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Tempo di vacanze e viaggi, perlomeno letterari quest’ultimi. Ecco un breve elenco di testi suggeriti, Paese per Paese

Tempo di vacanze e viaggi, perlomeno letterari quest’ultimi. Ecco un breve elenco di testi suggeriti, Paese per Paese

 EUROPA
GRECIA:Thodoros Kallifatidis, Timandra, Crocetti
SCOZIA, Peter May, L’isola dei cacciatori di uccelli, Einaudi
IRLANDA: Brendan O’Carroll, Agnes Brown mamma, Beat
PORTOGALLO: Francisco Josè Viegas, Il mare di Casablanca, La nuova frontiera
GERMANIA:Rayk Wieland, Che ne dici di baciarci, Keller
PRAGA: Ripellino, Praga magica, Einaudi
SPAGNA: Carlos Zanon, Fuori tempo massimo, E.O
INGHILTERRA: David Nicholls, Le domande di Brian, Beat
BARCELLONA: Mercè Rodoreda, Aloma, Nuova Frontiera
IBIZA: Saskia Noort, La febbre, Newton Compton
BRETAGNA: Anatole LeBraz, Magie di Bretagna, Neri Pozza
SVEZIA: Henning Mankell, Assassino senza volto, Marsilio
ISLANDA: Olafsdottir Audur Ava, Rosa candida, Einaudi
NORVEGIA : Loe Erlend, Naif Super, Feltrinelli
RUSSIA : Gina Ochsner, Il libro russo dei sogni a colori, Nottetempo
POLONIA : Olga Tokarckzuk, Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Nottetempo
AUSTRIA : Joseph Roth, La cripta dei cappuccini, Adelphi
Ex JUGOSLAVIA: Miljenko Jergovic, Al dì di Pentecoste, Zandonai

AMERICHE
CANADA: Alexi Zentner, Il ghiaccio fra le mani, Einaudi
CILE: Hernan Rivera Letelier, L’arte della resurrezione,Mondadori
COLOMBIA, Andres Caicedo, Viva la musica, Sur
MESSICO: Juan Rulfo, Pedro Paramo, Einadui
AMERICA LATINA:Teresa Isenburg,  L’amazzonia e la foresta, Jaca Book
Gioconda Belli,Nel paese delle donne, Feltrinelli
ARGENTINA: Claudia Pineiro, Betibu’, Feltrinelli
PATAGONIA: Chris Moss, Patagonia , Odoya
USA: Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura, Marcos
Paolo Nelly, Golden boot, Fazi
CUBA: I  gialli di Leonardo Padura Fuentes

MARI , MONTI, e altro
Andrea Cappai, Papago – barche che hanno incontrato la storia, Nutrimenti
Paolo Merlini, Arte del viaggiare lento, Ediciclo
Bjorn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, Iperborea
Marco Catucci, Viaggi improbabili e dimenticati dell’Ottocento italiano, Robin
Giorgio Boatti, Sulle strade del silenzio, Laterza
Joe Simpson, Il suono del silenzio, Corbaccio
Roberto Parodi, Il cuore a due cilindri, Tea
Christian Wolmar, Sangue ferro e oro, Edt
Silvino Gonzato, Esploratori italiani, Neri pozza

ITALIA
ALTO ADIGE: Alessandro Banda, Due mondi e io vengo dall’altro, Laterza
NORD EST : Emilio Rigatti, Confini blu, Ediciclo
PIEMONTE: Laura Pariani, La valle delle donne lupo, Einaudi
LAGO DI COMO, i romanzi di Andrea Vitali
BOLOGNA: Marilù Oliva, Malasuerte, Elliot
EMILIA ROMAGNA: Cristiano Cavina, Romagna mia, Laterza
Giuliano Pasini, Venti corpi nella neve, Newton
Lorenza Ghinelli, La colpa, Newton Compton
TOSCANA: Marco Vichi, i gialli del Commissario Bordelli
ITALIA: Mark Twain, In questa Italia che non capisco, Mattioli
SALENTO:Carlo d’Amicis, La guerra dei cafoni, Minimumfax
GENOVA: Maurizio Maggiani, La regina disadorna, Feltrinelli
SICILIA: Simonetta Agnello Hornby, La mennulara, Feltrinelli
SARDEGNA: Marcello Fois, Stirpe, Einaudi

AFRICA
AFRICA CENTRALE:  Luis Devin, La foresta ti ha, Castelvecchi
KENYA, Nicholas Drayson, Guida agli uccelli dell’Africa Orientale, Piemme
EGITTO: Nagib Mahfuz, Settimo cielo, Pironti
NIGERIA:  Lola Shoneyin, Prudenti come serpenti, 66Tha2nd
MAROCCO: Tito Topin, Fotofinish, E.O
SUD AFRICA, Doris Lessing, Un matrimonio per bene, Feltrinelli

ASIA E OCEANIA
AUSTRALIA, Peter Temple, Verità, Bompiani
TURCHIA: Shafak Elik, La casa dei quattro venti, Rizzoli
INDONESIA: Stefan Zweig, Amok,Adelphi
INDIA: Jeet Thayil, Narcopolis, Neri Pozza
Aravind Adiga, L’ultimo uomo della torre, Einaudi
GIAPPONE: Natsume Soseki, E poi, Neri Pozza
CINA: Qiu Xiaolong, La ragazza che danzava per Mao, Marsilio
TIBET: Alexandra David Neel, Nel paese dei briganti gentiluomini, Voland
TURCHIA: Peter Clark, Istanbul – ritratto di una città, Odoya
ORIENTE: Hakim Bey, Il giardino dei cannibali – I viaggi filosofici di un Sufi Beat, Shake

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Marco Catucci, Viaggi improbabili e dimenticati dell’Ottocento italiano, Robin

 

Mai più stampati dalla prima metà dell’Ottocento, i viaggi nell’Italia della Restaurazione raccolti in questo volume sono opere assai diverse nella declinazione del loro stile, ma unite dalla fedeltà a una comune matrice settecentesca, tre frutti non indegni di quello stesso humour che ebbe come insuperati modelli il Candide di Voltaire e il Sentimental Journey di Sterne. Viaggi improbabili e dimenticati quelli narrati da Contarini, Montani e Borsini, ma al contempo testimonianze rare e autentiche, nell’Italia del primo Ottocento, della sopravvivenza tenace, stentata e oscura, stretta tra classicismo e romanticismo, di un attardato e minoritario côté illuministico.
Due dei tre autori presentati in questo libro, il senese Lorenzo Borsini e il veneziano Francesco Contarini, sono affatto sconosciuti alla maggior parte dei repertori biografici italiani. Del terzo autore, il cremonese Giuseppe Montani, noto e apprezzato redattore dell’ Antologia di Firenze, è invece l’opera che qui si ristampa, apparsa anonima nel 1824, a costituire una vera agnizione letteraria, non risultando registrata sotto il suo nome in nessuna bibliografia.

 

Giorgio Boatti, Sulle strade del silenzio, Laterza

 

Davanti a me la scritta ‘Silenzio’. Campeggia cubitale sul bianco della parete. Silenzio? E silenzio sia.

Da Montecassino a Bose, da Camaldoli a Subiaco, dall’abbazia di Noci, nella Murgia pugliese, ai contrafforti di Serra San Bruno in Calabria, da Praglia sino alla badia del Goleto, sui crinali dell’Irpinia orientale. «Hai trovato il monastero giusto?»: la domanda che qualcuno di tanto in tanto mi pone mette in guardia dai fraintendimenti che il mio vagare per eremi e cenobi potrebbe suscitare. No, non sto cercando il monastero giusto. Vado per questa strada perché ho il sospetto che le luci nascoste che giungono da questi luoghi siano ancora capaci di offrire qualche solido orientamento. Perfino nella densa penombra calata sui giorni italiani. Busso a queste porte perché ho l’impressione che qui si impari davvero che si può cambiare il mondo, ma – impresa piuttosto complicata – a patto di cominciare a cambiare se stessi, partendo dalle cose più semplici e concrete. Ad esempio, cercando di stare nel mondo prendendone nel frattempo la giusta distanza. Governando in modo diverso faccende quotidiane e basilari come il dormire e il mangiare, il desiderare e il bisogno di riconoscimenti, il silenzio con se stessi e l’incontro con gli altri. Sembrano bazzecole, ma quelli che vi si sono cimentati seriamente dicono che la sfida sia di vertiginosa difficoltà. E, soprattutto, pare duri tutta una vita.

 

Joe Simpson, Il suono del silenzio, Corbaccio

 

Quando la mano di lei sfuggì alla sua presa, Patrick capì che niente sarebbe stato più come prima. Intrappolato in parete durante una bufera di neve, era stato costretto a combattere per la sua vita, ma aveva perso il suo amore. Da allora vive in un rifugio, cerca quella solitudine che gli consente di non distaccarsi dai suoi ricordi. Occasionalmente aiuta le guide del luogo, ma rifugge da ogni rapporto umano. Fino a quando non gli capita di ospitare una giovane alpinista in difficoltà: una bufera le impedisce di tentare la cima o di scendere a valle e i giorni di convivenza forzata incrinano quella corazza di ghiaccio che Patrick ha costruito intorno al proprio cuore. E insieme al dolore che riemerge prepotentemente, si fa strada piano piano anche un sentimento diverso, ma solo quando la montagna svelerà infine, in modo del tutto inatteso, il segreto che lo ha oppresso per anni, Patrick potrà ricominciare a sognare l’amore e la felicità.

 

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Patrick Modiano, Riduzione di pena, Lantana
«Una nuova meraviglia della letteratura contemporanea» Le Nouvel Observateur

«Modiano è lo straordinario memorialista di una Parigi che non c’è più, una città dove l’avventura sembrava nascondersi dietro l’angolo di ogni strada» Lire

«Pochi scrittori hanno descritto Parigi con un amore così intelligente, una malinconia così potente, quasi allucinatoria» Le Monde

Francia, banlieue parigina. Nel limbo di un tranquillo villaggio francese, «Patoche» (l’autore bambino) e suo fratello vivono in una casa abitata solo da donne. La madre, attrice, se n’è andata in una tournée senza fine, mentre il padre fa continui viaggi d’affari. Nella sua stanza Patoche sente fino a tarda notte degli scoppi di risa, voci, squilli di telefono. Qualche frammento di frase gli arriva all’orecchio. «La banda di rue Lauriston» ricorre spesso nella conversazione. Attraverso le persiane socchiuse vede entrare e uscire personaggi misteriosi: Jean D., Andrée K., Roger Vincent… Modiano annoda il ricordo di un’epoca con la ricerca della figura paterna. Raccogliendo i dettagli della propria storia, le tracce e gli indizi del passato, il narratore cerca di capire quali misteri nascondevano gli adulti che l’hanno educato, chi erano quelle donne che non ha mai più rivisto. Quale poteva essere il loro segreto?

Di Patrick Modiano nel corso del 2012 usciranno per Lantana Fiori di rovina e Primavera da cani, due brevi romanzi che insieme a Riduzione di pena compongono un’ideale trilogia.

Andrè Helena, Massacro all’anisette, Aisara
Le strade assolate di Barcellona brulicano di prostitute, travestiti, contrabbandieri, marinai. Sono forse il posto ideale per dare una svolta alla propria vita.
Due bande di malviventi alle prese con una partita di cocaina stanno per concludere un grosso affare quando qualcosa improvvisamente va storto. In un attimo quelle strade così invitanti si trasformano nel macabro teatro di un duello all’ultimo sangue.
ANDRÉ HÉLÉNA (Narbonne, 1919-Leucate 1972), autore del secondo dopoguerra, è oggi considerato uno dei più autentici rappresentanti del romanzo noir francese.
Nel 1948, durante una reclusione in carcere, scrive Gli sbirri hanno sempre ragione e comincia la sua sterminata produzione narrativa: 11 romanzi nel 1952, 18 nel 1953, 10 ancora nel 1954. Tra i noir, Il gusto del sangue (Aìsara, 2008) e I clienti del Central Hôtel (Aìsara, 2009) gli valsero i maggiori riconoscimenti.

Il segreto dei vicoli oscuri. Le indagini del commissario Laviolette,
    Magnan Pierre, Robin

Mai nulla è lasciato al caso in un romanzo di Pierre Magnan, mai la sua penna si dimentica di ricreare a tutto tondo l’ambientazione, i profumi delle stagioni e i sapori dei loro frutti, i profili della gente comune e dei protagonisti che animano con le loro voci le strade delle piccole cittadine della Provenza, la vera protagonista dei romanzi dello scrittore francese. “Venga Jeanne! Sbrighiamoci! Si perderà tutto” sussurra l’omicida all’infermiera della bella e invalida signorina Rogeraine Gobert, prima di gettarla nel vuoto dalla torre del castello della piccola cittadina di Sister. Non era la giovane e ingenua Jeanne il vero obbiettivo dell’assassino, ma Rogeraine, farle sentire il peso della sua invalidità e la sua impotenza, risvegliare in lei colpe mai espiate di un terribile crimine commesso in gioventù. Chi mai potrebbe essere il criminale che si accanisce contro la signorina Gobert? Tutta Sisteron si interroga e, forse, sa; ma tiene gelosamente per se i misteri che coinvolgono la bella invalida e che risalgono ai tempi della guerra e della lotta partigiana. Solo i vicoli oscuri della rocca sembrano rispondere alle domande e agli interrogativi che il commissario Laviolette si pone, solo i bastioni medioevali gli forniscono l’indizio più prezioso: uno sgualcito bigliettino da visita che porta impresso con inchiostro viola il nome di Gilberte Valaury.

Il commissario nella tartufaia. Le indagini del commissario Laviolette, Pierre Magnan, Robin
Il commissario Laviolette, arrivato a Banon per gustarsi un’omelette ai tartufi, si trova inaspettatamente a dover risolvere l’ennesimo enigma. Un covo di hippy assassinati, una scrofa di nome Roseline e uno spiacevole incidente nei pressi di una tomba protestante sono gli originali elementi di questa vicenda. In un crescendo di suspense, fino alla quasi inaspettata soluzione del delitto, il lettore può tornare a immergersi nella vita di provincia che Pierre Magnan sa descrivere in modo impeccabile.

 

già che ci siamo, riproponiamo un nostro vecchio speciale dedicato al noir francese (non è aggiornatissimo, però!):

 

LEO MALET (1909 -1996)  Insieme a Simenon è il maggior rappresentante del poliziesco francese, quasi altrettanto prolifico come “il papà” di Maigret. Autore originale e controcorrente,occupa un posto di primo piano nel movimento surrealista di Andrè Breton e diverrà il punto di riferimento per la generazione di scrittori più giovani degli anni Ottanta, Patrick Manchette, Didier Daeninkx; oltre alla “trilogia noir” è da non perdere la serie di gialli parigini (uno per ogni arrondissement) con l’investigatore Nestor Burma,  pubblicati da Fazi Editore.  http://it.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9o_Malet per biografia e bibliografia
JEAN CLAUDE IZZO (Marsiglia 1945 – 2000) ha esercitato molti mestieri prima di conoscere il successo con la travolgente trilogia noir (edita da E.o) dedicata a Fabio Montale, grandiosa figura di poliziotto inflessibile, scomodo e triste, che cerca di vivere secondo la filosofia della sua città bagnata dal sole provenzale, Marsiglia, seguendo i ritmi lenti della vita, amando il mare e la pesca, il vino rosato e la saporita cucina locale.  http://www.jeanclaude-izzo.com il sito ufficiale dell’autore
JEAN PATRICK MANCHETTE (1942 1995) autore spigoloso dal taglio cinematografico e dalla scrittura nervosa, è considerato il padre del Polar contemporaneo (Neo-polar, come definito dallo stesso Manchette), una sorta di Chandler d’Oltralpe, che trae spunti e situazioni per le sue trame dall’attualità e conclude sovente  i suoi romanzi con un violento conflitto a fuoco. Einaudi ha pubblicato Posizione di tiro, Fatale, Nada, Piccolo blues…..
DIDIER DAENICKX, Saint Denis, 1949; dopo un discreto numero di lavori ottiene la fama letteraria nel 1984 con Meurtre par memoires, pubblicato nella Series Noires di Gallimard, la collana più prestigiosa di questo genere; nella sua opera emerge la volontà di coniugare la trama con la realtà sociale e politica che lo circonda, l’intento di mantenere viva la memoria di un passato che si preferibbe dimenticare (come il massacro degli Algerini a Parigi nel 1961)
PIERRE MAGNAN, altro provenzale, nato a Manosque nel 1922; dopo un primo romanzo del 1946 ignorato dal pubblico viene snobbato dall’editoria fino al 1978: licenziato dal posto di lavoro trova il tempo e il coraggio di far uscire Le sang des atrides, che lo consacra come autore. Si descrive come “apolitico, asociale, quasi afilosofico” e colloca spesso le sue trame nell’amata Provenza, come quella arcaica e atipica descritta in La casa assassinata, fra i suoi romanzi migliori. Pubblicato da Voland , Robin e Meridiano zero.     http://www.lemda.com.fr/ il sito ufficiale dell’autore
BRIGITTE AUBERT  proposta in Italia dal coraggioso editore Voland e da Robin, autrice assolutamente originale che inserisce nel poliziesco connotazioni ironiche e situazioni da humour nero, al limite dell’estremo; propone in Favole di morte una eroina davvero singolare:  in seguito a un incidente la protagonista è cieca e su una sedia a rotelle, e assiste a una ventina di omicidi avvenuti nei più svariati modi….
DOMINIQUE MANOTTI  ex sindacalista, ambienta i suoi libri prevalentemente nella Parigi degli anni 80, segnata dal potere mitterandiano e dai molti scandali. Con il suo stile potente e la sua prosa essenziale , le sue storie affascinanti, si è conquistata ampia popolarità tra i lettori e i favori dei critici, che le hanno permesso di vincere l’International Dagger , premio al miglior thriller europeo con  VITE BRUCIATE,  pubblicato in Italia per Tropea.
http://www.dominiquemanotti.com/ è l’indirizzo ufficiale su internet
FRED VARGAS  la più amata dal pubblico italiano. Le sue storie, sorrette dalla struttura classica da thriller,  affondano le radici nell’inconscio collettivo, nella mitologia di cui si è nutrita la letteratura europea; una sua dichiarazione «il poliziesco è una specie di favola, ironica o tragica o cerebrale. Non sopporto i gialli ultraviolenti che raccontano crimini complicatissimi (che nella realtà non esistono): un delitto è sempre semplice».
JEAN CHRISTOPHE GRANGE’ è particolarmente noto anche in Italia grazie a I fiumi di porpora (Garzanti), memorabile thriller dove, in un crescendo di suspense, l’autore mescola con sapienza azione e psicologia su uno sfondo di incomparabile bellezza, i ghiacciai alpini. I suoi libri sono editi da Garzanti. Forse il più “americano” di questi scrittori.
Altri esponenti del genere tradotti in Italia (e qualcuno già scomparso dalla circolazione) sono Jean Vautrin, Alexis Lecaye, Serge Brussolo, Maurice Dantec, Patrick Modiano, Hugues Pagan, Tonino Benacquista, Serge Quadruppani, Tierry Jonquet.Terminiamo con una nota per Viel Tanguy, L’assoluta perfezione del crimine, Pozza, un noir con un filo d’ironia sul fascino della malavita d’un tempo, stile Jean Gabin.

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Non mancherà di soddisfare le aspettative di chi ama il thriller italiano la seconda indagine del Commissario Zarotti (ehm, un cognome che suona quasi familiare al libraio..), alle prese con i lati bui della società che ci circonda.

 

Filippo Genzini, All’ombra del terrazzo, Robin

 

Eugenio Ginelli è un agricoltore che possiede un’azienda nelle campagne poco distanti da Cremona, sulle rive del Po. Vive con sua madre e sua sorella, si alza all’alba per iniziare il lavoro nei campi, e fino al tramonto non ha tregua tra i silos, le stalle e il trattore. Eugenio non ama allontanarsi dalla Bassa Padania, non si fida delle banche e delle novità ma la notte ama divertirsi e esagera con l’alcol e con le donne. Durante un’estate terribilmente torrida Eugenio si trova a essere, per un disegno preciso o per incredibili coincidenze, il punto di congiunzione di una serie di omicidi che hanno per vittime solo donne. Sarà il commissario Zarotti, trasferitosi da poco da Milano, a dover far luce su questi tragici avvenimenti arrivando alla fine a delle sconvolgenti conclusioni. “All’ombra del Torrazzo” è un giallo ricco di colpi scena ma è anche la storia di un uomo che vive una vita divisa tra città e campagna, tra i fantasmi del passato e le passioni del presente. È una fotografia contemporanea che mostra le forti contraddizioni della nostra società e mette a nudo i lati più bui della psicologia umana.

 

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È la Roma dei Papi la “location” di questo piacevole giallo italiano, una città impregnata di vicoli oscuri e viuzze strette e maleodoroanti, dei misteri del Ghetto e di splendori architettonici che si riescono appena a percepire. Siamo nel 1839, alla fine del Carnevale, e Nunziata, padrona dell’Osteria del Gallo, si troverà ad essere protagonista di una indagine di omicidio…. Un personaggio ben delineato, un vivido affresco!

Osteria di Nunziata, Donatella Paradisi, Robin

Scende la sera dell’ultimo giorno di Carnevale del 1839, nella Roma dei Papi. Nella sua osteria affacciata sul Tevere Nunziata si prepara a ricevere gli avventori che non mancheranno certo, in un giorno come questo.
È una donna bella e ancora giovane, che sembra non mostrare le tracce delle sofferenze e delle umiliazioni che il destino di trovatella prima e un matrimonio non voluto poi le hanno lasciato addosso.
Vedova e finalmente padrona della piccola osteria del Gallo, Nunziata sta lentamente riprendendo in mano il proprio destino, acquistando consapevolezza della propria forza e del proprio valore e dei diritti che il suo essere donna in tempi e condizioni tanto difficili le hanno finora negato.
È già notte quando la porta dell’osteria si apre e fanno la loro comparsa due uomini, l’uno mascherato da pastore, l’altro in un abbagliante abito da cavaliere… La mattina dopo uno dei due sarà trovato ucciso nella vicina secca di San Biagio, nei pressi di via Giulia.
È l’inizio di una straordinaria avventura che coivolgerà l’ostessa in prima persona e che avrà come sfondo la miseria dei vicoli di Roma, il Ghetto, un antico palazzo nobiliare, magnifiche chiese e cripte nascoste, che ospitano l’orrore segreto e quasi osceno dei cimiteri sotterranei.
In questo viaggio, che dura esattamente una settimana, Nunziata metterà alla prova intuizione e fede, intelligenza e coraggio, arrivando nello stesso tempo alla soluzione dell’enigma e alla consapevolezza dei propri diritti e del proprio intrinseco valore di donna.

Donatella Paradisi

Rassegna stampa

“… una meravigliosa avventura che ha come sfondo la miseria dei vicoli di Roma.”
La Repubblica – Roma

“Il viaggio nel tempo – e nelle letture – prosegue con L’osteria di Nunziata. Un’indagine nella Roma dei Papi di Donatella Paradisi, edito da Robin: è il Carnevale del 1839, Nunziata, proprietaria dell’osteria del Gallo, si ritrova coinvolta nelle indagini sull’omicidio di uno dei suoi avventori, che la porterà a scoprire le miserie del popolino romano, i misteri della città e i suoi diritti di donna, oltre, ovviamente, ai segreti legati all’omicidio.”
Valeria Arnaldi – Il Giornale

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È la Roma dei Papi la “location” di questo piacevole giallo italiano, una città impregnata di vicoli oscuri e viuzze strette e maleodoroanti, dei misteri del Ghetto e di splendori architettonici che si riescono appena a percepire. Siamo nel 1839, alla fine del Carnevale, e Nunziata, padrona dell’Osteria del Gallo, si troverà ad essere protagonista di una indagine di omicidio…. Un personaggio ben delineato, un vivido affresco!

Osteria di Nunziata, Donatella Paradisi, Robin

Scende la sera dell’ultimo giorno di Carnevale del 1839, nella Roma dei Papi. Nella sua osteria affacciata sul Tevere Nunziata si prepara a ricevere gli avventori che non mancheranno certo, in un giorno come questo.
È una donna bella e ancora giovane, che sembra non mostrare le tracce delle sofferenze e delle umiliazioni che il destino di trovatella prima e un matrimonio non voluto poi le hanno lasciato addosso.
Vedova e finalmente padrona della piccola osteria del Gallo, Nunziata sta lentamente riprendendo in mano il proprio destino, acquistando consapevolezza della propria forza e del proprio valore e dei diritti che il suo essere donna in tempi e condizioni tanto difficili le hanno finora negato.
È già notte quando la porta dell’osteria si apre e fanno la loro comparsa due uomini, l’uno mascherato da pastore, l’altro in un abbagliante abito da cavaliere… La mattina dopo uno dei due sarà trovato ucciso nella vicina secca di San Biagio, nei pressi di via Giulia.
È l’inizio di una straordinaria avventura che coivolgerà l’ostessa in prima persona e che avrà come sfondo la miseria dei vicoli di Roma, il Ghetto, un antico palazzo nobiliare, magnifiche chiese e cripte nascoste, che ospitano l’orrore segreto e quasi osceno dei cimiteri sotterranei.
In questo viaggio, che dura esattamente una settimana, Nunziata metterà alla prova intuizione e fede, intelligenza e coraggio, arrivando nello stesso tempo alla soluzione dell’enigma e alla consapevolezza dei propri diritti e del proprio intrinseco valore di donna.

Donatella Paradisi

Rassegna stampa

“… una meravigliosa avventura che ha come sfondo la miseria dei vicoli di Roma.”
La Repubblica – Roma

“Il viaggio nel tempo – e nelle letture – prosegue con L’osteria di Nunziata. Un’indagine nella Roma dei Papi di Donatella Paradisi, edito da Robin: è il Carnevale del 1839, Nunziata, proprietaria dell’osteria del Gallo, si ritrova coinvolta nelle indagini sull’omicidio di uno dei suoi avventori, che la porterà a scoprire le miserie del popolino romano, i misteri della città e i suoi diritti di donna, oltre, ovviamente, ai segreti legati all’omicidio.”
Valeria Arnaldi – Il Giornale

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Capita, con i libri. Ne leggi uno, e subito ti viene voglia di trovarne un altro con lo stesso argomento, con la stessa ambientazione. In questo momento è stato il mare a catturarmi, passando in breve tempo dalle onde australiane di Tim Winton ai drammi del mare di Dumas, per approdare a quell’indimenticabile libro che è La vera storia del pirata Long John Silver, un libro che è un vero e proprio inno alla grande letteratura! Ecco così un nutrito  elenco dei top 20 libri sui sette mari: avventure, esplorazioni di terre e di personalità, e grandi classici.

Da leggere con un sottofondo speciale: http://www.youtube.com/watch?v=nzcv5TJkJBA , la canzone originale dei pirati, Fifteen men and a bottle of rum

La ballata del vecchio marinaio, di Samuel Taylor Coleridge, varie edizioni
Se le “Lyrical Ballads” sono considerate il manifesto del romanticismo inglese, questa “Ballata del vecchio marinaio” che apre la raccolta, ne è la tessera più emblematica. Riscritta e ritoccata più volte, a seguito dei continui approfondimenti critici della vocazione poetica di Coleridge, questa storia di colpa e di faticosa rigenerazione diventa allusiva di una condizione umana di misteriosità e indecifrabilità, di un rapporto sempre sfuggente tra il singolo e il cosmo. La poesia di Coleridge – come dimostrano gli altri poemetti raccolti nel volume, da “Christabel” a “Kubla Khan” ad “Amore” – si impone oggi come evocazione onirica, discesa negli abissi dell’animo e dell’inconscio, sostenuta da una lucida coscienza dei processi stilistici.

Moby Dick di  Herman Melville, suggeriamo l’edizione Adelphi, tradotta da Cesare Pavese
Ishmael, narratore e testimone, si imbarca sulla baleniera “Pequod”, il cui capitano è Achab. Il capitano ha giurato vendetta a Moby Dick, una immensa balena bianca che, in un viaggio precedente, gli aveva troncato una gamba. Inizia un inseguimento per i mari di tre quarti del mondo. Lunghe attese, discussioni, riflessioni filosofiche, accompagnano l’inseguimento. L’unico amico di Ishmael morirà prima della fine della vicenda. E’ Queequeg, un indiano che si era costruito una bara intarsiata con strani geroglifici. Moby Dick viene infine avvistata e arpionata. Trascinerà nell’abisso lo stesso Achab, crocefisso sul suo dorso dalle corde degli arpioni. Ishmael è l’unico che sopravvive, usando, come zattera, la bara di Queequeg.

L’isola del tesoro, di Robert Louis Stevenson, varie edizioni
Una mappa nascosta in un baule. Un ragazzino senza paura. Un marinaio con una gamba di legno. La Più straordinaria storia di pirati di tutti i tempi.

Lord Jim, e anche Tifone, e Il negro del Narciso – Joseph Conrad
Joseph Conrad è per antonomasia il grande narratore delle storie di mare, e un sontuoso esploratore dell’animo umano. Mentre l’Impero Britannico raggiungeva il suo àpice, Conrad sfruttò la sua esperienza prima nella marina francese e, successivamente, in quella britannica per scrivere romanzi e racconti che riflettono aspetti di un impero “globale” e, allo stesso tempo, esplorano gli abissi della mente umana.

Quattro drammi sul mare, Alexandre Dumas, Magenes
Rifugiatosi a Bruxelles nel 1851 per sfuggire ai suoi creditori, Dumas si dedica alle ricerche per una biografia di Lord Byron. Queste lo portano a interessarsi ai resoconti di drammi e naufragi in tutti gli oceani del mondo. Lo scrittore si tuffa allora a capofitto in queste avventure, raccogliendo testimonianze e diari di bordo di chi è sopravvissuto. Nasce così questa raccolta pubblicata nel 1852 sotto il titolo Les drames de la mer.

Le avventure del capitano Hornblower, Forester Cecil, Rizzoli
Tra il 1700 e il 1800, ai tempi in cui Napoleone dominava l’Europa, solo la Royal Navy di Sua Maestà Britannica sfidava la potenza francese. Al suo servizio c’erano uomini dalle vite avventurose, il cui spirito è perfettamente impersonato da Orazio Hornblower, un ufficiale che, da semplice guardiamarina, arriva ai vertici del comando divenendo ammiraglio. Taciturno antieroe a disagio nella società civile, ma imbattibile al comando della sua nave, Hornblower è il protagonista di una trilogia che del mare ha l’irrequietezza e l’imprevedibilità. Una grande epopea di guerra sui mari, nella quale alle battaglie si susseguono gli abbordaggi, alle ribellioni le epidemie e ai tradimenti gli amori difficili e le incursioni in terra nemica.

Il giro del mondo di un navigatore solitario, di Joshua Slocum, Mattioli
“Avendo deciso di intraprendere un viaggio intorno al mondo e, visto che la mattina del 24 aprile 1895 il vento era favorevole, a mezzogiorno salpai l’ancora, spiegai la vela e mi allontanai rapidamente da Boston, dove la Spray era rimasta comodamente ormeggiata per tutto l’inverno. Si udirono i fischi del mezzogiorno proprio mentre lo sloop si allontanava a gonfie vele. Un fotografo, sul pontile esterno di East Boston, le scattò una foto mentre gli sfrecciava accanto. Nel punto più alto della barca, la bandiera era completamente spiegata. Il mio cuore batteva forte” (Joshua Slocum).

Sud. La spedizione dell’Endurance, Ernest Shackleton, Nutrimenti
(sta per uscire per questo editore la nuova edizione di questo classico)
Il lupo di mare, Jack london, Mursia
Il mare unisce le vite di Wolf Larsen, il duro comandante del Ghost, e quella di Van Weyden, delicato e giovane scrittore. Due uomini che non potrebbero essere più diversi: la forza fisica contro la ragione; la legge del più forte contro le regole sociali. Due uomini divisi in tutto, ma uniti dall’attrazione per una eterea poetessa finita, anche lei per caso, a bordo del Ghost, che naviga a caccia di foche. È un duello mortale quello che si scatena, combattuto con il corpo e con la mente in un vorticoso intreccio di colpi di scena fino all’epilogo dove il mare, ancora una volta, cambierà per sempre i destini degli uomini.

Capitani coraggiosi, Rudyard Kipling, varie edizioni
I capitani coraggiosi sono i marinai dei pescherecci impegnati nelle stagioni di pesca tra i ghiacci dell’Islanda e i banchi di Terranova, nel tempestoso Atlantico del nord. È gente abituata a una vita aspra e a una fatica durissima. Un ragazzo miliardario e viziato, Harvey, caduto in mare da un trasatlantico, viene miracolosamente raccolto da uno di questi pescherecci. A bordo Harvey si trova forzato a dover dividere per la stagione di pesca l’esistenza rude dei pescatori, tra cui trova un ascoltatore attento, Dan, figlio del comandante. Le settimane in mare, tra avventure e pericoli, forgiano un’amicizia profonda fra i due e trasformano Harvey in un uomo che saprà per sempre distinguere i valori positivi di una persona.

Kon-Tiki, diThor Heyerdahl, Robin
Questo non è uno dei soliti resoconti di viaggio, ma la storia vera di sei uomini che hanno sfatato un’eresia scientifica con l’aiuto di una zattera di balsa, suscitando grande scalpore nel mondo degli esperti. Nel 1947 Thor Heyerdahl, con cinque compagni di viaggio, attraversa l’Oceano Pacifico, dalle coste del Perù alla Polinesia su una primitiva zattera di legno di balsa. I componenti della spedizione rivivono la leggendaria fuga del dio Kon-Tiki dalle coste americane, nell’intento di spiegare la curiosa somiglianza fra i documenti culturali della Polinesia e quelli della civiltà preincaica. Un diario di viaggio e di avventure, appassionante e ironico, che ha fatto sognare intere generazioni

Un vagabondo nei mari del sud, Bernard Moitessier, Mursia
Partito da Singapore nel 1952 con la sua giunca Marie-Thérèse, Moitessier fronteggiò in navigazione solitaria il monsone dell’Oceano Indiano, approdando infine sugli scogli dell’arcipelago Chagos. Sull’isola di Mauritios riuscì a guadagnarsi da vivere e a costruire con le proprie mani il Marie-Thérèse II, l’imbarcazione destinata a risalire l’Atlantico per portarlo fino a Trinidad. Nel mare delle Antille il navigatore perse anche questa barca. Da allora Moitessier ha doppiato Capo Horn un paio di volte e si è avventurato in un giro del mondo solitario senza scalo.

Diaana Souhami, L’isola di Selkirk, Sperling & Kupfer.
La vera storia di Alexander Selkirk, l’uomo cui Daniel Defoe si è ispirato per il suo personaggio: Robinson Crusoe. Correva l’anno 1704 quando il tempo si fermò per questo eroe che fu recuperato solo quattro anni e cinque mesi dopo il naufragio, da un vascello di passaggio. 1606 giorni di sopravvivenza e di adattamento che sfociarono in una resa totale ai ritmi dell’Isola, dove l’unica legge è la più spietata selezione naturale.

Jan Jacob Slauerhoff, Schiuma e cenere, Iperborea
E’ un mondo di erranti quello di questi cinque racconti, di vagabondi, di avventurieri, di pellegrini, di pirati, di conquistatori e di randagi. Viaggi di una ricerca che è in realtà una fuga, che sposta sempre più in là una pretestuosa, irraggiungibile meta. E viaggi che, sullo sfondo di uno straniante esotismo, sono sempre discesa negli insondabili abissi dell’animo.

Hugo Pratt, Corto Maltese, una ballata del mare salato, LIZARD
Storie di mare e di marinai, mondi lontani e sconosciuti, isole perdute negli oceani, individui alla ventura, naufragi, durezze e improvvisi slanci d’umanità nascosta. Naufragi, rapimenti, fughe, amori impossibili. Il marinaio Corto Maltese è sempre dedito alla ricerca affannosa di nuove isole e, in questo caso, nel corso della prima guerra mondiale, si ritrova agli ordini di un misterioso signore.

Caccia notturna, e altri romanzi con protagonista il capitano Aubrey, Patrick O’Brian, Tea
Il capitano Aubrey al comando di un nuovo vascello, oltre a eseguire l’incarico affidatogli di catturare la nave francese “Cornélie”, deve ritrovare il veliero da guerra “Surprise”, col quale, poi, proseguirà il viaggio fino al Nuovo Galles del Sud. Qui sarà testimone degli orrori della famigerata colonia penale di Botany Bay, dove dovrà affrontare un ambiente squallido e ostile.

Alvaro Mutis, Abdul Bashur, sognatore di navi, Einaudi
Abdul Bashur è la figura che anima vari episodi del romanzo e l’autore può dare libero sfogo a tutti i suoi estri: la fantasia, la temerarietà, il gusto provocatorio della sfida, l’astuzia e infine la coerenza di fronte al miraggio della nave ideale. Il filo conduttore del racconto è la ricerca inesauribile del supremo oggetto del desiderio, per sua natura irraggiungibile, la meta che vale il più grande dei sacrifici.

Jean-Claude Izzo, Marinai perduti, Roma, E/O
La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre “Ulisse” contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l’Aldebaran, è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. I tre sono costretti all’immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l’una con l’altra.

Thorkild Hansen, Il capitano Jens Munk, Iperborea
Nel 1619 Jens Munk salpa da Copenaghen e intraprende un viaggio appassionato alla ricerca del passaggio Nord-Ovest per la Cina. E’ l’impresa che deve coronare la sua vita, perché Munk, figlio di un nobile danese caduto in disgrazia e frutto di una relazione illegittima, ha iniziato giovanissimo la scalata per conquistare un posto d’onore nella società. Il mare, il luogo della sua infanzia sul fiordo di Oslo e lo scenario dei racconti del padre è l’ambiente naturale per realizzare se stesso

Bjiorn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, Iperborea
Ci sono libri che danno pura gioia. È quel che capita con il romanzo di Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce. Chi racconta in prima persona è Long John Silver, il terribile pirata con una gamba sola dell'”Isola del Tesoro”, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell'”e poi”? che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro.

Due anni a prora, Richard Henry Dana, Incontri nautici
Figlio del poeta e giornalista Richard Henry Dana Senior, scrisse il classico delle letteratura nautica Two Years Before the Mast, (Due anni a prora), cronaca di una navigazione durata due anni (1834-1836) intorno al continente americano, decisa dopo aver interrotto gli studi a Harvard. Durante il viaggio, da Boston fino in California, Richard doppiò Capo Horn. Uno dei primi esempi di narrativa di questo genere, servì da apripista ad una generazione di romanzieri del mare, a cominciare dall’Herman Melville di Moby Dick.

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