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Posts Tagged ‘man booker prize’

Lo scrittore inglese Howard Jacobson si è visto consegnare martedì sera il più prestigioso premio letterario del Commonwealth, il Man Booker Prize (nonché il più ricco, e quello che garantisce un notevole incremento delle vendite). Si è imposto su Damon Galgut, Andrea Levy, Peter Carey, Emma Donoghue e Tom McCarthy.

The Finkler Question è un romanzo sull’amore e sulla perdita, sull’amicizia maschile, come al solito sempre ben condito dall’ironia e dalla ricerca del significato della condizione ebraica nel mondo moderno, da bellezza e malinconia, temi costanti nei libri dell’autore.

Jacobson dovrebbe intervenire al Festival Internazionale di Letteratura Ebraica a Roma, vedremo se riuscirà a tener fede ai propri impegni dopo questa vittoria. In Italia è edito da Cargo, che ha appena dato alle stampe il suo nuovo libro, e ha in cantiere la traduzione de The Finkler Question.

Howard Jacobson, Un amore perfetto, Cargo

«Jacobson, autore di Kalooki Nights, romanzo corrosivo e rivelatore, è famoso come scrittore comico, e sebbene questo nuovo libro sia anche un terrificante viaggio nell’animo umano è comunque incredibilmente divertente. L’amore per lui è pazienza, gentilezza, premura, disponibilità a sopportare ogni prova. Ma è anche molto altro: complicato, divertente, crudele, malato… sempre e comunque degno degli sforzi fatti per averlo. Esattamente come questo libro incredibilmente straordinario.» [Cynthia Macdonald, Globe & Mail]

Felix Quinn è un uomo raffinato ed erudito, amante dell’arte e del piacere, che gestisce una delle più antiche e note librerie antiquarie di Londra. Sua moglie Marisa, ricca e istruita, è una donna indipendente, dal carattere riservato e sfuggente. Felix la adora. Ma poi, poco per volta, inizia a essere ossessionato dall’idea che lei lo tradisca, al punto tale che finisce per trovarle lui stesso un amante: Marius, uomo corrotto e cinico, sessualmente incontinente, che capita per caso sulla sua strada.
Howard Jacobson

Howard Jacobson

L’AUTORE – Scrittore, saggista, giornalista, Howard Jacobson è nato a Manchester nel 1942 e attualmente vive a Londra. Noto per lo stile umoristico e la vena comica dei suoi romanzi, che hanno spesso come soggetto storie di ebrei inglesi. È autore di dieci romanzi e quattro libri di non fiction. Collabora come editorialista al quotidiano «The Independent» e ha realizzato documentari per Channel 4.

Kalooki Nights, uscito per le edizioni CARGO nel 2008, è stato tra i favoriti al Man Booker Prize nel 2006 e vincitore del Jewish Quarterly Wingate Prize nel 2007, battendo, tra gli altri, Suite francese di Irène Némirovsky. L’imbattibile Walzer  ha vinto il Bollinger Everyman Wodehouse, assegnato al libro comico dell’anno (anticipando Jonathan Coe e Marina Lewycka), e il Jewish Quarterly Literary Prize for Fiction.

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Il romanzo vincitore del Booker Prize 2009:
Hilary Mantell, Wolf Hall, Fazi

Thomas Cromwell era il figlio di un fabbro di Putney. Un uomo capace di stendere un contratto e addestrare un falco, di disegnare una mappa e interrompere una rissa, di arredare una casa e corrompere una giuria. Architetto machiavellico del regno di Enrico VIII e artefice dei destini della dinastia dei Tudor, Cromwell è il protagonista di questo imponente, pluripremiato romanzo di Hilary Mantel. La pregnanza sottile e straordinaria della scrittura di un’autrice già celeberrima in patria, che ora dà voce e sostanza al suo capolavoro, dilaga in una straordinaria decodifica, ironica e precisa, della corte inglese: fino a mostrarne l’ossatura segreta, a ribaltarne le prospettive e il canone. Cromwell emerge qui in tutta la sua umanità, lontano dagli stereotipi che di lui ci hanno dato in lascito i manuali di storia. Cromwell venuto dal nulla, dedito ai mestieri più disparati – mercenario in Francia, banchiere a Firenze, commerciante di tessuti ad Anversa – grazie alle sue sole doti intellettuali; Cromwell, di cui il re si servirà per ottenere il divorzio da Caterina d’Aragona e unirsi ad Anna Bolena, dando così un nuovo corso alla storia della Chiesa d’Inghilterra. Hilary Mantel traccia un ritratto dell’Inghilterra dei Tudor nel quale il fascino di un’epoca lontana conosce uno splendore rinnovato, per la nitidezza delle immagini, per l’umanità restituita a personaggi che finalmente escono dalle vecchie cornici dei libri di storia. Perché in “Wolf Hall” riusciamo a sentire l’odore acre della lana impregnata dalla pioggia e della terra sotto i piedi; perché Hilary Mantel è una scrittrice che scansiona le ossa sotto la pelle, le ruote dei carri nel fango, i topi nei materassi. Si sporca le mani, e ci regala un affresco storico mozzafiato.

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Era la favorita e ha battuto JM Coetzee e As Byatt: è Hilary Mantel la vincitrice del premio letterario Man Booker Prize 2009 (il più autorevole premio letterario inglese) , con il suo romanzo “Wolf Hall”, romanzo ambientato alla corte di Enrico VIII, in quel mondo di intrighi che porterà alla condanna a morte di Anna Bolena;

Qui, una scheda dell’autrice:

http://www.contemporarywriters.com/authors/?p=auth67

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la longlist del Man Booker Prize è pronta, 13 scrittori si contenderanno il più importante premio letterario per gli autori di lingua inglese. Gran favorito pare essere JM Coetzze, già vincitore due volte del premio. Tra i finalisti, Brooklyn di Colm Toibin è appena stato pubblicato in Italy da Bompiani

Author                          Title                                          Publisher

Byatt, AS ,     The Children’s Book    ,             Random House – Chatto and Windus
Coetzee, J M   ,            Summertime     ,                      Random House – Harvill Secker
Foulds, Adam     ,         The Quickening Maze    ,          Random House – Jonathan Cape
Hall, Sarah       ,            How to paint a dead man  ,    Faber and Faber
Harvey, Samantha   ,   The Wilderness      ,                  Random House – Jonathan Cape
Lever, James           ,     Me Cheeta      ,                        HarperCollins – Fourth Estate
Mantel, Hilary       ,       Wolf Hall         ,                         HarperCollins – Fourth Estate
Mawer, Simon    ,         The Glass Room    ,                   Little, Brown
O’Loughlin, Ed       ,      Not Untrue & Not Unkind    ,    Penguin – Ireland
Scudamore, James  ,    Heliopolis         ,                        Random House – Harvill Secker
Toibin, Colm           ,     Brooklyn  ,                                Penguin – Viking
Trevor, William        ,     Love and Summer                   Penguin – Viking
Waters, Sarah         ,     The Little Stranger      ,              Little, Brown – Virago

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IL NUOVO MAN BOOKER PRIZE

debuttare e aggiudicarsi il Man Booker Prize, il più prestigioso premio letterario inglese che abbraccia tutte le pubblicazioni in tale idioma (Usa esclusi) è una gran bella soddisfazione. È toccato a Aravind Adiga, che con il suo White Tiger (da poco pubblicato per Einaudi, sotto ne trovate la diligente scheda) si è preso la soddisfazione di mettere in riga Amitav Ghosh, e Salman Rushdie, non entrato neppure nella cinquina finalista. Il suo romanzo racconta l’India moderna attraverso un’ottica particolare, la confessione al Primo Ministro cinese in visita in India di un imprenditore nato poverissimo che racconta la sua trasformazione in omicida prima e poi in brillante business man.
Aravind Adiga
La Tigre Bianca
Einaudi

Nato poverissimo in un villaggio dell’interno dell’India, Balram Halwai, la Tigre Bianca, ha l’occasione di evadere dalla gabbia della miseria quando un ricco possidente lo assume come autista. Accompagnare il padrone sulla strada di un’inarrestabilecorruzione, vedere da vicino il lusso sfrenato in cui vivono i ricchi, libera Balram da ogni scrupolo morale e lo trasforma prima in un omicida in fuga e poi in un brillante uomo d’affari.

«Avvincente, rabbioso e intriso di un truce umorismo, La Tigre Bianca è un viaggio sorprendente attraverso un’India nuova. E Aravind Adiga è un talento che converrà tenere d’occhio».
Mohsin Hamid, autore de Il fondamentalista riluttante

«A differenza di gran parte dei romanzi indiani che potreste aver letto ultimamente, La Tigre Bianca propone un’immagine essenziale, caustica, disadorna del paese. L’ente del turismo indiano non ne sarà contento; ma voi lo leggerete in un baleno e ne resterete affascinati».

«The Sunday Times»

Seduto alla sua scrivania, l’imprenditore autodidatta Balram Halwai, detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al primo ministro cinese che si appresta a visitare l’India. Gli racconta delle proprie origini e della propria storia: la storia di un ragazzo di una delle caste più basse che da un fangoso villaggio all’interno del paese (dove «ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia, e in fretta») arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell’Europa dell’est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halwai assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone, ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale in una scuola per i bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di Tigri Bianche, in cui non si parli né di Gandhi, né dei 36 milioni di divinità indiane.
Con questo suo primo romanzo, Aravind Adiga ci conduce dietro le quinte dell’India odierna, la «shining India» della new economy e delle nuovissime tecnologie, della crescita economica vertiginosa, del consumismo sfrenato di pochi, descrivendo con durezza e sarcasmo i bui retroscena, materiali e morali, di tanto scintillio.

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Da Salman Rushdie a Amitav Gosh(Mare di Papaveri, edito in Italia da Neri Pozza), fino a Bambino 44,di Tom Rob Smith (e questo rappresenta la vera sorpresa, un thriller giunto in finale al più prestigioso premio inglese)

Sono in lizza per il Booker Prize.

http://www.guardian.co.uk/global/2008/jul/29/bookerprize

The longlist in full

The White Tiger by Aravind Adiga (Atlantic)

Girl in a Blue Dress by Gaynor Arnold (Tindal Street Press)

The Secret Scripture by Sebastian Barry (Faber and Faber)

From A to X by John Berger (Verso)

The Lost Dog by Michelle de Kretser (Chatto & Windus)

Sea of Poppies by Amitav Ghosh (John Murray)

The Clothes on Their Backs by Linda Grant (Virago)

The Northern Clemency by Philip Hensher (Fourth Estate)

Netherland by Joseph O’Neill (Fourth Estate)

The Enchantress of Florence by Salman Rushdie (Jonathan Cape)

Child 44 by Tom Rob Smith (Simon & Schuster)

A Fraction of the Whole by Steve Toltz (Hamish Hamilton)

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