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Posts Tagged ‘Nipote del Negus’

Classifiche, i più venduti ad Atlantide dal 23 marzo 2010 .

La classifica dei libri più venduti dal 23 marzo 2010. Andrea Camilleri, come da previsione, prende la testa della classifica
n. 1 Andrea Camilleri, Il nipote del Negus, Sellerio
n. 2 Fred Vargas, Prima di morire addio, Einaudi
n.3 Lars Kepler, L’ipnotista, Longanesi
n. 4 Giuseppe Giacobazzi, Quel tesoro di mio figlio, Kowalski
n. 5 Jeffery Deaver, Requiem per una pornostar, Rizzoli
n. 6 Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, Feltrinelli
n. 7 Maria Beatrice Masella, Hana, Fou e l’aquilone ritrovato, Sinnos
n. 8 Michael Zadoorian, Il mondo delle cose, Marcos Y Marcos
n. 9 Luigi Garlando, Bentornato Mister, Piemme
n. 10 Francesco Guccini, Non so che viso avesse, Mondadori

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Andrea Camilleri, Nipote del Negus, Sellerio
“In questo romanzo prendo spunto da un fatto realmente accaduto. Negli anni Trenta a Caltanissetta, prima della guerra d’Etiopia, venne a studiare nella scuola mineraria il nipote del Negus, ovviamente spesato dalla sua Corte. Si trattava di un principe di sangue reale, un personaggio interessante, originale. Si discuteva dei confini con la Somalia e prese in giro tutti”.
Nell’agosto del 1929 il nipote del Negus Ailé Selassié si iscrive alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. La cosa provoca un generale scompiglio: al nipote regale deve essere riservata una accoglienza all’altezza del suo rango; questo è l’argomento dell’esilarante corrispondenza tra ministero degli Esteri, Prefetto, Questore di Montelusa, federale di Vigàta, direttore della scuola, ognuno preoccupato, in realtà, di salvare il posto.
Dalla scuola viene allontanata qualche testa calda e il principe viene accontentato in ogni suo desiderio. Amante della bella vita, elegante, Grhane Selassié non bada a spese, si fa confezionare abiti ricercati e, visto che i soldi del governo etiopico non bastano mai, comincia a fare debiti. Per di più è un impenitente vitellone e le amanti non si contano.
Le cose precipitano quando il nipote viene sollecitato – su idea di Mussolini in persona – a scrivere una lettera di sperticati elogi sul fascismo, lettera da indirizzare allo zio Ailé Selassié; la cosa, infatti, potrebbe tornare utile nel contenzioso tra Italia ed Etiopia sui confini con la Somalia. Il nipote del Negus si fa pregare, poi cerca di sottrarsi e, mentre traballano ministri, prefetti e questori, la vicenda diventa farsa.
Con Il nipote del Negus – costruito come La concessione del telefono, in una trama fatta di missive, telegrammi, articoli e proclami, dispacci governativi, conversazioni – Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica che fa pensare al Birraio di Preston. E lo fa con quell’intelligente e contagioso divertimento, con quella mescolanza tra storia e fantasia che i suoi lettori conoscono.

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