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Posts Tagged ‘NUOVI LIBRI’

I GIALLI  consigliati da Atlantide– 
  LEONARDO GORI, LA FINALE, TEA
Ritorna in nuova edizione una delle avventure più belle del Capitano Bruno Arcieri, un thriller sullo sfondo dei Campionati Mondiali di Calcio di Parigi, 1938.
DAVIDE LONGO, LE BESTIE GIOVANI, EINAUDI
Una strepitosa trilogia, di cui LE BESTIE GIOVANI è l’ultimo tassello: “La cosa che mi secca, delle storie di Bramard e Arcadipane, è che non le ho scritte io. Forse non sono mai stato abbastanza felice per farlo. O disperato, non so.” Alessandro Baricco
MAGNUS JONSSON, L’UOMO CHE GIOCAVA CON LE BAMBOLE, PIEMME
Primo libro della TRILOGIA DELL’ODIO, accostata in Svezia a quella di Stieg Larsson, vicenda in cui il passato può fare ritorno per tormentare i sopravvissuti…
STEFANO TURA, IL KILLER DELLE BALLERINE – L’ULTIMO BALLO, LA CORTE
Il primo romanzo di Stefano Tura e il sequel inedito in un unico thriller. Il killer delle ballerine: Rimini, anni ’90. Fabrizio Dentice è un pericoloso psicopatico, condannato e rinchiuso in un manicomio per l’omicidio di cinque cubiste. Ma il verdetto non convince Luca Rambaldi, giovane giornalista di provincia e fidanzato di una delle ragazze orrendamente assassinate…
LORENZA GHINELLI, BUNNY BOY, MARSILIO
Il graditissimo nuovo appuntamento con Nina, la bambina sorda già protagonista de Tracce del silenzio: torneranno per lei nuove inquietanti visioni, proprio mentre l’inverno riminese si tinge di rosso sangue… Una favola nera in cui l’autrice esplora con grande maestria i lati oscuri dell’infanzia.
KJELLO OLA DHAL, LA DONNA DI OSLO, MARSILIO
Una vicenda che si snoda dagli anni dell’occupazione nazista in Norvegia agli anni Settanta, storia di una misteriosa scomparsa, di una amicizia, e di una vendetta necessaria per fare i conti con il passato. Un autore bravissimo nel creare attimi di grande tensione sulla pagina!
FRANCESCA SERAFINI, TRE MADRI, LA NAVE DI TESEO
Una sorta di “giallo di formazione” ambientato sulle colline delle estreme propaggini di Romagna, un esordio nel genere stuzzicante da parte di una sceneggiatrice ed editor capace di irretire il lettore, con una bella storia che si nutre anche delle suggestioni offerte dal territorio e da una tavolozza stilistica assai originale, un ottimo registro letterario.
CHARLOTTE LINK, SENZA COLPA, CORBACCIO
Charlotte Link ha iniziato con i romanzi storici, per poi raggiungere il successo con i suoi thriller: amatissima non solo in Germania, ma con crescenti fans anche nel nostro Paese. Trama avvincente, serrata, densa di colpi di scena, protagonisti ben tratteggiati: tutti gli ingredienti per un giallo voltapagina impossibile da abbandonare!
AMY ENGEL, LA CONSUETUDINE DEL BUIO, HARPER COLLINS
Un affascinante noir rurale nel cuore del Missouri, nelle terre dei monti Ozark cari anche a Daniel Woodrell.   «Non solo un thriller sapientemente architettato, ma anche – grazie alle sue indimenticabili protagoniste – una fine analisi del rapporto madre-figlia» – Library Journal
PIERGIORGIO PULIXI, UN COLPO AL CUORE, RIZZOLI
Ogni volta Piergiorgio Pulixi riesce a sorprendere con le sue trame dense, adrenaliniche, proponendo storie specchio della nostra società. Autore premiato e pilastro del nuovo noir italiano.
PIERRE MARTIN, MADAME LE COMMISSAIRE E L’INGLESE SCOMPARSO, BEAT
Una affascinante ambientazione provenzale per questo giallo dai toni leggeri.
SUSANA HERNANDEZ, SCELTE SBAGLIATE, EDIZIONI LE ASSASSINE
Premio Cubelles noir per il miglior romanzo noir, finalista al premio Valencia Negra.. Un avvincente noir rurale (siamo nell’angolo più povero della Catalogna), quattro voci narranti a raccontare il proprio punto di vista su certi fatti accaduti… “esplorare le miserie nascoste nelle relazioni familiari e di coppia. Tutto ciò di cui ci vergogniamo e che occultiamo sotto il tappeto: le menzogne, il rancore, l’invidia, la slealtà”.
LAURA LIPPMAN, LA DONNA DEL LAGO, BOLLATI BORINGHIERI
Baltimora, anni Sessanta. Due sparizionI e un’aspirante giornalista sulle tracce della verità. Successi del passaparola: «Lippman ci racconta un mystery classico attraverso il prisma di molti personaggi, e in tutti si sente il riverbero delle tensioni razziali e femministe della Baltimora degli anni Sessanta» – Vanity Fair
LARRY WATSON, UNO DI NOI, MATTIOLI 1881
Grandi temi come il dovere, la giustizia, il passato, la famiglia e i suoi legami affiorano nell’universo narrativo di Larry Watson, uno che sa scrivere come pochi, con una prosa precisa ed evocativa. Ancora una volta sono  gli anni dell’immediato dopoguerra e i paesaggi del Dakota protagonisti di questo dramma animato dalla risolutezza di una donna nel voler sistemare alla sua maniera una ingiustizia e dai dilemmi del marito, sceriffo in pensione .
MARCO VICHI, RAGAZZE SMARRITE, GUANDA
Fine marzo 1970, il commissario Bordelli giunto al traguardo dei sessanta anni non vorrebbe trovarsi di fronte a casi complicati…
TONY HILLERMAN, IL CANTO DEL NEMICO, HARPERCOLLINS
Il primo libro con il tenente della polizia navajo Leaphorn , una serie di grande successo che prese il via nel 1970. Profondo conoscitore del mondo dell’ovest statunitense e delle riserve indiane, nelle sue opere miscela temi polizieschi, thriller e spiritualismo indiano. Un gradito ritorno in libreria!
PAOLA BARBATO, L’ULTIMO OSPITE, PIEMME
“Questa non è una storia di fantasmi. E’ la storia degli scrichciolii nelle case vuote, è il vento, una porta che si chiude. Non è niente. Potrebbe essere tutto.”
FRANCOIS MORLUPI, COME DELFINI TRA PESCECANI, SALANI «Una miscela perfetta di umorismo, scorrevolezza e tensione narrativa» – Piergiorgio Pulixi L
LORENZA GHINELLI, BUNNY BOY, MARSILIO
Rimini, le voci che tormentano Nina, la ragazza sorda già protagonista de Tracce del silenzio, tornano a farsi sentire, proprio mentre nuovi inquietanti delitti insanguinano la città
FREDERIC DARD, I BASTARDI VANNO ALL’INFERNO, RIZZOLI Dall’ideatore del Commissario Sanantonio, un noir degno di Simenon.
DEON MEYER, L’ULTIMA CACCIA,E.O
Un thriller mozzafiato sullo  sfondo del feroce scontro politico nel Sudafrica di oggi, tra nostalgici dell’apartheid, squali del nuovo potere e persone rimaste fedeli al messaggio di Mandela
REBECCA KAUFFMAN, LA CASA DI FRIPP ISLAND, SUR
Da una autrice amatissima dai librai, una insolita murder story in cui bisogna scoprire la vittima oltre che l’assassino.  Rebecca Kauffman indaga le dinamiche familiari e i rapporti tra le persone, con la precisione e la tenerezza che i lettori della Casa dei Gunner hanno imparato ad amare.
DAVID PEACE, TOKYO RICONQUISTATA, IL SAGGIATORE Un autore eccellente nell’indagare le pieghe della storia. Dopo Red Riding Quartet, dedicato al declino della potenza industriale inglese, David Peace volge il suo sguardo al Giappone dell’immediato Dopoguerra, con una trilogia qui conclusa degna dei noir di James Ellroy.
CAMILLA GREBE, SOTTO LA CENERE, EINAUDI
«Camilla Grebe mescola gli ingredienti del genere e ci consegna storie mai ovvie, piene di sentimenti e sempre coinvolgenti». – Frankfurter Allgemeine Zeitung E qua ci gustiamo un bel giallo svedese!
 
 
I PIU’ GRADITI DEGLI ULTIMI MESI:
I libri di Domingo Villar, Ilaria Tuti, Louise Penny, Dolores Redondo, Cristina Cassar Scalia
, Corrado Peli




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reggetevi forte. In arrivo SOTTO LA FALCE, il memoir di Jesmyn Ward. 15 luglio!


Negli ultimi anni, Jesmyn Ward ha perso cinque uomini importanti della sua vita, per varie cause, ma una radice comune: la difficoltà di essere neri nel sud degli Stati Uniti. Ha così deciso di raccontare della sua comunità, della povertà nelle zone rurali del Mississippi. Una testimonianza poetica e graffiante che ha anticipato i temi del Black Lives Matter.

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giovedi in libreria:

“La filosofia di Umberto Eco” è stato pubblicato in prima edizione nella Library of Living Philosophers, fondata nel 1938, serie in cui, nel tempo, sono usciti volumi dedicati, tra gli altri, a Bertrand Russell, Albert Einstein, Jean-Paul Sartre e Hilary Putnam. La formula della collana prevede una Autobiografia intellettuale e il contributo critico di una ventina di studiosi, a livello internazionale, con la risposta per ciascuno da parte dell’autore. Eco, unico italiano nella serie, viene presentato al lettore di lingua inglese come “il più interdisciplinare studioso ad oggi e il più ampiamente tradotto”


La filosofia di Umberto Eco con la sua «Autobiografia intellettuale»La nave di Teseo


Fondatore della semiotica moderna, e noto in tutto il mondo per i suoi lavori sulla filosofia del linguaggio e l’estetica. Con la sua narrativa, e diventato figura di riferimento della letteratura contemporanea. I suoi scritti abbracciano ambiti fondamentali e disparati come la pubblicità, la televisione, le arti visive e i fumetti, come pure questioni filosofiche riguardanti la verità, la realtà, la cognizione, i linguaggi e la letteratura. I saggi critici di questo volume coprono tutto l’arco di tale produzione, spaziando attraverso i più vari territori di indagine. L’esito e un grande caleidoscopio, con tutti i volti di Eco e tutti i suoi “mondi”, dove ciascun lettore potrà trovare il percorso a sé più affine. Partendo da un unicum, la sua Autobiografia, dove racconta come e successo che un bambino curioso di libri, che disegnava storie ispirate ai pirati dei Caraibi, sia diventato Umberto Eco.

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Piccoli editori, grandi libri. L’Orma propone una nuova opera di Irmgard Keun, la scrittrice che ben ha saputo rappresentare sulla pagina la voglia di vivere delle ragazze tedesche nei primi decenni del Novecento, poi finita messa all’indice dai censori nazisti. In libreria dal 15 novembre. E pochi giorni dopo, Annie Ernaux.
 
 
Anteprima
Irmgard Keun
Una bambina da non frequentare
«Devo imparare a prendere la vita sul serio. Ma com’è che si fa?»
Una bambina da non frequentare di Irmgard Keun. Dopo Gilgi, una di noi e Doris, la ragazza misto seta, una nuova, irresistibile protagonista. Stavolta si tratta di una ragazzina intorno ai dieci anni che, nella Colonia del 1918, sul finire del primo conflitto mondiale, se ne va in giro per le strade, i parchi e le case della città a ribaltare le convenzioni e a smascherare le meschine bugie e le ottuse convinzioni degli adulti, prendendo di continuo il mondo di sorpresa con la sua indomita intelligenza e il suo carattere sfrontato e ribelle (simile a quello di un Gian Burrasca, di un Huck Finn o di una Zazie). Imprese ardimentose e avventure spericolate segnano le tappe di una giovinezza vissuta senza freni, a dispetto degli immancabili rimproveri di severi parenti e insegnanti. Un romanzo effervescente, ricco di episodi di pura comicità e mosso da quello stile brillante e personalissimo che ha reso Irmgard Keun una scrittrice di prima fila nel panorama letterario europeo della prima metà del Novecento.
• Traduzione di Eleonora Tomassini ed Eusebio Trabucchi
Collana Kreuzville Aleph

“Il nuovo libro di Annie Ernaux. A sette mesi da Una donna, lunedì 19 novembre uscirà La vergogna. Ulteriore tessera del mosaico letterario composto opera dopo opera dalla grande scrittrice francese, si apre con il racconto di una «scena» spartiacque nella vita dell’autrice: quella in cui, dodicenne, è testimone del momento in cui, una domenica di giugno del 1952, il padre – preda di un improvviso stravolgimento – tenta di uccidere la madre. È in questo momento – presto rimosso dalla ristabilita quotidianità famigliare – che Ernaux capisce di trovarsi dalla parte sbagliata della società, e inizia il «tempo in cui non avrei più smesso di provare vergogna». Allestendo un vivido inventario dei linguaggi e delle norme che plasmavano l’ambiente in cui era immersa – la religione cattolica, la scuola privata, i doveri verso la «buona educazione» –, l’autrice affonda la lama nel corpo sociale con la precisione che ormai ben conosciamo e al contempo – da esemplare «etnologa di se stessa» – rileva i movimenti e i sussulti che segnano l’ingresso nella vita adulta.”

  • Traduzione di Lorenzo Flabbi

Collana Kreuzville Aleph

128 pp., 15 euro

https://www.lormaeditore.it/libro/9788899793593

 

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la propaganda nazista ha proposto l’annessione dell’Austria come un capolavoro di efficienza teutonica. Il romanzo vincitore del Prix Goncourt 2017 ci racconta una storia diversa invece, fatta di panzer impatanati, di meschini interessi, burocrazia..
 
 
Éric Vuillard,
L’ordine del giorno,
settembre 2018, pp. 144
ISBN: 9788833570037
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
Edizioni E.O
 
Vincitore del Premio Goncourt 2017
 
«Erano in ventiquattro accanto agli alberi morti della riva, ventiquattro soprabiti neri, marroni o cognac, ventiquattro paia di spalle imbottite di lana, ventiquattro completi a tre pezzi, e lo stesso numero di pantaloni con le pinces e l’orlo alto. Le ombre penetrarono nel grande atrio del palazzo del presidente dell’Assemblea; ma presto non ci sarà più un’Assemblea, non ci sarà più un presidente, e tra qualche anno non ci sarà più nemmeno un parlamento, solo un ammasso di macerie fumanti».
 
La Germania nazista ha la sua leggenda. Vi vediamo un esercito rapido, moderno, il cui trionfo sembra inesorabile. Ma se alla base dei suoi primi successi trovassimo invece mercanteggiamenti e volgari combinazioni di interessi? E se le gloriose immagini della Wehrmacht che entra trionfalmente in Austria mascherassero un immenso ingorgo di panzer, semplicemente in panne? Una dimostrazione magistrale e agrodolce del dietro le quinte dell’Anschluss presentata dall’autore di Tristesse de la terre e 14 juillet.
 
«L’ordine del giorno è un libro di una potenza sconcertante nella sua semplicità».
Le Monde
 
«Con L’ordine del giorno, che racconta l’annessione dell’Austria da parte di Hitler, Il Premio Goncourt ha scelto un candidato inaspettato ma eccellente».
L’OBS
L’autore
 
Éric Vuillard
Éric Vuillard, scrittore e cineasta nato a Lione nel 1968, ha ricevuto il premio Ignatius-J.-Reilly 2010 per Conquistadors (Léo Scheer, 2009), il premio Franz-Hessel 2012 e il premio Valery-Larbaud 2013 per Congo e La bataille d’Occident (Actes Sud, 2012) e, sempre pubblicati da Actes Sud, il premio Joseph-Kessel 2015 per Tristesse de la terre (2014) e il premio Alexandre-Vialatte 2017 per 14 juillet (2016).

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Ecco, l’indiano anziché soffrire la fame gode di una rendita costante che fa diventare verdi d’invidia i banchieri” Parole del settimana newyorchese Outlook negli anni Venti del secolo scorso, non di qualche populista dei giorni nostri (la storia si ripete sempre!)

La PLUTOCRAZIA degli Osage, c’era chi documentava l’arrivo di alcuni membri della tribù ad una cerimonia rituale con un aereo privato. Cosa era successo? Per una fortunata combinazione, sulle misere terre destinate alla tribù degli Osage (Oklahoma) negli anni Venti era sgorgato il petrolio, portando loro incredibili somme di denaro grazie alle concessioni…

Poi, incredibilmente, iniziarono le morti sospette… Solo dopo venti e passa uccisioni il caso fu affidato ad una nuova agenzia investigativa, l’FBI, guidata da un certo signor Edgar Hoover. Sembra una trama da poliziesco, ma quello che vi presentiamo è un documentato ed appassionante saggio che getta luce su una vicenda che definire incredibile è poco!

 

 

http://www.corbaccio.it/generi/narrativa_generale/gli_assassini_della_terra_rossa_9788867002795.php

 

David Grann,

Gli assassini della Terra Rossa                                          , Corbaccio

traduttore F. Zago

Affari, petrolio, omicidi e la nasita dell’FBI. Una storia di frontiera.

«Un libro splendido» JON KRAKAUER

Negli anni Venti la popolazione più ricca d’America erano gli indiani Osage dell’Oklahoma: nel momento in cui gli idrocarburi stavano per diventare la risorsa più importante del pianeta, sotto il loro suolo furono trovati enormi giacimenti. Giravano in auto di lusso, vivevano in case faraoniche, mandavano i figli a studiare nelle migliori scuole d’Europa.

Poi, a uno a uno, iniziarono a morire ammazzati. Sparati, avvelenati, vittime di agguati e imboscate, sempre in circostanze misteriose. E in questo strascico di ‘vecchio west’ – tra petrolieri emergenti come J.P. Getty e fuorilegge come Al ‘Terrore fantasma’ Spencer – chiunque osasse investigare finiva anch’egli sottoterra.

Quando le morti superarono le due dozzine il caso fu preso in mano dall’FBI, appena nato, diretto da un giovane e ancora inesperto J. Edgar Hoover. Fu messa insieme una squadra di investigatori di origine indiana: si infiltrarono, alcuni finirono male, comunque adottarono tutti i mezzi più o meno leciti a loro disposizione per portare alla luce una cospirazione agghiacciante.

David Grann, dopo anni di ricerche, ci consegna questa vicenda che è riuscito a trasformare in un libro mozzafiato, da leggere come un thriller, una spy story. Un brillante scorcio di una maledetta storia americana.

 

 

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Streghe di Romagna

L’editore Il Ponte Vecchio continua la sua meritoria opera di ricerca storica con questo nuovo saggio di Giuliana Zanelli, una vera e proprio autorità:
 
Streghe di Romagna, Il Ponte Vecchio
 
 
Il saggio propone materiali lungamente frequentati da Giuliana Zanelli, quelli della stregoneria nel Cinque e Seicento, quando – pur nel progresso delle scienze e delle arti che chiamiamo Rinascimento e agli albori della Rivoluzione scientifica – in ogni parte d’Europa si accendono i roghi, sui quali ardono le streghe.
In una lunga sequenza d’anni, tribunali laici ed ecclesiastici istruiscono processi ai danni di donne e uomini accusati di maleficio e di patti diabolici, in una ossessione che riusciamo difficilmente a comprendere.
Nelle sue ricerche, l’autrice, pur nella consapevolezza delle dimensioni continentali del fenomeno, secondo la sua lunga abitudine di studio, non si allontana troppo da casa e dunque dalla concretezza della documentazione. In questo impegno, mentre alla luce di nuovi studi e interpretazioni affronta la rilettura di fatti di cui già si era occupata in passato, altri ne esplora, interrogando i documenti conservati nel fondo inquisitoriale della sua città.
Il racconto, che incorpora ampi stralci dai verbali dei processi, dà voce alle presunte streghe, ai loro delatori, alle chiacchiere di quanti testimoniano contro o a favore delle vittime sventurate di un tempo tragico.
Prende forma così un mondo di superstizioni, di paure, di fantasiose credenze la cui eco è giunta fino a noi.

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Siamo nella vivace New York di metà del Settecento, un inglese sbarca recando con sè una lettera di cambio di alto valore, reclamandone la riscossione. Vera, falsa, e quali sono i motivi che hanno indotto l’uomo a varcare l’Oceano? Francis Spufford immerge il lettore nel clima e negli odori dell’epoca, persino negli usi commerciali, adattando anche lo stile narrativo a quello del periodo, un godibilissimo romanzo storico..
 
 
 
 
Francis Spufford
Golden Hill, Bollati Boringhieri
 
Traduzione di ADRIANO PROSPERI
 
New York, dicembre 1746. Quando Richard Smith sbarca a Manhattan, la città è ancora un piccolo porto coloniale (settemila abitanti contro i settecentomila di Londra), sporca, caotica, piena di olandesi, di faccendieri e traffi canti di ogni genere. La Rivoluzione americana arriverà solo dopo trent’anni, e ogni Stato del New England batte moneta propria. Smith è in possesso di un ordine di pagamento al portatore di mille sterline – una cifra enorme, all’epoca – da riscuotere presso la counting house di un sospettosissimo Gregory Lovell.
Ma chi è Smith? Su di lui, uomo di bell’aspetto, nascono mille leggende, e tutte le famiglie più in vista della città lo invitano a casa propria. Smith si lascia coinvolgere nella vita locale e nel corteggiamento della bella e cinica Tabitha, figlia di Lovell.
Fin dalle prime pagine è chiaro che l’autore ammicca al romanzo inglese dell’epoca, ma con gli occhi di chi conosce la storia, letteraria e non, dei secoli a seguire. Un esempio: appena sbarcato, il protagonista ingenuo e distratto viene abilmente alleggerito del portafogli, una disavventura classica, ma poi incontrerà un personaggio che Fielding o Defoe avrebbero forse immaginato ma non raccontato in modo tanto esplicito.
La scrittura brillante dell’autore di L’ultima favola russa, e la sua incontenibile immaginazione, riescono a trasportarci dentro un’avventura d’altri tempi, completa di recite teatrali, duelli e storie d’amore.
Francis Spufford è un abilissimo ricercatore e conoscitore della storia e della letteratura del Settecento, e il lettore non potrà che trarre godimento dalla ricostruzione degli ambienti, dai ritratti dei vari personaggi e dalle vicende picaresche del protagonista. Un romanzo di
fattura straordinaria che il pubblico e la critica inglese hanno accolto con entusiasmo.
 
Come un romanzo di Henry Fielding appena riscoperto e arricchito con materiale alla Martin Scorsese… New York è ricreata in maniera superba… La scrittura scoppia di energia e di allegria, e alla fi ne la soddisfazione è enorme sotto ogni punto di vista. Golden Hill merita una grande stella luminosa».
«The Times»
«Golden Hill è un romanzo gioioso che ti lascia raggiante, e al contempo così serio che ti chiede di rileggerlo più e più volte… Questo libro è oro puro».
«Sunday Telegraph»
«Ci sono scene più illuminanti, cesellate con più amore, di libri interi».
«Financial Times»
«Una ricerca approfondita resa con una scrittura leggera… Golden Hill è intrattenimento di prima classe».
«The Guardian»

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strepitoso ritorno, il CODICE OVVIO di Munari, nuova edizione per CORRAINI, anastatica di quella Einaudi del ’71. Piatto ghiotto!
 
la scheda del libro
 
“Il libro è nato con estrema semplicità: dalla constatazione che, fra tante monografie, volumi panoramici e riassuntivi, proprio di Munari su Munari mancava una informazione dettagliata e in qualche modo precisa”. Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1971 con una prefazione di Paolo Fossati, Codice ovvio è il volume attraverso il quale Bruno Munari decide di mettere insieme i diversi tasselli della sua poliedrica produzione come artista, grafico, scrittore e progettista. Un’autoantologia dinamica che ci restituisce un’immagine più chiara della sua complessa creatività. Codice ovvio è un percorso che ne racchiude tanti e tratteggia quell’universo munariano fatto di parole, disegni, progetti e sperimentazione: un’opera che inquadra un artista che rifiuta le etichette, sensibile alle urgenze artistiche e culturali del suo tempo e profetico nell’interpretare tensioni e sentire futuri. L’edizione che Corraini pubblica è un’ anastatica a quella originale del 1971, pubblicata all’interno della collana Einaudi Letteratura, riprendendone in maniera fedele anche la copertina. A fornirci la chiave di lettura indispensabile per avvicinarci a Codice ovvio è il testo critico – già presente nella storica prima edizione – di Paolo Fossati, studioso e critico d’arte, docente e dirigente einaudiano. Si tratta di un libro che, come sottolinea Fossati, non è un catalogo di quanto creato dall’artista, ma piuttosto una forte dichiarazione poetica dello stesso, una traccia di quanto fatto fino a quel momento, un appunto che sapesse raccontare senza spiegare cosa fosse per lui l’arte, e il suo modo di sperimentarla. “Non un libro su Munari, ma di Munari”.

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