittori colombiani.”
Andrea Montejo
“Una delle grandi rivelazioni degli ultimi anni.”
La Vanguardia
“Un’odissea dell’infelicità, l’incontro di due viaggiatori molto speciali, un’affascinante riflessione sulla storia del dolore che non ha posto nella Storia.”
Enrique Vila-Matas

una nostra recensione per IL RUMORE DELLE COSE CHE CADONO. 

Mario Vargas Llosa lo ha definito una delle voci più originali dell’America Latina: come dargli torto? Lo seguiamo da Gli informatori, tra i migliori libri del 2009 , e aspettavamo questa sua nuova fatica letteraria, la terza in Italia, dopo Storia naturale del Costaguana.
Vásquez dice che ci sono due ragioni per scrivere contro le dottrine dominanti, siano storiche, politiche o sociali: una letteraria e una filosofica. In noi si trova una questione essenziale: ‘Chi ha il diritto di raccontare la nostra storia?’ Molti gruppi – governo, lo stato, la chiesa, i media – sono soliti dirci che il nostro passato è stato in un certo modo. Ma la storia è un racconto e, pertanto, ha sempre un punto di partenza che nasce da un pregiudizio, e questo porta a creare una versione ufficiale della nostra storia. Per fortuna, esiste il narratore, che ha il diritto e il dovere di guardare al passato e di fornire un’altra versione dei fatti. Il potere della parola è tale da creare una sorta di “isola” capace di resistere alle pressioni del potere, e non ci resta davvero che concordare con le sue affermazioni!
Ne Il rumore delle cose che cadono Vasquez riprende la prosa limpida (riportiamo accostamenti a Graham Greene e a Joseph Conrad) e lo schema narrativo de Gli informatori: il racconto in prima persona del protagonista conduce a più ampi orizzonti, illuminando il passato di violenza della Colombia, insanguinata dal sangue sparso dal potere e da quello dei narcotrafficanti, scrutando nelle vite di chi è cresciuto come se tutto ciò fosse inevitabile, triste quotidiano corollario dell’esistenza.
Juan Gabriel Vasquez, Il rumore delle cose che cadono, Ponte alle grazie
Traduzione di Silvia Sichel
Non appena fa la conoscenza di Ricardo Laverde, il giovane Antonio Yammara intuisce che nel passato dell’uomo si nasconde un segreto, forse anche più d’uno. La curiosità si trasforma in vera ossessione il giorno in cui Ricardo viene assassinato sotto gli occhi di Antonio, che a sua volta rimane gravemente ferito. Spinto dallo spasmodico bisogno di andare al fondo di quella brutale esecuzione che ha segnato per sempre anche la sua esistenza, Antonio comincerà a scavare nella vita di Ricardo, portando alla luce un passato legato a filo doppio con il destino di un Paese intero: la Colombia d’inizio anni Settanta, alle prese con l’ascesa del narcotraffico.
Premiato nel 2011 con l’Alfaguara, Il rumore delle cose che cadono prende le mosse dalla breve vicenda di un’amicizia impossibile per restituire, sul fragile filo della memoria dei suoi protagonisti, la commovente storia di un amore e il drammatico affresco di una nazione segnata dalla violenza.

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In America è stato pubblicato da Dennis Lehane per i tipi della sua casa editrice, e questo può darvi una idea del genere di questo affascinante noir che racconta in dettaglio la vita di un quartiere di Brooklyn. Ci sono due ragazzine desiderose di vita, e acque della baia che sembrano molto peggio di quelle del peggior mare che possiamo immaginare. La scomparsa di una delle due amiche, il vuoto di memoria della superstite di una follia notturna finita male apre le porte alla brillantissima descrizione della vita di quell’angolo di America, con tipi umani particolarmente azzeccati, dal negoziante libanese al talentuoso Jonathan che campa strimpellando canzoni in un bar gay, e tra qualcuno si cela forse un colpevole…
Un microcosmo sconvolto dal fatto, comunque pieno dei pregi e dei difetti dell’umanità, da cui l’autrice riesce a distillare una sorta di bellezza che ci accompagna per tutto il libro, a dispetto delle acque nauseanti e dei vizi che incontreremo.
Visitation Street, Pochoda Ivy, Neri Pozza
trad Abeni D.

English: Holland Style factory building, locat...

English: Holland Style factory building, located nearby Red Hook area. (Photo credit: Wikipedia)

June e Val sono due ragazze di Red Hook, l’ex zona portuale di Brooklyn diventata meta prediletta di artisti, scrittori e creativi della Grande Mela. Con la sua chioma bruna ondulata e le curve che esplodono anche là dove non dovrebbero – tra i bottoni della divisa scolastica, fuori dagli short troppo corti -, June attrae gli sguardi di tutti nel quartiere. Val, invece, sembra fatta di canne e pagliuzze, come gli alberelli piantati nel parco che non riescono mai a far spuntare le foglie. Una sera di fine estate, per ammazzare la noia di una giornata trascorsa ad accudire un gregge di bambini all’asilo nido della Visitation of the Blessed Virgin Mary, con un materassino rosa shocking sotto il braccio, le due ragazze si avventurano nella parte abbandonata e in rovina di Red Hook, con l’intenzione di farsi un giro nella baia, giusto per prendere il fresco e capire com’è il mondo visto dal mare. Ore dopo, su una spiaggetta a destra del molo, piena di immondizia, sabbia, sassi e schiuma, Jonathan Sprouse, uno di quei giovanotti di New York che tutti conoscono, amico dell’élite dell’Upper West Side, dei ragazzi del Greenwich Village, e perfino dei teppisti di Harlem, trova Val sdraiata a faccia in su, tra i sassi acuminati, con piccoli tagli sulle mani e sui piedi, le dita e le labbra raggrinzite, il respiro appena percepibile. Di June, invece, nessuna traccia. La ragazza sembra svanita nel nulla, inghiottita dalle acque sporche della baia. L’intero quartiere di Red Hook è sconvolto…

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Graditissimo ritorno!

è uno di quei libri che cerchi di assaporare fino in fondo, dopo esserci entrato, di quelli che poi restano dentro a lungo, ricordando la lezione di John Franklin, sul conquistare un posto nel mondo seguendo le proprie inclinazioni un passo alla volta, senza l’angoscia di ottenere tutto e subito. La pazienza e la determinazione del cammino del protagonista si uniscono alla prosa “pastosa” e precisa dell’autore.

Il protagonista fu un grande esploratore, ad inizio dell’Ottocento.  Non aspettatevi però una biografia secca del personaggio, quello di Nadolny è un romanzo, ispirato sì ai fatti reali, ma opera d’invenzione.

Bambino dall’incedere lento, considerato quasi un disadattato,  intrapenderà la sua strada diventando col tempo ufficiale sulle navi da guerra britanniche per poi approdare alla scoperta del passaggio a Nord Ovest..

Oreste del Buono così ha commentato il libro «Nadolny è uno scrittore di finezza, capziosità e suggestioni poetiche rare. La sua prosa è una continua sorpresa e la lentezza diventa, di segmento in segmento vissuto, un’avventura coinvolgente».

 La scoperta della lentezza, Sten Nadolny, Garzanti

Sir John Franklin

Sir John Franklin (Photo credit: Wikipedia)

trad Agabio G.
A dieci anni John Franklin (1786-1847), uno dei più grandi esploratori, non riesce ancora ad afferrare la palla che gli lanciano i compagni. Capisce, non capisce. Stenta a esprimersi. Un disadattato, si direbbe. Eppure John riflette e accumula nella memoria, costruisce dentro di sé, lentamente, una sicurezza incrollabile. A quattordici anni è pronto per iniziare l’inarrestabile ascesa che lo vedrà ufficiale di marina sulle navi da guerra britanniche, poi al seguito di spedizioni scientifiche nell’Artico canadese, quindi governatore della colonia penale della Tasmania ed esploratore del leggendario passaggio a nord-ovest. Tra rigore illuministico e ironia romantica, “La scoperta della lentezza” irride alla cieca convulsione del nostro vivere attuale.

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