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Posts Tagged ‘novità libri’

Borne, il nuovo acclamato libro di Jeff VanderMeer si avvicina. Da martedi in libreria il suo “biotech apocaliptic novel”, qui presentato nella copertina inglese:
Borne, Jeff VanderMeer, Einaudi
Tradotto da Vincenzo Latronico
 
 
Rachel è una giovane donna che sopravvive tra le rovine di una grande città. Dopo la distruzione la città è caduta nelle mani della Compagnia. Poi Mord, uno dei suoi esperimenti, un gigantesco mostro volante, si è ribellato. E ora dall’alto minaccia i pochi superstiti come un dio cieco e selvaggio fatto di circuiti. Rachel per sfuggire al caos si è creata un rifugio, insieme al compagno Wick. Tutto cambia però quando s’imbatte in una piccola creatura dalle sembianze strane, che decide di chiamare Borne. Borne non è una pianta, non è un animale e non è un umano, ma cresce giorno dopo giorno e per Rachel diventa come un figlio. Impara da lei a parlare e a conoscere il mondo. E per proteggerla impara a trasformarsi e a fare del male. Romperà la sua fragile quiete, mettendo in crisi il rapporto con Wick, ma forse salverà la città dall’ombra di Mord. Un romanzo ibrido, inclassificabile, alieno, in cui si mescolano suggestioni di ogni tipo per produrre un risultato nuovo.

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“Vienna ha accettato l’annessione in maniera così passiva, si è rassegnata con una tale remissività..”. Motivo per fuggire da una Vienna osannante al Fuhrer, e rifugiarsi nella ben diversa Parigi (le prime pagine, quelle della scoperta della città, sono un vero e proprio inno alla Ville Lumiere) per la protagonista di Una viennese a Parigi. Dalla penna sapiente di Ernst Lothar, pagine che pulsano di vita e di grande storia, di resistenza e di riflessione.  Del resto anche l’autore de La melodia di Vienna, di origini ebraiche,  scelse di non restare nei territori del nazismo nel 1938, e al ritorno, dopo la fine della guerra, nel momento in cui l’antisemitismo era ancora ben vivo, fu accusato di codardia per avere abbandonato il Paese,  dilemma morale ben vivo anche nei pensieri della giovane Franzi. Ottimo libro di agile lettura per rivivere il momento storico, per ben comprendere il dramma dei rifugiati, degli espatriati, appesi ad un documento sempre difficile da ottenere, con il pensiero alla Patria e alla famiglia rimasta a soffrire..

 

(p.s. continuiamo le nostre annotazioni sui tempi di recapito della posta. La corrispondenza spedita il 12  da Parigi raggiungeva Vienna già il 15. Nel 1938)

Ernst Lothar, Una viennese a Parigi, E.o

https://www.edizionieo.it/book/9788866329251/una-viennese-a-parigi

 

 

febbraio 2018, pp. 512

ISBN: 9788866329251

Traduzione: Monica Pesetti

 

 

Dall’autore della Melodia di Vienna, un altro capolavoro di uno dei grandi protagonisti della letteratura mitteleuropea riscoperto dalle Edizioni E/O. Ernst Lothar continua la sua indagine sui destini dell’Europa sospesa fra le due guerre mondiali.

 

Austria, 1938, i nazisti hanno occupato Vienna, l’Europa è sempre più vicina al baratro del secondo conflitto mondiale. Gli austriaci subiscono l’invasione con un misto di cecità e impotenza ma Franzi non è come gli altri e decide di abbandonare la città. La ragione non è la sua etnia o la sua religione, non è ebrea né appartenente ad alcuna minoranza. Solo non riesce a sopportare l’idea di assistere all’ascesa di Hitler. Si fa dunque trasferire a Parigi, in un ufficio di corrispondenza della casa di produzione cinematografica per cui lavora. In Francia tutto appare diverso: la gente è libera, nessuno teme che il proprio vicino di casa lo denunci, i cartelloni dei teatri sono ricchi di spettacoli, i bistrot traboccano di gente. Lì conosce un affascinante giornalista, Pierre, e anche se un sordido ricatto minaccia la loro unione, presto se ne innamora. Franzi è felice, ma sulla coscienza le grava il peso della sua scelta: è da codardi abbandonare il proprio paese nel momento del bisogno? Ma cosa avrebbe potuto fare da sola? Perché nessun austriaco ha mosso un dito per opporsi a Hitler? La guerra spazza via interrogativi, sogni e speranze. Pierre è costretto a partire per il fronte mentre la Francia cade sotto il giogo del Reich. È allora che Franzi vede nei francesi la stessa cecità che era stata degli austriaci, lo stesso desiderio di far finta che nulla stia succedendo. Ma questa volta Franzi non scapperà.

L’autore

 

Ernst Lothar

Ernst Lothar Müller (Brno 1890-Vienna 1974) è stato uno scrittore, regista e critico teatrale, grande interprete dello spirito austriaco. Nel 1938, a causa delle persecuzioni del regime nazista per le sue origini ebraiche, emigrò negli Stati Uniti dedicandosi all’insegnamento universitario. Dopo la caduta del Reich tornò a Vienna e continuò a scrivere. Fra i suoi romanzi ricordiamo La melodia di Vienna e Sotto un sole diverso.

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da Barbalbero alla Mandragola, una carrellata di piante fantastiche tra cinema, letteratura, fumetto, musica. Che fantastico libro!
 
Giardini del fantastico
Le meraviglie della botanica dal mito
alla scienza in letteratura, cinema e fumetto, Ets edizioni
 
Autore/i: Pier Luigi Gaspa , Giulio Giorello
Prefazione di: Luca Boschi
 
Già autori di La scienza tra le nuvole, Pier Luigi Gaspa e Giulio Giorello si addentrano nel giardino botanico del fantastico di ogni tempo.
Dalle piante alchemiche medievali alle pozioni di Harry Potter e al Barbalbero del Signore degli anelli, passando per la selva oscura di Dante e l’agnello vegetale della Tartaria, fino ad arrivare… all’Albero della Vita del film Avatar.
Un percorso immaginario e immaginifico che porta dal cinema ai fumetti e alla fantascienza, dai videogiochi ‘vegetali’ alle atmosfere da incubo di H. P. Lovecraft e perfino alla musica dei Genesis, Giardini del fantastico è un viaggio in dieci capitoli che ripercorre l’immagine, la simbologia e la scienza delle piante dall’antica Grecia a oggi e che si conclude con le proprietà straordinarie dei veri vegetali, dalla Venere acchiappamosche alla ‘pianta cadavere’ e con gli OGM, tutt’altro che “piante Frankenstein”. Per arrivare là dove nessun botanico è mai giunto prima!
 
Pier Luigi Gaspa, sassarese trapiantato a Pistoia, laureato in biologia, si interessa di fumetti, comunicazione e multimedialità, e dell’uso dei media dell’immagine come strumenti di comunicazione. Come traduttore, collabora con diverse case editrici del settore (Comic Art, Magic Press, Disney Italia, Panini, RW, 001, Nona Arte, Renoir…) e ha tenuto decine di corsi di fumetto e cinema di animazione nelle scuole. Collabora dal 1996 con Lucca Comics & Games, e per la Mediateca Regionale Toscana ha condotto corsi di cinema e realizzato diversi cortometraggi (con la regista M. Luisa Carretto). Nel 2016 ha elaborato e condotto con Giulio Giorello il programma Fumetti e Politica nell’ambito del Festival della politica di Mestre. Ha pubblicato su numerose riviste e volumi collettivi ed è autore di diversi saggi.
 
Giulio Giorello si è laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e in matematica presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha insegnato Geometria presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l’Università degli Studi di Catania e al Politecnico di Milano. Attualmente insegna Filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Milano; è stato presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza). Collabora, come elzevirista, alle pagine culturali del «Corriere della Sera». Ha vinto la IV edizione del “Premio Nazionale Frascati Filosofia” 2012 e dirige presso la casa editrice Raffaello Cortina di Milano la collana “Scienza e idee”. Fra i suoi ultimi libri: Libertà (Bollati Boringhieri, 2015), La matematica della natura (con V. Barone, Il Mulino, 2016), L’etica del ribelle. Intervista su scienza e rivoluzione (a cura di P. Donghi, Laterza, 2017).

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Beatrice Alemagna, Silvia Ziche, Sara Colaone, Carmen Pellegrino e altre artiste per dare vita a Nina, Teresa, Marinella, Princesa, in questa antologia di donne cantate da Faber.
Princesa e altre regine,Giunti – Un progetto di Concita De Gregorio
 
”Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?”
Le donne incontrate nelle canzoni di Fabrizio De André ci hanno accompagnato nella vita. E’ bastato incrociare il loro sguardo perché ne diventassero parte: con il loro mistero, il loro coraggio, la dignità. Senza etichette, senza giudizio: esistono, bisogna solo ascoltarle.
”Questo libro è nato così” scrive Concita De Gregorio, ”dalla meraviglia di trovarsi in tante, insieme, ad ascoltare (…). Queste voci hanno tutte, mi pare, un tratto in comune con Fabrizio De André. La fragilità inossidabile. La pervicacia nel procedere in direzione ostinata e contraria. Una ferita. Una debolezza nascosta dal movimento ed esibita nella solitudine. Un ciuffo di capelli che come una tenda lascia uno spiraglio e intanto ti ripara dal mondo, consentendoti di vederlo più a fuoco. (…) In venti, qui, abbiamo ascoltato la musica, condiviso le parole, curato queste pagine che adesso arrivano a voi nella speranza che sappiano, con voi, fare altrettanto. Che siano le storie a leggervi mentre le leggete.”
Un libro che è anche un oggetto speciale, un almanacco di ricchezza di talenti. Grazie a venti artiste le canzoni che abbiamo amato si alzano in piedi, Nina Teresa Marinella e tutte le altre ci fanno nuove domande, trovano un nuovo cammino e una nuova voce.

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centenario. Un secolo dall’epidemia che si portò via decine di milioni di persone nel mondo, compresi Egon Schiele e Guillaume Apollinaire:
 
Laura Spinney
1918. L’influenza spagnola, Marsilio editore
traduzione di Anita Taroni, Stefano Travagli
 
 
Può una pandemia cambiare il mondo? Nel 1918 è successo. L’influenza spagnola è stata il killer più feroce del xx secolo: uccise in soli due anni milioni di persone. Tra le vittime anche artisti e intellettuali del calibro di Guillaume Apollinaire, Egon Schiele e Max Weber.
Nonostante l’entità della tragedia, le conseguenze sono rimaste a lungo offuscate dalla devastazione della prima guerra mondiale e relegate a un ruolo secondario.
Laura Spinney ricostruisce la storia della pandemia seguendone le tracce in tutto il globo, dall’India al Brasile, dalla Persia alla Spagna, dal Sudafrica all’Ucraina. Inquadrandola da un punto di vista scientifico, storico, economico e culturale, l’autrice le restituisce il posto che le spetta nella storia del Novecento quale fattore in grado di dare forma al mondo moderno, influenzando la politica globale e il nostro modo di concepire la medicina, la religione, l’arte.
Attraverso queste pagine si legge il passato, ma si può tentare di immaginare il futuro: la prossima pandemia influenzale, le armi a disposizione per combatterla e i potenziali punti deboli dei nostri sistemi sanitari.
Arriveremmo preparati ad affrontare un’eventuale emergenza?
“La prima guerra mondiale aveva ucciso dieci milioni di persone, quasi esclusivamente militari; in sei mesi, tra la fine dell’ottobre 1918 e l’aprile 1919, l’influenza spagnola colpì un miliardo di persone uccidendone circa 50 milioni di cui circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia.Non è mai stato tuttavia possibile quantificare con esattezza né il numero delle vittime né quello dei contagiati. La spagnola mise in ginocchio l’intera Europa con un altissimo tasso di mortalità, che raggiunse in alcune comunità anche il 70%.”

da wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola

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approda ad Iperborea un vero e proprio classico del Novecento, il reportage di un ventenne tra le macerie provocate dalla sciagurata guerra che distrusse la Germania:
 
 
Autunno Tedesco, Stig Dagerman, Iperborea
 
«Autunno tedesco è uno dei migliori libri mai scritti sulle conseguenze della guerra, nella tradizione di grandi classici come quello di John Reed sulla Russia e di Edgar Snow sulla Cina.» Henning Mankell
 
Nel 1946 Stig Dagerman ha ventitré anni e ha appena pubblicato il suo primo romanzo quando l’Expressen lo contatta per una serie di reportage dalla Germania del dopoguerra. Dagerman arriva in territorio tedesco il 15 ottobre, accolto da un autunno freddo e piovoso. Anarchico e antimilitarista, trascorre due mesi in una Germania «affollata di cronisti» che, provenienti da ogni parte del mondo, cercavano di capire come si potesse vivere fra le rovine di quello che avrebbe dovuto essere un «Reich millenario». Il giovane svedese viaggia su treni affollatissimi, cammina tra le macerie di Amburgo e condivide il destino di chi rovista tra i ruderi. Davanti ai suoi occhi una straziante distesa di sofferenza: famiglie che hanno trovato rifugio nelle cantine allagate, bambini morenti per fame e tubercolosi, ragazze che si prostituiscono per mangiare, soldati ubriachi, città schiacciate dal fuoco dei bombardamenti, discariche a cielo aperto e carri bestiame stracolmi di profughi. Terminato il suo incarico raccoglie appunti, materiali e reportage, e nel 1947 pubblicherà quello che resta uno dei suoi libri migliori, Autunno tedesco. Mentre la maggior parte dei giornalisti alleati e stranieri puntavano la loro scrittura sulla convinzione ampiamente diffusa che il popolo tedesco si meritasse il proprio destino, Dagerman – libero dall’ideologia e dai preconcetti – si concentra sull’umanità degli uomini con una partecipazione appassionata alla sofferenza dei vinti, cercando di comprenderne le ragioni, senza per altro cedere a facili assoluzioni. Diventato, nel corso degli anni, un libro culto di giornalismo letterario, Autunno Tedesco è oggi tradotto in tutto il mondo e considerato un vero e proprio «classico» della letteratura europea.
Titolo originale: Tysk höst
In uscita il: 31 Gennaio 2018
pp. 160
Nazione: Svezia
Traduzione di: Massimo Ciaravolo
Collana: Narrativa
Numero di collana: 289
ISBN: 9788870914894
Prezzo di copertina: € 15,50

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Con JOhn Henry Festival, per Sur Edizioni

 

Luglio, 1996: la cittadina di Talcott, in West Virginia, organizza un festival folkloristico dedicato a John Henry, leggendario spaccapietre nero celebre per aver sfidato e battuto, alla fine dell’Ottocento, una delle prime trivelle a vapore…

 

 

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