Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘martin amis’

Se avete intenzione di visitare Londra, e non ci siete mai stati, NON leggete questo libro. Se invece volete conoscere una realtà diversa da quella di Piccadilly Circus, ecco il libro che fa per voi: un Charles Dickens rovesciato, il caro vecchio Martin Amis, alla ricerca dell’essenza della vita che si conduce nelle periferia in cui la Greater London mostra i suoi lati peggiori!

Martin Amis, Lionel Asbo, Einaudi

Ecco Lionel Asbo. Visto da certe angolazioni potrebbe ricordarvi l’attaccante Wayne Rooney, il fenomeno della nazionale inglese e del Manchester United: lo stesso sorriso a denti larghi, la stessa corporatura non molto alta, non molto grassa, ma molto ben piazzata. Di diverso ha una propensione alla violenza in tutte le sue forme e dolorose varietà e un dottorato guadagnato sulla strada in Volgarità e Diritto penale (e se di questa scienza è diventato esperto entrando e uscendo di prigione, per le più creative sconcezze ha proprio un talento naturale). E poi c’è Desmond, l’amato nipotino di “zio Li”, un quindicenne che solo perché in grado di scrivere – ma senza pretendere correttezza grammaticale (il più grande mistero: il punto e virgola) – viene considerato dal resto della famiglia un estenuato poeta decadente e a cui Lionel ama dispensare consigli ricchi di saggezza e matura responsabilità per riportarlo sulla retta via: “Perché non te ne vai in giro a sfasciare qualche vetrina? Oppure vattene a casa e guardati un porno come si deve”. Des forse verrebbe visto in un’altra luce se sapessero che ha una relazione sessuale con sua nonna, una vecchia di… 39 anni. Insomma: questa è solo la situazione iniziale, il contesto in cui si innesca – complice anche una lotteria – una storia di incredibile, grottesco umorismo che farà del rozzo, violento, omicida Lionel Asbo l’uomo più ricco, paparazzato, chiacchierato, inseguito, desiderato della nazione.

Read Full Post »

Sarà vero che Martin Amis non è mai stato in Russia, ma di certo leggendo questo suo ultimo libro e i precedenti, parrebbe proprio il contrario, per come riesce a decifrare l’animo di quel Paese..

Il narratore, un uomo anziano incline alla collera e gli scoppi di generosità, sta tornando come turista all’accampamento di lavoro sopra il Circolo polare artico in cui era una volta prigioniero di Stalin’ Mentre viaggia, scrive le sue memorie, ricostruendo il triangolo amoroso tra lui, il fratellastro e una sensuale donna ebrea, Zoya.

Il protagonista è un terribile rappresentante del XX secolo, con tutto lo strascico di dolore che questo può significare. Come tanta parte nel significato della storia è pure il cinico e spietato volto della Russia di Stalin, che va a confondersi con quello di oggi.

Un gran bel libro sorretto da una prosa capace, da parte di uno dei maggiori autori inglesi contemporanei.

Martin Amis

La casa degli incontri

Einaudi

Nel campo di lavoro di Norlag c’era un edificio riservato alle visite coniugali: lo chiamavano «la casa degli incontri». Donne coraggiose e disperate coprivano distanze continentali, in viaggi che duravano settimane se non mesi, solo per poter passare una notte con il loro compagno internato nel gulag.

Nel campo di lavoro di Norlag c’era un edificio riservato alle visite coniugali: lo chiamavano «la casa degli incontri». Donne coraggiose e disperate coprivano distanze continentali, in viaggi che duravano settimane se non mesi, solo per poter passare una notte con il loro compagno internato nel gulag. Ma le conseguenze di questi incontri erano spesso fatalmente tragiche.

Sarà così anche per due fratelli innamorati della stessa donna, divisi da un conflitto che neanche la prigionia riuscirà a sanare, un risentimento che si proietta oltre la morte dei protagonisti e si riflette nel declino di un’intera nazione.

Il protagonista di questa bruciante confessione non può proprio definirsi un eroe: è un uomo istintivo e violento, che durante la Seconda Guerra Mondiale «si è fatto strada in quella che sarebbe stata chiamata Germania Est a suon di stupri», ma allo stesso tempo è un individuo capace di grandi slanci emotivi e dotato di una sensibilità che può solo definirsi «tipicamente russa». Ormai è vecchio e l’antica autoindulgenza ha lasciato il posto al rimorso e all’amarezza: decide di tornare in patria – da cui era fuggito vent’anni prima – e intraprendere un ultimo disperato viaggio attraverso la Siberia, nei luoghi che lo videro internato in un gulag da dopo la guerra fino al mutamento del clima politico successivo alla morte di Stalin.

Le giornate al suo interno sono scandite da un implacabile calendario di violenze: nel campo la vita nuda si rivela in tutta la sua crudeltà e quell’esperimento chiamato Unione Sovietica viene a reclamare il suo costo in vite umane.

A Norlag, un inferno artico «poco sopra il sessantanovesimo parallelo», è rinchiuso anche il fratellastro del narratore, Lev. A dividerli non sono solo le inclinazioni – Lev è un poeta e un pacifista – ma anche l’amore di Zoya, una giovane ragazza ebrea, bellissima e sensuale, che con la sua scelta decide il destino dei due uomini.

La casa degli incontri è stato acclamato dalla critica inglese e americana come il romanzo migliore di Martin Amis, in cui il dettaglio della ricostruzione storica si fonde con una delle più sorprendenti e coinvolgenti immersioni nell’anima di un popolo. Una storia di risentimento e amore fraterno, di disperazione e disgusto per se stessi, di sopravvivenza ai propri tradimenti e alla morte di una nazione. Ma soprattutto la cronaca terminale di un lento e velenoso declino, perché: «quello che non ti uccide non ti rende più forte. Ti rende più debole, e ti uccide in un secondo momento».

«Probabilmente è il romanzo migliore di Amis. Un’opera spietata e commovente: è come un treno lanciato a folle velocità nel cuore di tenebra dei gulag sovietici».

The New York Times

Martin Amis è nato a Oxford nel 1949. Di lui Einaudi ha pubblicato L’informazione, Il treno della notte, Money, Altra gente. Un racconto del mistero, Cattive acque, Esperienza, Koba il Terribile e Cane giallo.

Read Full Post »