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Posts Tagged ‘novità libri’

Lo sappiamo, può venire l’ansia entrando in libreria in questo periodo. A ridosso del Natale i banchi sono strapieni di scintillanti novità, ma come fare a trovare il proprio Graal in mezzo a tanta offerta? Beh, per prima cosa, affidarsi al libraio può essere un buon aiuto. Secondo, nomi come Steinbeck e Capa sono una garanzia. A settant’anni dalla prima edizione in America, torna in libreria in tutta la sua bellezza questo reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. Steinbeck e Capa riescono nel loro intento di ”dare un volto al nemico” troppo spesso disumanizzato nella retorica politica.
 
 
Diario russo,
John Steinbeck, con le fotografie di Robert Capa, Bompiani
 
Nel 1946 Winston Churchill annunciò che una ”cortina di ferro” era calata sull’Europa orientale. Già l’anno seguente poteva dirsi iniziata la Guerra fredda, che sarebbe durata più di quarant’anni. In quel clima lo scrittore John Steinbeck e l’amico fotografo Robert Capa decisero di partire insieme per un viaggio alla scoperta di quel nemico che era stato l’alleato più forte nella seconda guerra mondiale: l’Unione Sovietica. Ne emerse un resoconto onesto e privo di ideologia sulla vita quotidiana di un popolo che non poteva essere più lontano dall’American way of life. Le pagine del diario e le fotografie che raccontano la vita a Mosca, Kiev, Stalingrado e nella Georgia sono il distillato di un viaggio straordinario e un documento storico unico di un’epoca, salutato dal New York Times come ”un libro magnifico”.
 
A settant’anni dalla prima edizione in America, torna in libreria in tutta la sua bellezza questo reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. Steinbeck e Capa riescono nel loro intento di ”dare un volto al nemico” troppo spesso disumanizzato nella retorica politica. Una notevole lezione di umanità ed empatia che ci ricorda ancor oggi l’importanza di conoscere concretamente luoghi e persone per superare pregiudizi e ignoranza.
 
tradotto da Giorgio Monticelli

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la settimana comincia con Kent Haruf, e il suo VIncoli. Benvenuti ad Holt, di nuovo.
 
 
Kent Haruf, Vincoli,NNeditore
Traduttore : Fabio Cremonesi
Numero Pagine : 264
ISBN : 978-88-94938-03-6
In libreria da : 05-11-2018
 
È la primavera del 1977 a Holt, Colorado. Edith Goodnough giace in un letto d’ospedale, e un poliziotto sorveglia la sua stanza. Pochi mesi prima, un incendio ha distrutto la casa dove Edith abitava con il fratello Lyman. Un giorno, un cronista arriva in città a indagare sull’incidente e si rivolge a Sanders Roscoe, il vicino di casa, che non accetta di parlare per proteggere Edith. Ma è proprio la voce di Sanders a raccontarci di lei e del fratello, di una storia che inizia nel 1906, quando Roy e Ada Goodnough sono arrivati a Holt in cerca di terra e di fortuna.
La storia di Edith si lega a quella del padre di Sanders, John Roscoe, che ha condiviso con loro la dura vita nei campi, in quella infinita distesa di polvere che era la campagna del Colorado.
La Holt delle origini è l’America rurale, dove vige un codice di comportamento indiscutibile, legato alla terra e alla famiglia, e dove la felicità si sacrifica in nome del dovere e del rispetto. Nel suo romanzo d’esordio Kent Haruf racconta i suoi personaggi senza giudicarli, con la profonda fiducia nella dignità dello spirito umano che ha reso inconfondibile la sua voce letteraria.
 
Questo libro è per le spighe di grano, per le mucche, per i cieli d’estate e la neve, per le stelle e l’erba, per la polvere e il dondolo, per una crostata di ciliegie e per le cartoline; ma questo libro è soprattutto per gli acerbi ragazzi che eravamo, per i dettagli in cui ci siamo persi, per i guai che ci hanno ammaccato, e per la porta che siamo riusciti ad aprire, finalmente liberi di vivere giorni più luminosi

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«Leto non si sente né male né bene: cammina dimentico, nel mattino, al centro di un orizzonte materiale che gli manda, in onde costanti, rumori, consistenze, luci, odori. È immerso in quell’orizzonte e al tempo stesso ne è il centro; se di colpo scomparisse, il centro cambierebbe di posto.»

 

Ai sommi basta una passeggiata tra due amici, in una Baires degli anni Sessanta, parlando degli echi di una festa alla quale nessuno dei due ha partecipato, per dare vita ad un libro sublime. Leto e Il Matematico diventano così due giganti della letteratura grazie alla prosa armoniosa e dotata di perfetto ritmo di Juan Josè Saer, scrittore argentino tra i grandissimi del continente, accostabile ad un altro gigante,  Juan Carlos Onetti. E dal loro percorso lentamente l’universo si espande, ad abbracciare i loro pensieri prima, poi a presentare agli occhi del lettore l’intero mondo argentino, il cosmo, il senso dei ricordi e della realtà, con uno sguardo preciso e cristallino.  

 

https://www.lanuovafrontiera.it/libri/il-basilisco/glossa/

 

Glossa ,Juan José Saer, Traduttore: Gina Maneri

La nuova frontiera editore

 

«Leto non si sente né male né bene: cammina dimentico, nel mattino, al centro di un orizzonte materiale che gli manda, in onde costanti, rumori, consistenze, luci, odori. È immerso in quell’orizzonte e al tempo stesso ne è il centro; se di colpo scomparisse, il centro cambierebbe di posto.»

 

Leto e il Matematico si incontrano una mattina per strada. Il primo si è appena trasferito in città dove lavora come contabile. Il secondo viene da una famiglia dell’alta borghesia cittadina ed è appena tornato da un viaggio di studio in Europa. Decidono di fare un pezzo di strada insieme parlando della festa del poeta Washington Noriega, festa alla quale nessuno dei due ha partecipato.

 

A partire da un pretesto così semplice Saer costruisce una macchina letteraria perfetta, capace di insinuare il dubbio su tutto ciò che crediamo di vivere e percepire. Il lettore vede il romanzo dispiegarsi liberamente sotto i suoi occhi, come se si scrivesse da solo. Vede la coscienza dei protagonisti esitare e i loro ricordi ingannarli mentre si accumulano, passo dopo passo, parole non dette, angosce e disillusioni.

 

Cosa sono i ricordi, il tempo, la realtà e come li raccontiamo sono i temi dell’opera più filosofica di Saer, che è, allo stesso tempo, il commovente racconto della generazione perduta di un paese, l’Argentina, che proprio in quegli anni viveva il suo periodo più buio.

 

Juan José Saer, nato in Argentina nel 1937, è stato il principale scrittore della generazione successiva a quella di Borges. Nel 1968 si trasferisce a Parigi e inizia a insegnare letteratura ispanoamericana all’Università di Rennes. La sua vasta opera narrativa comprende dodici romanzi, cinque libri di racconti, uno di poesia e vari saggi. Nel 1987 ha vinto il Premio Nadal, a cui si sono aggiunti altri prestigiosi riconoscimenti come il premio France Culture, e il premio Unione Latina di Letterature Romanze. Morì a Parigi nel 2005.

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Quando ami una donna ami la vita che è in lei. Parole di Isaac B.Singer, perfette per introdurre questo suo Nemici. Adelphi continua la pubblicazione delle opere del grande cantore del mondo degli ebrei del secolo scorso, tra l’Est Europeo e la nuova terrra, l’America.
 
 
Isaac Bashevis Singer
Nemici,
Una storia d’amore, Adelphi
Traduzione di Marina Morpurgo
 
 
 
Un giorno, a una domanda sull’importanza che aveva avuto l’amore nella sua vita, Isaac Bashevis Singer rispose: «Grandissima, perché l’amore è amore della vita. Quando ami una donna ami la vita che è in lei». Ma che genere di amore è quello che lega Herman, il protagonista di Nemici, a Jadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato? E che genere di amore lo lega a Masha, la donna, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia – perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte? Ed è ancora amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all’improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d’uscita. A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela ogni giorno più inospitale e più aspra. Il lettore segue Herman nei suoi affannosi, sconclusionati andirivieni dal Bronx a Coney Island e da Coney Island a Manhattan, chiedendosi se e come riuscirà a tirarsi fuori da quella specie di guerra che le sue tre donne gli hanno dichiarato, e soprattutto dal groviglio di un’esistenza fatta di continue menzogne, sotterfugi, goffaggini e fughe – o se, come il Bunem di Keyla la Rossa, finirà per cedere alla tentazione di disperare di Dio.

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Piccoli editori, grandi libri. L’Orma propone una nuova opera di Irmgard Keun, la scrittrice che ben ha saputo rappresentare sulla pagina la voglia di vivere delle ragazze tedesche nei primi decenni del Novecento, poi finita messa all’indice dai censori nazisti. In libreria dal 15 novembre. E pochi giorni dopo, Annie Ernaux.
 
 
Anteprima
Irmgard Keun
Una bambina da non frequentare
«Devo imparare a prendere la vita sul serio. Ma com’è che si fa?»
Una bambina da non frequentare di Irmgard Keun. Dopo Gilgi, una di noi e Doris, la ragazza misto seta, una nuova, irresistibile protagonista. Stavolta si tratta di una ragazzina intorno ai dieci anni che, nella Colonia del 1918, sul finire del primo conflitto mondiale, se ne va in giro per le strade, i parchi e le case della città a ribaltare le convenzioni e a smascherare le meschine bugie e le ottuse convinzioni degli adulti, prendendo di continuo il mondo di sorpresa con la sua indomita intelligenza e il suo carattere sfrontato e ribelle (simile a quello di un Gian Burrasca, di un Huck Finn o di una Zazie). Imprese ardimentose e avventure spericolate segnano le tappe di una giovinezza vissuta senza freni, a dispetto degli immancabili rimproveri di severi parenti e insegnanti. Un romanzo effervescente, ricco di episodi di pura comicità e mosso da quello stile brillante e personalissimo che ha reso Irmgard Keun una scrittrice di prima fila nel panorama letterario europeo della prima metà del Novecento.
• Traduzione di Eleonora Tomassini ed Eusebio Trabucchi
Collana Kreuzville Aleph

“Il nuovo libro di Annie Ernaux. A sette mesi da Una donna, lunedì 19 novembre uscirà La vergogna. Ulteriore tessera del mosaico letterario composto opera dopo opera dalla grande scrittrice francese, si apre con il racconto di una «scena» spartiacque nella vita dell’autrice: quella in cui, dodicenne, è testimone del momento in cui, una domenica di giugno del 1952, il padre – preda di un improvviso stravolgimento – tenta di uccidere la madre. È in questo momento – presto rimosso dalla ristabilita quotidianità famigliare – che Ernaux capisce di trovarsi dalla parte sbagliata della società, e inizia il «tempo in cui non avrei più smesso di provare vergogna». Allestendo un vivido inventario dei linguaggi e delle norme che plasmavano l’ambiente in cui era immersa – la religione cattolica, la scuola privata, i doveri verso la «buona educazione» –, l’autrice affonda la lama nel corpo sociale con la precisione che ormai ben conosciamo e al contempo – da esemplare «etnologa di se stessa» – rileva i movimenti e i sussulti che segnano l’ingresso nella vita adulta.”

  • Traduzione di Lorenzo Flabbi

Collana Kreuzville Aleph

128 pp., 15 euro

https://www.lormaeditore.it/libro/9788899793593

 

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Con perfetto tempismo, E.O edizioni pubblica il nuovo romanzo dell’autrice che il 12 ottobre 2018 è stata insignita del NEW ACADEMY PRIZE IN LITERATURE (Premio Nobel alternativo assegnato quest’anno in assenza del premio tradizionale). Maryse Condè.
 
Ecco la motivazione del Premio:
 
“Maryse Condé è una narratrice eccezionale, la cui scrittura appartiene a pieno titolo alla letteratura mondiale. Nelle sue opere Condé descrive le devastazioni del colonialismo e il caos postcoloniale in una lingua che è al tempo stesso precisa e travolgente. La magia, il sogno, il terrore e anche l’amore vi sono costantemente presenti. Finzione e realtà si sovrappongono e i suoi personaggi vivono al tempo stesso in un mondo immaginario governato da antiche e complicate tradizioni e nel presente più attuale. Con rispetto e senso dell’umorismo Condé racconta la follia postcoloniale, con i suoi scompigli e abusi, ma anche il calore e la solidarietà umana. Nelle sue storie i morti vivono a stretto contatto con i viventi in un mondo immenso e affollato dove le categorie di genere, razza e classe vengono costantemente stravolte in nuove costellazioni”.
 
 
Maryse Condé,
La vita perfida, E.o
ottobre 2018, pp. 320
ISBN: 9788833570686
Traduzione: Guia Risari
 
Quella dei Louis della Guadalupa è la storia avventurosa della nascita di una borghesia nera cosmopolita, un’epopea in cui si succedono donne e uomini orgogliosi o disperati, fantasmi che gridano vendetta, sogni di emancipazione, rabbia e violenza.
 
Fondatore della dinastia è il bisnonno Albert, detto Boccaccia d’Inferno, che all’inizio del ’900 fugge dalle piantagioni di canna da zucchero della sua isola nei Caraibi per cercare fortuna nei cantieri del canale di Panama e poi nella Chinatown di San Francisco. Uomo ambizioso e tenace, con un pessimo carattere ma dotato di uno spiccato talento per gli affari, Albert porterà la famiglia dalla miseria agli agi di una vita ricca di cultura, di viaggi e di rispetto. Tuttavia la sua eredità conterrà anche la vergogna per le umiliazioni subite dalla sua razza, l’odio verso i bianchi, la confusa ricerca di identità etnica.
 
Orgoglio e frustrazione di un popolo che troveremo nel viaggio secolare dei Louis fino ai nostri giorni, raccontato con una bella scrittura musicale e a tratti lussureggiante.
L’autrice
 
Maryse Condé
Maryse Condé è nata nel 1937 nella Guadalupa. Si è laureata alla Sorbona. Successivamente ha lavorato in vari paesi africani. Trasferitasi negli Stati Uniti per oltre vent’anni, ha insegnato a Berkeley, Harvard e alla Columbia University. Oggi vive in Francia. Ha pubblicato una ventina di romanzi, tra i quali ricordiamo, oltre alla Vita perfida (vincitore nel 1988 del Premio Anaïs Nin dell’Académie française; Edizioni E/O), Le muraglie di terra, La terra in briciole e La traversata della mangrovia, pubblicati da Edizioni Lavoro. Ringraziando la New Academy per il premio, ha detto: “La Guadalupa è un piccolo paese, importante per noi che ci siamo nati, ma ricordato solo in occasione di uragani e terremoti. Sono felice che il nostro paese sia ora conosciuto anche per altri motivi, per questo premio letterario che sono davvero orgogliosa di ricevere”.

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dall’autore de Dopo la guerra, un altro perfetto noir in salsa francese: delizia pura per il lettore, una atmosfera descritta con mano sicura, un gruppo di protagonisti che non dimenticherete!

 

https://www.edizionieo.it/book/9788833570259/scambiare-i-lupi-per-cani

 

 

Hervé Le Corre,

Scambiare i lupi per cani,

E.O

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

“Un romanzo terribile, un’oscurità impressionante».

Le Corrier de l’Ouest

 

Il ritorno di uno dei migliori noiristi francesi dei nostri giorni. Un autore fondamentale, da scoprire.

Hervé Le Corre fa rivivere nelle sue pagine le atmosfere del cinema di Jean-Pierre Melville, la malinconia del grande cantautorato francese, l’oscurità più profonda dei classici del polar.

 

Dopo cinque anni di prigione, scontati per aver compiuto una rapina insieme al fratello, Franck esce pensando che troverà ad accoglierlo proprio Fabien, il fratello, grato perché Franck ha tenuto la bocca chiusa risparmiandogli così il carcere. Invece ad aspettarlo c’è Jessica, una giovane decisamente sexy che gli dice di essere la ragazza di Fabien, lo fa salire in macchina e lo porta a casa sua spiegandogli che Fabien è in Spagna per certi affari e che fino al suo ritorno potrà stare da lei.

 

Jessica abita in campagna con i genitori e la figlia, ma non è un quadretto idilliaco. Quella in cui Franck approda è una casa tetra circondata da campi riarsi che la separano da una minacciosa foresta. I genitori, che lui chiama i Vecchi, sono due individui scorbutici e alcolizzati. La figlia Rachel è una bambina di otto anni che non parla, non mangia e sembra soffrire per un terribile segreto che si porta dentro. E c’è un cane, un grosso e feroce mastino che abita con loro, ma che tutti sembrano temere.

 

Il tempo passa. Il fratello non torna. Jessica si rivela una donna strana, irresistibile seduttrice in certi momenti, chiusa e ostile in altri, sempre eccessiva. Franck ne è affascinato e disgustato insieme, e la segue nei suoi folli giri notturni finché non si ritrova una pistola puntata alla testa. È l’inizio di un crescendo inarrestabile di ritorsioni, vendette incrociate e sgarri da punire in una guerra fra bande a cui Franck crede di partecipare, salvo poi rendersi conto di essere una pedina da sacrificare a un gioco molto più grande di lui.

 

Nel caldo torrido dell’estate si mischiano amore e violenza, dolcezza e sangue, rivelazioni e misteri, fino a un finale imprevedibile che forse solo la bambina conosceva dall’inizio.

L’autore

 

Hervé Le Corre

Hervé Le Corre vive nella regione di Bordeaux, dove insegna. Autore molto apprezzato, ha vinto numerosi premi tra cui il Prix Mystère, il Prix du roman noir Nouvel Obs/Bibliobs e il Grand Prix de Littérature policière. Con Il perfezionista (Piemme 2012), che in Francia ha venduto più di 50.000 copie, ha ottenuto il prestigioso Grand Prix du roman noir français di Cognac e il Prix Mystère de la critique. Nel 2015 le Edizioni E/O hanno pubblicato Dopo la guerra.

 

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