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Posts Tagged ‘NUOVI LIBRI’

Streghe di Romagna

L’editore Il Ponte Vecchio continua la sua meritoria opera di ricerca storica con questo nuovo saggio di Giuliana Zanelli, una vera e proprio autorità:
 
Streghe di Romagna, Il Ponte Vecchio
 
 
Il saggio propone materiali lungamente frequentati da Giuliana Zanelli, quelli della stregoneria nel Cinque e Seicento, quando – pur nel progresso delle scienze e delle arti che chiamiamo Rinascimento e agli albori della Rivoluzione scientifica – in ogni parte d’Europa si accendono i roghi, sui quali ardono le streghe.
In una lunga sequenza d’anni, tribunali laici ed ecclesiastici istruiscono processi ai danni di donne e uomini accusati di maleficio e di patti diabolici, in una ossessione che riusciamo difficilmente a comprendere.
Nelle sue ricerche, l’autrice, pur nella consapevolezza delle dimensioni continentali del fenomeno, secondo la sua lunga abitudine di studio, non si allontana troppo da casa e dunque dalla concretezza della documentazione. In questo impegno, mentre alla luce di nuovi studi e interpretazioni affronta la rilettura di fatti di cui già si era occupata in passato, altri ne esplora, interrogando i documenti conservati nel fondo inquisitoriale della sua città.
Il racconto, che incorpora ampi stralci dai verbali dei processi, dà voce alle presunte streghe, ai loro delatori, alle chiacchiere di quanti testimoniano contro o a favore delle vittime sventurate di un tempo tragico.
Prende forma così un mondo di superstizioni, di paure, di fantasiose credenze la cui eco è giunta fino a noi.

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Siamo nella vivace New York di metà del Settecento, un inglese sbarca recando con sè una lettera di cambio di alto valore, reclamandone la riscossione. Vera, falsa, e quali sono i motivi che hanno indotto l’uomo a varcare l’Oceano? Francis Spufford immerge il lettore nel clima e negli odori dell’epoca, persino negli usi commerciali, adattando anche lo stile narrativo a quello del periodo, un godibilissimo romanzo storico..
 
 
 
 
Francis Spufford
Golden Hill, Bollati Boringhieri
 
Traduzione di ADRIANO PROSPERI
 
New York, dicembre 1746. Quando Richard Smith sbarca a Manhattan, la città è ancora un piccolo porto coloniale (settemila abitanti contro i settecentomila di Londra), sporca, caotica, piena di olandesi, di faccendieri e traffi canti di ogni genere. La Rivoluzione americana arriverà solo dopo trent’anni, e ogni Stato del New England batte moneta propria. Smith è in possesso di un ordine di pagamento al portatore di mille sterline – una cifra enorme, all’epoca – da riscuotere presso la counting house di un sospettosissimo Gregory Lovell.
Ma chi è Smith? Su di lui, uomo di bell’aspetto, nascono mille leggende, e tutte le famiglie più in vista della città lo invitano a casa propria. Smith si lascia coinvolgere nella vita locale e nel corteggiamento della bella e cinica Tabitha, figlia di Lovell.
Fin dalle prime pagine è chiaro che l’autore ammicca al romanzo inglese dell’epoca, ma con gli occhi di chi conosce la storia, letteraria e non, dei secoli a seguire. Un esempio: appena sbarcato, il protagonista ingenuo e distratto viene abilmente alleggerito del portafogli, una disavventura classica, ma poi incontrerà un personaggio che Fielding o Defoe avrebbero forse immaginato ma non raccontato in modo tanto esplicito.
La scrittura brillante dell’autore di L’ultima favola russa, e la sua incontenibile immaginazione, riescono a trasportarci dentro un’avventura d’altri tempi, completa di recite teatrali, duelli e storie d’amore.
Francis Spufford è un abilissimo ricercatore e conoscitore della storia e della letteratura del Settecento, e il lettore non potrà che trarre godimento dalla ricostruzione degli ambienti, dai ritratti dei vari personaggi e dalle vicende picaresche del protagonista. Un romanzo di
fattura straordinaria che il pubblico e la critica inglese hanno accolto con entusiasmo.
 
Come un romanzo di Henry Fielding appena riscoperto e arricchito con materiale alla Martin Scorsese… New York è ricreata in maniera superba… La scrittura scoppia di energia e di allegria, e alla fi ne la soddisfazione è enorme sotto ogni punto di vista. Golden Hill merita una grande stella luminosa».
«The Times»
«Golden Hill è un romanzo gioioso che ti lascia raggiante, e al contempo così serio che ti chiede di rileggerlo più e più volte… Questo libro è oro puro».
«Sunday Telegraph»
«Ci sono scene più illuminanti, cesellate con più amore, di libri interi».
«Financial Times»
«Una ricerca approfondita resa con una scrittura leggera… Golden Hill è intrattenimento di prima classe».
«The Guardian»

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strepitoso ritorno, il CODICE OVVIO di Munari, nuova edizione per CORRAINI, anastatica di quella Einaudi del ’71. Piatto ghiotto!
 
la scheda del libro
 
“Il libro è nato con estrema semplicità: dalla constatazione che, fra tante monografie, volumi panoramici e riassuntivi, proprio di Munari su Munari mancava una informazione dettagliata e in qualche modo precisa”. Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1971 con una prefazione di Paolo Fossati, Codice ovvio è il volume attraverso il quale Bruno Munari decide di mettere insieme i diversi tasselli della sua poliedrica produzione come artista, grafico, scrittore e progettista. Un’autoantologia dinamica che ci restituisce un’immagine più chiara della sua complessa creatività. Codice ovvio è un percorso che ne racchiude tanti e tratteggia quell’universo munariano fatto di parole, disegni, progetti e sperimentazione: un’opera che inquadra un artista che rifiuta le etichette, sensibile alle urgenze artistiche e culturali del suo tempo e profetico nell’interpretare tensioni e sentire futuri. L’edizione che Corraini pubblica è un’ anastatica a quella originale del 1971, pubblicata all’interno della collana Einaudi Letteratura, riprendendone in maniera fedele anche la copertina. A fornirci la chiave di lettura indispensabile per avvicinarci a Codice ovvio è il testo critico – già presente nella storica prima edizione – di Paolo Fossati, studioso e critico d’arte, docente e dirigente einaudiano. Si tratta di un libro che, come sottolinea Fossati, non è un catalogo di quanto creato dall’artista, ma piuttosto una forte dichiarazione poetica dello stesso, una traccia di quanto fatto fino a quel momento, un appunto che sapesse raccontare senza spiegare cosa fosse per lui l’arte, e il suo modo di sperimentarla. “Non un libro su Munari, ma di Munari”.

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Gitta Sereny la conosciamo per IN QUELLE TENEBRE, le sue interviste agli uomini che organizzarono lo sterminio degli ebrei. Questo suo libro indaga invece una diversa “declinazione del male”. Mary Bell fu condannata all’ergastolo per doppio omicidio volontario di due bambini il 17 dicembre 1968 e affidata a cure psichiatriche. Ma non era una assassina nel senso tradizionale, visto che a quella età aveva 11 anni, considerata punibile secondo la legge inglese. L’autrice seguì il processo, quel caso clamoroso in cui non si indagò minimamente sulla infanzia impossibile della ragazzina:
 
IL CASO MARY BELL, BEAT
tradotto da C.Brovelli
 
Nel dicembre 1968 due ragazzine – Mary Bell, undici anni, e Norma Bell, tredici anni (vicine di casa, ma senza legami di parentela) – si trovano davanti al tribunale penale di Newcastle, in Inghilterra, accusate di aver strangolato Martin Brown, quattro anni, e Brian Howe, tre. Norma viene assolta. Mary Bell, la più giovane, viene riconosciuta colpevole di omicidio colposo e condannata all’ergastolo. Non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza, ma ciò che indigna Gitta Sereny, presente al processo, è che nel corso del dibattimento nessuno si sia preoccupato di indagare sull’infanzia della bambina. Ed è proprio quello che lei stessa si ripromette di fare, quando Mary Bell, trasferita da un riformatorio a un carcere vero, e infine rimessa in libertà, accetta d’incontrarla. Passo dopo passo, gli omicidi, gli eventi che la circondano e il processo vengono sviscerati in una minuziosa ricostruzione che, attraverso menzogne, astuzie elusive, vuoti di memoria, silenzi e rimozioni, porta a svelare un passato intollerabile, un’infanzia tradita e l’inarrestabile corsa verso una tragedia annunciata.

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Lucía, cilena espatriata in Canada negli anni del brutale insediamento di Pinochet, ha una storia segnata da profonde cicatrici: la sparizione del fratello all’inizio del regime, un matrimonio fallito, una battaglia contro il cancro, ma ha anche una figlia indipendente e vitale e molta voglia di lasciarsi alle spalle l’inverno. E quando arriva a Brooklyn per un semestre come visiting professor si predispone con saggezza a godere della vita. Richard è un professore universitario spigoloso e appartato. Anche a lui la vita ha lasciato profonde ferite, inutilmente annegate nell’alcol e ora lenite solo dal ferreo autocontrollo con cui gestisce la sua solitudine; la morte di due figli e il suicidio della moglie l’hanno anestetizzato, ma la scossa che gli darà la fresca e spontanea vitalità di Lucía restituirà un senso alla sua esistenza. La giovanissima Evelyn è dovuta fuggire dal Guatemala dove era diventata l’obiettivo di pericolose gang criminali. Arrivata avventurosamente negli Stati Uniti, trova impiego presso una facoltosa famiglia dagli equilibri particolarmente violenti: un figlio disabile rifiutato dal padre, una madre vittima di abusi da parte del marito e alcolizzata, un padre coinvolto in loschi traffici. Un incidente d’auto e il ritrovamento di un cadavere nel bagagliaio della macchina che saranno costretti a far sparire uniranno i destini dei tre protagonisti per alcuni lunghi giorni in cui si scatena una memorabile tempesta di neve che li terrà sotto assedio.

 

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piatto ricco: raccolti in un unico volume tutte le indagini di Mario Conde, malinconico investigatore cubano, nato dalla fantasiosa penna di Leonardo Padura. Da queste storie la serie Havana Noir in onda su LA EFFE:
 
 
 
 
Per la prima volta raccolti in un unico volume i romanzi dedicati alle indagini del disilluso tenente Mario Conde che si dispiegano attraverso le quattro stagioni dell’anno. ”Venti di Quaresima” per la primavera, ”Maschere” per i mesi caldi dell’estate, ”Paesaggio d’autunno” per la mezza stagione più triste e ”Passato remoto” per i mesi freddi dell’inverno.
 
Ambientati a Cuba, tra la seduzione del Mar dei Caraibi e i barrios meno raccomandabili dell’Avana, le storie del commissario Conde non sono solo dei noir appassionanti, ma aspre e veritiere incursioni nella realtà cubana contemporanea. Conde ci svela un mondo decadente di carrierismo, corruzione politica, sesso e traffico di droga: il lato oscuro eppure così seducente di una Cuba lontana dai paradisi turistici.
Un po’ Dashiell Hammett un po’ Raymond Chandler ma con un tocco inconfondibilmente latinoamericano, Leonardo Padura ha rivelato ai lettori di tutto il mondo un nuovo panorama del giallo.
English: Leonardo Padura Fuentes at Frankfurt ...

English: Leonardo Padura Fuentes at Frankfurt am Main (2008) Deutsch: Leonardo Padura Fuentes in Frankfurt am Main (2008) (Photo credit: Wikipedia)

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