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Posts Tagged ‘recensioni’

drin drin! la sveglia questa mattina porta questa novità: in libreria vi aspetta La strega, da Camilla Lackberg, Marsilio23
 
traduzione di Gorla V., Milton Knowles S.K. Borini A. e Cangemi L.
 
Marie Wall, celebrata star di Hollywood, è tornata a Fjällbacka per le riprese di un film su Ingrid Bergman di cui è la protagonista, e in paese non si parla d’altro. Trent’anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bambina di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l’intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell’estate, un’altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per lunghi anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po’, ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos’è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell’ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta un odio che arde come fuoco. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora, e di perdersi in un’immensa oscurità.

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Peter James, decisamente uno che sa come catturare l’attenzione del lettore, come inchiodarlo alla sedia, con la sua capacità di far procedere la storia attraverso capitoli con protagonisti e situazioni che si alternano..
 
Il segno della morte
Peter James, Longanesi
Tradotto da Alessio Lazzati
 
La telefonata che Jamie Ball riceve è a dir poco allarmante. Quelle che sente sono le parole della sua futura moglie, Logan Somerville. Logan ha appena parcheggiato la macchina nel garage sotto il palazzo in cui vive, un posto che non è mai piaciuto a nessuno dei due, male illuminato e poco sicuro. Gli ha appena detto di avere visto un uomo, in quel parcheggio, uno sconosciuto. Poi un urlo straziante, e il silenzio.
Quando, poco dopo, la polizia arriva sul posto, la donna è scomparsa, lasciando la macchina e il cellulare come uniche prove del suo passaggio.
Quello stesso pomeriggio, alcuni operai, scavando in un parco in un diverso quartiere di Brighton, scoprono i resti di una ragazza morta oltre trent’anni prima.
In apparenza sembrano due casi del tutto scollegati, ma l’ispettore Roy Grace, incaricato di seguire la prima indagine, non può non notare che le vittime sono molto simili nell’aspetto… Un sospetto che viene presto confermato da un’altra sparizione, e dal ritrovamento di un altro, recente cadavere, che ha lo stesso marchio a fuoco trovato sul corpo seppellito nel parco. I collegamenti sono troppi per poter essere ignorati, e le due indagini vengono fatte confluire. Possibile che tutto sia opera di un serial killer, il primo a Brighton in oltre ottant’anni?
Français : Peter James au Salon du livre de Pa...

Français : Peter James au Salon du livre de Paris lors de la conférence Le Polar comme forme d’expression. (Photo credit: Wikipedia)

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RECENSIONE: Attenti, ecco il nuovo talento del thriller, capace di evocare al meglio certe atmosfere sociali, amatissimo da “colleghi” del genere, come Michael Connelly, Stephen King, John Grisham: in Brighton troviamo al centro della narrazione un sobborgo degradato di Boston, le tensioni tra due comunità, un fatto di sangue destinato ad avere ripercussioni a distanza di decenni, come nei migliori libri di Dennis Lehane.
 
 
“Mi sono piaciuti tutti i romanzi di Michael Harvey, ma Brighton è il migliore. Non riuscivo a staccarmi. È un libro maestoso, che tutti dovrebbero leggere”.
John Grisham
 
“Una vera bomba! L’ho adorato!”.
Stephen King
 
“Una nuova voce straordinaria”.
Michael Connelly
 
“Una storia raccontata con maestria, intersecando così tante prospettive e punti di vista da rendere inafferrabile qualsiasi morale”.
The New York Times Book Review
 
“Una vicenda di omicidi e vecchie amicizie, un inno alle cupe e fumose strade di Boston”.
Entertainment Weekly
 
 
Michael Harvey,
Brighton, Nutrimenti
 
 
pp. 368 – € 19
Traduzione di Nicola Manuppelli
 
righton, uno dei sobborghi più violenti di Boston. È il 1975 e Kevin Pearce ha quindici anni: studente modello, promessa del baseball, orgoglio del quartiere. Tutto questo rischia di andare in fumo quando lui e il suo migliore amico, Bobby Scales, si ritrovano coinvolti nella morte di un uomo. Kevin è costretto a lasciare Brighton, mentre Bobby rimane, per proteggerlo, per garantirgli un futuro. A patto che Kevin non si faccia vedere mai più.
Ventisei anni dopo, Kevin Pearce è un affermato reporter, ha appena vinto un Pulitzer e vive una vita relativamente tranquilla. Ma l’involontario coinvolgimento in un caso di omicidio lo obbliga a ritornare indietro nel tempo. L’assassinio di una donna, un’agente di polizia sotto copertura, lo riporta a Brighton, dove la violenza detta ancora legge. Uno dopo l’altro Kevin raccoglie elementi che avvicinano l’indagine all’episodio di più di vent’anni prima. Una pistola che ha ripreso a sparare. Rituali che fanno pensare a una catena di omicidi seriali. Kevin dovrà fare i conti non soltanto con un killer spietato, ma anche con i fantasmi del proprio passato.
Un thriller sontuoso, una rivelazione che la critica ha accostato al Dennis Lehane di Mystic River. Una grande storia sulla forza dell’amicizia e il valore dei legami. Una trama mozzafiato, sorretta da un intreccio impeccabile, che ha conquistato maestri come Stephen King, John Grisham e Michael Connelly.
 

 

 
Michael Harvey
 
Michael Harvey è autore di sette romanzi che hanno scalato le classifiche di vendita negli Stati Uniti. È anche giornalista investigativo e autore di documentari, attività per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui una nomination agli Oscar. È stato coautore e produttore della serie tv Cold Case Files, ottenendo una candidatura agli Emmy Award. Con Brighton si è consacrato come uno dei maggiori scrittori americani di thriller degli ultimi anni. I diritti cinematografici del libro sono stati acquistati dalla GK Films di Graham King, produttore di molti film di successo tra cui The Departed di Martin Scorsese, vincitore di quattro premi Oscar.
 

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  I lavori in Atlantide fervono, ma i bravi librai continuano le letture. Un suggerimento, per Gorilla, amore mio: per conoscere il linguaggio musicale di una protagonista della letteratura afroamericana degli anne Sessanta\Settanta, da gustare con le melodie di Billie Haliday in sottofondo, perfetto spaccato degli States di quel periodo.
 
 
Durante una festa elettorale per il Potere Nero, una donna di mezza età viene redarguita dai figli per aver ballato in modo troppo sensuale con un vecchio cieco. Un’assistente sociale cerca di insegnare ai bambini del quartiere il valore dei soldi portandoli in gita in un lussuoso negozio di giocatto­li. Una ragazza riflette sulla figura della bisnonna, una fattucchiera in odore di pazzia che voleva dare l’assalto al mondo. Cinque amiche si riuniscono in camera da letto per discutere le strategie sentimentali da seguire con gli uomini. Che racconti situazioni familiari oppure sociali, conflitti generazionali oppure razziali, contesti rurali oppure urbani, nelle sue storie Toni Cade Bambara affronta la realtà dei neri americani con grazia e umorismo: facendo parlare i suoi personaggi – spesso donne, spesso bambini – con la loro viva voce, mostrandoceli nella loro ordinaria litigiosità, ma anche nei momenti di crisi e nei non rari gesti di compassione e solidarietà. Scritti tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta, poi raccolti in volume nel 1972 per iniziativa di Toni Morrison (all’epoca editor di Random House), i quindici racconti di Gorilla, amore mio sono un classico ritrovato della letteratura afroamericana, tradotto oggi per la prima volta in italiano: un’occasione unica per scoprire la scrittura personalissima e musicale – malinconica come un blues, ritmata come un rap – di Toni Cade Bambara
Traduzione di Cristiana Mennella
 
Con i suoi racconti pacati, fieri, buffi, teneri, moderni, acuti, affettuosi Toni Cade Bambara racconta cosa significhi essere neri meglio di quanto potrebbero mai sperare di fare tante voci letterarie puramente polemiche. Le sue storie parlano d’amore: amore per la famiglia, per gli amici, per la propria razza e il proprio quartiere, ed è il tipo di amore che deriva dalla maturità e dalla pace interiore.”
Traduzione di Cristiana Mennella

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e dal 20 aprile, ritornano i Cazalet, quarto capitolo della saga dedicata alla famiglia inglese, già prenotatissimo! La guerra è finita.
Allontanarsi, Elizabeth Jane Howard, Fazi Editore
tradotto da Manuela Francescon
 
 
Arriva in libreria Allontanarsi, quarto capitolo della saga dei Cazalet dopo Gli anni della leggerezza, Il tempo dell’attesa e Confusione.
 
È il 1945 e la guerra è finita. Il momento tanto atteso e sognato dai Cazalet per anni è finalmente arrivato. Eppure l’eccitazione di fronte alla notizia che le armi sono state deposte è ormai sopita, e l’Inghilterra è ancora paralizzata nella morsa della privazione. Mentre l’impero si disgrega, a Home Place i Cazalet si apprestano a trascorrere quello che ha tutto il sapore dell’ultimo Natale insieme: il sapore malinconico del tempo che passa. I bambini sono ormai cresciuti, le ragazze si sono fatte donne, gli adulti cominciano a invecchiare.
La lunga convivenza forzata è finita e la libertà obbliga a prendere delle decisioni: dovrebbe essere un momento felice, ma la guerra ha lasciato una ferita profonda, e ricominciare non è facile. Il futuro è incerto e una patina triste ammanta le giornate. Per ognuno è giunto il momento di prendere la propria strada, e inevitabilmente ciò porterà i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro.
In questo riassetto difficile, gli amori faticano più di tutti: le coppie che erano state divise dalla guerra stanno lottando per rimettere insieme i pezzi, mentre per quelle che la guerra aveva tenuto insieme forse è ora di ammettere il proprio fallimento. Ma nelle ultime pagine comincia a soffiare un vento nuovo: ce ne accorgeremo nel finale a sorpresa, che riaccenderà la speranza…
I diritti della saga dei Cazalet sono stati acquisiti dai produttori di Downton Abbey per la realizzazione di una nuova serie tv, attualmente in fase di lavorazione.
 
«Una lettura che si vorrebbe non finisse mai».
Natalia Aspesi, «Elle»
 
«Una parabola sulla dolorosa perdita dell’innocenza e sul disinganno che ricorda I Buddenbrook di Thomas Mann e molte opere di Virginia Woolf».
Roberto Bertinetti, «Il Messaggero»

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la giovinezza di una giovane Emily, proprio quella che diventerà la più grande poetessa del continente americano, raccontata nel momento in cui nasce lo spirito creativo con grazia particolare, e con ottima prosa in questo nuovo e consigliatissimo libro:

 

Benedetta Bonfiglioli,  In attesa di un sole, Mondadori
Quando scende dalla carrozza che l’ha accompagnata in un lungo viaggio lontano da casa, la giovane Emily Dickinson non sa ancora cosa l’aspetta: sa solo che dovrà trascorrere un anno di studio nel collegio femminile Mount Holyoke. Ma Emily si accorge presto di essere finita in un luogo freddo e austero, dove la preghiera è un dovere, la disciplina un imperativo… e la ciocca di capelli rossi che dispettosa fa capolino dalla sua cuffia un’inaccettabile provocazione. Un giorno a cambiare per sempre la sua vita arriva un giovane dalla pelle scura e dal passato misterioso: Nathanael, l’unico che sembra avere un’anima e il coraggio di ascoltarla. La vocazione poetica di Emily sboccia così insieme all’unico amore della sua vita e alla consapevolezza, conquistata a un prezzo molto caro, di essere irriducibilmente diversa dal mondo che la circonda.

 

English: Daguerreotype of the poet Emily Dicki...

English: Daguerreotype of the poet Emily Dickinson, taken circa 1848. (Original is scratched.) From the Todd-Bingham Picture Collection and Family Papers, Yale University Manuscripts & Archives Digital Images Database, Yale University, New Haven, Connecticut. (Photo credit: Wikipedia)

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sì, è molto originale Mariana Enriquez, un vero e proprio nuovo talento. Riesce a far entrare il lettore in una dimensione strana e perturbante, dai contorni neri, a tratti macrabri ma pur sempre plausibile e connesso con la realtà del suo Paese, l’Argentina di fine anni ’80, inizio anni ’90. Con le ombre generate da crisi economiche ricorrenti, dittature e le conseguenze devastanti sulla società, sui protagonisti di questa sfavillante raccolta di racconti.

Bravissima!
Mariana Enriquez, Le cose che abbiamo perso nel fuoco, Marsilio
tradotto da Cremonesi F.
Piccoli capolavori di realismo macabro che mescolano amore e sofferenza, superstizione e apatia, compassione e rimpianto, le storie di Mariana Enriquez prendono forma in una Buenos Aires nerissima e crudele, vengono direttamente dalle cronache dei suoi ghetti e dei quartieri equivoci. Sono storie che emozionano e feriscono, conducendo ¡I lettore in uno scenario all’apparenza familiare che si rivela popolato da creature inquietanti. Vicini che osservano a distanza, gente che sparisce, bambini assassini, donne che s’immolano per protesta. Quello di Mariana Enriquez è un mondo dove la realtà accoglie le componenti più bizzarre e indecifrabili della natura umana, e dove il mistero e la violenza convivono con la poesia. Sullo sfondo di un’Argentina oscura e infestata dai fantasmi, con la sua brillante mescolanza di horror, suspense e ironia, “Le cose che abbiamo perso nel fuoco” ha fatto di Mariana Enriquez la risposta contemporanea a Edgar Allan Poe e Julio Cortázar, la voce più interessante della nuova letteratura sudamericana. Una voce intensa e diretta, che racconta di personaggi brutali e talvolta buffi, trascinando il lettore in una spirale fascinosa e disturbante cui è difficile resistere.

 

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