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Posts Tagged ‘marco lodoli’

Il Mediterraneo è il nostro mare, culla delle nostre civiltà. Vi hanno navigato tutti, e gli scambi (come anche le guerre) sono avvenuti grazie a questo lembo acqueo. L’editore Nino Aragno (e noi con lui) è convinto che molte cose ci uniscano, e che ascoltare le voci degli altri sia la medicina migliore per capirsi, oltre gli stereotipi

RACCONTI DI GUERRA E DI PACE

Voci ebraiche, cristiane e musulmane dal Mediterraneo
Autori: Adonis, Yoram Kaniuk, Yehoshua Sobol, Marco Lodoli, Luca Doninelli, Hoda Barakat, Tahar Ben Jelloun, Massimo Giuliani, Giancarlo Zizola, Khaled Fouad Allam

a cura di Gabriela Häbich, Nino Aragno

I racconti presenti in questa raccolta sono stati commissionati a scrittori appartenenti agli universi culturali delle religioni abramitiche: voci dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’Islam nel Mediterraneo risuonano in queste pagine dove l’istanza narrativa è assunta come via privilegiata per parlare della guerra e della pace. La letteratura vuole essere qui una sorta di pretesto, uno strumento per riflettere e meglio comprendere questioni che ci riguardano da vicino, questioni che ci vedono non solo spettatori, ma anche, e sopratutto protagonisti. La letteratura, intesa come specchio della realtà, come riflesso della società, ci viene in soccorso e ci accompagna all’interno di un universo così vicino geograficamente, così simile al nostro, ma al contempo così distante. Questa raccolta vuole essere un contributo ad una maggiore conoscenza tra le sponde del Mediterraneo. Si tratta di una scommessa sulla forza delle parole, della narrazione, del racconto. Una opportunità per le voci mediterranee di avere, come le onde del loro mare, un ampio eco.

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LA SORELLA,  di Marco Lodoli (Einaudi)

Amaranta è una suora invecchiata «nel
sospetto di stare dentro una storia bugiarda».

Rifugiatasi nella vocazione come in una tana, si sente dolorosamente diversa dalle altre suore che sembrano sempre indaffarate e felici.

Un giorno la madre superiora le ordina di dedicarsi alla cura dei bambini dell’asilo: una proposta terribile, per Amaranta, che i bambini non li ama né li capisce: i bambini, per lei, «sono la vita ancora non domata, e la vita vuole soltanto soddisfarsi, imporsi su chi le sbarra il passo. Allunga le mani, prende, strappa e non chiede scusa».

Amaranta non è affatto pronta. Le manca, dice lei, il cuore, la fede, la frusta. Però raduna intorno a sé quelle tredici creature che vagano come mosche stordite e comincia. Afferra le quattro ceste di vimini piene di dinosauri repellenti e bambole rotte, le rovescia sul tappeto e aspetta che accada qualcosa.
E qualcosa, infatti, accade. Una battaglia infinita, pazza.

Perché i bambini sono pazzi: pazzi di desideri e di vita.
Fanno le cose più strane. Si picchiano con furia e subito dopo si consolano con dolcezza infinita.
Ridono, piangono, ti fanno vorticare nel loro girotondo.
Suor Amaranta gira con loro, e mentre gira il suo cinismo e il suo disincanto sfarinano a poco a poco.

Poi arriva Luca, un bambino silenzioso, quasi autistico. «Parla in modo strano, – la avvertono, – ma bisogna ascoltarlo perché ogni cosa che dice ha un senso».

Nel corso del libro Luca – angelo o diavolo tentatore – pronuncerà solo tre parole, tre parole strane e casuali che suor Amaranta interpreterà come ordini diretti a lei. Per ubbidirgli vivrà tre avventure rocambolesche e con paura e goffaggine, in un irresistibile crescendo dai risvolti comici eppure serissimi, andrà finalmente e totalmente incontro alla vita. Toccherà il mondo, e si troverà infine degna di se stessa e di una sorpresa che ha la forza di una rivelazione.

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