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Posts Tagged ‘recensioni libri’

una METAMORFOSI molto particolare: immaginate di vivere da onesto giovane africano in un quartiere poco alla moda di Lagos, che come ben sapete è la capitale della Nigeria, con i suoi 15 milioni di abitanti. Sareste di certo sorpresi se una mattina una sorprendente metamorfosi vi colpisse, mutati in uomo bianco, con i capelli rossi, gli occhi verdi. Un vero e proprio INCUBO! E che fare se quel giorno vi aspetta un colloquio di lavoro? Grandiosa l’idea originale, scoppiettante di invenzioni e palpitante di vita il romanzo che ne segue! Non c’è che dire, l’editore ci sa davvero fare con la narrativa africana.
Culo nero 66thand2nd
pagine 240
traduzione di Massimiliano Bonatto
 
 
La mattina dell’ennesimo colloquio di lavoro, Furo Wariboko, trentatré anni, nigeriano, si sveglia e scopre di essersi trasformato in un oyibo, un uomo bianco, con i capelli rossi e gli occhi verdi. Una metamorfosi inspiegabile, che gli lascia un’unica possibilità, fuggire di casa e cercare fortuna nella babele di Lagos. Anche se nel suo quartiere i bianchi si contano sulla punta delle dita, e la gente da loro vuole sempre qualcosa: denaro, amicizia, favori. Se però conosci il pidgin e l’arte di arrangiarsi di ogni lagosiano, avere la pelle bianca può offrire dei vantaggi. Può farti entrare in un’azienda dalla porta principale; può spingerti tra le braccia di una donna bellissima che sa come manovrare i «paparini» di qualsiasi colore; può garantirti amicizie altolocate e una macchina con l’autista. In un clima sospeso tra sogno e incubo kafkiano, l’avventura di Furo Wariboko, alias Frank Whyte, si snoda intorno ai labili confini della razza e dell’identità, sullo scenario della più chiassosa e seducente tra le metropoli africane, una città in cui ognuno è «un re a casa sua, e ogni casa una nazione sovrana». Dove aggirarsi con le fattezze di un oyibo può essere esilarante ma molto rischioso, specie per Furo, che nella metamorfosi ha conservato un dettaglio della sua vecchia vita: ha ancora il sedere di un «bel nero gagliardo»

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due modi di parlare di Cina, un autore francese con un magnifico ritratto storico del Dodicesimo secolo, Madeleine Thien, che viene invece dal Canada,  con un romanzo incentrato sugli anni che vanno dalla Lunga Marcia di Mao alla fine del secolo scorso, da leggere perché “siamo qui per conoscere e non per dimenticare, per interrogare e non per rispondere”.

Didier Decoin sorprende con un libro palpitante di emozioni, da quelle che le atmosfere del tempo possono riservarci a quelle provate dalla protagonista, giovane vedue modi di parlare di Cina, un autore francese con un magnifico
ritratto storico del Dodicesimo secolo, Madeleine Thien, che viene
invece dal Canada,  con un romanzo incentrato sugli anni che vanno dalla
Lunga Marcia di Mao alla fine del secolo scorso, due libri da leggere
perché “siamo qui per conoscere e non per ddova alle prese con un compito impossibile e con  cuore ancora pieno d’amore per il marito annegato nel fiume. Un grandioso affresco, impreziosito dalla parallela narrazione della vicenda amorosa dei due sposi, prima e dopo l’annegamento dell’uomo.

Madeleine Thien gioca con una trama ricercata per affiancare ad una vibrante vicenda privata, rievocata con trasporto, attenzione ai dettagli e poesia, la Storia con la S maiuscola del colosso cinese.

 

Il magistero dei giardini e degli stagni,

Didier Decoin, Ponte alle Grazie, tradotto da Francesco Bruno

http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=9459&titolo=Il+magistero+dei+giardini+e+degli+stagni

 

Non conterebbe nulla, nell’impero giapponese del Dodicesimo secolo, il remoto villaggio di Shimae, se non fosse per il pescatore Katsuro e le sue bellissime carpe ornamentali. Catturati, amorevolmente nutriti e accuditi, i pesci sono destinati ad adornare le vasche del palazzo imperiale, dove Katsuro da sempre li consegna al sovrintendente del Magistero dei Giardini e degli Stagni. Essere un pescatore provetto, però, non impedisce a Katsuro di morire annegato, e tocca quindi alla sua giovane vedova Miyuki intraprendere, sola, il lungo cammino verso la Capitale, le spalle appesantite da un bilanciere a cui sono appese le ceste foderate d’argilla in cui nuotano i preziosi animali. Sotto il sole e le piogge battenti, lungo sentieri impervi e vie di pellegrini, passando per templi e case di tolleranza e incrociando monaci, guerrieri, mostri e maledizioni, la fragile ma indomita Miyuki compie quello che sente come l’unico modo per tenere vivo, almeno per questo ultimo viaggio, l’amatissimo Katsuro. E noi la accompagniamo, rapiti da una scrittura capace di renderci parte di un universo in cui tutto, dall’amore alla morte passando per la dignità, la paura e la meraviglia, parla il linguaggio vivo e palpitante dei sensi.

«Un impero della sensualità, una sorgente di poesia e una epopea più esaltante e più vicina a noi di tanti altri racconti ambientati nell’attualità».

L’Express

 

 

 

Non dite che non abbiamo niente,

Madeleine Thien,

Traduttore: M. Baiocchi, A. Tagliavini

Editore: 66th and 2nd

Finalista del Man Booker Prize 2016 – Vincitore dello Scotiabank Giller Prize 2016 – Vincitore del Governor General’s Award 2016.

Thien scrive con la padronanza di un maestro d’orchestra che ritma il tempo della sinfonia armonizzando ogni singolo strumento musicale» – The New York Times

 

Marie è nata in Cina ma è cresciuta con la madre in Canada. Il padre le ha abbandonate due volte: la prima quando se n’è andato di casa, la seconda quando si è ucciso gettandosi dal nono piano di un grattacielo a Hong Kong. Siamo all’inizio degli anni Novanta, e i fatti della lontana Cina irrompono nella vita di Marie e della madre quando Ai-ming, fuggita dopo il massacro di piazza Tienanmen, bussa alla loro porta. È con il suo aiuto che Marie inizia a ricostruire la storia di suo padre, una storia ricca di idealismo rivoluzionario, di musica e di silenzio, in cui tre musicisti del Conservatorio di Shanghai – il timido e talentuoso compositore Sparrow, il prodigio del violino Zhuli e l’enigmatico pianista Jiang Kai – combattono nella Cina della Rivoluzione culturale per rimanere fedeli l’un l’altro e alla musica, a cui hanno consacrato la propria vita. Dalle affollate sale da tè nei primi giorni della Rivoluzione fino alle manifestazioni del 1989 a Pechino, seguendo le vicende di un misterioso taccuino passato di mano in mano durante gli anni di Mao, Madeleine Thien ha scritto un romanzo doloroso e fiero, che offre una riflessione di vasta portata sul ruolo della politica e dell’arte nella società.

 

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oggi vi portiamo alle isole Ebridi, in compagnia di Peter May:

 

Il sentiero, Einaudi

Un uomo fradicio e intirizzito si risveglia su una spiaggia sconosciuta. Non ricorda nulla, né di quel che è successo né di sé: ogni memoria è svanita. Aiutato da un’abitante del luogo, recupera qualche brandello della propria identità. Vive in un cottage sull’isola di Harris nelle Ebridi, e sta conducendo delle ricerche sul mistero di tre guardiani scomparsi nel 1900 dal faro locale. Ma i file che dovrebbero contenere i capitoli del libro sono vuoti. L’unico indizio è una mappa su cui è tracciato un sentiero, la Via delle Bare, che attraversa l’isola. L’uomo non sa dove conduca, ma sa che seguirlo potrebbe essere il solo modo di ritrovare sé stesso e la verità. Con la consueta maestria, Peter May ci riporta fra i panorami incantati delle isole Ebridi in un romanzo che intreccia i colpi di scena di un thriller alle emozioni di un viaggio nell’anima, e nel futuro, dell’umanità.

«Una storia meravigliosa, una scrittura tagliente e un messaggio importante».
The Oxford Times

«Un ecothriller brillante e ricco di colpi di scena».
The Guardian

 

tradotto da Alessandra Montrucchio

 

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“Le storie di Megan M. Bergman sono riflessioni delicate e piene di forza sul significato di essere soli e dell’essere innamorati nello stesso tempo. Paradisi minori tocca le mie corde più profonde ed è la più bella raccolta di racconti dell’ultimo decennio”. parole di David James Poissant , autore de Il paradiso degli animali, sempre edito da EnneEnne, per introdurre una nuova perla nel catalogo di questo brillante editore, una raccolta di racconti toccanti, incentrati sull’intimo essere dei protagonisti, spesso feriti da un dolore. E quasi sempre accompagnati (o vessati) da un animale…
 
 
 
 
Megan Mayhew Bergman Paradisi minori
Traduttore : Gioia Guerzoni
Numero Pagine : 240
Prezzo : 18 €
ISBN : 978-88-99253-65-3
In libreria da : 31-08-2017
 
I racconti di Megan Mayhew Bergman parlano di uomini e donne alle prese con le grandi scelte e i piccoli dilemmi di ogni giorno. La ricerca d’identità dei personaggi, il loro dibattersi per costrui­re relazioni d’amore solide e profonde si specchiano negli animali che abitano le loro vite. Protagonisti di Paradisi mi­nori sono proprio gli animali – animali veri, amati o temuti, selvaggi o addo­mesticati. La nostalgia e il rimpianto di una donna si incarnano in un pappagal­lo che custodisce la voce della madre scomparsa; l’amore di una figlia per il padre raggiunge il culmine nella vana ricerca di un picchio in via d’estinzione; e l’istinto materno si esprime nella cura di un piccolo lemure invece che di una figlia ormai lontana.
Dai boschi del Vermont alle paludi del­la Florida, Megan Mayhew Bergman posa il suo sguardo gentile e pieno di compassione sul mondo e sulle sue creature, e racconta delle trappole di solitudine e dolore in cui cadiamo tut­ti, ma anche della folle ricerca d’amore che muove i fili delle nostre esistenze.
 
Questo libro è per chi legge e rilegge il menu del suo ristorante prefe­rito anche se lo conosce a memoria, per chi vede in ogni animale una persona e in ogni persona un animale, per gli occhi di David Bowie e Crazydi Patsy Cline, e per chi ha trovato alla fine il suo ultimo slancio, come la balena che, stremata dal parto, spinge il suo piccolo verso la pelle dell’acqua per consegnarlo al mondo in un respiro.

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Tove Jansson è nota per essere la creatrice del mondo dei Mumin, ma il nostro suggerimento è di accostarsi anche agli splendidi libri per lettori adulti editi da Iperborea, autrice capace di dipingere mondi (anche interiori) con poche felici parole. Ora, arriva la nuova edizione de L’ONESTA BUGIARDA, in cui la protagonista è una anziana e celebre illustratrice di libri, alle prese con una volitiva ragazza determinata a conquistarsi per lei e per il fratello un posto nel mondo. Assai consigliata!
 
 
 
 
«Una vera opera d’arte.» Ali Smith
 
Nell’Onesta bugiarda due donne si incontrano: Katri Kling è una giovane volitiva e concreta, intelligente e calcolatrice, ossessionata dal suo senso di onestà e di giustizia che la induce a vedere in ogni rapporto umano un contratto da rispettare. Anna Aemelin è un’illustratrice di libri per bambini, è distratta, solitaria e svagata, apparentemente mite, e frappone tra sé e il mondo la barriera della gentilezza. Il loro incontro è lo scontro fra due modi opposti di essere che si distruggono a vicenda, minando le certezze su cui poggiano. Piccolo capolavoro di Tove Jansson, L’onesta bugiarda è un libro pieno di grazia poetica e pungenti rivelazioni.
English: Artist and writer Tove Jansson in 195...

English: Artist and writer Tove Jansson in 1956. Suomi: Taiteilija ja kirjailija Tove Jansson vuonna 1956. (Photo credit: Wikipedia)

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RECENSIONE: Attenti, ecco il nuovo talento del thriller, capace di evocare al meglio certe atmosfere sociali, amatissimo da “colleghi” del genere, come Michael Connelly, Stephen King, John Grisham: in Brighton troviamo al centro della narrazione un sobborgo degradato di Boston, le tensioni tra due comunità, un fatto di sangue destinato ad avere ripercussioni a distanza di decenni, come nei migliori libri di Dennis Lehane.
 
 
“Mi sono piaciuti tutti i romanzi di Michael Harvey, ma Brighton è il migliore. Non riuscivo a staccarmi. È un libro maestoso, che tutti dovrebbero leggere”.
John Grisham
 
“Una vera bomba! L’ho adorato!”.
Stephen King
 
“Una nuova voce straordinaria”.
Michael Connelly
 
“Una storia raccontata con maestria, intersecando così tante prospettive e punti di vista da rendere inafferrabile qualsiasi morale”.
The New York Times Book Review
 
“Una vicenda di omicidi e vecchie amicizie, un inno alle cupe e fumose strade di Boston”.
Entertainment Weekly
 
 
Michael Harvey,
Brighton, Nutrimenti
 
 
pp. 368 – € 19
Traduzione di Nicola Manuppelli
 
righton, uno dei sobborghi più violenti di Boston. È il 1975 e Kevin Pearce ha quindici anni: studente modello, promessa del baseball, orgoglio del quartiere. Tutto questo rischia di andare in fumo quando lui e il suo migliore amico, Bobby Scales, si ritrovano coinvolti nella morte di un uomo. Kevin è costretto a lasciare Brighton, mentre Bobby rimane, per proteggerlo, per garantirgli un futuro. A patto che Kevin non si faccia vedere mai più.
Ventisei anni dopo, Kevin Pearce è un affermato reporter, ha appena vinto un Pulitzer e vive una vita relativamente tranquilla. Ma l’involontario coinvolgimento in un caso di omicidio lo obbliga a ritornare indietro nel tempo. L’assassinio di una donna, un’agente di polizia sotto copertura, lo riporta a Brighton, dove la violenza detta ancora legge. Uno dopo l’altro Kevin raccoglie elementi che avvicinano l’indagine all’episodio di più di vent’anni prima. Una pistola che ha ripreso a sparare. Rituali che fanno pensare a una catena di omicidi seriali. Kevin dovrà fare i conti non soltanto con un killer spietato, ma anche con i fantasmi del proprio passato.
Un thriller sontuoso, una rivelazione che la critica ha accostato al Dennis Lehane di Mystic River. Una grande storia sulla forza dell’amicizia e il valore dei legami. Una trama mozzafiato, sorretta da un intreccio impeccabile, che ha conquistato maestri come Stephen King, John Grisham e Michael Connelly.
 

 

 
Michael Harvey
 
Michael Harvey è autore di sette romanzi che hanno scalato le classifiche di vendita negli Stati Uniti. È anche giornalista investigativo e autore di documentari, attività per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui una nomination agli Oscar. È stato coautore e produttore della serie tv Cold Case Files, ottenendo una candidatura agli Emmy Award. Con Brighton si è consacrato come uno dei maggiori scrittori americani di thriller degli ultimi anni. I diritti cinematografici del libro sono stati acquistati dalla GK Films di Graham King, produttore di molti film di successo tra cui The Departed di Martin Scorsese, vincitore di quattro premi Oscar.
 

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  I lavori in Atlantide fervono, ma i bravi librai continuano le letture. Un suggerimento, per Gorilla, amore mio: per conoscere il linguaggio musicale di una protagonista della letteratura afroamericana degli anne Sessanta\Settanta, da gustare con le melodie di Billie Haliday in sottofondo, perfetto spaccato degli States di quel periodo.
 
 
Durante una festa elettorale per il Potere Nero, una donna di mezza età viene redarguita dai figli per aver ballato in modo troppo sensuale con un vecchio cieco. Un’assistente sociale cerca di insegnare ai bambini del quartiere il valore dei soldi portandoli in gita in un lussuoso negozio di giocatto­li. Una ragazza riflette sulla figura della bisnonna, una fattucchiera in odore di pazzia che voleva dare l’assalto al mondo. Cinque amiche si riuniscono in camera da letto per discutere le strategie sentimentali da seguire con gli uomini. Che racconti situazioni familiari oppure sociali, conflitti generazionali oppure razziali, contesti rurali oppure urbani, nelle sue storie Toni Cade Bambara affronta la realtà dei neri americani con grazia e umorismo: facendo parlare i suoi personaggi – spesso donne, spesso bambini – con la loro viva voce, mostrandoceli nella loro ordinaria litigiosità, ma anche nei momenti di crisi e nei non rari gesti di compassione e solidarietà. Scritti tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta, poi raccolti in volume nel 1972 per iniziativa di Toni Morrison (all’epoca editor di Random House), i quindici racconti di Gorilla, amore mio sono un classico ritrovato della letteratura afroamericana, tradotto oggi per la prima volta in italiano: un’occasione unica per scoprire la scrittura personalissima e musicale – malinconica come un blues, ritmata come un rap – di Toni Cade Bambara
Traduzione di Cristiana Mennella
 
Con i suoi racconti pacati, fieri, buffi, teneri, moderni, acuti, affettuosi Toni Cade Bambara racconta cosa significhi essere neri meglio di quanto potrebbero mai sperare di fare tante voci letterarie puramente polemiche. Le sue storie parlano d’amore: amore per la famiglia, per gli amici, per la propria razza e il proprio quartiere, ed è il tipo di amore che deriva dalla maturità e dalla pace interiore.”
Traduzione di Cristiana Mennella

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