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Posts Tagged ‘nino pedretti’

Nasce da una esperienza personale molto significativa per l’autore questo delizioso libro in perfetto stile Marcos Y Marcos, pieno di vita ed emozione.  Lo stile è quello della narrazione orale, quello che potete trovare anche in Ugo Cornia, ben impregnato di ironia, quanto di perfette illuminazioni sulla vita e sul mondo che ci circonda.

 

Ritorna Ermanno Baistrocchi, che non fa più l’editore; ha scritto un romanzo, con la particolare clausola di farlo pubblicare solo dopo la sua morte. Ma un incidente stradale, come in Grandi ustionati, lo conduce molto vicino all’aldilà, in coma, e al risveglio scopre che il suo libro è stato pubblicato, sfruttando l’onda emozionale. Ed è diventato un successo.

 

Paolo Nori è davvero una piacevole sorpresa per la sua capacità di reggere il filo di una storia animata dal richiamo alla propria autobiografia, brillantissime divagazioni letterarie (un emiliano che cita Nino Pedretti e Raffaello Baldini), spunti e riflessioni che la vita comune offre, sensibilità, genialità ed ironia! Cercate altro? Ci sono anche altri memorabili personaggi, dal genero chiamato l’Illuminista, che per cambiare una lampadina chiama l’elettricista, ed è anche quasi a km zero, vivendo a Casalecchio

 

 

 

Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni, Marcos Y Marcos

 

 

Ermanno Baistrocchi si sveglia in un letto d’ospedale e subito salta fuori sua moglie. Eran degli anni, che non la vedeva, e gli vien da pensare, a vederla così, da vicino, che ha tanta di quella pelle. E le dice anche una cosa che forse non avrebbe avuto il coraggio, di dirgliela, se non avesse picchiato la testa, e gli sembra che sia così bella che gli viene da chiedersi «Ma perché, è così bella?»

Poi salta fuori sua figlia, Daguntaj, che ride di fianco al letto intanto che legge un romanzo che ha scritto Ermanno, La banda del formaggio, si intitola, poi salta fuori Cianuro, uno spacciatore romagnolo che deve chiedergli un favore, poi salta fuori la Mirca, l’ufficio stampa della casa editrice che prima era di Ermanno adesso lui l’ha venduta, poi salta fuori Salvarani che ha comperato la casa editrice di Ermanno e si è impegnato a pubblicare il romanzo, La banda del formaggio, solo dopo che Ermanno è morto.

E l’ha pubblicato prima perché i giornalisti davan la morte di Ermanno come un fatto certo e imminente, e quando uno scrive un romanzo e poi muore, è una strategia di marketing vincente, dice Salvarani, e Ermanno è d’accordo.

E quel romanzo che ha scritto, La banda del formaggio, Ermanno l’ha scritto per raccontare la storia del suo migliore amico, Paride, che si è suicidato, e adesso Ermanno si accorge che gli è successa una cosa stranissima che dicon però che succede: una persona scompare, e il mondo si ripopola.

E in questo mondo lui delle volte vorrebbe delle cose che gli vien da pensare che non succederanno mai, ma mai, ma mai mai mai mai mai, e delle altre volte si dice che basta essere buoni per due mesi, e poi per altri due mesi, e poi per altri due mesi, e poi dopo vediamo.

 

 

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NdA Press
Voci. Tre grandi poeti in musica
di Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti
Nda Press

IL CD 17 canzoni con poesie e racconti dalla voce degli autori, 73 minuti di musica
“Voci” è il nome del gruppo che nasce a Santarcangelo di Romagna nel 1995 con il concerto omonimo sulle liriche del poeta Nino Pedretti musicate da Andrea Alessi.
Nel 1999 il progetto si evolve con le poesie di Raffaello Baldini per arrivare nel 2005 a musicare poesie e racconti di Tonino Guerra.
Questa pubblicazione discografica ed editoriale, unica nel suo genere, è la sintesi di un lavoro decennale.
Affascinati dall’immediatezza del dialetto, i musicisti riprendono l’amplificazione della “lingua” che i poeti suggeriscono nei loro versi. Ne deriva una musica libera dagli schemi: forse il termine più appropriato è jazz, nella sua accezione di libertà espressiva e di improvvisazione, intriso di sonorità etniche e sperimentazione colta.
Suonano: Daniela Piccari (voce), Gianni Perinelli (sax), Simone Zanchini (fisarmonica), Dimitri Sillato (piano), Andrea Alessi (basso), Stefano Calvano (percussioni), con la partecipazione di Vincenzo Vasi (vibrafono).

IL LIBRO
24 illustrazioni inedite di Tonino Guerra accompagnano i testi delle poesie-canzoni, in dialetto santarcangiolese con traduzione in italiano, e le conversazioni con gli autori sull’utilizzo della “lingua santarcangiolese” in poesia.

L’AUTORE:
Tonino Guerra, Raffaello Baldini e Nino Pedretti sono tre poeti riconosciuti tra i maggiori del secondo dopoguerra italiano, originari di Santarcangelo di Romagna, che hanno fatto apprezzare i loro componimenti dialettali al grande pubblico, ottenendo svariati e prestigiosi riconoscimenti.
Tonino Guerra, oltre che poeta, scrittore e sceneggiatore (memorabili le sue collaborazioni con, fra gli altri, Fellini, Antonioni, Monicelli, Rosi, Tarkovskij e i fratelli Taviani) è anche apprezzato disegnatore. Ha firmato le illustrazioni contenute nel libro Voci.

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nei gioielli proposti dagli editori medio piccoli segnaliamo un cofanetto davvero pregevole, quello proposto dall’editore Pazzini di Verrucchio, contenente i volumi pubblicati nella collana LA VOCE DEI POETI, dedicata alle opere dei poeti neodialettali romagnoli e accompagnata in ogni volume da un CD che permette l’ascolto delle liriche recitate dalla voce degli autori stessi (un bonus mica da poco).

Gli autori coinvolti per questa operazione sono: Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Tonino Guerra, Valderico Mazzotti, Eugenio Pazzini e Nino Pedretti, e l’occasione è davvero unica per ascoltare le loro voci , Insieme ai testi delle poesie il volume contiene la “traduzione” in italiano e un commento, a cura di un critico scelto dagli autori stessi o dagli eredi, che servirà da introduzione all’opera dell’autore (per Raffaello Baldini Franco Brevini, per Tonino Guerra Rita Giannini, per Valderico Mazzotti, Gianni Fucci e Nino Perdetti Gualtiero De Santi per Eugenio Pazzini Antonio Prete).

Come prezioso completamento si è scelto di pubblicare all’interno del cofanetto il Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento a cura di Gianni Fucci, che offre un quadro di riferimento alla raccolta dimostrando come la poesia dialettale romagnola rappresenti un unicum nel panorama letterario italiano del Novecento.

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