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Posts Tagged ‘POESIE PER BAMBINI DI JULIAN TUWIM’

A sette anni di distanza dall’ultima novità pubblicata nella collana di poesia Pesci d’Argento, Einaudi Ragazzi propone ora questa nuova raccolta, con una firma importante: che sia un buon segno?
Che meraviglia, un ponte, Roberto Piumini, Einaudi Ragazzi

“Che meraviglia, un ponte!” si collega senz’altro ai libri (lo mi ricordo, Quieto Fatato. Sole, scherzavo, C’era un bambino profumato di latte) con cui, fin dagli anni ’90, Piumini ha fatto una proposta, da molti criticamente riconosciuta, da moltissimi usata nei percorsi didattici sulla poesia, e frequentissimamente ripresa nei testi scolastici, di brani poetici “per bambini” che, pur sviluppando in gran misura l’aspetto giocoso, combinatorio e fonetico del linguaggio, si discostano nettamente dalla filastrocca, sia come variazione metrica che tematica. Si tratta di una cinquantina di poesie che, pur permettendo godimento e riconoscimento alla lettura infantile, hanno sufficiente ricchezza e complessità per ulteriori età, costituendo un possibile repertorio testuale che accompagna negli anni. Il volume, riccamente illustrato, è impaginato in modo da lasciare una pagina bianca a fianco di ogni poesia per dare modo ai bambini di sperimentare le loro stesse abilità di illustratori, seguendo l’ispirazione data dai testi e dai suggerimenti grafici dell’illustratrice. Età di lettura: da 8 anni.

Bologna Ragazzi Award 2008 – Sezione Poetry, Bib Onorary mention
Tutti per tutti
POESIE PER BAMBINI DI JULIAN TUWIM, Orecchio Acerbo
di Julian Tuwim
illustrazioni di Gosia Gurowska, Monika Hanulak, Marta Ignerska, Agnieszka Kucharska-Zajkowska, Ania Niemierko, Gosia Urbanska, Justyna Wroblewska

traduzione di Marco Vanchetti

Mortaretti, girandole, castagnole. Sono una vera e propria esplosione di gioia e di allegria i versi di Julian Tuwim. Gioca e si diverte con le parole -un cavallo che cavilla, un vento sventato, una quaglia che si squagliainventando metafore e neologismi che strappano il sorriso. Col suono e la musicalità delle parole evoca e imita animali e cose, stimolando immaginazione e fantasia. Ed è capace, divertendo, di essere istruttivo. Senza mai essere pedante. Come quando, con magistrale noncuranza, smonta le lettere dell’alfabeto. Oppure quando, tra gli spassosi sbuffi della locomotiva e quelli dei passeggeri, come niente fosse elenca uno per uno i numeri dei vagoni. E, sempre col sorriso sulle labbra, irride all’invidia, all’ignoranza, all’egoismo. Ricordandoci, tra l’altro, dei fratelli minori con i quali condividiamo questa terra: gli animali. Una perfetta fusione di leggerezza e profondità, che parla direttamente al cuore e all’intelligenza dei bambini. La sensibilità, la passione, l’ingegno di uno dei più grandi poeti polacchi in un atto d’amore per tutti i bambini. Condiviso dalle illustrazioni e dalla grafica di sette straordinari artisti.

Julian Tuwim

Julian Tuwim è nato a Lodz, in Polonia, alla fine dell’ottocento. Figlio di ebrei lituani, a scuola non era un granché. Un anno fu anche bocciato. Ciò però non gli impedì di laurearsi in filosofia e diritto. Ma presto cominciò a scrivere. L’esordio è un fiammeggiante Manifesto Futurista, in cui già si intravedono l’energia esplosiva e la tensione emotiva che lo caratterizzeranno. Poi si dedica al cabaret, dove comincia a dispiegare il suo caustico umorismo che sfocerà nello straordinario “Il ballo all’Opera”, unica sua opera pubblicata in Italia dalla casa editrice Livello 4. Contemporaneamente comincia a scrivere versi, rinnovando il linguaggio poetico polacco con l’introduzione di una lingua parlata ricca di metafore, onomatopeie, neologismi. “L’agguato a Dio”, “Parole nel sangue”, “L’essenza ardente” le sue raccolte più famose. Per sfuggire al nazismo, alla vigilia della seconda guerra mondiale, si rifugia in Romania, poi in Francia, Portogallo, Brasile, per raggiungere infine New York. Qui collabora con la rivista “Nuova Polonia” e altre pubblicazioni americane, ma, soprattutto, è qui che sbocciano quei meravigliosi “Fiori Polacchi”, un poema, struggente ricordo del suo paese. Tornato in patria alla fine della guerra, il clima del regime comunista sembra inaridire la sua creatività. E allora si dedica con impareggiabile maestria al teatro, diventando direttore artistico di quello della sua Lodz. E proprio la sua città, prima della sua scomparsa nel 1953, ne riconosce l’indiscusso valore con una laurea honoris causa e il più importante premio letterario. Nel catalogo di orecchio acerbo “Tutti per tutti. Poesie per bambini di Julian Tuwim” (2010).

 

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