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Posts Tagged ‘Matteo Meschiari’

RATAPLAN (Rullo di tamburi). Ecco la nuova classifica di qualità, Complimenti ai vincitori per la sezione NARRATIVA:
1) Matteo Meschiari, L’ora del mondo, Hacca
2) Matteo Trevisani, Libro del sole, Atlantide
3) Chiara Valerio, Il cuore non si vede, Einaudi e agli altri vincitori (li trovate sul sito). Atlantide per la PRIMA VOLTA faceva parte del panel di giurati.
LE SCHEDE DEI TRE LIBRI:
Chiara Valerio, Il cuore non si vede, Einaudi
Una mattina, dopo sogni inquieti, Andrea Dileva si sveglia senza cuore. Non è morto, certo, ma forse non è vivo. Semplicemente sta scomparendo sotto gli occhi severi e distratti delle (troppe?) donne che gli stanno intorno. Perché siamo fatti di legami oltre che di tendini, muscoli e ossa. Di allegrie immotivate, mancanze, ferite, amori imperfetti.
Andrea Dileva, quarantenne, studioso, curioso, professore di greco, si sveglia un giorno senza il cuore. Laura vive con lui, è abituata alle sue mancanze, ma questa proprio non se l’aspettava. Carla in teoria sarebbe la sua amante, ma a casa ha un cane, un bimbo, un marito, e poi con il corpo di Andrea ha sempre avuto un rapporto difficile, in fin dei conti le va bene anche cosí. Forse Simone avrebbe la fantasia per capire com’è che l’amico di mamma sta perdendo i pezzi, d’altronde è stato proprio lui a raccontargli storie di leviatani giganti e donne con la coda di pesce. Ma Simone ha otto anni e nessuno ha chiesto il suo parere. Andrea cerca dappertutto una storia che assomigli alla sua, senza trovarla: eppure era convinto che la mitologia fosse l’archetipo di ogni cosa. Certo, se l’umanità intera ha il terrore di morire, deve prendere atto che per lui è diventato impossibile. Come può smettere di battere un cuore che non c’è piú? Chiara Valerio racconta con una leggerezza rara le metamorfosi delle relazioni e la loro meccanica involontaria. Se la storia di un uomo che scompare scintilla di ironia e passione, questa è l’occasione della letteratura.
Matteo Meschiari
L’ora del mondo
Hacca
Una bambina nasce senza una mano e per questo motivo, forse, la abbandonano nelle Terre Soprane, le regioni sospese tra leggenda e geografia sotto i crinali dell’Appennino modenese. Si chiama Libera, e lo è in molti sensi. Inselvatichita, cresciuta nei boschi con i lupi, viene presa e ridotta alla norma, ma scappa. Sopravvive rubando cibo dalle case dei villeggianti. Continuerebbe così, ma l’Uomo-Somaro le affida un compito: ritrovare il Mezzo Patriarca Perduto. Se non lo farà, le Terre Soprane svaniranno, e loro, i Semidei, non potranno più dialogare con gli animali del mondo. Così Libera parte.
 
Matteo Trevisani, Libro del sole, Atlantide edizioni
Per Eva, giovane astronoma, sono due le strade che possono condurla là dove non è mai stata: la via dell’amore e quella della conoscenza. Il giorno in cui lei e Andrea si innamorano, la biblioteca della loro università prende fuoco: un incendio che sarà un presagio del loro destino. Così, con l’aiuto di un vecchio astronauta e di un’anziana signora cieca, Eva dovrà ricomporre i pezzi di una storia che le rivelerà insieme il suo passato e ciò che la aspetta, tra segreti di famiglia e ambizioni ultraterrene, mostrandole come alla radice delle cose vi sia sempre una brace ardente. Trasmutazione alchemica e astronomia solare, lo spazio infinito e il metallo che fonde, diventeranno lingue dello stesso fuoco, quello dove bruciano i cuori di tutti gli esseri umani.
Dopo il successo di Libro dei fulmini, che ne ha rivelato il talento di narratore visionario, Matteo Trevisani torna con un grande romanzo di amore e conoscenza segreta.
Opera assolutamente unica nel panorama italiano, Libro del Soleè il racconto indimenticabile di un amore straordinario capace di arrivare oltre se stessi e la vita.
“Un uomo non è niente, ma quello che lo abita è tutto”
Libro del Sole, Matteo Trevisani
La Classifica di qualità dell’Indiscreto è stilata tre volte l’anno, a metà dei mesi di febbraio, maggio e ottobre, secondo intervalli proporzionati agli archi della produzione editoriale, e interpella i votanti in merito ai migliori libri italiani di narrativa, saggistica e poesia del periodo immediatamente precedente.

Saggistica

 

1) Valerio Mattioli, Remoria, minimum fax

2) Francesca Matteoni, Dal matto al mondo, effequ

3) Luciano Mecacci, Besprizornye, Adelphi

Poesia

 

1) Bartolo Cattafi, Tutte le poesie, Le Lettere

2) Antonio Prete, Tutto è sempre ora, Einaudi

3) Laura Pugno, L’alea, Giulio Perrone

le classifiche complete, nelle sezioni NARRATIVA, POESIA, SAGGISTICA, le trovate qui.

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Photograph of an Alaska Native woman wearing a...

Photograph of an Alaska Native woman wearing a coat with a fur collar. Original title was “Eskimo woman”–likely Inuit/Inupiat based on location of photographer (Nome), but also might be Yup’ik. (Photo credit: Wikipedia)

Siberia, Canada, Groenlandia… Anche qua l’uomo bianco ha mostrato il suo volto rapace nei confronti dei nativi.

 
Artico Nero –
La lunga notte dei popoli dei ghiacci,
Matteo Meschiari , Exorma
Sette storie da un Artico nero e morente, ambientate in Canada, nella Norvegia settentrionale, in Siberia, in Groenlandia: luoghi dove la distruzione di una cultura sta anticipando gli scenari peggiori.
 
«I popoli circumpolari non hanno solo in comune un habitat, dei tratti di cultura materiale e una complicata storia di intrecci genetici. Quello che hanno condiviso fino a mezzo secolo fa era una visione animistica dell’esistenza, centrata sugli animali, sulla caccia e sul potere degli sciamani».
 
Un’analisi politica e sociale incassata nel modello romanzo-saggio. Un modo nuovo di raccontare e fare antropologia: antropofiction.
 
Uelen, penisola della Chukotka, estremo oriente russo al confine con l’Alaska. Alcuni cacciatori Ciukci tornano a riva dopo aver catturato una balena. Contravvenendo a regole millenarie, anziché distribuire la carne a tutti decidono di metterla in vendita: hanno bisogno di soldi per continuare a indebitarsi con i Russi che vendono loro un distillato micidiale fatto con acqua, lievito e zucchero.
 
È crollato il potere centrale sovietico, i sottomarini nucleari sono stati abbandonati in rada, luci di crepuscolo, la ruggine. Nelle strade i camion dell’esercito non hanno più benzina. I nativi li smontano, usano l’acciaio delle balestre per fabbricare arpioni. Come in un’apocalisse boreale, i sopravvissuti cacciano gli ultimi trichechi. La notte si ubriacano. Un lento genocidio.
 
Culture venute dal Paleolitico si dissolvono come i ghiacci per il surriscaldamento globale; come quella dei Saami, o degli Inuit avvelenati dall’uranio americano. O degli Inupiat, inebetiti dentro scatole di lamiera chiamate case, scacciati dalle società petrolifere. O degli Jakuti che diventano i nuovi schiavi del commercio dell’avorio di mammut.
 
Matteo Meschiari
 
Matteo Meschiari (Modena, 1968) insegna antropologia e geografia all’Università di Palermo. Studia il paesaggio in letteratura, la wilderness, il camminare, lo spazio percepito e vissuto presso varie culture di interesse etnografico. Ha pubblicato le sue ricerche con Sellerio, Liguori e Quodlibet.

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