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Posts Tagged ‘penelope poirot e l’ora blu’

 

Deliziosi gialli pieni d’atmosfera, con la giusta dose d’ironia, piacevolissimi da leggere, perfetti per l’estate.  Ecco Penelope Poirot e l’ora blu, da Becky Sharp, a concludere la trilogia. Marcos Y Marcos

 

Bebe Massone prese posto accanto alla consorte, osservando la sottoscritta come si osserverebbe un fantasma in un dramma shakespeariano.

“Bene” dichiarò Edelweiss. “Ci siamo tutti.”

“A parte il tè” bofonchiò Penelope incurante di essere udita.

In quel preciso istante la porta del vestibolo si aprì e una figura perlacea emerse dal buio reggendo un vassoio.

Sul vassoio erano disposte tre teiere d’argento.

 

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una succulenta ANTICIPAZIONE: appuntamento al 17 maggio, alle 20,30 nella biblioteca di Castel Guelfo, per incontrare la misteriosa Becky Sharp, fortunata autrice dei deliziosi gialli con protagonista Penelope Poirot, editi da Marcos y Marcos. Libri che da tempo consigliamo ai nostri lettori!
Seguiranno più avanti i dettagli dell’incontro.
 
 
Biografia
 
Se le chiedi cosa fa, Becky Sharp ti dirà di essere un’avventuriera della parola scritta e vanterà le sue prodezze da redattrice, copy e traduttrice.
Millanterà nobili natali nel regno della filosofia e della critica letteraria. Non paga, insinuerà di essere scrittrice, misteriosa e altresì tradotta oltralpe.
In realtà si sospetta che si dedichi ad attività sedentarie e che nei libri, soprattutto, si nasconda.
 
Marcos y Marcos ha pubblicato Penelope Poirot fa la cosa giusta e Penelope Poirot e il male inglese.
la scheda de Penelope Poirot fa la cosa giusta:
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.
la scheda de Penelope Poirot e il male inglese:

Penelope Poirot è ormai famosa. La sua autobiografia, Una nipote, è in vetta alle classifiche. Le riviste più glamour si contendono i suoi reportage di costume, e Penelope ha deciso di dedicarne uno al male inglese, a quella forma atavica di malinconia che si curava viaggiando, preferibilmente in Italia, e in particolare in Liguria, nei languidi golfi della Riviera di Levante.

Accompagnata da Velma Hamilton, paziente segretaria nonché vittima privilegiata dei suoi sfoghi, Penelope si appresta dunque a ripercorrere il Grand Tour.

La prima tappa, a Portofino, le riserva una sorpresa: ha riaperto i battenti villa Travers, meta delle più belle estati della sua adolescenza.

Da dieci anni la famiglia Travers disertava la villa, dopo la scomparsa del rampollo Samuel, uscito in mare in una notte incresciosa per non fare più ritorno.

E adesso invece, tovaglie stese, finestre spalancate sul mare, eccoli di nuovo lì, sulla terrazza dalla vista spettacolare, intorno alla piscina rinnovata, lungo i sentieri del parco inselvatichito: vedova, figli, amici, cognato, patriarca.

Penelope e Velma possono sistemarsi nella camera verde, con il suo netto sentore di polvere e di muffa. Ben più mefitici, tuttavia, sono i residui umani, attecchiti ovunque: fumi di vecchi rancori, ceneri di passioni spente, solchi d’invidia tagliente.

In un terreno così fertile, il delitto germoglia, e sboccia nell’alba come un fiore splendido e velenoso.

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