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Posts Tagged ‘olocausto 2015’

 qualche titolo sull’Olocausto dedicato ai ragazzi, appena usciti, e di imminente pubblicazione. Abbiamo dato l’indicazione DAGLI OTTO anni per quelli più semplici, gli altri sono destinati a ragazzi più grandi.

L’ultimo viaggio,

IL DOTTOR KORCZAK E I SUOI BAMBINI,

di Irène Cohen-Janca , Orecchio acerbo

illustrazioni di Maurizio A. C. Quarello traduzione di Paolo Cesari

dagli 8 anni in su

 

Simone, poco più che adolescente, tiene per mano il piccolo Mietek. Insieme ai loro compagni dell’orfanotrofio -mesti, ma la testa alta e una canzone sulle labbra- stanno attraversando le strade di Varsavia per raggiungere l’altra parte, il ghetto. Così hanno ordinato gli occupanti tedeschi. A guidare quella comunità, come sempre, Pan Doktor, il dottor Korczak. Non la fame, né le malattie, e neppure le sadiche angherie naziste riescono a intaccare i principii e le pratiche della loro convivenza. Nel prendersi cura di Mietek, Simone gli racconta della Repubblica dei bambini, con tanto di Parlamento, Codici, Tribunale. E poi del giornale murale, delle sedute di lettura, delle rappresentazioni teatrali, delle vacanze alla colonia estiva… Quel treno che li preleva nell’estate del 1942, però, non in campagna li avrebbe portati ma nel lager di Treblinka

 

ultimo viaggio

 

Liliana Segre con Daniela Palumbo, Fino a quando la mia stella brillerà, Piemme

 

La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Questa è la sua storia, per la prima volta raccontata in un libro dedicato ai ragazzi.

 

 

Portico d’Ottavia 13, Anna Foa

Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43, Laterza (Nuova edizione)

La razzia cominciò poco prima delle cinque e trenta.

Scrupolosamente, gradino dopo gradino, i nazisti salirono le larghe scale di marmo consunte della Casa fermandosi ad ogni porta senza tralasciarne nessuna.

Un’antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale.

È qui che il 16 ottobre del 1943 i nazisti arrestano più di trenta ebrei, un terzo dei suoi abitanti, tra i più poveri della Comunità. Sono per lo più vecchi, donne e bambini. Altri quattordici saranno catturati nei mesi successivi.

 

Questa è la storia degli abitanti della Casa e dei nove mesi segnati per gli ebrei romani da oltre duemila deportazioni. Sono presi per strada, nel quartiere del vecchio ghetto da cui non si sono allontanati, nelle stesse case in cui sono tornati, nei negozi, perfino al bar. Li arrestano soprattutto i fascisti, le bande autonome dipendenti direttamente da Kappler mosse dall’avidità della taglia, guidate dalle delazioni delle spie. Tutto può accadere: sono l’avidità e la crudeltà la norma della spietata caccia all’uomo. Quando le spie indicano gli ebrei alle bande, un carrozzone si avvicina per far salire gli arrestati, liberarne alcuni, mandarne altri a morte, a seconda della convenienza e del capriccio. L’arbitrio era re nella Roma di quei mesi. Intorno, il caos più tremendo, nessuna forma di organizzazione, il vuoto, i bombardamenti, la fame, i rastrellamenti, le fosse Ardeatine. Il quartiere è il teatro di questa caccia infinita, un teatro che attira come una calamita i suoi abitanti e i cacciatori, che conoscono le loro prede e sanno come e dove trovarle.

 

 

La Shoah spiegata ai ragazzi,

di Recchia Luciani Francesca, Il nuovo melangolo

Come è stato possibile che nel cuore della civile E uropa milioni di uomini, donne e bambini siano stati sterminati solo perché ebrei? Quali furono le ragioni profonde di uno dei più grandi genocidi della Storia? L’autrice cerca di rispondere a queste domande e di spiegare alle nuove generazioni quello che a molti giovani di oggi appare forse inspiegabil

 

 

La storia di come un intero villaggio, guidato da una bambina, ha salvato dai nazisti i suoi ebrei. Un libro illustrato per bambini commovente sulla solidarietà e i giusti sentimenti.

 

La città che sussurrò,

Elvgren Jennifer, La giuntina

Età di lettura: da 8 anni.

 

Anett scopre che nello scantinato della sua casa si nasconde una famiglia di ebrei. Anche se scendere le scale buie dello scantinato le fa un po’ paura, è lei a portar loro da mangiare oltre a tutte le cose di cui hanno bisogno.

Così conosce Carl, un bambino come lei, con cui fa presto amicizia. La famiglia di Carl sta aspettando una notte di luna piena per raggiungere il porto e fuggire in Svezia, ma le nuvole non vogliono diradarsi ed è troppo buio per scappare. Finché ad Anett non viene in mente un’idea geniale per salvare il suo amico Carl dai soldati nazisti che si stanno avvicinando sempre di più. Ma per metterla in pratica dovrà coinvolgere l’intero villaggio e soprattutto non fare troppo rumore… Questa storia, fatta di coraggio e solidarietà, è basata su una vicenda realmente accaduta durante la seconda guerra mondiale, un episodio che tiene accesa fino ad oggi la luce della speranza nella bontà umana.

 

https://www.youtube.com/watch?v=sJc7LAysxLE

 

 

 

 

Irena Sendler, la vita dentro un barattolo , Sara Cerri,       David and

Matthaus (collana I gufi) dagli otto anni

 

Un nonno e un nipote, intenti a preparare vasetti di olive, si ritrovano a parlare di una donna fantastica, che salvò numerosi bambini dall’olocausto conservando i loro veri nomi e quelli delle famiglie a cui erano stati affidati dentro dei barattoli per poter, una volta finita la guerra, restituire i piccoli alle loro famiglie

 

 

 

L’ora blu delle fiabe. Nel ghetto di Theresienstadt , Ilse Herlinger Weber, San Paolo

Il libro raccoglie 20 fiabe ebraiche, pubblicate nel 1929 in Cecoslovacchia, quando l’autrice, Ilse Herlinger era una giovane promessa della letteratura dell’infanzia degli anni Venti. Quando, l’8 febbraio 1942 viene deportata a Theresienstadt, Ilse, nella certezza di poter essere di aiuto nel ghetto, si presenta subito come infermiera e assume la direzione del reparto riservato ai bambini malati, assistendoli come fossero suoi figli. Pensava sempre a come poter offrire ai suoi assistiti un motivo di gioia, come nell’ora blu delle fiabe, un momento tanto atteso dai bambini, prima di prendere sonno, quando Ilse cercava di ricreare in un ambiente di quotidiano orrore, il calore e l’ordine di una casa per sempre perduta. In un universo, in cui i piccoli ebrei di Theresienstadt sono costretti a una convivenza forzata con la morte, la voce di zia Ilse – come la chiamavano – ferma il tempo e li accompagna in luoghi d’incanto.

 

 

David Safier, I ragazzi del Ghetto, Sperling

Varsavia, 1942. Mira è una ragazza piena di coraggio e di amore per la sua famiglia, rinchiusa nel ghetto di Varsavia sotto l’occupazione nazista. Con lei vivono la madre e la sorellina Hannah, che Mira protegge a ogni costo.

Per loro, Mira sfida la feroce polizia, esplora la città in cerca di cibo decente, protetta solo dagli occhi verdi che non la fanno sembrare ebrea.

Finché un giorno le “iene”, come ha soprannominato i gendarmi polacchi che prendono ordini dalle SS, la fermano e sembrano non lasciarsi ingannare dal suo aspetto, come se fiutassero con avidità una facile preda. Ma mentre Mira si sente spacciata, un giovane biondo la afferra improvvisamente e la bacia, facendola passare per la sua fidanzata. La ragazza è salva, e da quel momento Daniel non la perderà più di vista. Né nell’orrore, quando Mira scoprirà che tutti gli abitanti del ghetto, nessuno escluso, sono destinati allo sterminio nei campi. Né nel coraggio, quando lei deciderà di entrare nella resistenza. Né per tutti i lunghissimi 28 giorni durante i quali, insieme a un gruppo di altri ragazzi, sfiderà i nazisti nella più impensabile delle imprese: la rivolta del ghetto contro le forze di occupazione. La più lunga rivolta degli ebrei nella Seconda guerra mondiale.

 

Conoscere la Shoah

 Storia, letteratura, filosofia, teologia, arte, La scuola editore

Un volume a molte voci, come piccolo strumento pedagogico per aiutare docenti, studenti, ma anche il più vasto pubblico di non specialisti, a comprendere la complessa costellazione di eventi storici che va sotto il nome di Shoah. L’intenzione è quella di informare, mostrando una polifonia di approcci – dalla storiografia alla documentaristica, alla filosofia, al cinema, passando anche per le graphic novels – e suggerendo percorsi culturali diversi che contribuiscano a far crescere nelle giovani generazioni la coscienza di ciò che è stato. Affinché lo studio delle barbarie sia l’antidoto al loro ripetersi, nelle menti e nelle azioni.

NOTE AUTORI

Massimo Giuliani è docente di Pensiero ebraico presso l’Università degli Studi di Trento, dove coordina il corso di laurea in Filosofia. È membro del comitato scientifico della Fondazione Maimonide (Milano) e dei comitati scientifico-editoriali della riviste «Humanitas», «Sefer», «La rassegna mensile di Israel», «Politica e Religione» e «Nuova Secondaria». Tra i suoi lavori più recenti: La filosofia ebraica, oggi (Esedra, 2013) e, per Morcelliana, con Paolo De Benedetti: Portare il saluto. I significati dello shalom (2012) e Farsi perdonare. Il valore della teshuvà (2013).

SOMMARIO

 

Date, luoghi e numeri della Shoah – Quale nome per questi eventi storici? – Linee interpretative nella storia della Shoah – Le politiche della memoria – Gli internati militari italiani – Le fotografie della Shoah italiana – Persecuzione nazista contro gli zingari – Il fenomeno del negazionismo – La filosofia davanti alla Shoah – L’impatto della Shoah sulle teologie contemporanee – Dire l’indicibile: la letteratura su Auschwitz dopo Auschwitz – Shoah e poesia: quando la parola è memoria e la memoria dolore – La musica e i campi di concentramento – La Shoah nella letteratura israeliana – Letteratura italiana sulla Shoah – Cinema e rappresentazione della Shoah – La Shoah nella pittura contemporanea – Maus di Art Spiegelman:

educare alla Shoah con i cartoons.

 

Con i contributi di M. Giuliani, G. Luzzatto, A. Foa, J. Calussi, L.

Picciotto, C. Vercelli, C. Milani, S. Ferrari, F. Lotoro, E. Trevisan Semi, S. Kaminski, M. Chamla, D. Liberanome, R. Badii.

 

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