Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Ravenna’

Dall’8 settembre 2018, Giornata mondiale dell’Alfabetizzazione, avrete un motivo in più per entrare in una libreria indipendente. L’illustratrice e autrice di libri per bambini Agnese Baruzzi ha disegnato in esclusiva uno splendido segnalibro per ricordarvi che ci sono tanti motivi per scegliere le proprie letture entrando in una libreria indipendente.

LA COMUNITA’
I negozianti del territorio sono tuoi amici e vicini, pronti a supportare le attività di scuole, enti culturali e di carità . Più negozi indipendenti offrono più scelta, più varietà e quindi maggior libertà, la possibilità di dare vita ad una comunità come nessun’altra, non standardizzata.
L’AMBIENTE
Comprare “locale” significa meno packaging, meno trasporti, meno infrastrutture, meno inquinamento.
LA SOCIETA’ E LA CULTURA
Più librerie, più editori indipendenti, creano una offerta culturale variegata, valore sostenuto anche dalla Comunità Europea.
L’ECONOMIA
I negozi indipendenti creano posti di lavoro nel tuo territorio, versano per intero le imposte, in Italia, così ne pagate di meno voi.

I libri devono essere venduti da chi li ama e li conosce: il libraio è un professionista competente ed informato, pronto a consigliarvi,a darvi idee per un regalo, a cercare per voi il libro che desiderate.

Appuntamento dunque all’8 settembre: entrando in una delle librerie che seguono riceverete in dono il segnalibro a tiratura limitata! Il design sarà svelato solo quel giorno..

Cartacanta, Monterotondo (RM)
Liberamente, Ravenna
libreria Garbolino, Chivasso Chivasso (TO)
Libreria Bufò , Torino
Libreria Dante, Ravenna
Il Segnalibro, Firenze
Acilia Libri, Roma
Il Mosaico, Imola (BO)
Libreria le Corti, Saluzzo (CN)
Libreria Campus, Bari
Atlantide, Castel San Pietro (BO)

 

 

Read Full Post »

 

 

AAVV, I RACCONTI DELLA NOTTE DI SAN GIOVANNI, DAMSTER

Se c’è una notte magica è proprio quella del 24 giugno, solstizio d’estate.
La guazza benefica, i falò, le streghe che ballano attorno agli alberi di noce, i piedi scalzi sull’erba bagnata, vergini che raccolgono con un falcetto di ceramica i frutti immaturi…
E non poteva che nascere questa notte il più magico e affascinante tra i liquori: Il Nocino
Venti racconti e altrettante storie dove il profumo dell’infuso si spande tra le parole, arricchendo la narrazione e impregnandola di mistero e di emozioni.

Contiene la ricetta originale del Nocino Modenese e i diversi modi di utilizzarlo in cucina (e non solo).

 

Chris Adrian, La grande notte, Einaudi

 

In questa rilettura contemporanea del “Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare”, l’ambientazione è l’emancipata San Francisco del 2008. La notte del solstizio d’estate, la Grande notte, due uomini e una donna salgono all’insaputa l’uno dell’altro il colle frondoso che ospita il Buena Vista Park con l’intento vacillante di recarsi a una festa. Tutti e tre hanno il cuore spezzato da una perdita amorosa devastante. Henry, oncologo pediatrico, cerca di superare l’abbandono dell’amato Bobby, fuggito da lui a causa delle molte ossessioni che lo tormentano sin dall’infanzia. Will, un arborista, vorrebbe trovare il modo di riavvicinarsi alla donna che ama e che l’ha lasciato per colpa dei suoi tradimenti. E a Molly, commessa in un negozio di fiori, basterebbe trovare tregua dall’angoscia che l’attanaglia sin dall’inspiegabile suicidio del fidanzato Ryan. Nessuno di loro raggiungerà il luogo stabilito. Disorientati da prodigi e incanti, i tre si perdono fra gli alberi e finiscono invischiati nel disastro soprannaturale che frattanto scuote il parco. Titania, regina delle fate, è impazzita di dolore. Il suo Bimbo umano, trastullo regalatole dal marito Oberon, ha ceduto alla fragilità terrena e l’ha lasciata, e lei, per la prima volta nella sua sempiterna vita, ha dovuto sperimentare in un sol colpo l’impotenza di una mortale, lo strazio di una madre e l’abbandono di una moglie.

Traduttore: Kampmann E.

 

Henning Mankell, Delitto di mezza estate, Marsilio

Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell’inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l’assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di “uno di loro”, un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.

 

Joan Didion, Blue nights, Il saggiatore

“Blue nights” sono le ore lunghe e luminose della sera che a New York preannunciano il solstizio d’estate, “l’opposto della morte del fulgore, ma anche il suo annuncio”. Sono passati sette anni da quando Joan Didion e John Gregory Durine festeggiavano il matrimonio della figlia Quintana Roo nella cattedrale di St. John the Divine in Amsterdam Avenue. Joan Didion ripensa a quel giorno, ai gelsomini del Madagascar nei capelli di Quintana, al fiore di frangipani tatuato sulla spalla. I ricordi rievocano istantanee dell’infanzia di Quintana: Malibù, la scuola di Holmby Hills, la California Meridionale e le sue stagioni “che arrivano in modo così teatrale da sembrare colpi di un destino inatteso”. I ricordi spingono Joan Didion a interrogarsi sul suo essere madre, ora che la figlia non c’è più. A rileggere ogni singolo evento della vita di Quintana alla ricerca di segni che forse non aveva voluto vedere. A fare i conti con la propria, inaspettata vecchiaia. Come “L’anno del pensiero magico”, “Blue nights” colpisce per la precisione chirurgica con cui parla del dolore.Trad Vezzoli D.

 

Walton Leslie, Lo straordinario mondo di Ava Lavender, Sperling Kupfer

 

Ava Lavender è nata con le ali, ma non può volare. Non può nemmeno vivere come le coetanee, perché sua madre la tiene chiusa in casa, al riparo da occhi indiscreti. Ma ha sedici anni e non si rassegna a essere diversa. In cerca di un perché, scava allora nel passato della sua famiglia, e scopre il destino infausto delle sue antenate: ognuna segnata da una peculiare stranezza, ognuna condannata a un amore infelice. E se fosse proprio l’amore la forza in grado di spezzare quell’antica maledizione? Un amore vero, capace di vedere oltre le apparenze. Per trovarlo, Ava dovrà affrontare il mondo fuori, gli sguardi di chi la crede un mostro o un angelo. Fino alla notte del solstizio d’estate, quando sarà lei a scrivere un nuovo, forse decisivo capitolo nella storia straordinaria della sua famiglia.PER RAGAZZI

Traduttore Petrelli A.

 

 

poi, naturalmente, il SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William S.!

 

LA LEGGENDA DI AZZURRINA E DEL CASTELLO DI MONTEBELLO DI RIMINI

amadesi paola; gatta a. , Tipografia Moderna, Ravenna

Una bambina scomparsa a fine del XIV secolo, ancora fa echeggiare la sua voce disperata e il suo grido angosciato ogni cinque anni il 21 giugno al solstizio d’estate. In un castello del tutto pieno di presenze che reclamano attenzione, quello di Montebello in provincia di Rimini, dove spesso si recano i ricercatori del paranormale per effettuare esperimenti.

 

http://www.castellodimontebello.com/

 

 

 

 

Read Full Post »

Eraldo Baldini, Fra l’Adriatico e il West. 77 racconti “fuori campo”, Fernandel editore

 

Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti dal maestro del “gotico rurale”

Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti dal maestro del gotico rurale. Storie venate di suggestioni del grande schermo e di chiacchiere da bar, di cultura pop e di ricordi paesani e d’infanzia. Racconti brevi e spiazzanti che restituiscono un profilo letterario inedito dell’autore di Nevicava sangue.

Ma perché proprio settantasette? Perché negli Stati Uniti, oltre alla famosissima Route 66, c’è anche una meno famosa Route 77, che per la cronaca collega Bronsville, nel Texas, a Sioux City, nello Iowa. Luoghi che richiamano i miti del West, del cinema, del sogno americano vissuto da una terra ai confini con l’Adriatico che nel bene e nel male non ha niente da invidiare al Far West, a saperla guardare e leggere nella prospettiva epica e coinvolgente di Eraldo Baldini.

Questi settantasette racconti commentano fatti di cronaca, trasmissioni televisive, eventi sportivi, vicende vere o fantasiose; a volte sono rivisitazioni sui generis della storia, della scienza e della medicina; brani quasi sempre conditi di ironia, scritti con uno humor intelligente e caustico, un po’ di cinismo e uno sguardo interrogativo, scanzonato ma attento sulla realtà. Un divertissement che non mancherà di irretire e di far sorridere ogni tipo di lettore.

 

Eraldo Baldini è nato a Russi (Ra) e vive a Ravenna. Nei suoi romanzi ha saputo coniugare “gotico rurale”, noir e horror in una vena originale. Fra i suoi libri più recenti ricordiamo: Nebbia e cenere (2004), L’uomo nero e la bicicletta blu (2011), Gotico rurale (2012), Nevicava sangue (2013), tutti pubblicati da Einaudi e tradotti in diverse lingue. Il suo sito è eraldobaldini.it

 

English: Flag of Emilia-Romagna region Italian...

English: Flag of Emilia-Romagna region Italiano: Bandiera della regione italiana Emilia-Romagna. (Photo credit: Wikipedia)

Read Full Post »

Gallinas

Gallinas (Photo credit: rahego)

soave e lieve, amato da Italo Calvino,  ecco il libretto dedicato alle galline scritto da Luigi Malerba negli anni 80:

 

“Una gallina timida un giorno fece coccodè in mezzo a un prato in prossimità di una cava di tufo. Le rispose l’eco. La gallina fece coccodè un’altra volta e l’eco rispose di nuovo. La gallina credette di aver trovato un’amica timida come lei che le rispondeva ma non voleva farsi vedere.

 

Una gallina teneva nel becco un pezzo di formaggio. Le si avvicinò un gatto e le disse: – Hai belle penne e belle gambe. Se tu sapessi cantare saresti il migliore fra tutti gli uccelli. Perché non mi fai sentire la tua voce? – La gallina, che conosceva la favola del corvo e della volpe, rispose: – Col cavolo! – e così il formaggio le cadde in terra. Il gatto lo prese e scappò via di corsa.

 

Una gallina astronoma disse che tutte le galassie dell’universo messe insieme non erano altro che nuvolette di polvere sollevate da una gallina che ruspa in un universo infinitamente più grande.

“E allora che cosa c’è al di là delle galassie?” domandarono le compagne.

“Se guardate bene si vede, laggiù in fondo, la zampa della gallina che ha sollevato le nuvolette di polvere”.

 

Una gallina da corsa andò sulla pista di Monza per partecipare alla gara di Formula Uno. Quando vide sfrecciare le automobili a duecento chilometri all’ora si ritirò avvilita. Bella forza esclamò, loro hanno le ruote.”

 

 

Luigi Malerba,

Le galline pensierose, Quodlibet

 

 

 

«Per Malerba osservare le galline vuol dire esplorare l’animo umano nei suoi inesauribili aspetti gallinacei».

Italo Calvino

 

 

Un libro dove le galline pensano, parlano, progettano e si danno da fare, sempre ad imitazione e in concorrenza con gli esseri umani, moltiplicandone la comica stupidità e il sempre fallimentare anelito filosofico.

Sono 146 brevissime storielle, più 9 inedite composte da Malerba nel 2008 da aggiungere alla precedente edizione Mondadori 1994 (la prima è Einaudi 1980).

Italo Calvino ha scritto che queste storielle sulle galline stanno tra il leggero umorismo del nonsense e la vertigine metafisica degli apologhi zen.

 

ecco accostato alle galline di Malerba un vecchio testo “vecchio” di cinquanta anni fa:

Ercolani, Libero

Gli animali nella superstizione e nel folklore di Romagna, 2014

a cura di Andrea Mengozzi – Roberto Papetti

Longo Edizioni

 

Questo volume è stato pubblicato la prima volta cinquanta anni fa. Ancora oggi, a tanti anni di distanza, la sua ricchezza di informazioni e la sua documentata conoscenza delle tradizioni romagnole costituiscono un solido riferimento per gli studiosi della disciplina e per chi si avvicina ai temi della cultura della nostra terra.

Consapevoli del valore rappresentato dal libro di Libero Ercolani abbiamo tentato di farlo rivivere, attualizzarlo, renderlo fruibile ai ragazzi di oggi.

 

e una guida per ragazzi alle delizie che la provincia di Ravenna propone ai visitatori (e ai cittadini):

Rambaldi, Enrico – Togni, Silvia

A Ravenna una pigna tira l’altra

Andando per valli e pinete, Longo Angelo, 2013

 

 

Dopo aver passeggiato tra i monumenti di Ravenna nel primo volume della seriela simpatica pigna torna a visitare la città e i suoi dintorni, questa volta alla scoperta di valli e pinete e dei loro abitanti.

La natura e i suoi continui intrecci con la storia dell’uomo diventano terreno di gioco e di appassionanti scoperte che dalla città vanno ad esplorare il nostro territorio.

Enhanced by Zemanta

Read Full Post »

 

 

Domenica 24 novembre, Rocca di Bagnara di Romagna.  Eraldo Baldini presenta Nevicava sangue.

 

La presa di coscienza di un uomo che, nell’esperienza atroce della guerra, scopre dolorosamente il valore di sé e della propria dignità e libertà.

Alle 17 di domenica 24 novembre, nella Rocca di Bagnara di Romagna, Eraldo Baldini con il suo Nevicava sangue (Einaudi editore) concluderà Trame di vita, il ciclo di incontri con l’autore che ha avuto luogo  nelle domeniche di novembre.

 

Dopo Fuoco e neve di Maurizio Garuti, Generazioni 1881 – 1907 di Gabriele Rubini, Timira di Wu Ming 2 e Antar Mohamed, la nuova “esperienza di vita ” ci condurrà dalla Romagna di inizio Ottocento alle fredde lande russe, quelle della Campagna Napoleonica.

Il suo protagonista, Francesco Mambelli, un mandriano della pianura ravennate, avanzerà a fatica tra gli orrori della guerra, il gelo e la fame, affrontando una discesa negli angoli peggiori del cuore umano, sorretto solo dall’istinto di sopravvivenza . Al fianco di questo uomo dal cuore semplice, a cui il destino ha imposto prove terribili, Berto, un cavallo non suo con cui instaurerà un fortissimo rapporto.

 

La sua faticosa marcia nel rigido inverno, tra incubi reali e quelli immaginati, come quello della Baba Yaga, risveglia in lui per la prima volta la consapevolezza della propria condizione di subalterno, il desiderio di un riscatto che avrà modo di verificarsi al momento del ritorno a casa.

 

Eraldo Baldini è nato e vive a Ravenna. Nei suoi romanzi e racconti coniuga «gotico rurale», noir e horror in una vena originale. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Medical Thriller (2002), con Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi (riedito nella collana «Super ET», 2006), Bambini, ragni e altri predatori (2003), Nebbia e cenere (2004 e 2012), Come il lupo (2006 e 2008), con Alessandro Fabbri, Quell’estate di sangue e di luna (2008), L’uomo Nero e la bicicletta blu (2011), Gotico rurale (2012), il libro che l’ha consacrato dodici anni fa, in una versione arricchita di nuovi racconti, e Nevicava sangue (2013). Con Giuseppe Bellosi ha scritto Halloween (2006). Ha partecipato inoltre all’antologia The Dark Side (2005). I suoi libri, ristampati piú volte, sono tradotti in varie lingue.

Il suo sito Internet è www.eraldobaldini.it

 

 

Gli appuntamenti, gratuiti, sono condotti da Lisa Emiliani e avranno inizio alle ore 17,00; a seguire, per chi lo desidera, visita guidata al museo ed alla Rocca ad un prezzo speciale per i partecipanti.

 

Rocca Sforzesca, Piazza IV Novembre, 3 Bagnara di Romagna (RA)

 

Per info. http://www.comune.bagnaradiromagna.ra.it/, 0545905501, Il mosaico Cooperativa, http://www.ilmosaicocooperativa.com/ 3316995930.

 

In collaborazione con Libreria Atlantide – Castel San Pietro (BO)

_____________________________

 

la scheda del libro:

 

Romagna rurale, primi Ottocento. Francesco, vedovo ventiseienne, vive con la madre e la figlia in una fattoria in cui si allevano cavalli e bovini, nelle ampie praterie che si estendono tra Ravennate e Ferrarese, e lì lavora come mandriano, conducendo un’esistenza umile ma tutto sommato tranquilla. Quando nell’autunno del 1811 al figlio del padrone arriva la chiamata alle armi da parte del governo napoleonico, che allora regna su gran parte dell’Italia settentrionale, l’uomo chiede (anzi impone) a Francesco di sostituire il ragazzo, promettendo di occuparsi della sua famiglia mentre lui sarà assente e di ricompensarlo al suo ritorno. Prigioniero di una condizione di subalternità che mai ha osato mettere in discussione, non può che accettare e si ritrova catapultato, dopo pochi mesi, nel gigantesco dramma della campagna napoleonica di Russia. Dove, tra esperienze terribili e indicibili sofferenze, lotta per sopravvivere dovendo, suo malgrado, imparare a uccidere, sopraffare, razziare nelle case dei contadini, suoi pari all’improvviso diventati nemici.
Nella disastrosa ritirata che comporta l’ecatombe di oltre seicentomila uomini, vittime non solo del fuoco e del ferro nemico, ma soprattutto della fame, del freddo, delle malattie e degli stenti, Francesco, che è arruolato in artiglieria e condivide la durezza quotidiana del conflitto con Berto, un cavallo destinato al traino di un cannone, cerca di salvare quell’animale non solo perché nei suoi confronti ha maturato riconoscenza e affetto, ma anche perché ha cominciato a sognare di potere in futuro, grazie a lui, intraprendere una professione e una vita migliori. Cerca dunque di condurlo con sé nel lungo e difficile viaggio verso casa, difendendolo da ogni insidia, attraverso un inverno crudele e assassino e un paesaggio quotidiano di carneficina e distruzione, pieno di pericoli mortali e abitato, nel delirio di una sofferenza capace di confondere i sensi e i pensieri, da malefiche, insidiose e immaginarie presenze, come quella della Baba Yaga, la terribile strega antropofaga della tradizione russa, incarnazione della ferocia e della fame.
Le cose purtroppo non vanno come aveva preventivato e sperato, ma in guerra Francesco si è indurito e ha preso coscienza di sé, del valore della propria vita e della propria indipendenza, e non è più disposto a sottostare ai voleri e ai soprusi altrui…

In un paesaggio tolstojano di sangue e di neve, la ferocia della guerra rivela a un uomo l’orrore che cova in ogni animo, anche il suo. Ma risveglia in lui per la prima volta la consapevolezza della propria condizione di subalterno e il desiderio di riscatto.

nevicava sangue

 

Read Full Post »

Frutto di passione e anni di ricerche, Un’oncia di rosso cinabro getta luce su un’epoca storica e una collocazione geografica non frequentata dai tanti autori di romanzi storici in circolazione. E’ infatti la pianura romagnola – ravennate, il mondo artistico di fine Quattrocento ad essere indagato da Chiara Arrighetti con la competenza di chi ben padroneggia la materia, dando voce ai personaggi che animano la bottega di Francesco e Bernardino Zaganelli, pittori dell’epoca. Il loro mondo artistico, l’universo culturale di cui si nutriva, compresi i contatti con le scienze alchemiche, sono ricostruiti con precisione. Non mancano certo altri spunti per irretire il lettore: l’epidemia di peste che si diffonde nella zona, la crescita umana ed artistica del giovane allievo di bottega, la sua vicenda amorsa con Luna, figlia di uno dei due pittori, e un misterioso omicidio

Chiara Arrighetti, Un’oncia di rosso cinabro, CartaCanta

In una notte di aprile del 1499, mentre il prezioso feudo di Cotignola lotta contro l’ennesima epidemia di atra mors, un omicida si aggira pericolosamente per la bottega di Francesco e Bernardino Zaganelli, pittori di prestigio imparentati con la dinastia degli Sforza. Può essere lui il responsabile anche della propagazione del male? Il Consiglio generale e il notaio criminale Tommaso Buonanno spingono le indagini e le accuse in un’unica direzione, solo apparentemente scontata. L’odio profondo che divide i due fratelli e la scomparsa di alcune pagine di un preziosissimo almagesto alchemico coinvolgono Stefano di Bondinello, il migliore allievo della bottega, perdutamente innamorato di Luna Zaganelli, in una spirale di avvenimenti sempre più misteriosi e inestricabili. Ritratto di un Rinascimento dai mille volti, luminoso e assieme inquietante, dove le vicende artistiche e passionali dei principali personaggi si intrecciano a quelle quotidiane di un piccolo centro immerso nella pianura ravennate, “Un’oncia di rosso cinabro”, grazie a una ricerca storica sulle fonti originali e a un puntuale screening bibliografico, guida il lettore nel caleidoscopico universo della pittura e dell’alchimia, portandolo a chiedersi se davvero esiste “la certezza dell’impossibile”.

UN’ONCIA DI ROSSO CINABRO sarà presentato domenica 11 novembre presso  il MUSEO DEL CASTELLO DI BAGNARA, all’interno della rassegna TRAME OSCURE

Museo del Castello – Bagnara di Romagna
Novembre all’insegna dei libri al Castello

TRAME OSCURE – LA STORIA SI RACCONTA

Le quattro domeniche di novembre vedranno altrettante presentazioni di romanzi storici legati ad avvenimenti passati riguardanti il nostro territorio. Durante gli incontri saranno presenti gli autori intervistati da Lisa Emiliani.

4 novembre –  Mauro Mazzotti, “1512. La battaglia di Ravenna”
11 novembre –  Chiara Arrighetti. “Un’oncia di rosso cinabro”
18 novembre – Franco Foschi “Era il tempo del buio e del coltello”
25 novembre –  Rolando Dondarini, “La XIII porta”

Gli appuntamenti avranno inizio alle ore 17,00 e a seguire visita guidata al museo ed alla Rocca ad un prezzo speciale per i partecipanti.

Rocca sforzesca Piazza IV Novembre, 3  Bagnara di Romagna (RA)
Per info. http://www.comune.bagnaradiromagna.ra.it, 0545905501, 3316995930.

In collaborazione con Libreria Atlantide

I libri presentati:

1512. La battaglia di Ravenna
“La battaglia avvenuta a Ravenna fu il culmine di una serie di giochi politici, lotte e guerre tra la Lega Santa e l’esercito francese di Luigi XII. Questa battaglia segnò la fine della cavalleria e diede il via all’era dell’artiglieria pesante; la Romagna e Ravenna, in particolare, pagarono un alto prezzo.”

Un’oncia di rosso cinabro
“Anno Domini 1499. Un omicida si aggira per la bottega dei Francesco e Bernardino Zaganelli, pittori di prestigio imparentati con gli Sforza e divisi da un odio profondo.
Ritratto di un Rinascimento dai mille volti, luminoso e insieme inquietante, Un’oncia di rosso cinabro conduce il lettore nell’universo caleidoscopico della pittura e dell’alchimia.”

Era il tempo del buio e del coltello
“Un tuffo nel Medioevo emiliano-romagnolo  attraverso quattro storie che sono altrettanti affreschi di quel tempo di trasformazioni e incertezze, immense ricchezze e povertà. Le due visite dell’imperatore Carlo Magno a Bonònia, il monaco Guido d’Arezzo che, nell’abbazia di Pomposa, inventa la scrittura musicale, l’abolizione della schiavitù nel Comune di Bologna sancita dal Libro Paradiso e la tragica fine di Laura Malatesta e del suo amante Ugo d’Este.”

La XIII porta
“Un fitto mistero svelato pagina dopo pagina dalle disavventure di Diego, giovane spagnolo che nel 1498 giunge in città sulle tracce del nonno scomparso molti anni prima durante gli eventi burrascosi che portarono al trionfo e alla tragica fine di Annibale Bentivoglio e alla definitiva chiusura della “tredicesima porta” della cintura muraria di Bologna.”

Read Full Post »