Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘nuovi gialli’

Camilla Lackberg, La strega, Marsilio

 

in libreria dal 22 giugno

 

La scomparsa di una bambina da una casa di campagna nei dintorni di Fjällbacka riporta a galla terribili ricordi legati a un tragico episodio di cronaca risalente a trent’anni prima. Allora, un’altra bambina di soli quattro anni era misteriosamente scomparsa nello stesso punto, per essere ritrovata solo qualche giorno dopo, uccisa. Può davvero esistere una relazione tra i due casi? C’entra forse la storia di una donna, processata per stregoneria negli stessi luoghi quattro secoli prima?

Read Full Post »

UCCI UCCI, sento odore di giallo.. Ritorna il graditissimo Bill James, da giovedì in libreria Uccidimi. Acquistatelo in una libreria indipendente!
 
 
 
Bill James,
Uccidimi, Sellerio
 
«Un’altra puntata dell’eterno carosello tra Legge e Crimine all’interno del quale, per distinguere l’una dall’altro, l’unica cosa da fare è chiedersi chi ha iniziato prima» (Marco Malvaldi, TTL – LA STAMPA).
Traduzione dall’inglese di Alfonso Geraci
Titolo originale: Kill me
 
Un sanguinoso conflitto a fuoco scoppia a turbare la pace criminale che regna nell’immaginaria città inglese in cui Bill James ambienta i suoi schemi polizieschi, ramificati come giochi di strategia o mosse di una partita a scacchi tra l’ordine e il delitto. All’Eton, un elegante locale che la mala usa come piazza di spaccio per gente bene, dei sicari freddano a pistolettate due clienti. Uno stupido errore, perché i proiettili avevano come vero bersaglio una giovane agente sotto copertura, pedina in realtà di un doppio gioco.
Da questo imbroglio comincia una vertiginosa danza, in cui girano Naomi, l’infiltrata che ha sete di vendetta; i caporioni della polizia, divisi da segreti obiettivi sotto un dirigente imbelle; le due cosche cittadine in precario equilibrio tra accordo e tradimento; la criminalità «forestiera» dei colonizzatori londinesi potenti e sporchi di sangue in un modo impensabile per i provinciali. E ciascuno fa i suoi passi rispondendo o prevenendo o assecondando le mosse degli altri secondo calcolo e convenienza. E a volte per sentimento e senso di giustizia.
La serie dei romanzi di questo gallese ex giornalista di nera che immagina drammi criminali come metafora del capitalismo thatcheriano anni Ottanta, ha come protagonisti poliziotti e boss mafiosi, con le loro comparse, che nel corso degli anni, intrigo dietro intrigo, amministrano un ordinato disordine come accorti manager del delitto. Intanto le loro vite private si svolgono quotidiane, affettuose, o romantiche, o pietose, o stressate, mentre qualcuno ogni tanto muore. E a fine lettura si ha la sensazione di aver partecipato a una simulazione pratica di teoria delle decisioni criminali.
 
Bill James – definito dalla critica «il miglior prosatore del giallo britannico» – è lo pseudonimo del gallese James Tucker, ex giornalista di cronaca nera, collaboratore della rivista umoristica Punch e autore di testi di critica letteraria. È l’inventore della serie di Harpur e Iles, che coinvolge poliziotti e criminali di tutti i tipi, presi nel loro ambiente umano e familiare. Con questa casa editrice ha pubblicato: Protezione (2008, premiato in Francia quale miglior poliziesco europeo nel 2004), Confessione (2009), Club (2010), Rose, rose (2011), Il detective è morto (2012), Il mattatore (2012), Tip Top (2013), Un taglio radicale (2015) e Uccidimi (2017).

Read Full Post »

un nuovo appuntamento con Flavia De Luce, giovane investigatrice appassionata di chimica. (a dire il vero, questo è il primo libro della serie, inizialmente edito da Mondadori in una collana per ragazzi)
 
 
 
 
Alan Bradley
Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli, Sellerio
 
Il primo romanzo di Flavia de Luce, l’audace undicenne con un talento sherlockiano per la chimica e per il delitto. A stuzzicare la curiosità della temeraria detective un’orrida scoperta. Nell’orto dei cetrioli, proprio sotto la finestra della sua camera da letto, inciampa in piena notte nel corpo di un uomo che muore proprio davanti ai suoi occhi mormorando un’ultima parola.
Traduzione dall’inglese di Stefania Bertola
Titolo originale: The sweetness at the bottom of the pie
 
Flavia de Luce fa un’orrida scoperta. Nell’orto dei cetrioli, proprio sotto la finestra della sua camera da letto, in mezzo agli attrezzi disordinati del bravo Dogger, il giardiniere autista tuttofare, inciampa in piena notte in un corpo semisepolto; esalando l’ultimo respiro, l’uomo sussurra una strana parola: «Vale!». Poco prima, dietro la porta di una delle infinite stanze di Buckshaw, il castello di famiglia, aveva sentito parole inquietanti pronunciate in una conversazione del padre con uno sconosciuto: «Twining? Il vecchio Tazza? È morto da trent’anni…». «E lo abbiamo ucciso noi». E ancora prima sulla soglia della cucina, il padre era quasi svenuto di fronte al freddo corpicino di un uccellino con un francobollo infilzato nel becco.
Segnali, premonizioni che stuzzicano la curiosità dell’undicenne Flavia, temeraria detective. Lei, come il segreto modello Sherlock Holmes, sa usare la chimica da esperta per i suoi misteri, che la spingono in moto perpetuo per campagne e stradine di Bishop’s Lacey, di cui i de Luce sono i signori decaduti. Sempre in lotta con le dispettose sorelle maggiori, Daffy e Feely, con loro condivide il vetusto maniero, insieme all’altrettanto annosa servitù, tutt’e tre orfane di una dama avventurosa e rimasta presente nel ricordo e non solo. Chi era Twining? E chi è quel tipo con cui papà ha urlato? Che significa quel francobollo infilzato nel becco? E come si lega tutto questo all’infausta tragedia, trent’anni prima, nel college? La «chimica» della serie di Flavia de Luce – di cui questo è il primo romanzo – è fatta di diversi elementi: l’ingegno costruttivo da giallo classico, l’ironia scabrosa e impudente, il realismo macabro, la maliziosa innocenza di ragazzina, la carrellata di caricature da vecchia Inghilterra dickensianamente verosimili e originali. Una miscela che si imprime in chi l’apprezza come quasi un sottogenere giallo a sé stante, di grande successo in tutto il mondo, e combina il sorriso, la risata, un sottofondo di brivido e la sorpresa.
 
Alan Bradley (Toronto, 1940) è stato professore, giornalista, autore radiofonico fino a quando si è dedicato interamente all’attività di scrittore. Nel 2007 il suo primo romanzo con protagonista Flavia de Luce vince il Dagger Award, il premio della Crime Writers’ Association inglese, come miglior esordio. La serie Flavia de Luce mysteries, arrivata al sesto volume, è ora un sorprendente successo mondiale, premiata con vari riconoscimenti e tradotta in 31 lingue. Questa casa editrice ha pubblicato Aringhe rosse senza mostarda (2013), Il Natale di Flavia de Luce (2013), A spasso tra le tombe (2014) e Un segreto per Flavia de Luce (2015).

Read Full Post »

una prestigiosa tenuta agricola, una dinastia di donne, tutte con il medesimo nome, un cadavere e un poliziotto, sullo sfondo di una Spagna ancora purtroppo ben fresca dal sangue versato durante la guerra: Marsilio ci ha ben abituati a gustosi thriller nordici, ma dimostra di saperci fare anche ad altre latitudini.
 
Lluis Llach, Le donne della Principal, Marsilio
 
 
 
Da oltre un secolo una dinastia di donne è alla guida della Principal, la più illustre tenuta vinicola di Pous, un paese sepolto tra le montagne nel cuore dell’Abadia, dove si produce un vino che è tra i migliori di Spagna. Portano tutte lo stesso nome – Maria detta la Vecchia, Maria detta la Signora, Maria Costa – e negli anni hanno salvato le loro vigne dalla piaga della fillossera, sono uscite indenni dai sanguinosi scontri che hanno lacerato il loro paese e hanno consolidato e fatto prosperare gli affari dell’azienda di famiglia. Nella storia della Principal c’è però una macchia. Nell’estate del 1936, davanti all’ingresso della grande casa tra i vigneti viene trovato il cadavere martoriato di un uomo, probabilmente – si dice – l’ennesima vittima di uno dei tanti regolamenti di conti che infiammano la regione alla vigilia della guerra civile. Ma è davvero così? Dopo qualche anno, un poliziotto riapre il caso. Affidandosi ai metodi appresi alla scuola di polizia repubblicana, e a quelli imparati dai buoni romanzi polizieschi, è deciso a scoprire cosa accadde in quegli anni inquieti e a trovare il colpevole di un omicidio che in qualche modo la storia ha insabbiato. Scavare nei segreti di una delle famiglie più influenti e rispettate della regione non è semplice, ma i ricordi di un’altra donna, ora vecchissima, che con devozione ha servito ben tre generazioni alla Principal, lo aiuteranno a ricostruire un’ingarbugliata storia di laceranti passioni e lotte di potere.
 
Traduzione di Sara Cavarero
donne principal

Read Full Post »

 

Lei è una delle regine del noir francese, già vincitrice del Grand Prix de la Littérature Policière, del Trophée 813 du meilleur roman français, e altri premi oltralpe, sovente indicata come l’antagonista di Fred Vargas, più vicina allo stile dei Larsson, dei Carlotto, con l’intento di raccontare il marcio della società. Nei suoi libri poliziotti corrotti, killer senza scrupoli, periferie pronte ad incendiarsi, finanza sregolata, poteri economici fuori controllo: come in questo caso, dedicato alla favola nera del capitalismo.

 

Dominique Manotti, Oro nero, Sellerio

Marsiglia, marzo 1973. Appena insediato nel suo primo impiego di commissario con una grande voglia di “sedurre, di convincere, di vincere”, il ventisettenne Théodore Daquin si tuffa nel caso di una sparatoria con due morti. E l’ultima coda della guerra di mafia seguita allo smantellamento della French Connection, un traffico di droga tra Francia e Usa, che ha sconvolto la città e implicato polizia, servizi segreti, politica, di qua e di là dell’Atlantico. Il giorno dopo un altro omi-cidio: stavolta a cadere è un uomo importante, Maxime Pieri, ex boss, diventato con gli anni un tranquillo e stimato uomo d’affari a capo di una fortunata linea di traffici marittimi. Gli hanno scaricato dieci colpi, mentre accompagnava una giovane straniera. I vertici polizieschi e giudiziari sono convinti che sia il regolamento di vecchi conti. Ma per Daquin c’è aria di messinscena, e poi: “giovane, bella, sposata, famiglia ricchissima, cosa ci faceva Emily al braccio di Pieri?”. Emily Weinstein, nipote del ricchissimo magnate delle miniere sudafricane, moglie di Michael Frickx, trader di una potente holding del commercio internazionale. Si solleva, a poco a poco, da Emily Frickx, un odore di petrolio, rafforzato da altre morti di difficile spiegazione. Siamo alle soglie, in quel 1973, della crisi petrolifera che cambiò i connotati dell’economia mondiale, “il mercato del petrolio comincia a cambiare, quindi il mondo sta cambiando”.
Traduttore Bruno F.

 

 

 

Read Full Post »

la prossima settimana, tempo di giallo italiano con Antonio Manzini:

Antonio Manzini, Era di maggio, Sellerio

Era di maggio prende il via tre giorni dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Non è stagione. Perché l’indagine che lì si era aperta, la scoperta di un tentativo di infiltrazione mafiosa all’interno di una società di costruzioni di Aosta, non si è ancora conclusa. Il vicequestore Schiavone ha davanti a sé molte questioni insolute, e le oscure propaggini di quella storia non lo lasciano in pace. Un nuovo omicidio complica ancor di più la faccenda. Mimmo Cuntrera, uno dei rapitori della giovane Chiara Berguet, l’uomo affiliato al clan mafioso arrestato alla frontiera mentre fuggiva, viene ritrovato morto in prigione durante l’ora d’aria. Per indagare Rocco dovrà immergersi nella vita del carcere di Varallo, situato in un paese del Piemonte. C’è poi il fatto più grave, l’assassinio di Adele, una cara amica del vicequestore, uccisa da un killer mentre dormiva nel letto di Rocco. Per Schiavone è un incubo e un messaggio preciso. In Era di maggio il vicequestore è dunque alle prese con due indagini parallele e cercherà di chiudere il cerchio una volta per tutte. Scoprire chi voleva fargli la pelle e impedire alla criminalità organizzata di espandersi ad Aosta. E se la sua vita professionale è assai complessa e delicata, anche nel privato Rocco non se la passa meglio. Alle prese con Anna, in realtà sente sempre più vicina l’ispettore Caterina Rispoli, e forse si sta innamorando di lei. Ma la giovane donna è pur sempre la fidanzata dell’agente Italo Pierron, braccio destro e amico di Schiavone. E Caterina, cosa pensa del vicequestore? Subirà il fascino di Rocco o lo rispedirà al mittente come una raccomandata senza indirizzo?

John Brett: Val d'Aosta

John Brett: Val d’Aosta (Photo credit: Wikipedia)

Read Full Post »

 

 

tutto lo splendore della terra bretone risplende nuovamente in questa nuova indagine del commissario Dupin: gialli che si fanno segnalare per la deliziosa ambientazione, il contrasto tra il carattere parigino del protagonista e quello dei locali!

 

Jean Luc Bannalec, Un caffè amaro per il commissario Dupin, Piemme

 

In Bretagna, nella penisola di Guérande affacciata sull’oceano, l’aria ha il sapore del sale. Dell’oro bianco, come lo chiamano qui, che riempie a tal punto l’atmosfera da causare, dicono i locali, delle allucinazioni. E il commissario Dupin comincia a crederci anche lui quando, in una gita alle saline, viene aggredito da uno sconosciuto. In realtà Dupin ha accettato di venire fin qui per aiutare un amico, il giornalista Lilou Breval, che sta scrivendo un reportage. L’aggressore di Dupin si volatilizza in un attimo; pochi giorni dopo, però, Breval scompare. Dupin riesce a farsi assegnare il caso, ma dovrà indagare insieme a Rose, il commissario responsabile del dipartimento. E non saranno rose e fiori. Tra conflitti di interesse, falsi alibi, misteriosi e inattendibili testimoni e un pizzico di leggende bretoni, anche questa indagine del commissario Dupin vi terrà incollati alla sedia.

 

Français : Marais salant Guérande Le-Croisic

Français : Marais salant Guérande Le-Croisic (Photo credit: Wikipedia)

 

Read Full Post »

Older Posts »