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Posts Tagged ‘recensioni libri’

Quanto merita da 0 a 10 Sonia Maria Luce Possentini per il suo LA PRIMA COSA FU L’ODORE DEL FERRO? Di sicuro il massimo dei voti! Prima di diventare una delle migliori illustratrici in circolazione ha lavorato a lungo in una fonderia: un periodo duro della sua vita, da cui è nato questo capolavoro, in cui riesce a “fondere” l’intensità dell’esperienza con le realistiche immagini, con le parole necessarie a condividere il ricordo.Un libro che può essere collocato in diversi scaffali, oltretutto!
 
LA PRIMA COSA FU L’ODORE DEL FERRO (Rrose Sèlavy editore)
 
 
Sonia Maria Luce Possentini, premiata illustratrice, ha lavorato per qualche anno in una fonderia e nel libro “La prima cosa fu l’odore del ferro” racconta in prima persona quell’esperienza – I particolari e le illustrazioni
 
La prima cosa fu l’odore del ferro (Rrose Sélavy editore), volume scritto e illustrato da Sonia Maria Luce Possentini (e introdotto da Maurizio Landini) narra una storia vera, delicata e forte
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sì, l’autrice sa come non concedere un attimo di respiro al lettore, con la sua prosa serrata, viva e palpitante, ricca di sensazioni, emozioni, in ogni riga. Dopo l’eccellente Riparare i viventi, vale la pena leggere questo Corniche Kennedy (in realtà scritto molto prima), giunto molto tempo dopo l’apparizione (se vi è stata) sugli schermi del film omonimo. Un trionfo della sfrontatezza dell’adolescenza, della pienezza di una vita fatta di quotidiane esplosioni di “tutto”, in questo incrociarsi di vite. I ragazzi della piattaforma, un commissario e una ragazza agiata danno vita ad un magnifico ritratto di gioventù. Un libro destinato anche ai ragazzi dai 16\17 anni. E una nota. In Francia, Paese dove vige il prezzo fisso dei libri, il tascabile costa 6,80 euro. Chi scommette che in Italia costerà di più?

 

 

Corniche Kennedy,

Maylis De Kerangal,

Traduttore: M. Baiocchi

Editore: Feltrinelli

 

Sul lungomare di Marsiglia, una piattaforma sotto la corniche Kennedy è il quartier generale dove tutti i giorni si ritrovano Eddy, Mario, Loubna e il resto della banda. Ragazzi fra i tredici e i diciassette anni: giovani, belli, chiassosi, eccitati, vulnerabili. Si lanciano dalla scogliera sfidandosi tra loro, sfidando le autorità e sfidando soprattutto se stessi, alla ricerca di quell’ebbrezza che li porta a spingere sempre più in là i loro limiti. Dietro le veneziane degli eleganti edifici dall’altra parte della strada, c’è chi li osserva tra disgusto e rapimento; tra di loro, un commissario con qualche conto in sospeso con il passato e una ragazzina agiata di nome Suzanne. La banda, i ragazzi e le ragazze, ma anche lo sbirro, Sylvestre Opéra, che dietro il binocolo osserva i movimenti della marmaglia . La storia prende a tratti i toni del giallo. E tira dentro il lettore in una comunione dei sensi e degli elementi, in un tempo e in uno spazio dilatati. Con un linguaggio denso e una scrittura pulsante che scandisce il ritmo della storia, Maylis de Kerangal ci racconta l’equilibrio precario dell’adolescenza colta nella sua meravigliosa pienezza.

 

 

IL TRAILER DEL FILM

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Fortunati noi, ad avere precise previsioni del tempo che ci seguono ogni secondo, dettagliate metro per metro. Ma, vi siete chiesti quale è stato il percorso intrapreso dalla scienza per arrivare a misurazioni dettagliate dei fenomeni, chi sono stati i pionieri capaci di spalancarci le porte necessarie a giungere alle attuali conoscenze? Solo dal 1860 possiamo cominciare a parlare di meteorologia, in precedenza il tempo atmosferico appariva come imperscrutabile, qualcuno immaginava come ciclici e ricorrenti i cambiamenti climatici, e questo incantevole saggio vi svelerà le tappe della conquista. Bravo l’editore Nutrimenti!

Peter Moore, La conquista della meteorologia – i pionieri che seppero guardare al futuro, Nutrimenti

All’inizio dell’Ottocento, le dinamiche dell’atmosfera erano una frontiera tutta da esplorare. I cieli apparivano governati da forze imperscrutabili, e molti dogmi religiosi erano ancora dominanti. Quando, nel 1854, un deputato affermò alla Camera dei Comuni che presto si sarebbero potute prevedere con un giorno di anticipo le condizioni del tempo a Londra, il suo annuncio fu accolto dalla sonora risata dell’intera assemblea. Ma i tempi erano pronti per un cambiamento storico: un gruppo di uomini ingegnosi, capaci di guardare oltre le apparenze, rivoluzionò il rapporto tra l’uomo e il clima. Robert FitzRoy, il celebre capitano della “Beagle”, che condusse Darwin in Terra del Fuoco, fondò il servizio meteorologico britannico e fu, tra alterne fortune, il più acceso e idealista studioso delle variazioni del tempo. Negli stessi anni, Francis Beaufort creò una scala quantitativa dei venti, Luke Howard classificò per primo le nubi, James Glaisher studiò gli strati dell’atmosfera sorvolando l’Inghilterra a bordo di un pallone aerostatico. Questi, e molti altri, furono i pionieri della meteorologia, gli uomini che con i loro studi e le loro intuizioni hanno permesso che le previsioni del tempo si affermassero come una scienza. Con questo libro dettagliato e rigoroso, Peter Moore, giovane saggista britannico, racconta con vivace piglio narrativo una delle più esaltanti avventure della storia dell’umanità.

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“Vienna ha accettato l’annessione in maniera così passiva, si è rassegnata con una tale remissività..”. Motivo per fuggire da una Vienna osannante al Fuhrer, e rifugiarsi nella ben diversa Parigi (le prime pagine, quelle della scoperta della città, sono un vero e proprio inno alla Ville Lumiere) per la protagonista di Una viennese a Parigi. Dalla penna sapiente di Ernst Lothar, pagine che pulsano di vita e di grande storia, di resistenza e di riflessione.  Del resto anche l’autore de La melodia di Vienna, di origini ebraiche,  scelse di non restare nei territori del nazismo nel 1938, e al ritorno, dopo la fine della guerra, nel momento in cui l’antisemitismo era ancora ben vivo, fu accusato di codardia per avere abbandonato il Paese,  dilemma morale ben vivo anche nei pensieri della giovane Franzi. Ottimo libro di agile lettura per rivivere il momento storico, per ben comprendere il dramma dei rifugiati, degli espatriati, appesi ad un documento sempre difficile da ottenere, con il pensiero alla Patria e alla famiglia rimasta a soffrire..

 

(p.s. continuiamo le nostre annotazioni sui tempi di recapito della posta. La corrispondenza spedita il 12  da Parigi raggiungeva Vienna già il 15. Nel 1938)

Ernst Lothar, Una viennese a Parigi, E.o

https://www.edizionieo.it/book/9788866329251/una-viennese-a-parigi

 

 

febbraio 2018, pp. 512

ISBN: 9788866329251

Traduzione: Monica Pesetti

 

 

Dall’autore della Melodia di Vienna, un altro capolavoro di uno dei grandi protagonisti della letteratura mitteleuropea riscoperto dalle Edizioni E/O. Ernst Lothar continua la sua indagine sui destini dell’Europa sospesa fra le due guerre mondiali.

 

Austria, 1938, i nazisti hanno occupato Vienna, l’Europa è sempre più vicina al baratro del secondo conflitto mondiale. Gli austriaci subiscono l’invasione con un misto di cecità e impotenza ma Franzi non è come gli altri e decide di abbandonare la città. La ragione non è la sua etnia o la sua religione, non è ebrea né appartenente ad alcuna minoranza. Solo non riesce a sopportare l’idea di assistere all’ascesa di Hitler. Si fa dunque trasferire a Parigi, in un ufficio di corrispondenza della casa di produzione cinematografica per cui lavora. In Francia tutto appare diverso: la gente è libera, nessuno teme che il proprio vicino di casa lo denunci, i cartelloni dei teatri sono ricchi di spettacoli, i bistrot traboccano di gente. Lì conosce un affascinante giornalista, Pierre, e anche se un sordido ricatto minaccia la loro unione, presto se ne innamora. Franzi è felice, ma sulla coscienza le grava il peso della sua scelta: è da codardi abbandonare il proprio paese nel momento del bisogno? Ma cosa avrebbe potuto fare da sola? Perché nessun austriaco ha mosso un dito per opporsi a Hitler? La guerra spazza via interrogativi, sogni e speranze. Pierre è costretto a partire per il fronte mentre la Francia cade sotto il giogo del Reich. È allora che Franzi vede nei francesi la stessa cecità che era stata degli austriaci, lo stesso desiderio di far finta che nulla stia succedendo. Ma questa volta Franzi non scapperà.

L’autore

 

Ernst Lothar

Ernst Lothar Müller (Brno 1890-Vienna 1974) è stato uno scrittore, regista e critico teatrale, grande interprete dello spirito austriaco. Nel 1938, a causa delle persecuzioni del regime nazista per le sue origini ebraiche, emigrò negli Stati Uniti dedicandosi all’insegnamento universitario. Dopo la caduta del Reich tornò a Vienna e continuò a scrivere. Fra i suoi romanzi ricordiamo La melodia di Vienna e Sotto un sole diverso.

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cresce la voglia di passeggiare per le strade di una metropoli africana: Lagos, quella di Chris Abani (Graceland), di Igoni Barrett (Culo nero) di Chimamanda Ngozi Adichie (Americanah), e ora anche di NNedi Okorafor, una città assai feconda per gli scrittori, evidentemente.

Nnedi Okorafor si è aggiudicata i premi Hugo e Nebula, e questo dovrebbe farvi capire lo scaffale in cui dirigervi per trovare il libro. In realtà, nonostante l’arrivo dal cielo di una misteriosa entità nelle acque antistanti Lagos non si tratta solo di pura fantascienza. le pagine dell’autrice si nutrono di realismo magico africano, delle antiche tradizioni letterarie del continente, ben innestate sulla realtà storica nigeriana, di terra comunque invasa nei secoli da ben altre entità, di nazione in trasformazione, di città – mondo in cui tutto è possibile, donando al lettore un mosaico molto, molto intrigante.

Ottima qualità di scrittura, e grande inventiva per questa scrittrice americana nata negli States da genitori nigeriani, da seguire (anche George R.R.Martin crede in lei, se ha deciso di produrre una serie da un suo libro, Chi teme la morte- edito da Gargoyle…).

– Se avete voglia, leggetevi questo articolo in cui Chimamanda Ngozi Adichie risponde ad una giornalista francese…

https://www.theguardian.com/books/2018/jan/30/interviewer-asks-chimamanda-ngozi-adichie-are-there-bookshops-in-nigeria

 

Nnedi Okorafor, Laguna, Zona 42 editore

 

 

 

Un boato nel cielo di Lagos. Qualcosa precipita nell’oceano al largo della costa della più popolosa e leggendaria città della Nigeria. Il mare brulica di nuova vita, e dal mare una nuova entità emerge per sconvolgere la vita del paese africano.

 

Adaora, biologa marina alla ricerca di stabilità, Anthony, rapper capace di incantare le folle e Agu, un soldato dallo spiccato senso di giustizia, si incontreranno proprio lì, sul mare: insieme dovranno confrontarsi con i segreti delle proprie esistenze per tentare di salvare il paese che amano in una forsennata corsa contro il tempo. Accompagnano Ayodele, la donna misteriosa arrivata da un luogo ignoto, giunta a Lagos per promettere un cambiamento epocale, mentre il caos si diffonde senza controllo tra la popolazione della città.

 

Laguna racconta la storia di un’umanità al crocevia tra tradizioni secolari, un presente incerto e un futuro denso di potenzialità. Il romanzo combina in una miscela esplosiva il più classico tema fantascientifico, l’invasione aliena, al fermento di una città tentacolare. Con una pluralità di voci narranti, Laguna unisce in uno straordinario abbraccio la tradizione magica africana alla riflessione sociale e politica della migliore fantascienza. La scrittura di Nnedi Okorafor, avvincente, emozionante e spericolata, avvolge il lettore in una rete di suggestioni che ne rivelano tutta la ricchezza.

 

L’autrice

 

Nata negli Stati Uniti da genitori nigeriani, Nnedimma Nkemdili Okorafor è una delle più talentuose autrici emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale. Nnedi Okorafor si è affermata grazie a una produzione narrativa capace di trascendere il genere per combinare in maniera mirabile fantascienza e tradizione africana, fantasy e realismo magico.

Vincitrice di molti tra i più prestigiosi premi letterari (Hugo, Nebula, World Fantasy Award tra gli altri) è professoressa di Scrittura creativa presso l’Università di Buffalo (NY).

Laguna è il suo primo romanzo di fantascienza a essere tradotto in italiano.

Traduzione

Chiara Reali vive a Milano. Scrive in rete dal 2005 e ha pubblicato racconti su Linus, ‘tina, e nelle antologie Tu sei Lei. Otto scrittrici italiane (Minimum Fax) e Propulsioni d’improbabilità (Zona 42). Per Zona 42 Chiara Reali ha tradotto i romanzi di Ian McDonald, Jon Courtenay Grimwood e Tricia Sullivan.

Nnedi Okorafor, Laguna (Lagoon), Zona 42, traduzione di Chiara Reali, 304 pagine, formato 14×19, Euro 15,90.

 

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“L’amore è ritrovarsi per caso sbronzi insieme e avere voglia l’uno dell’altra. Il resto sono scemenze.” “L’amore è qualcosa di più” dice Brenner. “L’amore è mille cose e tutte diverse” dico io. L’amore non è un affare” dice lui. “Le ragazze carine sono un affare” dico io.  E Brenner: “Cosa c’entra con l’amore?” Eh, lo so, lo so, l’amore, sì, ma non voglio saperlo, non voglio.”

Vi stupite che i nazisti abbiano proibito i libri spumeggianti di Irmgard Keun, compagna di Joseph Roth? La tetraggine del regime non permetteva l’esistenza di romanzi come i suoi.

Una gran voglia di vita, quella che trapela dalla voce di DORIS, ragazza dai grandi sogni nella Germania pre orrore degli anni Trenta. Desiderosa di orologi, pellicce, sigarette costose e vini pregiati, di farsi strada puntando sul poco a disposizione.  Da questo libro negli anni Sessanta fu tratto La gran vita del regista francese Julien Duvivier, con una protagonista d’eccezione, Giulietta Masina nei panni di Doris.

 

https://www.lormaeditore.it/libro/9788899793319

 

Irmgard Keun,

Doris, la ragazza misto seta, l’ORMA EDITORE

«Padre nostro che sei nei cieli, concedimi una buona istruzione, fa’ questo miracolo, al resto ci penso da sola con un po’ di rimmel.»

traduzione di Vins Gallico

2017, pp. 200, brossura con alette

isbn 9788899793319 | collana: Kreuzville Aleph

 

oris è giovane, vive in provincia, si innamora spesso e sogna in grande. E a sognare non l’ha imparato nell’oscurità delle notti, ma nel buio delle sale cinematografiche. «La mia vita è come un film, ed è così che la voglio scrivere» annota nelle pagine che compongono questo incalzante romanzo in cui ritroviamo a pieno l’inconfondibile tocco di Irmgard Keun. Una ragazza nella Germania degli anni Trenta, dove l’economia ristagna e la società freme. Quando le moleste attenzioni del capo la costringono a lasciare il lavoro di dattilografa, Doris decide di partire alla conquista della ruggente Berlino. Diventare una stella – una stella del teatro, del cinema o anche solo del bel mondo, poco importa –, risplendere come le luci della grande metropoli, e magari trovare l’amore: ambizioni che la spingono, non senza fraintendimenti e cadute, a reclamare un ruolo da protagonista all’in- terno della propria vita. Le avventure di questa «ragazza misto seta» – un tessuto già in sé simbolo di un lusso contraffatto, sfavillante eppure effimero – sono un vorticoso saliscendi di ambienti e passioni tra splendori e miserie, dal proletario Karl ad Alex pezzo grosso dell’industria, da Brenner reduce di guerra cieco all’impiegato Ernst. Al suo fianco l’amica del cuore Tilli, addosso una pelliccia rubata quasi più cara di ogni affetto. La voce irresistibile di Doris trascina con sé un meravigliato gioire dell

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un futuro apocalittico, in cui le acque hanno sommerso la terra. Restano antichi monumenti, fonte di meraviglia, stupore e curiosità per le creature degli abissi, che si interrogano su quanto accaduto. Fonte di riflessione anche per noi, che leggiamo questo incantevole albo illustrato, di grande formato.

 

la scheda del libro

 

Le acque degli oceani hanno sommerso ogni cosa. Il mondo intero è sprofondato negli abissi. Ora ad attraversare il Tower Bridge non sono i londinesi, ma i delfini. E ad ammirare il Davide di Donatello o la Fontana di Trevi, neanche una persona. Solo capodogli e squali. Balenottere azzurre e pesci scorpione sguazzano ai piedi della grande Muraglia e della Sfinge come un tempo schiere di esseri umani. Insieme ai tonni che s’interrogano sul significato della Statua della Libertà, anche tutti gli altri abitanti del mare si domandano il perché di quei monumenti, il loro senso. E anche il perché della scomparsa dell’umanità. Umanità che però continua a vivere nei sogni, nelle storie e nelle canzoni del popolo del mare. Tradotto da Damiano Abeni.

 

 

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