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Posts Tagged ‘mafia’

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Collana Sabot\Age, curata da Massimo Carlotto. Ancora il Nord est della nostra penisola protagonista di questo noir tagliente ed essenziale: da una “parte” poliziotti della narcotici capaci di creare una propria struttura a sé, fino a passare parecchie linee di confine. La loro filosofia li spinge a prendere il controllo sul traffico di droga locale, per tenere lontano pericoli maggiori, le altre mafie. Finchè, come al solito, non pesteranno i calli di qualcuno più forte di loro, subendo la spietata vendetta. Un nido di vipere e una spirale di violenza, lo sfondo per un altro thriller italiano che colpirà il lettore!

Piergiorgio Pulixi, Una brutta storia, E.o
Una saga che ha per protagonisti una banda di poliziotti che si muovono ai confini della legge; un romanzo che getta coraggiosamente luce su un argomento tabù come quello della corruzione nelle forze di polizia. “Una brutta storia” è un dramma poliziesco corale che trasuda passioni, richiamando il pathos delle tragedie unito all’epica narrativa delle serie tv americane. Quella dell’ispettore Biagio Mazzeo non è una famiglia normale. E una famiglia composta solo da poliziotti. Un clan molto unito. Un branco dove si combatte insieme contro il crimine. Ma Mazzeo e i suoi ragazzi non sono poliziotti comuni: sono una banda di sbirri corrotti in seno alla Narcotici, che hanno preso il controllo delle strade col pugno di ferro. Mazzeo guida i suoi come se fosse un patriarca mafioso e farebbe qualsiasi cosa pur di salvaguardare l’integrità della sua famiglia: anche andare contro i suoi superiori o uccidere. Quando si presenta loro il colpo della vita, quello che potrebbe renderli tutti dei milionari, Mazzeo e la sua squadra non si tirano indietro. Ma il caso vuole che sulla loro strada spunti il cadavere di un criminale ceceno, non un delinquente qualsiasi, bensì il fratello di Sergej Ivankov, un potente mafioso ex leader della guerriglia di liberazione della Cecenia. Ivankov e il suo clan si recano in Italia in cerca di vendetta: quella che scateneranno contro Mazzeo e i suoi uomini sarà una guerra senza pietà.

La colonna sonora del romanzo:
http://www.youtube.com/playlist?list=PL5311C1FFD23FB732

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Dacia Maraini, Sulla mafia, Perrone

Vicende di mafia e di mafie, ma anche di riscatto e di giustizia
Una madre e suo figlio. Lui, pentito di mafia, è stato ucciso per vendetta.
Lei gli porta fiori e un paio di scarpe. “Sono venuta per maledirti”, dice.
Eppure non riesce a negargli un gesto ultimo di pietà umana. Dacia Maraini prende le mosse da questa storia immaginaria, ispirata a fatti veri e narrata in forma di monologo, per affrontare il tema della mafia. Mette in gioco la sua esperienza personale, la sua memoria: una Palermo lontana dove si sentiva dire “la mafia non esiste”, i volti degli uomini che l’hanno combattuta; storie grandi e piccole di questi nostri anni – la morte di Falcone e Borsellino, quella di Rita Atria, “siciliana ribelle”; i silenzi colpevoli della società civile, il legame della criminalità con la politica, il grido dei ragazzi di Locri, il dolore di Napoli.

Pochi si rendono conto che questo è un Paese assetato di giustizia. Anche se finge di non crederci, anche se pratica il vezzo del cinismo, anche se per abitudine preferisce allearsi coi più forti, anche se pretende di credere che la furbizia vinca su tutto. Quel poco o molto di buono che c’è nel Paese ha un bisogno fisiologico, estremo di giustizia. E non di una giustizia astratta, sbandierata, retorica, proclamata e fumosa. Ma di quelle piccole giustizie quotidiane che costituiscono poi la grande rete del vivere civile.

(Dacia Maraini)
L’Autore

Dacia Maraini è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie,
narrazioni autobiografiche e saggi, tradotti in venti paesi. Ricordiamo
Memorie di una ladra (1973), Isolina (1985), Bagheria (1993), Voci (1994),
Dolce per sé (1997), Colomba (2004) e Il treno dell’ultima notte (2008).Nel
1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel
1999 il Premio Strega con Buio. Scrive sul “Corriere della Sera”.

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Il libro affronta il tema delle infiltrazioni mafiose nelle province lombarde e delle connivenze con i colletti bianchi locali. Ormai i confini stanno stretti a quella che è una delle poche industria in salute del Paese. . .

Polo Nord, di Abati Fabio e Greganti Igor, Selene

Si incontrano a Varese, nel Bergamasco, in una pizzeria sul lago di Garda o lungo la via Emilia. In televisione passano le fiction su Riina e Provenzano, intanto i boss di Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta, da qualche anno, hanno attaccato anche la “famosa” Padania. Quelli del nord, poi, quando c’è da far girare soldi non hanno scrupoli. Banchieri e bancari “ci stanno”, così come imprenditori e professionisti. E per i padrini del sud diventa tutto molto facile, traffico d’armi e truffe finanziarie comprese. Se servono aziende, le si trova tra quelle in fallimento. Una testa di legno e il gioco è fatto. L’imprenditorialità mafiosa prende corpo così tra il Mincio e l’Oglio, all’ombra delle pinete del Varesotto, ai piedi delle Prealpi Orobiche. Un’indagine di due giornalisti per smitizzare, chiarire, denunciare che questo Paese che in molti vogliono diviso è nella realtà unificato dal denaro e dalle organizzazioni criminali, con la compiacenza di molte persone “per bene”.

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