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Posts Tagged ‘premio nobel 2014’

« Per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inesplicabili e scoperto il mondo della vita nel tempo dell’occupazione »

 

Con questa motivazione l’Accademia svedese ha riposto nelle mani di Patrick Modiano il premio Nobel per la letteratura, un po’ a sorpresa per la verità. Un po’ di Italia nel Premio: il padre era un ebreo francese,italiano di origine. 69 anni, Modiano ha affermato che tra i suoi autori di riferimento ci sono Proust e Céline.

 

Il suo primo libro pubblicato in Italia è stato I viali di circonvallazione , traduzione dal francese di Annamarcella Falco Tedeschi, edito da Rusconi nel 1973. Molti altri romanzi sono seguiti

Trai più noti citiamo Dora Bruder (Guanda, premio Bottari Lattes Grinzane Cavour sezione La Quercia nel 2012), Sconosciute, Bijou, Un pedigree ( tutti Einaudi) e Nel caffè della gioventù perduta (Einaudi). Oltre ai 26 libri (piu uno per ragazzi), ha scritto anche sceneggiature per il cinema (Cognome e nome : Lucien Lacombe, di Malle, e altri tratti dalle sue opere, come Il profumo di Yvonne, di Leconte).

Al centro della sua ricerca una tematica esistenzialista, l’analisi del passato attraverso piccoli tassell di ricordi, che sfociano in una rivelazione: verosimilmente, influenzato anche dall’ambigua figura del padre, riuscito a sfuggire alle persecuzioni naziste grazie ad amicizie potenti…

“Nel romanzo classico – che è psicologico e realistico – lo scrittore era una specie di Dio che controllava i personaggi come marionette. Oggi non è più così. I personaggi sfuggono di mano al romanziere, rivendicando la loro autonomia. Ma proprio perché sono più indipendenti, acquistano anche maggior verità. Anche per questo scrivere non è facile. È come avanzare sulle sabbie mobili. Si ha sempre l’impressione di sprofondare e di perdersi, ma poi all’ultimo momento, miracolosamente, si riesce ad andare avanti”

 

 

Nasce a Boulogne-Billancourt, una città poco distante da Parigi, il 30 luglio del 1945, figlio di Albert Modiano, un ebreo francese di origini italiane, e di Louisa Colpijn, un’attrice belga di etnia fiamminga. Studia in Alta-Savoia poi a Liceo Henri-IV a Parigi dove ha come insegnante di Geometria Raymond Queneau, amico della madre e che diventerà amico suo. Termina gli studi ad Annecy e non li prosegue. Introdotto dall’amico nel mondo letterario, conosce l’editore Gallimard e, nel 1967, scrive il suo primo romanzo La Place de l’Etoile che viene pubblicato dallo stesso Gallimard. Il romanzo gli vale il Premio Roger Nimier. È documentarista per Carlo Ponti e paroliere per Françoise Hardy. Nei suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi occupata dai nazisti e costruiti intorno alla figura dello straniero, dell’esule, dell’ebreo, si intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista ed il gusto della rievocazione. L’autore rievoca molto spesso, nei personaggi dei suoi romanzi, l’ambigua figura del padre, un ebreo sicuramente vittima del Nazismo, che, arrestato nel 1943, si dimostrò pronto a tutto per sopravvivere (infatti sfuggì alla deportazione grazie a potenti amicizie collaborazioniste); una figura dalla duplice e ambigua identità, invischiata molto spesso in rapporti di complicità con i carnefici.

 

Nel 1978 il romanzo Rue des boutiques obscures (dove lui ha anche abitato), gli vale il Premio Goncourt.

 

Nel 2014 l’Accademia di Svezia gli ha assegnato il Premio Nobel per la letteratura.

 

eccone un ritratto:

 

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