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Posts Tagged ‘orhan pamuk’

in libreria, il nuovo libro del Nobel Orhan Pamuk, La donna dai capelli rossi
 
 
 
La storia di Cem comincia con un vuoto, quello lasciato dal padre, dissidente comunista nella Istanbul degli anni 80; scompare per lunghi periodi, imprigionato e torturato dal regime, lasciando al figlio adolescente insicurezze e domande senza risposta. A colmare questa assenza una passione quasi compulsiva per la lettura che, alimentata nella bottega di un libraio dove lavora per breve tempo, si trasforma nel sogno di diventare scrittore. La mancanza di una figura autorevole e la sensazione di un definitivo abbandono da parte del padre per motivi diversi da quelli politici, rafforzano il suo legame con il mastro dei pozzi, Mahmut Usta, con il quale va a lavorare nonostante la contrarietà della madre che lo vuole studente universitario. Mahmut lo prende come apprendista, lo chiama” Signorino”, stigmatizzando la sua origine borghese, stabilisce con lui un rapporto severo, esigente ma colloquiale.
 
Cem è affascinato dal mito di Edipo e da quello di Rostam e Sohrab, che ha scoperto nel Libro dei re, archetipi, in culture diverse, del rapporto tra padri e figli. Questi racconti lo accompagnano mentre cerca l’acqua con il mastro, scava un pozzo che non sembra voler ripagare la faticosa, e ossessiva, ricerca. Altre storie vengono raccontate dopo ĺe dure giornate di lavoro da Mahmut che mescola fatti veri con racconti di tradizione popolare.

Orhan Pamuk, turkish novelist.

Orhan Pamuk, turkish novelist. (Photo credit: Wikipedia)

 
L’incontro casuale con la Donna dai Capelli Rossi segnerà la sua vita; la cerca ovunque, la trova in un teatro itinerante che recita il monologo della madre di Sohrab ucciso involontariamente da Rostam. Il mito si ripresenta nella vita del protagonista fino alla fine, lo accompagnerà tutta la vita come commento dei suoi rapporti irrisolti. La passione tra la donna e Cem dura solo una notte, poi lei e il teatro se ne vanno. Abbandonato il Mastro la vita riprende il suo cammino, Cem diventerà un ricco costruttore, non di parole e storie come sognava, ma di edifici in una città in pieno sviluppo. Ma l’abbandono di Mahmut Usta è avvenuto in modo drammatico e l’uomo di successo è tormentato dai rimorsi, ossessionato dai sensi di colpa. Ragazzo senza padre, con una moglie che non può dargli figli, Cem colma i vuoti con la ricchezza. Ma riceverà una lettera che cambierà la sua vita con esiti imprevedibili.
 
L’autore riconosce il debito che ha nei confronti di Dostoevskij; la sua storia, come tante altre scritte da Pamuk, illumina le passioni e le debolezze umane con un respiro universale anche se ambientate in una amatissima Istanbul, colta nei suoi contradditori aspetti, nel suo incerto progredire tra passato e presente, desiderosa di conservare la sua cultura ma aperta all’Occidente.
 
***
 
«Mai come in questo momento la pubblicazione di un romanzo di Orhan Pamuk interroga l’Occidente. Insignito del premio Nobel, cantore della Istanbul entrata al giro del secolo negli itinerari turistici europei, lo scrittore si è assunto il ruolo antico di mediatore culturale tra il vicino Oriente e un perduto Occidente. Nello stesso volgere di anni, la Turchia sperimentava tutte le posizioni, le contraddizioni, le lacerazioni del vivere al confine tra due mondi, duecivilizzazioni, due epoche. Fino alla cronaca di questi giorni. E la cronaca di questi giorni ci narra immancabilmente di oppressione, violenza, resistenza, di un’esistenza storica in preda a brutalità preistoriche, di ferite immedicabili» (Antonio Scurati, «La stampa» del 07/01/2017, link).
 
 
 
Traduzione di Barbara La Rosa Salim

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 Joyce C. Oates – La ragazza tatuata (Mondadori)
Lo scrittore trentottenne Joshua Seigl, che conduce una vita molto appartata, assume come assistente una ragazza semianalfabeta. Seigl non sa che sotto il suo aspetto esteriore (pesantemente segnato da orribili tatuaggi) la ragazza nasconde un violento antisemitismo. Steigl sta lavorando alla traduzione dell’Eneide e cerca di nascondere a tutti il suo stato di salute declinante. Nel frattempo gli viene svelata la vera storia di questa Ragazza Tatuata, una vittima di persecuzioni da far impallidire i personaggi dei suoi romanzi. Il suo passato è fatto di promiscuità, ribellione, droga. Quei tatuaggi sono l’opera violenta di un gruppo di suoi amici del liceo. Priva di qualsiasi autostima, quando le chiedono come si chiama sussurra “Alma”, quasi non avesse un cognome. Eppure per Stiegl diventa un’assistente d’inestimabile valore e Alma non può fare a meno di accorgersi della dignità e del rispetto con cui viene trattata. Fino a quando la sua ingenuità non le costa la vita. Con la consueta grazia, la Oates racconta una favola ipnotica e inquietante, in cui la sua fascinazione per il lato perverso della natura umana trova piena espressione.

L’ ultimo uomo nella torre
di Aravind Adiga, Einaudi
Il romanzo racconta gli ultimi giorni di un palazzo, il Vishram Society, preso di mira da un costruttore intenzionato ad abbatterlo per erigere al suo posto un complesso residenziale extralusso. Nonostante l’iniziale perplessità, poco a poco tutti i condomini si lasciano conquistare dalla generosa offerta di acquisto di Mr Shah e dai suoi “regali”: una sapiente miscela di violenza e bustarelle. Tutti tranne uno, Yogesh Anantha Murthy, detto “Masterji”, un insegnante in pensione da poco diventato vedovo e che ha perso la figlia spinta giù da un treno dalla calca di pendolari. La ferma resistenza che oppone alle minacce del palazzinaro costerà a Masterji il rispetto dei vicini e, addirittura, l’affetto dell’unico figlio superstite. Eppure, una volta rimasto solo, l’anziano insegnante potrà vedere il mondo che lo circonda con occhi nuovi, come se nel progressivo isolamento riscoprisse un senso di comunione che da tempo aveva perduto. Un intimo sentimento di solidarietà con gli ultimi, con tutti quelli che a Mumbai vengono schiacciati senza pietà negli ingranaggi dello sviluppo edilizio ed economico: manovali, donne di servizio, abitanti dei bassifondi, il mare stesso, aggredito dagli artigli d’asfalto e cemento della metropoli. Perché l’autentica protagonista di questo romanzo dal respiro dickensiano, brulicante di storie, di personaggi, di vita, è proprio Mumbai…

Gli ultimi saranno i primi. La mia vita accanto ai dimenticati della Terra
Lapierre Dominique,
    Rizzoli
Uno sguardo come quello di Dominique Lapierre è una lente d’ingrandimento che cambia il modo di vedere il mondo. In questo libro, una lunga riflessione raccolta da Renzo Agasso, Lapierre racconta la sua vita e le sue scelte e si interroga su dove sta andando l’Occidente. Dalla messe di esperienze e di incontri nel subcontinente indiano, emerge il ritratto profondo e affascinante di un mondo bifronte in cui sempre più gli “altri”, gli ultimi, sono lo specchio di “noi”, i primi. E una riflessione sui paradossi di un tempo in cui il ricchissimo Occidente affronta lo spettro della miseria morale. Una povertà ben peggiore di quella economica che affligge la Città della Gioia.

Anne Holt – Nella tana dei lupi ,(Einaudi)
Quando la detective Hanne Wilhelmsen riceve la notizia della morte del primo ministro norvegese, ancora non immagina in che razza di ginepraio sarà costretta a infilarsi. Perché il caso di omicidio in cui Hanne viene catapultata, insieme a tutta la sua squadra, coinvolge la più alta scena politica norvegese e anche i servizi segreti. Il primo ministro è stata trovata morta nel suo ufficio con un colpo di pistola sparato alla testa. Apparentemente non ci sono piste di alcun tipo, né sul fronte degli avversari politici né su quello degli scandali privati. L’unica ipotesi che sembra poter prendere piede è quella di una pista neonazista, ma anche questa è destinata a naufragare…

Orhan Pamuk – Il romanziere ingenuo e sentimentale (Einaudi)
Ogni romanzo prevede un lettore “ingenuo” e uno “sentimentale”, ci dice Pamuk riprendendo le categorie di Schiller: uno, quello ingenuo, cosi immerso nella storia narrata da scambiarla con la realtà; l’altro, quello sentimentale, consapevole della natura testuale, fittizia, di ciò che sta leggendo: un sognatore che sa di star sognando. Il grande mistero del romanzo, il segreto del suo inesauribile fascino, è che non necessariamente questi due lettori devono essere due persone diverse: quello ingenuo e quello sentimentale sono in realtà due momenti, ugualmente necessari, che ogni lettore attraversa leggendo un romanzo. E alla stessa maniera, c’è il romanziere ingenuo, convinto che l’ispirazione gli giunga da “un altrove”; e quello sentimentale consapevole di lavorare all’interno di una tradizione e di ricorrere, in ogni momento, al repertorio del “già scritto”.

Roberto Bolaño – I dispiaceri del vero poliziotto, (Adelphi)
Il sogno di ogni vero lettore, allorché, terminato un romanzo, sente nascere in sé una nostalgia acuta per i personaggi che ha appena abbandonato, è che prima o poi gli dicano: ecco un libro in cui ne ritroverai alcuni, di quei personaggi, e ti verranno narrate altre vicende che li riguardano. E anche se poi lo avvertiranno che non avrà un compito facile, perché lo scrittore confonde continuamente le piste e perché molti indizi lui, il lettore, dovrà andarseli a cercare da solo – ebbene, non esiterà ad accettare il rischio, e da vero lettore si tramuterà in vero poliziotto: colui che (come dice lo stesso autore) «cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo». Inoltrandosi dunque nella trama fittissima e imprevedibile di queste pagine, rincontrerà alcuni dei personaggi di 2666: del professor Amalfitano scoprirà che è approdato in Messico dopo essere stato espulso dall’Università di Barcellona per omosessualità, e conoscerà il nuovo amante, un irresistibile falsario di dipinti di Larry Rivers (mentre del suo ex amante, un poeta malato di Aids, leggerà le impagabili lettere); ma ritroverà anche Rosa Amalfitano, di cui sembra innamorarsi il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho, erede di una dinastia di donne violate… Nel frattempo, si lascerà sedurre da digressioni letterarie impertinenti, classifiche irriguardose, biografie fittizie, atmosfere inquietanti, sogni rivelatori. Con l’imperturbabile senso del ritmo e la dovizia visionaria delle sue storie, Bolaño saprà letteralmente ipnotizzare il suo lettore-poliziotto, il cui unico «dispiacere» sarà di vedere i personaggi, già da sempre in fuga, sottrarsi ancora una volta: come se, terminato il libro, «saltassero fuori dall’ultima pagina e continuassero a fuggire».

bolano

Haruki Murakami – 1Q84. Libro 3, (Einaudi)
Si concluderà nel 2012 il grande romanzo in tre libri di Haruki Murakami, 1Q84.
Dove eravamo rimasti? Ogni passaggio del romanzo gira attorno a questo concetto: le cose non sono come appaiono, ma di realtà ne esiste una sola. Anche se si può mascherare la verità con una finzione, con una menzogna, è necessario ricordare che “una volta che si dice una bugia al mondo, bisogna continuare a mentire in eterno. Diventa necessario per far quadrare i conti

Richard Yates – Proprietà privata. Racconti inediti (Minimum fax)
La riscoperta di Richard Yates, magistrale autore americano antesignano del realismo di Raymond Carver, è stata una delle operazioni di maggior successo nella storia editoriale di minimum fax: il pubblico e la critica l’hanno accolta con enorme favore e le opere di Yates hanno venduto più di 150.000 copie. Arriva ora per la prima volta in Italia quest’antologia di racconti mai pubblicati in volume durante la vita dell’autore; un paio erano usciti su riviste, gli altri erano rimasti completamente inediti fino a quando, dopo la sua morte, sono stati riportati alla luce e raccolti. Un’occasione preziosa per immergersi ancora una volta nella sua scrittura intensa e commovente: storie di esistenze comuni ambientate perlopiù nell’America del secondo dopoguerra, un luogo di tensioni nascoste sotto l’apparente prosperità, di ambizioni e fallimenti che Yates racconta con uno sguardo lucido e inconfondibile.

Carlos Ruiz Zafon – Il prigioniero del cielo , (Mondadori)
Barcellona, dicembre 1957. Nella libreria dei Sempere entra un individuo misterioso che acquista una preziosa edizione del Conte di Montecristo e la lascia in custodia a Daniel perché la consegni al suo amico Fermin. Il libro porta una dedica inquietante: “Per Fermin Romero de Torres, che è riemerso tra i morti e ha la chiave del futuro”, firmato “13”. Tra malintesi, imbrogli e minacciosi ricordi dal passato inizia l’indagine di Daniel per decifrare quella dedica enigmatica e capire quali segreti nasconde il suo fedele amico. Prima di potersene rendere conto, il giovane libraio viene catapultato in un passato che lo riguarda da vicino, dove la morte di sua madre Isabella si lega al destino di David Martin, il grande scrittore che dal carcere scrive Il gioco dell’angelo, e a quello del perfido editore Mauricio Valls, una vecchia conoscenza degli anni di carcere di Fermin. Quello che Daniel scoprirà non rimarrà senza effetti sulla sua vita, molte domande rimaste in sospeso avranno una risposta e lui si troverà in mano, inaspettatamente, la possibilità di vendicarsi.

 Javier Cercas – La verità di Agamennone (Guanda)
I romanzi di Javier Cercas possiedono quasi sempre una componente saggistica, e, allo stesso modo, i suoi reportage e i suoi articoli… Di questa natura ibrida partecipa anche La verità di Agamennone. I brani raccolti in questa miscellanea sono raggruppati in quattro parti: “Autobiografie” raccoglie racconti di viaggi, passioni e ricordi personali; “Lettere di guerra” testi quasi sempre feroci e polemici sulla storia e la letteratura contemporanee; “Nuovi racconti reali” storie divertenti che non si sottraggono all’emozione e all’obbligo con la propria memoria; per ultimo, “I contemporanei” include esercizi di dialogo con alcuni scrittori vicini all’attività letteraria dell’autore. E ovunque affiora la dualità di critica e narrazione, di esperienza personale e intellettuale che è l’essenza stessa dei romanzi di Cercas. Questa parziale sovrapposizione spiega l’esilarante racconto finale, “una favola sul desiderio, o l’impossibilità, di essere diversi”, che a mo’ di geniale epilogo conclude un volume…

Patricia Cornwell – Nebbia rossa (Mondadori)
Kay Scarpetta deve incontrare alla Georgia Prison for Women una detenuta colpevole di reati sessuali e madre di un diabolico killer. Kay è determinata a far parlare la donna per scoprire che cosa è davvero successo al suo vice, Jack Fielding, ucciso sei mesi prima. È una ricerca personale e anche professionale, dal momento che Kay sta seguendo un’indagine che riguarda una serie di macabri crimini che lei è convinta abbiano a che fare anche con la morte di Jack Fielding. L’uccisione di un’intera famiglia a Savannah, una giovane donna nel braccio della morte e una catena di altre morti inspiegabili sembrano essere tutti collegati fra loro. Ma chi c’è dietro tutto questo e perché? Kay Scarpetta scopre presto che questo è solo l’inizio di qualcosa di più terribile: un complotto terroristico internazionale. E lei è l’unica che può fermarlo.

Julio Cortázar – Carte inaspetatte, (Einaudi)
A venticinque anni dalla morte dell’autore de Il gioco del mondo, Aurora Bernárdez rinviene in una cassapanca circa 500 pagine inedite che, dopo un’indagine filologica durata tre anni, vengono infine pubblicate. Carte inaspettate raccoglie parte di quell’archivio, uscito nell’edizione spagnola lo scorso anno. La raccolta riprende le due anime dello scrittore argentino, quella politica e quella surrealista. Comincia con un racconto giovanile inedito, I gatti (1948); prosegue con nove racconti scritti fra il ’55 e l’81 (pubblicati in parte) e con tre Storie di cronopios escluse dal famoso Storie di cronopios e di famas. Segue un capitolo dal Libro di Manuel, quindici bellissimi racconti della serie Un certo Lucas e una serie di interventi giornalistici in cui parla delle proprie opere, di viaggi, di incontri, di jazz e di politica, ma sempre in forma narrativa e autobiografica. Chiudono, un’articolata intervista del ’69 e dodici poesie.

Amélie Nothomb – Uccidere il padre (Voland)
Ecco il ventesimo romanzo di Amélie Nothomb, dal titolo allegorico e provocatorio. Uccidere il padre è la storia di un ragazzo, Joe Whip, cresciuto con una madre che fa collezione di uomini. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre non sa neppure chi sia. La sua unica distrazione dall’età di otto anni è chiudersi in camera e imparare a fare magie con le carte da gioco. Quando a quindici anni sua madre lo mette alla porta, comincia a fare il mago nei bar della città. Fino al giorno in cui un uomo si accorge del suo dono e gli suggerisce di recarsi dal più grande maghi, Terence Norman, che vive nella stessa città. Joe decide di bussare alla porta di Norman e chiedergli di essere suo maestro. Un po’ diffidente all’inizio, Norman accetta e invita Joe a stabilirsi con lui e sua moglie Christina, una bellissima giovane donna che fa la giocoliera. Dopo un po’ di tempo Christina e Norman cominciano a considerare Joe come un figlio. Joe invece inizia a sviluppare una gelosia che si trasformerà poi in puro odio verso il padre adottivo, il grande mago troppo umile e troppo perfetto, e al tempo stesso, si innamora di Christina. Una versione rivista del complesso di Edipo, un libro sul tradimento e sulle scelte che non vogliamo farci imporre dagli altri.

Ali Smith – C’è ma non si,  (Feltrinelli)
Durante una cena in un’elegante casa di Greenwich un amico di un amico dei padroni di casa si alza da tavola e non torna più. Si scopre che si è chiuso nella stanza degli ospiti e non ha la minima intenzione di uscire. Perché ha preso questa decisione? Cosa spera di ottenere? E soprattutto chi è Miles Garth? Gen, la padrona di casa, si mette alla ricerca di amici e parenti del suo ospite indesiderato che possano convincerlo a desistere dal suo proposito inspiegabile. Comincia così una carrellata di personaggi, ricordi, situazioni buffe o commoventi che prendono spunto dalla presenza/assenza di Miles ma sono in realtà un’occasione per la scrittrice di esplorare vari aspetti della vita quotidiana nell’Inghilterra di oggi. Una scrittura divertente e divertita, una girandola di giochi di parole e rimandi che vanno da Shakespeare al punk passando per i musical e le canzoni dell’Eurofestival.

Clara Sanchez – La voce invisibile del vento ,(Garzanti)
Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento, che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita, per prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all’improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In poche ore quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo… Una storia di colpa e di memoria individuale.

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Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli, Poiana e la malastagione, Mondadori
romanzo di un cinghiale con un piede in bocca

Anche un ispettore della Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine invade i suoi territori incontaminati…

La scena è sempre la stessa, l’Appennino tra Emilia e Toscana. Un vecchio cacciatore, Adùmas (per suo padre che amò molto il romanzo I tre moschettieri di un certo A. Dumas, un punto in più o in meno non faceva molta differenza), bracconiere e fornitore dei ristoratori del luogo, sta facendo la posta a un cinghiale. Ma quello che vede gli congela il dito sul grilletto: la bestia che passa di corsa tiene in bocca un piede umano…
Adùmas è sobrio, ma i paesani, che sanno quanto gli piaccia alzare il gomito ogni tanto, non gli credono.
Non così il giovane Marco, ispettore della Forestale, che per la sua passione per gli animali e la vita nei boschi è soprannominato Poiana. Sembra che in paese nessuno manchi all’appello, ma tra i maggiorenti del luogo, un impresario edile, un ex sindaco che ora possiede un’agenzia immobiliare e un maresciallo dei carabinieri che non brilla per intelligenza, ci sono relazioni e affari poco chiari. Così come sospetto è l’incendio che divampa qualche giorno dopo: un disastro che sembra provocato ad arte per cancellare qualcosa…

Ascanio Celestini – Vita breve di un sasso che precipita, Einaudi
Con queste storie surreali, fantasie apocalittiche, appassionate parabole e distopie futuribili Ascanio Celestini raggruppa e sottolinea i mali e le storture del mondo che ci circonda. C’è il piccolo paese in cui i filosofi iniziano uno sciopero che ai più potrebbe sembrare inessenziale, non fosse che la società inizia a paralizzarsi quando cominciano a mancare alcuni concetti fondamentali. C’è chi cammina in fila indiana ed è contento di considerarsi solo un numero progressivo della fila e non può sopportare che gli si affianchi un tale, di certo un sovversivo, che sostiene di non essere un numero ma semplicemente Mario. C’è la multinazionale del chiodo che pur di conquistare
sempre più quote di mercato si sviluppa come un tumore che tutto fagocita fino a disegnare il mondo (fede compresa) a sua immagine e somiglianza. Sottratta al monologare fluviale degli altri suoi libri, la prosa di Celestini si fa qui quintessenziale, e i racconti scavano nel cuore minerale della sua arte affabulatrice. Grazie al guizzo dell’intelligenza, la poesia della scrittura, e all’impegno civile di una fantasia sempre ribelle in questi racconti si ride molto, ma amaramente.

Stefano Benni , Le Beatrici, Feltrinelli
Stefano Benni ha scritto alcuni monologhi dedicati a giovani attrici. Voleva offrire un’occasione e al contempo crearla, l’occasione – quella di un continuum di irose contumelie, invettive, spasmi amorosi, bamboleggiamenti, sproloqui, vaneggiamenti sessuali, pomposo sentenziare, ammiccanti confidenze, sussurri sognanti, impettite deliberazioni. Tutto il repertorio della donna come se la immagina Stefano Benni. Ne consegue uno “spartito” di voci, un’opera unica, fra teatro e racconto. Una folgorazione. Dante che incontra Beatrice e Beatrice gli si moltiplica davanti come una meravigliosa, fascinosa creatura a sette teste. A far da cuscino tra un monologo e l’altro, sei poesie dedicate all’amore.

Irène Némirovsky – Il vino della solitudine, Adelphi
Esce per Adelphi a gennaio il primo romanzo tradotto in italiano di una delle più forti personalità della letteratura moderna. Il vino della solitudine è un romanzo forte e terribile, torbido e allucinante, travolgente e appassionante: uno dei più avvincenti romanzi d’ amore che siano mai usciti da penna femminile. Pubblicato in Italia nel 1947, Il vino della solitudine torna in libreria. Un’occasione unica per conoscere anche questo capolavoro di Irène Némirovsky.

Carlo Lucarelli, Il sogno di volare, Einaudi
La poliziotta Grazia Negro è diventata madre. Ragazza madre. È più sola di prima. Intorno a lei tutto è cambiato. A cominciare da Bologna. Che non è più la stessa di dieci anni fa. Per le strade, sui cantieri, facce di tutti i colori. Le organizzazioni criminali infiltrate ovunque. Nuove solitudini, nuovi crimini. Alcuni molto strani, che fanno più paura. Perché è arrivato un killer nuovo. Pieno di una rabbia senza nome. E Grazia Negro non capisce. Perché, certe volte, sarebbe tentata di dargli ragione. Come altre storie con Grazia Negro, anche questo nuovo romanzo di Lucarelli segue un filo musicale: Il sogno di volare di Anfrea Buffa, canzone-culto che racconta di extracomunitari e di morti sul lavoro. Qualcosa agisce nel killer quando la ascolta. Una rabbia estrema e lucida lo porta, inconsapevole, a una vendetta cieca contro tutti quelli che lui ritiene responsabili.

Orhan Pamuk, Il signor Cevdet e i suoi figli, Einaudi
Il romanzo d’esordio di Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura 2006, esce per Einaudi. Cevdet è un bottegaio di Istanbul in un’epoca in cui essere musulmano e commerciante è considerato disonorevole. Ma a Cevdet non importa essere l’unico commerciante musulmano di Istanbul ed essere trattato con sufficienza e malcelato disprezzo da tutti: vuole solo sbarcare il lunario,n mettere a punto i preparativi del suo matrimonio con la figlia del pascià, e dedicarsi al fratello moribondo, un giovane turco convinto che se il Paese non fosse cambiato sarebbe sprofondato sotto il peso delle sue stesse ingiustizie. Cevdet invece è un uomo semplice e timido, piú interessato “a coltivare il suo orto” che a interessarsi di politica. Ma per quanto tu ti possa nascondere, la storia riuscirà sempre a trovarti: soprattutto se è la storia tumultuosa della Turchia. Cevdet è un lavoratore instancabile e gli affari vanno a gonfie vele, tanto che decide di comprare una villa per la famiglia: è l’inizio di una sontuosa saga familiare che abbraccia quasi un secolo di storia e tre generazioni. Nell’ascesa e nel declino della dinastia di Cevdet si legge la storia della Turchia, il passaggio dall’Impero ottomano alla Repubblica kemalista, la modernizzazione, la ricerca di un’identità sospesa tra Oriente e Occidente. Ma prima ancora è la storia intima, domestica, di una famiglia e di una casa, il ricordo dell’atmosfera struggente che si respirarava all’interno di quelle stanze nelle domeniche pomeriggio passate ad ascoltare la radio.

Altri libri in arrivo:
Ivo Andric, La donna sulla pietra, Zandonai
James Ballard, Tutti i racconti 1956 1962, Fanucci
Cortázar Julio,Diario di Andrés Fava,Voland
Durrell Gerald,L’isola degli animali,Neri Pozza
Lapierre Dominique,India mon amour,Il Saggiatore
Martin Cruz Smith, Mosca Express, Mondadori
Manguel Alberto; Guadalupi Gianni,Dizionario dei luoghi fantastici,Archinto
McCall Smith Alexander,L’ora del tè,Guanda
Nothomb Amélie,Una forma di vita,Voland
Oates Joyce C.,Uccello del paradiso,Mondadori
Philip Roth, Nemesi, Einaudi
Sinoué Gilbert,Armenia,Neri Pozza
Walters Minette,L’ombra del camaleonte,Longanesi

Alessandro Barbero, L’ombra di Venezia, Mondadori
Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli, Poiana e la malastagione, Mondadori
Giuseppe Culicchia, Ameni inganni, Mondadori
Alba De Cespedes, Romanzi, Meridiani Mondadori
Claudia Salvatori, Eliogabalo, Mondadori

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Altri colori, di Orhan Pamuk

pamuk

Orhan Pamuk
Altri colori
Vita, arte, libri e città
EinaUDI

Istanbul è una fonte inesauribile d’ispirazione per Orhan Pamuk. Attraversando la città, davanti ai suoi occhi scorrono immagini di eventi tragici come il terremoto del 1999, ma anche quadri della vita di ogni giorno. Nell’isolamento del suo studio, poi, l’autore riflette sui libri amati, sulla religione, la politica e il ruolo del romanziere, sulla felicità, il risentimento, il ricordo. Questi sono gli «altri colori» con cui Pamuk dipinge lo stesso soggetto dei suoi romanzi: la vita.

Quando un terremoto, alla fine degli anni Novanta, devastò Istanbul causando più di trentamila morti, Pamuk decise di percorrere le strade della sua città per prestare soccorso alle vittime e osservare, con gli occhi dello scrittore, le conseguenze del sisma. Il terremoto è soltanto l’ultimo dei disastri che hanno colpito Istanbul nel corso dei secoli: incendi, assedi, conquiste, invasioni, rivoluzioni sono gli agenti di una distruzione che ciclicamente ridisegna il volto della città. Eppure camminare tra le macerie, osservare i palazzi sventrati e le vite annientate, vivere in prima persona l’angoscia della prossima apocalittica scossa, conduce Pamuk a una scoperta sorprendente: epoche, popoli e tradizioni (bizantini, greci, armeni, ottomani…) a Istanbul non si sostituiscono ma si sovrappongono come sedimenti geologici, come gli strati successivi di rovine che si accumulano le une sulle altre.
Tocca al romanziere inoltrarsi nelle profondità di questo territorio e opporre all’opera devastatrice del tempo e della storia il gesto riparatore della scrittura. E veramente è un gesto, un movimento: quello di chi scende in strada e diventa testimone oculare, di chi si addentra nella complessità dei fenomeni con la leggerezza e la sensibilità del flâneur e poi torna alla scrivania, armato solo della sua immaginazione, e scrive. «Ciò di cui ho bisogno non è tanto la letteratura in sé, ma il rimanere solo in una stanza a fantasticare»: in questo bisogno, in questa necessità di sofferta solitudine, di esilio allo stesso tempo desiderato e subìto, si nasconde la fedeltà alla propria vocazione. Così, all’opera distruttrice del tempo e degli uomini, lo scrittore oppone la forza solitaria, disarmata e necessaria della letteratura.

Istanbul è una fonte inesauribile d’ispirazione per Orhan Pamuk, «cosmopolita dalle forti radici», come l’ha definito il «New York Times».
Attraversando la città, davanti ai suoi occhi scorrono immagini di eventi tragici come il terremoto del 1999, ma anche quadri della vita di ogni giorno, come un angolo di strada che riassume la bellezza del mondo o un gabbiano immobile sotto la pioggia.
Nell’isolamento del suo studio, poi, l’autore riflette sui libri amati, sulla religione, la politica e il ruolo del romanziere, sulla felicità, il risentimento, il ricordo.
Questi sono gli «altri colori» con cui Pamuk dipinge lo stesso soggetto dei suoi romanzi: la vita.

Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul, dove ancora vive. È autore di numerosi romanzi, tra cui: La nuova vita (2000), Il mio nome è rosso (2001), Neve (2004), Il castello bianco (2006), La casa del silenzio (2006), Il libro nero (2007). Nel 2006 è uscito il saggio autobiografico Istanbul. Premio Nobel per la letteratura nel 2006

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