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Posts Tagged ‘recensioni thriller’

Comincia l’avventura italiana per il colosso dell’editoria Harper Collins: questo è un thriller  duro di quelli “voltapagina”, che lasciano con il fiato in gola. In attesa di vedere per questo editore il nuovo libro di Daniel Silva! Karin Slaughter merita di essere osservata bene, per le sue trame coinvolgenti e mozzafiato, questa volta è la cieca violenza maschile a finire sotto lo sguardo indagatore dell’autrice…

KARIN SLAUGHTER,QUELLE BELLE RAGAZZE, HARPER COLLINS ITALIA

 

Claire e Lydia sono sorelle che non si parlano da più di vent’anni. I loro rapporti si sono interrotti quando Claire ha deciso di sposare Paul, affermato architetto, e di diventare la sua sofisticata moglie trofeo. Lydia, invece, è una madre single, ha una storia con un ex detenuto, e fatica ad arrivare alla fine del mese. Nessuna delle due è riuscita a superare la tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Julia, la sorella maggiore, è scomparsa senza lasciare tracce, e la notizia che un’altra ragazza, anche lei giovane e bellissima, è sparita nel nulla in circostanze molto simili, di colpo riporta nelle loro vite tutto l’orrore e lo strazio del passato. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Paul viene ucciso. Che legame c’è tra la scomparsa di un’adolescente e l’omicidio di un uomo di mezza età a quasi venticinque anni di distanza? Accantonata la reciproca diffidenza, le due sorelle si alleano per dissotterrare i segreti che hanno distrutto le loro vite, finendo per scoprire una scioccante verità dove meno se l’aspettano.
Traduttore Ricci A.

 

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Lei è una delle regine del noir francese, già vincitrice del Grand Prix de la Littérature Policière, del Trophée 813 du meilleur roman français, e altri premi oltralpe, sovente indicata come l’antagonista di Fred Vargas, più vicina allo stile dei Larsson, dei Carlotto, con l’intento di raccontare il marcio della società. Nei suoi libri poliziotti corrotti, killer senza scrupoli, periferie pronte ad incendiarsi, finanza sregolata, poteri economici fuori controllo: come in questo caso, dedicato alla favola nera del capitalismo.

 

Dominique Manotti, Oro nero, Sellerio

Marsiglia, marzo 1973. Appena insediato nel suo primo impiego di commissario con una grande voglia di “sedurre, di convincere, di vincere”, il ventisettenne Théodore Daquin si tuffa nel caso di una sparatoria con due morti. E l’ultima coda della guerra di mafia seguita allo smantellamento della French Connection, un traffico di droga tra Francia e Usa, che ha sconvolto la città e implicato polizia, servizi segreti, politica, di qua e di là dell’Atlantico. Il giorno dopo un altro omi-cidio: stavolta a cadere è un uomo importante, Maxime Pieri, ex boss, diventato con gli anni un tranquillo e stimato uomo d’affari a capo di una fortunata linea di traffici marittimi. Gli hanno scaricato dieci colpi, mentre accompagnava una giovane straniera. I vertici polizieschi e giudiziari sono convinti che sia il regolamento di vecchi conti. Ma per Daquin c’è aria di messinscena, e poi: “giovane, bella, sposata, famiglia ricchissima, cosa ci faceva Emily al braccio di Pieri?”. Emily Weinstein, nipote del ricchissimo magnate delle miniere sudafricane, moglie di Michael Frickx, trader di una potente holding del commercio internazionale. Si solleva, a poco a poco, da Emily Frickx, un odore di petrolio, rafforzato da altre morti di difficile spiegazione. Siamo alle soglie, in quel 1973, della crisi petrolifera che cambiò i connotati dell’economia mondiale, “il mercato del petrolio comincia a cambiare, quindi il mondo sta cambiando”.
Traduttore Bruno F.

 

 

 

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Recuperiamo un libro uscito un pò di tempo fa, frutto dell’abilità di una autrice ingiustamente ignorata in Italia, pubblicato da un piccolo ma combattivo editore, Barta.

Una autrice consigliata ai tanti fans di Mary Higgins Clark, che possiamo collocare nel genere suspence \psicologico\ famigliare… Un terribile delitto, un uomo e il figlioletto in fasce, l’evidenza che conduce alla moglie turbata da una depressione post parto, una donna che nonostante la confessione dell’amica è convinta di non poter credere ad una simile cosa. I colpi di scena non mancano certo in questo libro volta-pagina,  a cui si alternano i ricordi della vita “precedente” con l’infanzia e la maturità delle protagoniste, e come potete sospettare l’evidenza cela ben altro.

 

PATRICIA MACDONALD,

IL BUIO NELL’ACQUA, Barta Editore

West Briar, lungo la costa di Long Island. Morgan Adair raggiunge l’amica d’infanzia Claire, che l’ha voluta accanto a sé e all’amorevole marito Guy Bolton in veste di madrina del piccolo Drew. Nonostante l’atmosfera festosa del battesimo sia offuscata dalla preoccupante depressione di Claire, alla fine tutto sembra risolversi e Morgan saluta l’amica per partire alla volta dell’Inghilterra.

Quand’ecco che una telefonata la costringe a tornare indietro: Drew e Guy sono morti, ed è Claire stessa ad accusarsi del duplice omicidio. Sola contro tutti, Morgan proverà a dimostrare l’innocenza di un’amica che per lei è più di una sorella, e a rispondere a due inevitabili domande: se non è stata Claire, perché ha confessato? E chi è il vero colpevole?

Erede delle gialliste britanniche e della grande tradizione del romanzo nero statunitense («Le Figaro Magazine»), Patricia MacDonald scandaglia i fondali della psiche con una scrittura la cui voluta scorrevolezza è al servizio di un intreccio disseminato di false piste, indizi fuorvianti, ripensamenti e capovolgimenti. I vicoli ciechi che sembrano inghiottire ad ogni passo l’ostinata indagine di Morgan Adair non sono altro che zone d’ombra di storie taciute, buchi neri infestati da mostri domestici, abissi da cui si distoglie lo sguardo prima che il buio restituisca il nostro vero volto.

 

Trad Capararo C.

 

 

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La Francia uscita dalla Prima Guerra Mondiale, gli echi delle gesta di Landru, un affermato autore capace come pochi di dipingere le epoche storiche, di rendere in maniera limpida le sue pagine: Guillaume Prevost riesce a coinvolgere appieno (anche se con un po’ di lentezza iniziale) il lettore con queste due inchieste dell’Ispettore Simon. Finalmente in edizione economica.

 

Guillaume Prevost, Il ballo dello squartatore, Leone Editore

 

Giugno 1919. A Versailles i trattati di pace vanno a rilento e la Germania è pronta a rovesciare il tavolo. François-Claudius Simon, giovane ispettore della omicidi, è invece alle prese con un serial killer che sfregia le sue vittime e lascia sui loro corpi oscuri messaggi in codice. Un dubbio inizia ad attanagliare lentamente l’ispettore Simon: dietro la mano dell’assassino si nasconde una strategia politica per mettere in ginocchio il primo ministro Clemençeau?

Guillaume Prevost, Il valzer degli sfregiati, Leone Editore
Il giovane ispettore Simon, appena approdato alla sezione omicidi, si ritroverà immediatamente coinvolto in una serie di delitti legati da un unico filo comune: la Prima guerra mondiale. Un serial killer si aggira per la capitale francese sfregiando barbaramente i volti delle sue vittime, tutte reduci del conflitto appena terminato. Perché lo fa? Quale segreto si nasconde dietro questi omicidi? L’indagine porterà Simon e il capo ispettore Robineau a scoperte sconcertanti, mentre Parigi s’infiamma delle proteste socialiste e il Trattato che si sta redigendo a Versailles preannuncia un cupo futuro incombente sull’Europa.

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Eric Ambler contribuì non poco ad elevare al rango di letteratura “alta” il thriller, tra gli anni cinquanta e sessanta.

I suoi personaggi  sono uomini comuni, piuttosto grigi, come quelli di Le Carrè, o di Graham Greene, persone che le circostanze mettono alle prese con il destino e la storia: autore di gran classe (perfettamente inserito nel catalogo Adelphi), davvero, e questo Viaggio nella paura è di certo tra le sue opere migliori. Gli appassionati di spy story non dovrebbero farselo sfuggire!

 

 

Eric Ambler,

Viaggio nella paura, Adelphi

Traduzione di Mariagrazia Gini

È il gennaio del 1940, il mondo attende una «primavera sanguinosa», e Mr Graham, ingegnere inglese specializzato in artiglieria navale, si appresta a lasciare Istanbul dopo aver assicurato alla propria azienda l’appalto per il riequipaggiamento della flotta militare turca. Graham è un tipo tranquillo, simpatico, con una mente matematica e la cordialità senza smancerie di «un dentista di lusso che cerchi di distrarti», e ora non desidererebbe altro che trovarsi a casa in compagnia dell’affettuosa moglie e delle sue noiose amiche. Ma quella ferita di striscio alla mano destra, che si contempla nascosto sul piroscafo Sestri Levante in partenza per Genova, gli ricorda l’inaccettabile verità che gli si è svelata nelle ultime ventiquattr’ore: qualcuno lo vuole morto. O meglio: i nazisti lo vogliono morto – e faranno di tutto per impedire che rientri a Londra. Graham dovrà imparare sul campo il mestiere dell’agente segreto e difendersi dalle insidie che si celano dietro l’apparenza innocua degli altri passeggeri: Josette, la bella ballerina bionda bisognosa di protezione; il turco Kuvetli, commerciante di tabacco; Fritz Haller, archeologo tedesco di ritorno dalla Persia; il greco che odora di essenza di rose e si fa chiamare Mavrodopoulos; l’affabile Mathis, francese con dichiarate simpatie comuniste. Da par suo, Ambler non si limita a offrirci una trascinante spy story, dominata da un’atmosfera di cupa attesa: le affida la denuncia delle occulte ragioni della guerra – ragioni che occulte devono rimanere, altrimenti «i soldati inglesi e francesi … non combatterebbero».

 

 

 

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Un vero e proprio gentlemen, Johan Friedrich von Allmen, anche se ha dovuto fare ricorso al “lavoro”, al “guadagno”, per mantenere lo stile di vita pieno di bellezza che ama da sempre, come retaggio di famiglia! Per fortuna ha un oculato collaboratore, il clandestino guatemalteco Carlos, ad aiutarlo nella vita e nei conti. La loro agenzia investigativa, specializzata nel recupero di opere d’arte (Allmen è ovviamente anche esperto conoscitore), procede a gonfie vele, e ora si prospetta un nuovo intessante caso, la sparizione di un dipinto di grande valore. Con una storia particolare alle spalle! Azzeccato in ogni pagina, parola di libraio!

 

Allmen e le dalie,

Suter Martin, Sellerio

Traduttore         Cervini E.

 

Johann Friedrich von Allmen “mette insieme persone e opere. Anzi le rimette insieme. Opere rubate, scomparse, smarrite, perdute”. In altri termini, fa il segugio di pezzi d’arte di grande valore, per lo più di stile decadente, vicini alla sua malinconia di dandy che ha dilapidato tutta la ricchezza paterna. Per lui e i suoi due aiutanti clandestini in Svizzera, il guatemalteco Carlos e la colombiana Maria, in questo caso il lavoro, ben pagato, è di rimettere insieme Dalia Gutbauer, milionaria centenaria, con le Dalie di Fantin-Latour, il grande pittore francese. Un dipinto mai più visto da nessuno e riemerso per vie misteriose dal passato della finanziera. Al quadro rubato è legata una terza dalia, Dalia Fioriti, bellissima giovane dalla pelle bianca come un petalo, amatissima da un uomo d’affari pericoloso. Allmen deve capire cosa lega tra di loro le vecchie figure che vivono attorno alla decrepita madame nell’hotel dalla passata fortuna che la ospita: un viveur prossimo alla fine, una maliarda dal viso di ragazza e le mani rugose, due sorelle pettegole, una fredda assistente privata, un elegante signore dai modi di avventuriero. Quale storia si nasconde dietro ciascuno di loro.

 

 

 

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nuovo appuntamento con il frate francescano Padre Matteo (figura ispirata ad un personaggio reale), archeologo e detective in Terra Santa. La trama si dipana tra le tre città eterne, Gerusalemme, Roma, Istanbul, Franco Scaglia con maestria e ottima prosa dipinge luoghi, situazioni (una Terrasanta che non conosce pace), e personaggi. Forse la trama non è all’altezza dei migliori thriller, ma il corollario che vi ruota attorna, fatto di archeologia, storia delle religioni, attento esame del presente, vale davvero l’acquisto!

 

 

Franco Scaglia, L’erede del tempo, Piemme

Padre Matteo è stanco. Il suo sogno di pace, ciò in cui ha creduto, per cui ha combattuto, sembra essersi spento, sepolto dai conflitti, dal disinteresse di chi gli sta intorno, dall’impossibilità di trovare un accordo tra due popoli costretti a convivere, israeliani e palestinesi.

Per questo decide di abbandonare tutto: il ruolo di custode di Terra Santa, la sua amata Gerusalemme. Lo hanno invitato a Roma, a Istanbul, e il viaggio potrebbe essere l’occasione per cambiare vita.

Prima di partire, però, Matteo viene coinvolto in due strani incidenti. Inizialmente non se ne cura, ma quando un suo amico israeliano viene assassinato dopo avergli rivelato di essere sulle tracce dell’ultimo erede dei Camondo, potente famiglia ebrea sterminata ad Auschwitz, Padre Matteo comprende di essere di fronte a una verità che fa paura a molti e che potrebbe mettere in pericolo la sua stessa vita.

Tra spie disposte a tutto, misteri che hanno origine in un tempo remoto e rivelazioni sconvolgenti, prende vita un nuovo appassionante romanzo d’intrigo che si snoda nelle tre grandi città eterne: Gerusalemme, Roma, Istanbul.

 

 

 

Nato a Camogli, pubblica da tempo con Piemme. Dopo tre romanzi di intrigo – Il custode dell’acqua, con cui ha vinto il premio SuperCampiello, seguito da Il gabbiano di sale e L’oro di Mosé, vincitore del Premio Internazionale di Letteratura Religiosa, tutti ambientati in Terra Santa e caratterizzati dallo stesso protagonista, il frate francescano Padre Matteo – ha pubblicato un altro romanzo, Luce degli occhi miei, e quattro opere di saggistica, Il viaggio di Gesù, Il giardino di Dio, In cerca dell’anima e Cercando Gesù, questi ultimi due con Monsignor Vincenzo Paglia, libri che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica, guadagnandosi anche due importanti premi letterari, il Premio Hemingway e il Premio Roma.

 

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