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Posts Tagged ‘recensioni’

Griffintown, un sobborgo di Montreal. Ai margini di questo luogo un piccolo microcosmo di uomini ormai ex di tutto si riunisce ogni primavera,, dopo i rigori dell’inverno, per riprendere un lavoro molto particolare, fare i cocchieri per scarrozzare i turisti per la Montreal turistica, partecipare a qualche cerimonia. Cavalli e uomini formano una variegata “umanità”, minacciata dalla modernità che li circonda, per dare vita ad un romanzo crepuscolare molto ben intonato:

http://www.intrattenimento.eu/…/griffintown-marie-helene-p…/
Benvenuti a Griffintown, ultimo lembo di Far West dell’America del Nord. Qui si trovano le stalle e i ricoveri delle carrozze che, passati i tempi gloriosi, oggigiorno servono perlopiù a portare a spasso i turisti. Ma a Griffintown, tra selle, destrieri e saloon sopravvivono anche gli ultimi cowboy. Ogni anno arrivano anche tanti giovani alla ricerca di un lavoro estivo. Tra loro Marie, che viene dalla provincia e sente fortissima la mancanza dei cavalli con i quali è cresciuta. In primavera Billy, lo stalliere, fa la conta per sapere quanti, tra uomini e cavalli, sono sopravvissuti al lungo inverno canadese.

Quest’anno però le cose cominciano male. Paul, il proprietario della scuderia, sparisce all’inizio della stagione, la mafia si lancia alla conquista del territorio mentre, in un immenso grattacielo di vetro, si definiscono i dettagli di una speculazione edilizia che cancellerà il vecchio quartiere per rimpiazzarlo con loft e case di lusso. Una storia d’amore, morte e gelosia dove ogni colpo è lecito. Griffintown ci catapulta nel microcosmo delle carrozze a cavallo della vecchia Montreal, un mondo abitato da moderni cowboy.

“Si leva l’alba su Griffintown, dopo il tempo della sopravvivenza, i mesi di neve e di quiescenza. Un sole incerto spunta a Est. All’orizzonte emerge un paesaggio desolato, percorso da colline arrugginite dove resiste, a strati e in un silenzio forzato, un’intera genealogia di oggetti obsoleti: cerchioni spaiati, catene di bicicletta rotte, lamiere ricurve.”

Marie Hélène Poitras

Marie Hélène Poitras è nata nel 1975 a Ottawa ma vive a Montreal. È una giornalista musicale e di cronaca della radio nazionale canadese. Nel 2002 ha vinto con il suo romanzo d’esordio, Soudain le Minotaure, il prestigioso premio “AnneHébert”. Nel 2013 ha pubblicato Griffintown, grazie al quale si è aggiudicata il premio France-Québec

rue De la Montagne, Griffintown, Montréal (Québec)

rue De la Montagne, Griffintown, Montréal (Québec) (Photo credit: Wikipedia)

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“Le storie di Megan M. Bergman sono riflessioni delicate e piene di forza sul significato di essere soli e dell’essere innamorati nello stesso tempo. Paradisi minori tocca le mie corde più profonde ed è la più bella raccolta di racconti dell’ultimo decennio”. parole di David James Poissant , autore de Il paradiso degli animali, sempre edito da EnneEnne, per introdurre una nuova perla nel catalogo di questo brillante editore, una raccolta di racconti toccanti, incentrati sull’intimo essere dei protagonisti, spesso feriti da un dolore. E quasi sempre accompagnati (o vessati) da un animale…
 
 
 
 
Megan Mayhew Bergman Paradisi minori
Traduttore : Gioia Guerzoni
Numero Pagine : 240
Prezzo : 18 €
ISBN : 978-88-99253-65-3
In libreria da : 31-08-2017
 
I racconti di Megan Mayhew Bergman parlano di uomini e donne alle prese con le grandi scelte e i piccoli dilemmi di ogni giorno. La ricerca d’identità dei personaggi, il loro dibattersi per costrui­re relazioni d’amore solide e profonde si specchiano negli animali che abitano le loro vite. Protagonisti di Paradisi mi­nori sono proprio gli animali – animali veri, amati o temuti, selvaggi o addo­mesticati. La nostalgia e il rimpianto di una donna si incarnano in un pappagal­lo che custodisce la voce della madre scomparsa; l’amore di una figlia per il padre raggiunge il culmine nella vana ricerca di un picchio in via d’estinzione; e l’istinto materno si esprime nella cura di un piccolo lemure invece che di una figlia ormai lontana.
Dai boschi del Vermont alle paludi del­la Florida, Megan Mayhew Bergman posa il suo sguardo gentile e pieno di compassione sul mondo e sulle sue creature, e racconta delle trappole di solitudine e dolore in cui cadiamo tut­ti, ma anche della folle ricerca d’amore che muove i fili delle nostre esistenze.
 
Questo libro è per chi legge e rilegge il menu del suo ristorante prefe­rito anche se lo conosce a memoria, per chi vede in ogni animale una persona e in ogni persona un animale, per gli occhi di David Bowie e Crazydi Patsy Cline, e per chi ha trovato alla fine il suo ultimo slancio, come la balena che, stremata dal parto, spinge il suo piccolo verso la pelle dell’acqua per consegnarlo al mondo in un respiro.

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per giovani lettori, decisamente memorabile anche questa nuova fatica di Frances Hardinge (L’albero delle bugie), molto originale e coinvolgente. Saremo trasportati negli anni che seguono la Prima Guerra Mondiale, con il suo doloroso strascico di lutti che colpisce anche la famiglia di queste due sorelle molto particolari protagoniste di una storia piena di mistero, in cui nulla è come appare.
 
Una ragazza senza ricordi,
 
Frances Hardinge, Mondadori
 
Triss ha un’unica certezza: da quando è caduta nel fiume Macaber, nella sua vita tutto è cambiato. Era una notte buia, di cui non riesce a ricordare nulla. I minuti passati sott’acqua sembrano averla trasformata: Pen, la sorellina di nove anni, ha paura di lei, e continua a dire che in realtà Triss non è più Triss. Sembrano pensarla così anche i suoi genitori, che bisbigliano sottovoce dietro porte chiuse celando segreti e misteri, come le lettere che continuano a ricevere da Sebastian, il figlio morto in battaglia durante la Prima guerra mondiale. E intanto Triss ha continuamente fame, una fame insaziabile e brutale, piange lacrime di ragnatela e si ritrova in un corpo sempre più fragile, che sembra fatto di foglie e fango.
 
Ben presto, Triss scopre l’esistenza di un perfido architetto che vive tra il mondo reale e l’Altronde, una dimensione popolata di malevole creature senza volto, ed è lì che Triss e Pen devono avventurarsi, prima che sia troppo tardi.
 
Un romanzo unico e profondo, in cui una scrittura magistrale dipinge un mondo lontano eppure vicinissimo, pieno di sfumature e soglie da oltrepassare.
 
tradotto da Giuseppe Iacobaci e Claudia Lionetti
 

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drin drin! la sveglia questa mattina porta questa novità: in libreria vi aspetta La strega, da Camilla Lackberg, Marsilio23
 
traduzione di Gorla V., Milton Knowles S.K. Borini A. e Cangemi L.
 
Marie Wall, celebrata star di Hollywood, è tornata a Fjällbacka per le riprese di un film su Ingrid Bergman di cui è la protagonista, e in paese non si parla d’altro. Trent’anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bambina di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l’intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell’estate, un’altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per lunghi anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po’, ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos’è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell’ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta un odio che arde come fuoco. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora, e di perdersi in un’immensa oscurità.

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Peter James, decisamente uno che sa come catturare l’attenzione del lettore, come inchiodarlo alla sedia, con la sua capacità di far procedere la storia attraverso capitoli con protagonisti e situazioni che si alternano..
 
Il segno della morte
Peter James, Longanesi
Tradotto da Alessio Lazzati
 
La telefonata che Jamie Ball riceve è a dir poco allarmante. Quelle che sente sono le parole della sua futura moglie, Logan Somerville. Logan ha appena parcheggiato la macchina nel garage sotto il palazzo in cui vive, un posto che non è mai piaciuto a nessuno dei due, male illuminato e poco sicuro. Gli ha appena detto di avere visto un uomo, in quel parcheggio, uno sconosciuto. Poi un urlo straziante, e il silenzio.
Quando, poco dopo, la polizia arriva sul posto, la donna è scomparsa, lasciando la macchina e il cellulare come uniche prove del suo passaggio.
Quello stesso pomeriggio, alcuni operai, scavando in un parco in un diverso quartiere di Brighton, scoprono i resti di una ragazza morta oltre trent’anni prima.
In apparenza sembrano due casi del tutto scollegati, ma l’ispettore Roy Grace, incaricato di seguire la prima indagine, non può non notare che le vittime sono molto simili nell’aspetto… Un sospetto che viene presto confermato da un’altra sparizione, e dal ritrovamento di un altro, recente cadavere, che ha lo stesso marchio a fuoco trovato sul corpo seppellito nel parco. I collegamenti sono troppi per poter essere ignorati, e le due indagini vengono fatte confluire. Possibile che tutto sia opera di un serial killer, il primo a Brighton in oltre ottant’anni?
Français : Peter James au Salon du livre de Pa...

Français : Peter James au Salon du livre de Paris lors de la conférence Le Polar comme forme d’expression. (Photo credit: Wikipedia)

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RECENSIONE: Attenti, ecco il nuovo talento del thriller, capace di evocare al meglio certe atmosfere sociali, amatissimo da “colleghi” del genere, come Michael Connelly, Stephen King, John Grisham: in Brighton troviamo al centro della narrazione un sobborgo degradato di Boston, le tensioni tra due comunità, un fatto di sangue destinato ad avere ripercussioni a distanza di decenni, come nei migliori libri di Dennis Lehane.
 
 
“Mi sono piaciuti tutti i romanzi di Michael Harvey, ma Brighton è il migliore. Non riuscivo a staccarmi. È un libro maestoso, che tutti dovrebbero leggere”.
John Grisham
 
“Una vera bomba! L’ho adorato!”.
Stephen King
 
“Una nuova voce straordinaria”.
Michael Connelly
 
“Una storia raccontata con maestria, intersecando così tante prospettive e punti di vista da rendere inafferrabile qualsiasi morale”.
The New York Times Book Review
 
“Una vicenda di omicidi e vecchie amicizie, un inno alle cupe e fumose strade di Boston”.
Entertainment Weekly
 
 
Michael Harvey,
Brighton, Nutrimenti
 
 
pp. 368 – € 19
Traduzione di Nicola Manuppelli
 
righton, uno dei sobborghi più violenti di Boston. È il 1975 e Kevin Pearce ha quindici anni: studente modello, promessa del baseball, orgoglio del quartiere. Tutto questo rischia di andare in fumo quando lui e il suo migliore amico, Bobby Scales, si ritrovano coinvolti nella morte di un uomo. Kevin è costretto a lasciare Brighton, mentre Bobby rimane, per proteggerlo, per garantirgli un futuro. A patto che Kevin non si faccia vedere mai più.
Ventisei anni dopo, Kevin Pearce è un affermato reporter, ha appena vinto un Pulitzer e vive una vita relativamente tranquilla. Ma l’involontario coinvolgimento in un caso di omicidio lo obbliga a ritornare indietro nel tempo. L’assassinio di una donna, un’agente di polizia sotto copertura, lo riporta a Brighton, dove la violenza detta ancora legge. Uno dopo l’altro Kevin raccoglie elementi che avvicinano l’indagine all’episodio di più di vent’anni prima. Una pistola che ha ripreso a sparare. Rituali che fanno pensare a una catena di omicidi seriali. Kevin dovrà fare i conti non soltanto con un killer spietato, ma anche con i fantasmi del proprio passato.
Un thriller sontuoso, una rivelazione che la critica ha accostato al Dennis Lehane di Mystic River. Una grande storia sulla forza dell’amicizia e il valore dei legami. Una trama mozzafiato, sorretta da un intreccio impeccabile, che ha conquistato maestri come Stephen King, John Grisham e Michael Connelly.
 

 

 
Michael Harvey
 
Michael Harvey è autore di sette romanzi che hanno scalato le classifiche di vendita negli Stati Uniti. È anche giornalista investigativo e autore di documentari, attività per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui una nomination agli Oscar. È stato coautore e produttore della serie tv Cold Case Files, ottenendo una candidatura agli Emmy Award. Con Brighton si è consacrato come uno dei maggiori scrittori americani di thriller degli ultimi anni. I diritti cinematografici del libro sono stati acquistati dalla GK Films di Graham King, produttore di molti film di successo tra cui The Departed di Martin Scorsese, vincitore di quattro premi Oscar.
 

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  I lavori in Atlantide fervono, ma i bravi librai continuano le letture. Un suggerimento, per Gorilla, amore mio: per conoscere il linguaggio musicale di una protagonista della letteratura afroamericana degli anne Sessanta\Settanta, da gustare con le melodie di Billie Haliday in sottofondo, perfetto spaccato degli States di quel periodo.
 
 
Durante una festa elettorale per il Potere Nero, una donna di mezza età viene redarguita dai figli per aver ballato in modo troppo sensuale con un vecchio cieco. Un’assistente sociale cerca di insegnare ai bambini del quartiere il valore dei soldi portandoli in gita in un lussuoso negozio di giocatto­li. Una ragazza riflette sulla figura della bisnonna, una fattucchiera in odore di pazzia che voleva dare l’assalto al mondo. Cinque amiche si riuniscono in camera da letto per discutere le strategie sentimentali da seguire con gli uomini. Che racconti situazioni familiari oppure sociali, conflitti generazionali oppure razziali, contesti rurali oppure urbani, nelle sue storie Toni Cade Bambara affronta la realtà dei neri americani con grazia e umorismo: facendo parlare i suoi personaggi – spesso donne, spesso bambini – con la loro viva voce, mostrandoceli nella loro ordinaria litigiosità, ma anche nei momenti di crisi e nei non rari gesti di compassione e solidarietà. Scritti tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta, poi raccolti in volume nel 1972 per iniziativa di Toni Morrison (all’epoca editor di Random House), i quindici racconti di Gorilla, amore mio sono un classico ritrovato della letteratura afroamericana, tradotto oggi per la prima volta in italiano: un’occasione unica per scoprire la scrittura personalissima e musicale – malinconica come un blues, ritmata come un rap – di Toni Cade Bambara
Traduzione di Cristiana Mennella
 
Con i suoi racconti pacati, fieri, buffi, teneri, moderni, acuti, affettuosi Toni Cade Bambara racconta cosa significhi essere neri meglio di quanto potrebbero mai sperare di fare tante voci letterarie puramente polemiche. Le sue storie parlano d’amore: amore per la famiglia, per gli amici, per la propria razza e il proprio quartiere, ed è il tipo di amore che deriva dalla maturità e dalla pace interiore.”
Traduzione di Cristiana Mennella

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