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Posts Tagged ‘poesie cicale’

DIEGO VALERI

LUGLIO

Rosse vampe leggere
si schiomano tra nuvole nere
per il profondo turchino.
Su l’immoto silenzio supino
della campagna, spossata
dall’urlio delle pazze cicale,
frana improvviso il temporale,
rotola rotola, precipita giù.
Lunga ondata di venti lontani;
da presso, un’altra, più forte.
Un grandinare di fogliette morte
su le mie mani…
Un’altra e un’altra: tutta una cascata
fragorosa s’abbatte
sopra la mia casetta di verdura:
la mortella si storce e si dibatte
nella stretta della paura,
l’edere ai tronchi si stringon tremando.
A un tratto, tutto s’oscura rombando
intorno a me: la pianura
s’abbassa, affonda giù giù.Uno scoppio secco;
ed ecco
tutto il cielo s’annera di spavento.
Cade il vento.
Le cicale non cantano più.

Le cicale hanno smesso di cantare;
ma cantan tutti i galli del paese
e le campane delle quattro chiese.
Chiaman la piova, e già la piova è qui.

La bella piova d’argento vestita
già copre del suo strascico frangiato
la valle azzurra e il borgo ottenebrato,
e or sale al colle giunge fino a me.

La dolce piova dalle mille dita,
ecco, è sul mio rifugio: il cuor l’ascolta
toccar cento tastiere in una volta
e mille voci armonizzare in sé.

L’ascolta ogni altra cosa. Il tuono è spento;
tacciono le campane; il gallo tace.
Dopo la guerra, che profonda pace,
che soavi parole di bontà!
E adesso, ecco, ella move alla pianura
col suo passo frusciante di regina.
Ogni fronda l’invita e le s’inchina;
la terra piange di felicità.

Un lampo turchino,
un palpito d’oro,
fresco riso divino –
e le cicale riprendono il coro.

(da Poesie, 1962)

 

tratto da https://cantosirene.blogspot.com/2011/07/nuove-poesie-per-luglio.html

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MERIGGIO D’ESTATE

Silenzio! Hanno chiuso le verdi
persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria, o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono, vinti
dal sonno. Sembrano estinti
gli uomini, tanto è ora pace
e silenzio… Quand’ecco da tutti
gli alberi un suono s’accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.

 

 

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inizio settimana con LE CICALE di G.Carducci:

Cominciano agli ultimi di giugno, nelle splendide

mattinate; cominciano ad accordare in lirica

monotonia le voci argute e squillanti.

Prima una, due, tre, quattro, da altrettanti alberi;

poi dieci, venti, cento, mille, non si sa di dove,

pazze di sole; poi tutto un gran coro .che aumenta

d’intonazione e di intensità col calore e col luglio, e

canta, canta, canta, sui capi, d’attorno, ai piedi

dei mietitori.

Finisce la mietitura, ma non il coro. Nelle fiere

solitudini sul solleone, pare che tutta la pianura

canti, e tutti i monti cantino, e tutti i boschi cantino…

pare che essa la terra dalla perenne gioventù del suo seno espanda

in un inno immenso il giubilo de’ suoi sempre nuovi amori co’l sole.

DA “Le risorse di San Miniato al Tedesco”

 

Français : Giosuè Carducci (1835-1907) en 1871

Français : Giosuè Carducci (1835-1907) en 1871 (Photo credit: Wikipedia)

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